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n.276 del 10.09.2014 periodico (Parte Seconda)

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Indicazioni organizzative per la rete regionale delle malattie digestive della Regione Emilia-Romagna

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

Richiamato l'art. 2 del D.Lgs. 502/1992, così come successivamente integrato e modificato, che prevede, al comma 2, che spettano alle Regioni la determinazione dei principi sull'organizzazione dei servizi e sull'attività destinata alla tutela della salute delle unità sanitarie locali e delle aziende ospedaliere, nonché le attività di indirizzo tecnico, promozione e supporto nei confronti delle medesime;

Premesso che la Regione Emilia-Romagna, attraverso la propria L.R. 29 del 2004 e successive modifiche “Norme generali sull’organizzazione ed il funzionamento del Servizio Sanitario Regionale”, nell’esercizio dell’autonomia conferitale dalla riforma del Titolo V della Costituzione, definisce i principi ed i criteri generali di organizzazione e di funzionamento del Servizio sanitario regionale;

Visti e richiamati il Piano Sanitario Regionale 1999-2001 ed il Piano Sociale e Sanitario Regionale 2008-2010, i quali individuano fra i propri obiettivi prioritari gli interventi di innovazione e modernizzazione del sistema relativamente ai servizi offerti, alle forme della produzione dei servizi ed alle modalità della loro offerta ai cittadini, assegnando alla funzione di Governo Clinico il compito di assicurare l’appropriatezza e l’efficacia della prestazione rispetto alle necessità cliniche e assistenziali del malato, la sicurezza degli ambienti e delle prestazioni per gli utenti e i lavoratori, la tempestività e la continuità della cura rispetto all’evoluzione della malattia e alle possibilità di intervento, la comunicazione con i malati e tra gli operatori; entrambi i documenti di programmazione sanitaria individuano, inoltre, per l’organizzazione delle funzioni di livello regionale il modello hub and spoke, caratterizzato dalla concentrazione dell´assistenza a elevata complessità in centri di eccellenza (centri hub) supportati da una rete di servizi (centri spoke) cui compete la selezione dei pazienti e il loro invio a centri di riferimento quando una determinata soglia di gravità clinico-assistenziale viene superata;

Dato atto che la validità del Piano Sociale e Sanitario di cui al punto che precede è stata prorogata per gli anni 2013 e 2014 con delibera assembleare n. 117 del 18 giugno 2013;

Considerato il rilevante impatto clinico, assistenziale ed organizzativo indotto sul servizio sanitario regionale dalle malattie dell’apparato digerente, e delle problematiche relative alla formazione specialistica gastroenterologia;

Dato atto che, al fine di uniformare metodiche assistenziali e percorsi, a definire il fabbisogno gastroenterologico a livello regionale e a formulare ipotesi didattico-formative Regione-Università congrue, il Direttore Generale Sanità e Politiche sociali ha costituito, con propria determinazione n. 15712/2011, un gruppo di lavoro incaricato di formulare proposte di indicazioni in tal senso;

Verificato che il gruppo di lavoro si cui si tratta ha concluso i propri lavori, con l’elaborazione del documento allegato al presente atto quale sua parte integrante e sostanziale, che si ritiene di recepire;

Viste:

- la L.R. 12 maggio 1994, n. 19 “Norme per il riordino del Servizio Sanitario Regionale ai sensi del Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, modificato dal Decreto Legislativo 7 dicembre 1993, n. 517" e successive modifiche;

- la L.R. 26 novembre 2001, n. 43, “Testo unico in materia di organizzazione e di rapporti di lavoro nella Regione Emilia-Romagna” e succ. mod.;

Richiamate altresì le proprie deliberazioni:

- n. 1057/2006, n. 1663/2006, n. 1222/2011 e n. 725/2012;

- n. 2416 del 29/12/2008 "Indirizzi in ordine alle relazioni organizzative e funzionali tra le strutture e sull'esercizio delle funzioni dirigenziali. Adempimenti conseguenti alla delibera 999/2008. Adeguamento e aggiornamento della delibera 450/2007” e succ. mod.;

Dato atto del parere allegato;

Su proposta dell’Assessore alle Politiche per la Salute

A voti unanimi e palesi

delibera:

  1. di approvare il documento LA GASTROENTEROLOGIA in EMILIA-ROMAGNA - DATI EPIDEMIOLOGICI, VOLUMI di ATTIVITÀ e PROPOSTE per la RETE REGIONALE delle MALATTIE DIGESTIVE allegato al presente atto deliberativo quale sua parte integrante e sostanziale, confermando la necessità di ridisegnare la rete gastroenterologia regionale secondo il modello hub and spoke;
  2. di stabilire che all’interno della rete gastroenterologica regionale vadano attuati di seguenti comportamenti clinico-organizzativi:
    1. L’attività di degenza deve prevedere la presenza di almeno una unità operativa complessa di gastroenterologia con posti letto per area provinciale o bacino di utenza di circa 300.000 abitanti, tenendo anche conto di significativi flussi di mobilità attiva interprovinciale e interregionale in alcune realtà;
    2. Le patologie cui si è fatto ripetuto riferimento nel documento allegato al presente atto quale sua parte integrante e sostanziale devono trovare un loro ricovero appropriato in gastroenterologia;
    3. Deve essere prevista la presenza di una funzione accreditata di endoscopia avanzata all’interno delle UOC di Gastroenterologia (di cui al punto a), al fine di garantire le migliori performances professionali specifiche e per assicurare una risposta adeguata alle urgenze endoscopiche nell’ambito della rete dell’emergenza;
    4. Deve essere garantita l’erogazione di attività di endoscopia diagnostica, di prestazioni cliniche e di ecografie specialistiche, in base ai dati epidemiologici e all’entità della domanda, utilizzando anche competenze professionali locali, in rete con le U.O.C di gastroenterologia di riferimento;
    5. Per garantire la qualità e omogeneità delle cure e prestazioni (con particolare attenzione al programma di screening dei tumori del colon-retto) è indispensabile che ogni struttura periferica faccia capo alla UOC di Gastroenterologia di riferimento, estendendo tale obbligo anche alle strutture private accreditate;
    6. Deve essere ripensata la migliore collocazione di alcune patologie meno complesse, con coerente trasferimento di una parte della casistica ad una rete di gastroenterologi territoriali o ad un regime ambulatoriale o di day hospital/day service, riservando il ricovero ordinario per le patologie complesse ed evitando cosi la loro collocazione in ambiente internistico o chirurgico;
    7. Oltre alle patologie che obbligatoriamente devono essere trattate direttamente nei posti letto delle UOC di Gastroenterologia, altre dovranno essere gestite per “funzione specialistica”, anche in sedi comuni o in regime di consulenza seguendo il criterio della migliore competenza. La “funzione gastroenterologica” diretta o di consulenza o tramite percorsi condivisi deve essere pertanto necessariamente presente in ogni struttura ospedaliera della Regione;
  3. di impegnare le Aziende Sanitarie della Regione a dare attuazione a quanto stabilito dalle linee guida di cui al precedente punto 1. ed alle disposizioni di cui al successivo punto 2.;
  4. di prevedere che la riallocazione delle procedure endoscopiche a maggior complessità avvenga secondo le modalità generali indicate nell’atto che recepirà le linee guida di riordino della rete ospedaliera di cui al punto 2.17 dell’allegato B della DGR 217 del 2014;
  5. di pubblicare il presente provvedimento, comprensivo degli allegati, nel Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna.

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