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n.293 del 30.10.2017 (Parte Seconda)

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Parere in merito al "Progetto di variante 2016 al Piano stralcio di Bacino per l'assetto idrogeologico del Bacino dei fiumi Marecchia e Conca (PAI)" adottato dal Comitato Istituzionale dell'Autorità interregionale di Bacino Marecchia e Conca con deliberazione n. 1 del 27/4/2016

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

Visti:

  • il Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, "Norme in materia ambientale";
  • la Legge 28 dicembre 2015, n. 221, “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali” ed in particolare l’art. 51 “Norme in materia di Autorità di bacino”;
  • la Direttiva 2007/60/CE del 23 ottobre 2007 “Relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni”;
  • il Decreto Legislativo 23 febbraio 2010, n. 49, “Attuazione della Direttiva 2007/60/CE relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni”;
  • il Decreto Legislativo 10 dicembre 2010, n. 219, recante “Attuazione della direttiva 2008/105/CE relativa a standard di qualità ambientale nel settore della politica delle acque, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 82/176/CEE, 83/513/CEE, 84/156/CEE, 84/491/CEE, 86/280/CEE, nonché modifica della direttiva 2000/60/CE e recepimento della direttiva 2009/90/CE che stabilisce, conformemente alla direttiva 2000/60/CE, specifiche tecniche per l'analisi chimica e il monitoraggio dello stato delle acque”;
  • il Decreto 25 ottobre 2016 del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM), recante “Disciplina dell'attribuzione e del trasferimento alle Autorità di bacino distrettuali del personale e delle risorse strumentali, ivi comprese le sedi, e finanziarie delle Autorità di bacino, di cui alla legge 18 maggio 1989, n. 183.”; pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 27 del 2/2/2017 ed entrato in vigore il 17/2/2017;
  • la Legge 18 maggio 1989, n. 183, recante “Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo” (ora abrogata dall’art. 175, comma 1, lett. l del D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152);
  • la nota del MATTM Direzione Generale per la Salvaguardia del Territorio e del Mare protocollo n. 5872 del 14/3/2017 avente ad oggetto “Decreto n. 294 del 25 ottobre 2016 in materia di Autorità di bacino distrettuali. Chiarimenti in merito all’approvazione degli atti di pianificazione di bacino”;
  • il Decreto del Segretario Generale del distretto Idrografico del Fiume Po n. 98 del 31/5/2017;

Visti inoltre:

  • il Piano Stralcio di Bacino per l'Assetto Idrogeologico del Bacino Interregionale Marecchia – Conca (in seguito denominato PAI) adottato dal Comitato Istituzionale dell'Autorità Interregionale di Bacino Marecchia – Conca, con deliberazione n. 2 del 30 marzo 2004 e approvato, per le parti di propria competenza territoriale, con propria deliberazione n. 1703 del 6 settembre 2004;
  • il Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni del Distretto Idrografico dell’Appennino Settentrionale (in seguito PGRA), adottato dal Comitato Istituzionale integrato dell'Autorità di Bacino del fiume Arno con Deliberazione n. 231 del 17/12/2015 e approvato con Deliberazione n. 235 del 3/3/2016 del medesimo Comitato Istituzionale, in attuazione della Direttiva 2007/60/CE e in conformità dell’art. 7, comma 8, del D.lgs. n. 49/2010;
  • il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 27 ottobre 2016, recante “Approvazione del Piano di gestione del rischio di alluvioni del distretto idrografico dell’Appennino settentrionale”;

Preso atto che:

  • il PGRA del Distretto Idrografico dell’Appennino Settentrionale è articolato in diversi Piani realizzati dalle “Unit of Management”, che per la Regione Emilia-Romagna erano l’Autorità di Bacino del Reno, l’Autorità dei Bacini Regionali Romagnoli e l’Autorità di Bacino Interregionale Marecchia-Conca, così come definito dall’art. 64 del D.Lgs. 152/2006 vigente al momento dell’adozione del PGRA;
  • il comma 5 dell’art. 51 della L. 221/2015, che sostituisce l’art. 64 del D.lgs. 152/2006, modifica i distretti idrografici e ne ridefinisce il territorio, attribuendo al Distretto del Fiume Po il territorio dell’Autorità di Bacino del Reno, dell’Autorità dei Bacini Regionali Romagnoli e dell’Autorità di Bacino Interregionale Marecchia-Conca, che in precedenza erano ricomprese nel Distretto dell’Appennino Settentrionale;

Rilevato che:

  • l’art. 51, comma 4, della L. 221/2015 dispone che dalla data di adozione del decreto previsto dall’art. 63 del D.Lgs. n. 152/2006, emanato il 25/10/2016 dal MATTM ed entrato in vigore il 17/2/2017, le Autorità di bacino di cui alla L. n. 183/1989 sono soppresse e i Segretari generali delle Autorità di bacino di rilievo nazionale, di cui all’art. 4 del D.lgs. n. 219/2010, sono incaricati dell’attuazione del Decreto stesso e svolgono le funzioni loro attribuite non oltre la nomina dei Segretari generali, di cui al comma 7 dell’art. 63 del D.Lgs. n. 152/2006;
  • l’art 3, comma 2, del Decreto 25 ottobre 2016 del MATTM dispone che le Autorità di bacino distrettuali, di cui al comma 1 dell’art. 63 del D.Lgs. n. 152/2006, subentrano in tutti i rapporti alle Autorità di bacino di cui alla L. 183/1989 a far data dall’entrata in vigore dei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri emanati ai sensi del comma 4 dell’art. 63 del D.Lgs. n. 152/2006;
  • l’art 12, commi 6 e 7, del Decreto 25 ottobre 2016 del MATTM dispone che fino all’emanazione del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di cui al comma 4 dell’art. 63 del D.Lgs. n. 152/2006, le attività di pianificazione di bacino, facenti capo alle soppresse Autorità di bacino nazionali, interregionali e regionali sono esercitate dai Segretari generali, di cui al comma 4 dell’art. 51 della L. 221/2015, che si avvalgono delle strutture delle Autorità di bacino nazionali, interregionali e regionali;
  • l’art 12, comma 7, del Decreto 25 ottobre 2016 del MATTM prevede che nelle more dell’emanazione del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di cui al comma 4 dell’art. 63 del D.Lgs. n. 152/2006, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare approva gli atti necessari per assicurare l’aggiornamento dei Piani di bacino e relativi stralci funzionali e territoriali, d’intesa con le regioni e le Autorità di bacino ricadenti nei singoli distretti;
  • il comma 3 dell’art. 68 del D.Lgs. 152/2006 dispone che le Regioni convochino una Conferenza programmatica articolata per sezioni provinciali o per altro ambito territoriale deliberato dalle Regioni stesse, cui partecipano province e comuni interessati al fine di esprimere un parere sulla coerenza tra pianificazione di distretto e pianificazione territoriale dei Progetti di variante ai PAI;

Preso atto che l'Autorità Interregionale di Bacino Marecchia – Conca:

  • con deliberazione n. 1 del 27/4/2016 del Comitato Istituzionale ha adottato il “Progetto di Variante 2016 al Piano Stralcio di Bacino per l'Assetto Idrogeologico del Bacino dei Fiumi Marecchia e Conca (PAI):
  • coordinamento e aggiornamento elaborati grafici e Norme di Piano del Piano Stralcio per l‘Assetto Idrogeologico (P.A.I.);
  • Norme in materia di coordinamento tra il P.A.I. e il Piano di Gestione dei Rischi di Alluvione del Distretto Idrografico dell’Appennino Settentrionale (P.G.R.A. A.S.): Integrazione del Titolo IV delle Norme di Piano del Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico (P.A.I.);”

in seguito definito Progetto di Variante;

  • ha dato notizia dell'avvenuta adozione del Progetto di Variante nella Gazzetta Ufficiale n. 159 del 9/7/2016 (Parte Prima) e nel Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna (Parte Seconda) n. 163 del 1/6/2016, nonché sui siti istituzionali dell’Autorità di Bacino e della Regione;
  • ha depositato il Progetto di Variante presso la propria sede e lo ha pubblicato sul proprio sito web istituzionale, per sottoporlo a consultazione e ad eventuali osservazioni, dal 9 luglio al 6 ottobre 2016;

Constatato che il Progetto di Variante è costituito dai seguenti elaborati:

a) Relazione e relativi allegati, così articolati:

  • Relazione
  • Tavola 0 - Rete idrografica, limiti amministrativi e aree naturali (scala 1:100.000)
  • Allegato 1 - Inventario e censimento dei dissesti
  • Allegato 2A - Aree in dissesto a “Rischio molto elevato ed elevato” oggetto di perimetrazione (48 schede descrittive e planimetrie con perimetrazioni - scale 1:5.000, 1:10.000)
  • Allegato 2B - Aree in dissesto a “Pericolosità molto elevata ed elevata” oggetto di perimetrazione (176 schede descrittive e planimetrie con perimetrazioni - scale 1:5.000, 1:10.000)

b) Elaborati cartografici di analisi

  • Tavv. da 1.1 a 1.6 - Inventario dei dissesti (scala 1:25.000)
  • Tavv. da 2.1 a 2.6 - Censimento dei dissesti per i quali sono stati registrati danni o la cui prevedibile evoluzione li può causare (scala 1:25.000)
  • Tavv. da 3.1 a 3.4 – Calanchi (scala 1:25.000)
  • Allegato 3 – Esondabilità attuale e rischio attuale (26 Tavole scala 1:5.000, 1:10.000)
  • Allegato 4 – Fasce di pertinenza dei corsi d’acqua ad alta vulnerabilità idrologica (9 Tavole scala 1:10.000)

c) Elaborati cartografici relativi agli ‘interventi programmati e modalità di gestione'

  • Tavv. da 4.1 a 4.6 - Quadro generale del Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico (scala 1:25.000)
  • Allegato 5 - Fasce fluviali e interventi previsti (26 Tavole scala 1:5.000, 1:10.000)
  • Tavv. 5.1, 5.2, 5.3 – Mappe della pericolosità idraulica del reticolo secondario di pianura (scala 1:25.000) - Piano di Gestione Rischio Alluvioni P.G.R.A. - Appennino Settentrionale
  • Tavv. 6.1, 6.2 – Mappe della pericolosità per alluvioni marine (scala 1:25.000) - Piano di Gestione Rischio Alluvioni P.G.R.A. - Appennino Settentrionale

d) Norme di Piano

  • Norme di Piano

Dato atto che:

  • sono pervenute alla Regione Emilia-Romagna 39 osservazioni articolate in complessivi 110 quesiti, da parte di soggetti pubblici e privati, elencate e sintetizzate nell’Allegato A al presente atto;
  • il Direttore Generale Cura del Territorio e dell'Ambiente ha convocato, con nota prot. PG.2016.621130 del 20/9/2016, le Direzioni generali Agricoltura, caccia e pesca e Economia della conoscenza, del lavoro e dell’impresa, l’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile, nonché i propri Servizi direttamente interessati, per illustrare il Progetto di Variante ed acquisire le valutazioni di rispettiva competenza necessarie alla formazione del parere regionale da proporre alla Conferenza programmatica, di cui al comma 3 dell’art. 68 del D.Lgs. 152/2006;
  • il Servizio Difesa del Suolo, della Costa e Bonifica ha effettuato l’istruttoria del Progetto di Variante ed ha predisposto il parere istruttorio regionale presentato nella suddetta Conferenza programmatica; tale parere, denominato “Parere in merito al ‘Progetto di Variante 2016 al Piano Stralcio di Bacino per l'Assetto Idrogeologico del Bacino dei Fiumi Marecchia e Conca (PAI):
  • coordinamento e aggiornamento elaborati grafici e Norme di Piano del Piano Stralcio per l ‘Assetto Idrogeologico (P.A.I.);
  • Norme in materia di coordinamento tra il P.A.I. e il Piano di Gestione dei Rischi di Alluvione del Distretto Idrografico dell’Appennino Settentrionale (P.G.R.A. A.S.): Integrazione del Titolo IV delle Norme di Piano del Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico (P.A.I.) adottato dal Comitato Istituzionale dell’Autorità Interregionale di Bacino Marecchia e Conca con deliberazione n. 1 del 27/4/2016”, in seguito denominato parere istruttorio regionale, è riportato nell’Allegato B alla presente deliberazione;
  • l'Assessore alla Difesa del suolo e della Costa, Protezione Civile, Politiche ambientali e della montagna, ha convocato la suddetta Conferenza programmatica il 15/12/2016 a Rimini (nota prot. PG.2016.745233 del 1/12/2016), in seduta unica per ambito sovra provinciale per le Province di Forlì-Cesena e Rimini, come previsto dalla propria deliberazione n. 1609 del 7/10/2016; tutti gli interventi dei presenti sono stati verbalizzati e il verbale è riportato nell’Allegato C al presente atto;

Rilevato che il Progetto di Variante, adeguatamente illustrato nella Relazione e sintetizzato nel parere istruttorio regionale, a cui si rimanda (Allegato B):

  • riguarda il territorio regionale di competenza dell’Autorità di Bacino Marecchia – Conca, che corrisponde alla totalità della Provincia di Rimini e a una piccola parte di quella di Forlì-Cesena;
  • costituisce aggiornamento cartografico e normativo e riguarda i seguenti temi e ambiti cartografici che interessano il territorio regionale:
  • ricomposizione del PAI 2004 in un unico insieme di elaborati coordinati con tutti i 15 aggiornamenti, integrazioni e varianti approvati dal 2004 al 2015;
  • coordinamento del PAI con le mappe di pericolosità e rischio idraulico del PGRA:
  • aggiornamento e integrazione cartografica delle “Fasce di territorio di pertinenza dei corsi d'acqua con probabilità di inondazione corrispondente a piene con tempi di ritorno fino a 200 anni” (art. 9 delle Norme di Piano) in adeguamento alle mappe di pericolosità e rischio individuate nel PGRA relative al reticolo idrografico principale modifiche;
  • integrazione degli ambiti di pericolosità del reticolo secondario di pianura in adeguamento alle mappe di pericolosità individuate nel PGRA relative all’ambito del reticolo di bonifica;
  • integrazione degli ambiti di pericolosità per alluvioni meteo-marine, in adeguamento alle mappe di pericolosità individuate nel PGRA relative all’ambito territoriale delle aree costiere marine;
  • correzione di errore materiale delle “Fasce di territorio di pertinenza dei corsi d'acqua con probabilità di inondazione corrispondente a piene con tempi di ritorno fino a 200 anni” (art. 9 delle Norme di Piano) del T. Uso nel tratto compreso tra il ponte di loc. Ponte Uso e l’immissione del Fosso Rubiano, in Comune di Sogliano al Rubicone (FC);
  • aggiornamento delle “Fasce di territorio di pertinenza dei corsi d'acqua ad Alta Vulnerabilità Idrologica” (art. 9 delle Norme di Piano) del Fiume Marecchia, Torrente Conca e Torrente Uso;
  • aggiornamento e integrazione delle “Aree in dissesto a rischio molto elevato ed elevato” (artt. 14, 15 e 16 delle Norme di Piano) oggetto di perimetrazione in Comune di San Leo – loc. Capoluogo;
  • aggiornamento delle “Aree in dissesto a pericolosità molto elevata ed elevata” (artt. 14, 15 e 16 delle Norme di Piano) oggetto di perimetrazione nei Comuni di Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant’Agata Feltria, Talamello;
  • aggiornamento e integrazione della “Carta Inventario dei Dissesti” e delle “Aree in dissesto da assoggettare a verifica” (art. 17 delle Norme di Piano) nei Comuni di Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant’Agata Feltria, Talamello;
  • aggiornamento e integrazione del tema dei “Calanchi” (art. 14 delle Norme di Piano);
  • aggiornamento e integrazione delle Norme del PAI, che ha comportato la modifica degli articoli 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 11, 12bis, 14, 15, 16, 17 e 18, e, per il coordinamento col PGRA, l’aggiunta del Titolo IV, contenente gli articoli 19, 20 e 21;
  • inoltre, ha lo scopo precipuo di garantire il pieno coordinamento tra i contenuti conoscitivi risultanti dall’elaborazione del PGRA e quelli dei vigenti strumenti della pianificazione di bacino per l’assetto idrogeologico, secondo le disposizioni di cui all’art. 9 del D.Lgs. 49/2010, e, in particolare, di associare le specifiche disposizioni del PAI alle aree individuate nell’ambito degli elaborati del PGRA;
  • attua, pertanto, le seguenti misure poste in carico alle Autorità di bacino dal PGRA:
  • modifiche e integrazioni ai PAI: per le aree inondabili attualmente non individuate specificazione e attuazione di misure in funzione delle varie realtà territoriali (M24_2) – Ambito di applicazione. Corsi Naturali, Reticolo di bonifica, Costa;
  • modifiche e integrazioni ai PAI: elaborazione norme di collegamento tra la pianificazione di bacino e le azioni di protezione civile (M24_3) – Ambito di applicazione. Corsi Naturali, Reticolo di bonifica, Costa;

Rilevato inoltre che la deliberazione di adozione n. 1 del 27/4/2016 del Comitato Istituzionale dell’Autorità di bacino Marecchia-Conca prevede che si applichino, dalla data di pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della notizia dell’avvenuta adozione del Progetto di variante, quali misure di salvaguardia le disposizioni contenute nelle "Prescrizioni" delle Norme del PAI, inoltre costituisce misura di salvaguardia quanto specificato nel secondo capoverso del comma 2 dell’art. 21 delle Norme del Progetto di Variante, per le aree soggette ad alluvioni frequenti (P3) dell’Ambito territoriale del Reticolo di Bonifica;

Considerato che il Progetto di Variante:

  • si inserisce adeguatamente nel percorso di pianificazione tracciato dal PAI e ne costituisce aggiornamento del quadro conoscitivo, cartografico e normativo;
  • in particolare, per la parte relativa al coordinamento tra il PAI e il PGRA si inserisce nel percorso tracciato dall’art. 7 del D.Lgs. 49/2010 in attuazione della Direttiva 2007/60/CE e nel quadro del D.Lgs. 152/2006, aggiornando e integrando il quadro conoscitivo e i contenuti del PAI vigente e garantendo coordinamento e coerenza tra PGRA e PAI;
  • si configura esso stesso come misura specifica di attuazione del PGRA, quindi, come passo necessario e dovuto già facente parte dell’insieme di azioni prioritarie individuate nel PGRA per la riduzione delle conseguenze negative derivanti dalle alluvioni per la vita umana, l’ambiente, il patrimonio culturale, i beni e le attività socio-economiche; costituisce, infatti, una prima attuazione delle misure di “modifiche e integrazione dei Piani Stralcio”, M24_2 e M24_3, previste dal PGRA;

Preso atto che la Conferenza programmatica del 15/12/2016, come risulta dal verbale (Allegato C), si è espressa favorevolmente sul Progetto di Variante ed ha condiviso il parere istruttorio regionale (Allegato B), integrato sulla base dei contributi emersi dai partecipanti alla Conferenza stessa;

Ritenuto di formulare al Segretario Generale del Distretto Idrografico del Fiume Po, sulla base di quanto evidenziato nel Parere istruttorio regionale (Allegato B) a cui si rimanda, le seguenti considerazioni e proposte di modifica in merito al Progetto di Variante, qui espresse sinteticamente ma dettagliate nel suddetto parere:

  1. si invita a integrare le Norme del PAI sulla base della nota di chiarimenti e precisazioni elaborata dal Comitato Tecnico dell’Autorità di bacino Marecchia-Conca in data 17/10/2016 (trasmessa a tutti gli enti interessati con prot. n. 573 del 19/10/2016) in merito all’applicazione del comma 2 dell’art. 21 delle Norme del PAI;
  2. al fine di rendere efficaci le eventuali variazioni al quadro conoscitivo predisposte dai comuni, previste nel comma 2 dell’art. 21, si propone, anche in considerazione di alcune osservazioni pervenute, di:
  • modificare il comma 2 dell’art. 21 nel modo seguente:

“Relativamente alle aree alluvionabili dell’Ambito territoriale del Reticolo di Bonifica di cui al comma 3 del precedente articolo, gli Enti Locali, entro dodici mesi dall’ emanazione della direttiva di cui al punto successivo, possono sviluppare approfondimenti del quadro conoscitivo, in accordo con i Consorzi di Bonifica competenti per territorio, con le Regioni per quanto di competenza e con l’Autorità di Bacino Distrettuale, e regolamentano le attività consentite, i limiti e i divieti attraverso gli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica, in relazione alle misure indicate nel P.G.R.A.; tali approfondimenti comporteranno aggiornamenti cartografici del PAI secondo quanto previsto dal comma 2 del precedente art. 6.”

  • integrare il comma 2 dell’art. 6 delle Norme del PAI con la seguente aggiunta:

"c) delle modificazioni relative alle aree alluvionabili dell’Ambito territoriale del Reticolo di Bonifica, di cui al comma 3 dell’art. 20, conseguenti agli approfondimenti del quadro conoscitivo previsti dal comma 2 dell’art.21;

3. l’art. 9 “Fasce di territorio di pertinenza dei corsi d’acqua” delle Norme del Progetto di Variante al comma 4.2, relativo alle prescrizioni per le Fasce di territorio di alta vulnerabilità idrologica, lettera d, prevede che siano fatti salvi gli interventi e le previsioni contenute negli strumenti urbanistici vigenti e/o adottati al 15/12/2004, data di adozione dell’Integrazione del Progetto di Piano Stralcio che ha inserito nel PAI tale tipologia di fasce fluviali; pertanto si propone, anche in considerazione di alcune osservazioni pervenute, di prevedere lo stesso tipo di tutela per gli interventi e le previsioni contenute negli strumenti urbanistici vigenti e/o adottati che ricadono in Fasce di territorio di alta vulnerabilità idrologica di nuovo inserimento nel presente Progetto di Variante, adottato il 27/04/2016, e di integrare conseguentemente la lettera d) del comma 4.2 dell’art. 9;

Valutato inoltre opportuno proporre al Segretario Generale del Distretto Idrografico del Fiume Po:

  • al fine di integrare le modalità di aggiornamento del PAI anche per l’Ambito Costiero Marino di nuova introduzione e per la correzione di meri errori cartografici, di inserire al comma 2 dell’art. 6 i seguenti punti:

d) delle modificazioni relative alle aree alluvionabili dell’Ambito Costiero Marino di cui al comma 4 dell’art. 20, conseguenti agli approfondimenti del quadro conoscitivo effettuati dalle Regioni, anche sulla scorta di studi specifici e rilievi di dettaglio forniti dagli Enti locali;

e) della correzione di meri errori cartografici.

  • la correzione di errori o riferimenti non aggiornati riscontrati negli elaborati del Progetto di Variante, che si ritiene demandare ad uno specifico incontro tra i collaboratori della Regione e dell’Autorità distrettuale;
  • la modifica dell’art. 3, comma 1, lett. b delle Norme come di seguito riportato:

“b) alla predisposizione o all’aggiornamento dei piani urgenti di emergenza della protezione civile, di cui all’art. 67, comma 5 del D.Lgs. 152/2006, entro il termine di sei mesi dalla data della adozione del Piano Stralcio, e alla predisposizione e all’aggiornamento della pianificazione di emergenza ai sensi della Legge 12 luglio 2012, n. 100.”

Ritenuto, inoltre, opportuno, come già evidenziato nel Parere istruttorio regionale (Allegato B):

  • che la Regione emani disposizioni concernenti l’attuazione della pianificazione di bacino, coordinata con il PGRA, nel settore urbanistico in particolare per i nuovi ambiti “Reticolo secondario di pianura” ed “Aree costiere marine”, in coordinamento con l’Autorità del distretto del fiume Po e in coerenza con quanto disposto dall’art. 65, comma 6, del D.lgs. 152/2006;
  • invitare i Comuni ricadenti nel territorio dell’Autorità di bacino Marecchia-Conca, nelle more dell’emanazione delle suddette disposizioni, a fare riferimento in particolare per l’Ambito del Reticolo di Bonifica a quanto previsto nelle “Prime disposizioni regionali concernenti l’attuazione del Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni con particolare riguardo alla pianificazione di emergenza, territoriale ed urbanistica, ai sensi dell’art. 58 dell’Elaborato n. 7 (Norme di Attuazione) e dell’art. 22 dell’Elaborato n. 5 (Norme di Attuazione) del “Progetto di variante al Piano stralcio per l’assetto idrogeologico del bacino del fiume Po (P.A.I.) e al Piano stralcio per l’assetto idrogeologico del Delta del fiume Po (P.A.I. Delta)”, adottato dal Comitato Istituzionale dell’Autorità di bacino del fiume Po, con deliberazione n. 5 del 17/12/2015”, approvate con propria deliberazione n. 1300/2016 e confermate con propria deliberazione n. 970/2017;
  • prioritario elaborare, in accordo con l’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, una cartografia della pericolosità idraulica derivante dal Reticolo secondario di pianura aggiornata e di maggior dettaglio per il territorio della provincia di Rimini, tramite la costituzione di uno specifico tavolo tecnico, coordinato dalla Regione, in considerazione delle numerose osservazioni pervenute sul Progetto di Variante, relative a situazioni in cui le mappe della pericolosità non corrisponderebbero alla reale pericolosità dei luoghi;

Ritenuto infine di esprimere le proprie valutazioni sulle osservazioni pervenute e trasmetterle all’Autorità di Bacino, proponendo le modifiche conseguenti, come riportato nell’Allegato A;

Vista la L.R. 26 novembre 2001, n. 43, “Testo unico in materia di organizzazione e di rapporti di lavoro nella regione Emilia-Romagna”;

Richiamate le proprie deliberazioni:

  • n. 2416 del 29 dicembre 2008, "Indirizzi in ordine alle relazioni organizzative e funzionali tra le strutture e sull'esercizio delle funzioni dirigenziali. Adempimenti conseguenti alla delibera 999/2008. Adeguamento e aggiornamento della delibera n. 450/2007";
  • n. 2189 del 21 dicembre 2015, “Linee di indirizzo per la riorganizzazione della macchina amministrativa regionale”;
  • n. 56 del 25 gennaio 2016, “Affidamento degli incarichi di Direttore Generale della Giunta regionale, ai sensi della L.R. n. 43/2001”;
  • n. 270 del 29 febbraio 2016, "Attuazione prima fase della riorganizzazione avviata con delibera 2189/2015";
  • n. 622 del 28 aprile 2016, "Attuazione seconda fase della riorganizzazione avviata con delibera 2189/2015";
  • n. 1107 del 11 luglio 2016, "Integrazione delle declaratorie delle strutture organizzative della Giunta Regionale a seguito dell'implementazione della seconda fase della riorganizzazione avviata con delibera 2189/2015";

Visti infine:

  • il D.lgs. 14 marzo 2013, n. 33 “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”;
  • la deliberazione della Giunta regionale n. 89 del 30/1/2017 “Approvazione Piano triennale di prevenzione della corruzione 2017-2019";
  • la deliberazione della Giunta regionale n. 486 del 10/4/2017 “Direttiva di indirizzi interpretativi per l’applicazione degli obblighi di pubblicazione previsti dal D.lgs. n. 33/2013. Attuazione del Piano triennale di prevenzione della corruzione 2017-2019”;

Dato atto del parere allegato;

Su proposta dell'Assessore alla Difesa del suolo e della Costa, Protezione Civile, Politiche ambientali e della montagna, Paola Gazzolo,

A voti unanimi e palesi

delibera

  1. di prendere atto delle risultanze della Conferenza programmatica, tenutasi il 15/12/2016, il cui verbale è riportato nell’Allegato C, che ha condiviso il parere istruttorio regionale, riportato nell’Allegato B, con le integrazioni di cui in narrativa;
  2. di esprimersi sulle osservazioni pervenute nei termini di cui all’Allegato A e di proporre all’Autorità di Bacino distrettuale del Fiume Po di effettuare le modifiche che ne conseguono;
  3. di precisare che i citati Allegati A, B e C sono parte integrante e sostanziale della presente deliberazione;
  4. di inviare copia del presente atto deliberativo, completo di tutti gli allegati, all’Autorità di Bacino distrettuale del Fiume Po, per gli adempimenti di competenza;
  5. di dare atto infine che, per quanto previsto in materia di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni, si provvederà ai sensi delle disposizioni normative ed amministrative richiamate in parte narrativa;
  6. di pubblicare la presente deliberazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna.

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