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n.265 del 07.08.2019 periodico (Parte Seconda)

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Modifica e integrazione al piano di alienazione e valorizzazione del patrimonio non strategico della Regione Emilia-Romagna

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

Premesso:

- che con Legge 6 agosto 2008 n. 133 è stato convertito in Legge con modificazioni il Decreto Legge 25 giugno 2008, n. 112, recante "Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria" successivamente integrato dall’art. 33 comma 6, D.L. 98/2011, convertito nella Legge 111/2011, a sua volta modificato dall’art. 27 della Legge 214/2011;

- che la Legge sopracitata all’art. 58 ha disposto una operazione di riordino, gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare di Regioni, Comuni e altri enti locali;

- che in particolare l’art. 58 recante "Ricognizione e valorizzazione del patrimonio immobiliare di Regioni, Provincie, Comuni ed altri Enti locali" prevede al comma 1 che ciascun Ente con delibera dell’organo di governo individui, redigendo un apposito elenco, i singoli beni immobili ricadenti nel territorio di competenza, non strumentali all’esercizio delle proprie funzioni istituzionali, suscettibili di valorizzazione ovvero di dismissione, redigendo così il piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari da allegare al bilancio di previsione;

- che ai sensi del comma 2 dell’art. 58 sopracitato l'inserimento degli immobili nel piano ne determina la conseguente classificazione come patrimonio disponibile, tuttavia ai sensi dell’art. 2 della L.R. n. 10/2000 e successive modificazioni e degli indirizzi approvati con propria delibera n. 1551/2004 e successive precisazioni di seguito riportate, la effettiva sclassificazione verrà effettuata con l’atto di determinazione del dirigente che approverà la vendita;

- che ai sensi del comma 3 dell’art. 58 sopracitato gli elenchi di cui sopra dovranno essere pubblicati mediante le forme previste per ciascuno di tali enti, e hanno effetto dichiarativo della proprietà, in assenza di precedenti trascrizioni e producono gli effetti previsti dall'art. 2644 del Codice Civile, nonché gli effetti sostitutivi dell'iscrizione del bene in catasto;

- che ai sensi del comma 4 dell’art. 58 medesimo gli uffici competenti provvedono se necessario, alle conseguenti attività di trascrizione, intavolazione e voltura;

- che con propria delibera n. 2105 del 10 dicembre 2018 è stato approvato l’ultimo Piano di Alienazione e Valorizzazione del Patrimonio non strategico della Regione Emilia-Romagna relativo all’anno 2019;

- che il Piano sopracitato è stato pubblicato sul BUR della Regione Emilia-Romagna il 24 gennaio 2019 al n.28;

Dato atto:

- che il Servizio Approvvigionamenti, Patrimonio, Logistica e Sicurezza alla luce di quanto sopra esposto, ha strutturato il Piano in parola individuando tutti i beni immobili di proprietà della Regione Emilia-Romagna al momento insuscettibili di utilizzazione per propri fini istituzionali e pertanto non strategici, tale documento è suddiviso in tre sezioni rispettivamente denominate:

- Sezione 1)

“Immobili ricompresi nel progetto Fondi Immobiliari”;

- Sezione 2)

”Immobili” da dismettere con procedure ordinarie”;

- Sezione 3)

“Immobili ricompresi nel progetto Valorizzazione aree gestione FER”;

- che nella Sezione 3) “Immobili ricompresi nel progetto Valorizzazione aree gestione FER” sono stati inseriti i beni per i quali, alla fine dell’anno 2016, la Direzione Generale Cura del Territorio e dell’Ambiente tramite la propria struttura competente in materia di trasporto ferroviario con nota prot. PG/2016/0680440 del 20 ottobre 2016 aveva evidenziato la necessità di giungere ad una più razionale gestione delle linee ferroviarie regionali e delle relative pertinenze in quanto la gestione svolta dalla Società Ferrovie Emilia-Romagna S.R.L. - Ente Gestore – sui beni ferroviari a suo tempo trasferiti dallo Stato alle Regioni a seguito dell’attuazione del D.lgs. n. 422/97,aveva messo in evidenza la presenza di beni non più utilizzati né utilmente utilizzabili per lo svolgimento dell’esercizio ferroviario;

- che contestualmente, la medesima Direzione Generale aveva significato che la recente pubblicizzazione del Decreto M.I.T.5 agosto 2016, che colloca tutte le linee della rete di competenza della Regione Emilia-Romagna nell’ambito di applicazione del D. Lgs. n. 112/2015 e quindi nello “spazio ferroviario europeo unico” e nei relativi standard di sicurezza, oltre alla volontà di proseguire nell’azione di potenziamento e valorizzazione delle nostre linee ferroviarie, impongono la ricerca di risorse finanziarie straordinarie aggiuntive; risorse che potevano scaturire dalla vendita di detti beni da parte della FER, società in house della Regione, previa loro sdemanializzazione. Inoltre per quanto atteneva, in particolare, il tema della sicurezza occorreva segnatamente completare gli interventi di compatibilizzazione tecnologica per consentire la piena interoperatività della rete regionale con quella nazionale, tramite l’installazione del c.d. sistema SST-SCMT (Sistema di Controllo Marcia Treno) sulla base di un piano di interventi già concordato tra Regione e FER S.R.L.;

- che da tale necessità si era articolato negli anni 2017 e 2018 una attività congiunta tra i funzionari regionali dei settori Trasporto Ferroviario e Patrimonio e FER S.R.L. volto ad individuare puntualmente i beni immobili non più funzionali all’esercizio ferroviario e per i quali si riteneva opportuno avviare un percorso di alienazione;

- che i beni di cui sopra sono stati appunto individuati nella sezione 3) dell’allegato A) alla propria delibera, di approvazione del Piano, n.2105/2018, la quale, tra l’altro, ha ritenuto che rispondesse a criteri di efficienza ed efficacia gestionale affidare a “Ferrovie Emilia-Romagna S.R.L.”, che si è dichiarata disponibile, l’incarico di curare e assolvere, in modo unitario, in nome e per conto della Regione Emilia-Romagna tutti gli adempimenti, diretti e indiretti, connessi all’attuazione del piano di valorizzazione e dismissione di cui all’allegato A sezione 3)da attuarsi in stretta connessione con il piano degli interventi sopracitato inerente il miglioramento del sistema ferroviario regionale;

- che tra i beni inseriti nella sezione 3) rientra anche un fabbricato denominato “ex deposito automezzi” del compendio ferroviario di “Modena Piccola” distinto catastalmente come segue:

C.F. del Comune di Modena Fg.175 mapp.195 sub 9 cat.E/1 R.C.40.737,00;

- che per tale immobile è maturata, nel frattempo, una ipotesi di valorizzazione alternativa alla dismissione e che consente il recupero del bene all’interno e nell’ambito del circuito pubblico;

Preso atto:

- che tale percorso vede coinvolto il Comune di Modena ha ipotizzato un percorso, in accordo col Ministero della Giustizia, per lo spostamento dall'attuale sede degli Archivi Notarili e del loro patrimonio documentario, con l'obiettivo di liberare spazi utili all'ampliamento e alla ulteriore valorizzazione dei Musei del Duomo;

- che si tratta di un'operazione rilevante sia dal punto di vista culturale ed artistico, che sotto l'aspetto turistico, in una città che sta assumendo sempre di più tale vocazione, come testimoniano le stesse rilevazioni regionali;

- che il Comune di Modena con nota PG 192972/2019-02.01 fasc.17 del 27 giugno 2019, acquisita al protocollo regionale PG/2019/0582118 del5 luglio 2019, ha comunicato che in accordo con F.E.R. s.r.l. ha individuato quale futura sede dei suddetti Archivi l’immobile sopra descritto ubicato all'interno dell'area della Stazione Provinciale “c.d. Stazione Piccola” richiedendo la concessione in uso del suddetto bene;

- che la Regione Emilia-Romagna privilegia comunque la possibilità di valorizzazione dei beni regionali all’interno di un percorso che mantenga la fruizione pubblica dei propri beni rispetto alla attivazione di procedure di privatizzazione attraverso dismissione così come si era ipotizzato inizialmente, per cui si reputa opportuno modificare il piano di alienazione di cui alla propria delibera n.2105/2018 eliminando il bene in parola per consentire a F.E.R. s.r.l., attuale gestore dei beni, di perfezionare il rapporto di concessione con il Comune di Modena ai fini della valorizzazione e rifunzionalizzazione dello stesso;

Dato atto inoltre;

- che per mero errore materiale nell’allegato alla propria delibera n.2105/2018 sezione 2) Provincia di Ravenna Comune di Ravenna non sono stati inseriti i seguenti beni distinti catastalmente:

C.T. Comune di Ravenna

Fg.130 mapp.285 - Fg.147 mapp.286 233 231 229 288;

- che pertanto si reputa opportuno integrare il Piano di alienazione di cui alla propria delibera n. 2105/2018 inserendovi anche tali beni al fine di consentire l’avvio delle procedure volte alla dismissione degli stessi;

Ritenuto di dover procedere all’approvazione della modifica e dell’integrazione al Piano di Alienazione e Valorizzazione del patrimonio non strategico della Regione Emilia-Romagna così come meglio evidenziato negli allegati A) e B) parti integranti al presente provvedimento, che ai sensi di quanto disposto dalla L. 6 agosto 2008 n. 133 e s. m.,., dell’adozione del presente provvedimento sarà data comunicazione al Servizio Bilancio e Finanze ai fini degli adempimenti connessi in materia in occasione della Variazione/Assestamento al bilancio di previsione 2019 e pluriennale 2019-2021;

Dato atto altresì che ai sensi dell’art. 1 comma 5 ter della Legge Regionale 25 febbraio 2000 e ss.mm.ii. è stata data informazione della modifica e integrazione al Piano di Alienazione e Valorizzazione del Patrimonio non strategico della Regione Emilia-Romagna relativo all’anno 2019 oggetto del presente provvedimento, in data 16/7/2019 alla competente Commissione Consiliare I Bilancio Affari Generali e Istituzionali;

Viste:

- la Legge n. 133/2008 e s.m.i.;

- la Legge Regionale n. 10/2000 e ss.mm.ii.;

- la L.R. 26 novembre 2001, n. 43 recante "Testo unico in materia di organizzazione e di rapporti di lavoro nella Regione Emilia-Romagna" e s.m.i.;

- il decreto legislativo 14 marzo 2013 n. 33 "Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni" e ss.mm.ii.;

- la propria deliberazione n. 122 del 28 gennaio 2019 “Approvazione piano triennale di prevenzione della corruzione 2019 -2021”, ed in particolare l’ allegato D “Direttiva di indirizzi interpretativi per l'applicazione degli obblighi di pubblicazione previsti dal D.lgs. n. 33 del 2013. Attuazione del piano triennale di prevenzione della corruzione 2019-2021; 

Richiamate le seguenti proprie deliberazioni:

- n. 2416 del 29 dicembre 2008 avente ad oggetto: “Indirizzi in ordine alle relazioni organizzative e funzionali tra le strutture e sull’esercizio delle funzioni dirigenziali. Adempimenti conseguenti alla delibera 999/2008. Adeguamento e aggiornamento della delibera 450/2007” e ss.mm.ii., per quanto applicabile;

- n. 56 del 25 gennaio 2016 ad oggetto “Affidamento degli incarichi di Direttore Generale della Giunta regionale, ai sensi dell'art. 43 della L.R. 43/2001”;

- n. 270 del 29 febbraio 2016 ad oggetto: “Attuazione prima fase della riorganizzazione avviata con delibera 2189/2015”;

- n. 622 del 28 aprile 2016 ad oggetto: “Attuazione seconda fase della riorganizzazione avviata con delibera 2189/2015”;

- n. 702 del 16/2/2016 “Approvazione incarichi dirigenziali conferiti nell'ambito delle Direzioni Generali – Agenzie – Istituto, e nomina dei responsabili della prevenzione della corruzione, della trasparenza e accesso civico, della sicurezza del trattamento dei dati personali, e dell'anagrafe della stazione appaltante”;

- n. 1059 del 3/7/2018 “Approvazione degli incarichi dirigenziali rinnovati e conferiti nell'ambito delle Direzioni Generali, Agenzie e Istituti e nomina del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT), del Responsabile dell'anagrafe per la stazione appaltante (RASA) e del Responsabile della protezione dei dati (DPO)”;

- n. 468 del 10/4/2017 avente ad oggetto: “Il sistema dei controlli interni nella Regione Emilia-Romagna”;

 Viste le circolari del Capo di Gabinetto del Presidente della Giunta regionale PG/2017/0660476 del 13 ottobre 2017 e PG/2017/0779385 del 21 dicembre 2017 relative ad indicazioni procedurali per rendere operativo il sistema dei controlli interni predisposte in attuazione della propria deliberazione n. 468/2017;

Dato atto che il Responsabile del Procedimento ha dichiarato di non trovarsi in situazioni di conflitto, anche potenziale, di interessi;

Dato atto dei pareri allegati;

Su proposta dell’Assessore al bilancio, riordino istituzionale, risorse umane e pari opportunità, Emma Petitti e del Vicepresidente e Assessore ai trasporti, reti infrastrutture materiali e immateriali, programmazione territoriale e agenda digitale, Raffaele Donini;

A voti unanimi e palesi

delibera: 

Sulla base di quanto esplicitato in premessa al presente provvedimento e che qui si intende integralmente riportato:

1) di prendere atto e di approvare l’integrazione al Piano di Alienazione e Valorizzazione del Patrimonio non strategico della Regione Emilia-Romagna relativo all’anno 2019 di cui alla propria delibera n. 2015/2018, così come meglio evidenziato nell’allegato A) alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale;

2) di prendere atto e di approvare la modifica al Piano di Alienazione e Valorizzazione del Patrimonio non strategico della Regione Emilia-Romagna relativo all’anno 2019 di cui alla propria delibera n. 2015/2018, così come meglio evidenziato nell’allegato B) alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale;

3) di dare atto che, a seguito della modifica al Piano di cui al punto 2) che precede la Società F.E.R. S.r.l., attuale gestore del bene eliminato dal Piano stesso, provvederà in attuazione delle disposizioni normative vigenti in materia, al perfezionamento del rapporto di concessione con il Comune di Modena per consentire la valorizzazione e rifunzionalizzazione dello stesso da parte del Comune medesimo;

4) di confermare quanto disposto con propria delibera n.2105 del 10 dicembre 2018 e non modificato o integrato con il presente provvedimento;

5) di dare atto che, ai sensi dell'art. 9 bis comma 2° della L.R. n. 10/2000 e ss.mm.ii., all'attuazione della integrazione al Piano di cui al punto 1) che precede oggetto della presente deliberazione, provvederà il Responsabile del Servizio Approvvigionamenti, patrimonio, logistica e sicurezza al quale compete adottare tutti gli atti inerenti e conseguenti i procedimenti di alienazione di beni immobili ricompresi nel Piano medesimo ed, in particolare stipulare in nome e per conto della Regione Emilia-Romagna gli atti di trasferimento della proprietà degli stessi, nel rispetto di quanto disposto dalla L.R. n. 10/2000 e ss.mm.ii. e dei criteri adottati in attuazione della stessa legge, con propria delibera n. 1551 del 30/7/2004 e successivamente precisati con proprie delibere n. 1236 del 25/7/2006, n. 172 del 20/2/2006, n. 630 del 2/5/2006 e n. 1993 del 29/12/2006 e quelli che verranno approvati nel corso del 2019, nonché in base alle procedure stabilite con proprie delibere n. 2150 del 21 dicembre 2015 e n. 896 del 13 luglio 2016;

6) di dare atto che, nell'attuazione della integrazione al Piano di cui al punto 1) che precede, al Responsabile del Servizio Approvvigionamenti, Patrimonio, Logistica e Sicurezza è conferito mandato di inserire nei rogiti, fatta salva la sostanza dei relativi negozi, le precisazioni ed integrazioni che si rendessero necessarie o utili a definire in tutti i loro aspetti i negozi stessi, con facoltà quindi di provvedere, in via esemplificativa, ad una più completa ed esatta descrizione degli immobili, nonché nella individuazione e denominazione delle controparti, alla rettifica di eventuali errori materiali intervenuti nella descrizione catastale, a precisare e ripartire superfici, prezzi o valori ad ogni effetto, anche fiscale, ad includere clausole d'uso e di rito;

7) di dare atto che in conformità di quanto disposto negli "Indirizzi per la gestione del patrimonio regionale" approvati con propria deliberazione n. 1551/04 e successive precisazioni di cui alle proprie deliberazioni n. 1236/05, n. 172/06, n. 630/06 e n. 1993/06, al fine di evitare che residuino nella proprietà regionale beni del tutto marginali e di alcuna apprezzabile autonoma valorizzazione economica (quali relitti di terreno, manufatti, accessori, ecc.) il Responsabile del Servizio Approvvigionamenti, patrimonio, logistica e sicurezza è autorizzato, ad inglobare nelle unità immobiliari principali eventuali altre unità immobiliari contigue e non ricomprese nell’ambito dell’integrazione al Piano di cui al punto 1) che precede, ma che in base alle risultanze dell'istruttoria tecnica, all'uopo predisposta, si rilevi opportuno dismettere in coerenza con il criterio della economicità della gestione;

8) di dare atto che gli immobili inseriti nell’ambito dell’integrazione al Piano di cui al punto 1) che precede, ai sensi dell'art. 58 comma 1 della L. n. 133/2008 e s.m.i., sono automaticamente classificati al patrimonio disponibile della Regione Emilia-Romagna e alla materiale sclassificazione si darà corso in ottemperanza ed in esecuzione del percorso disposto dall'art. 2 della L.R. 10/2000 e ss.mm.ii. e dalla propria delibera n. 1551/2004 e successive precisazioni come meglio precisato nelle premesse al presente provvedimento che qui si intendono espressamente riportate;

9) di dare atto che ai sensi dell'art. 58 comma 3 della L. n. 133/2008 e s.m.i. la pubblicazione della Integrazione al Piano di Alienazione e Valorizzazione allegato A) di cui al punto 1) che precede secondo le modalità indicate al punto 14) che segue, ha effetto dichiarativo della proprietà, in assenza di precedenti trascrizioni, producendo gli effetti previsti dall'art. 2644 del Codice Civile, nonché gli effetti sostitutivi dell'iscrizione dei beni in catasto, e che ai sensi dell'art. 58 comma 4 della L. n. 133/2008 e s.m.i. gli uffici competenti, se necessario, provvederanno alle conseguenti attività di trascrizione, intavolazione e voltura;

10) di dare atto che ai sensi dell'art. 58 comma 5 della L. n. 133/2008 e s.m.i. contro l'iscrizione dei beni negli elenchi del Piano di Alienazione e Valorizzazione del Patrimonio non strategico della Regione Emilia-Romagna allegato A) al presente provvedimento, è ammesso ricorso amministrativo entro 60 giorni dalla pubblicazione, fermi gli altri rimedi di legge;

11) di dare atto che ai sensi dell'art. 58 comma 1 della L. n. 133/2008 e s.m.i., dell’adozione del presente provvedimento sarà data comunicazione al Servizio Bilancio e Finanze ai fini degli adempimenti connessi in materia in occasione della Variazione/Assestamento al bilancio di previsione 2019 e pluriennale 2019-2021;

12) dare atto nell’attuazione dell’integrazione al Piano oggetto della presente deliberazione si osservano le disposizioni di cui al D. Lgs. n. 42/2004 e s.m.i.;

13) di dare atto che, come da prassi consolida, per i beni culturali e ambientali si terrà conto anche del parere IBACN Istituto regionale per i beni artistici, culturali e ambientali, a tal fine dell’adozione della presente integrazione al Piano verrà data informazione all’Istituto in parola affinché, ai sensi dell’art. 1 comma 5 quinquies,entro 60 giorni possa esprimere, se lo riterrà opportuno, il proprio parere in merito ai beni inseriti nel Piano, decorso invano tale termine il parere stesso si darà per acquisito;

14) di dare atto che in attuazione dell'art. 58 comma 3 della L. n. 133/2008 il presente provvedimento e il Piano di Alienazione e Valorizzazione sarà pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna Telematico;

15) di dare atto, infine, che per quanto previsto in materia di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni, si provvederà ai sensi delle disposizioni normative e amministrative richiamate
in parte narrativa.

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