REGIONE EMILIA-ROMAGNA - CONSIGLIO REGIONALE

DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO REGIONALE 30 luglio 2002, n. 397

Piano di lavoro inerente l'anno 2002 per gli interventi a favore di popolazioni colpite da calamita', conflitti armati, situazioni di denutrizione e carenze igienico-sanitarie, ai sensi della L.R. 2 aprile 1996, n. 5 (proposta della Giunta regionale in data 15 luglio 2002, n.1220)

IL CONSIGLIO DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA                                       
Richiamata la deliberazione della Giunta regionale progr.  n.1220 del           
15 luglio 2002, recante in oggetto "Approvazione piano di lavoro                
inerente l'anno 2002 per gli interventi a favore di popolazioni                 
colpite da calamita', conflitti armati, ecc. ai sensi L.R. 5/96";               
visto il favorevole parere espresso al riguardo dalla Commissione               
referente "Turismo Cultura Scuola Formazione" di questo Consiglio               
regionale, giusta nota prot. n. 8767 del 24 luglio 2002;                        
preso atto della correzione di errori materiali;                                
richiamata la L.R. 2 aprile 1996, n. 5 "Interventi a favore di                  
popolazioni colpite da calamita', conflitti armati, situazioni di               
denutrizione e caranze igienico-sanitarie";                                     
premesso che la nuova normativa regionale in materia di cooperazione            
con i "Paesi in via di sviluppo e i Paesi in via di transizione, la             
solidarieta' internazionale e la promozione di una cultura di pace"             
e' stata approvata il 24 giugno 2002 e pubblicata nel Bollettino                
Ufficiale della Regione Emilia-Romagna in data 25 giugno 2002;                  
dato atto:                                                                      
- che e' attualmente in fase di approfondimento il Piano triennale di           
programmazione della nuova legge, essendo a tal fine in atto le                 
consultazioni con i soggetti interessati;                                       
- che fino all'approntamento del suddetto piano triennale la suddetta           
legge regionale prevede che per garantire la continuita' dell'azione            
regionale, gli interventi di cooperazione con i Paesi in via di                 
sviluppo e a favore di popolazioni colpite da calamita', conflitti              
armati, situazioni di denutrizione e carenze igienico-sanitarie                 
saranno programmati e realizzati, per l'esesrcizio 2002, secondo                
quanto previsto dalle L.R. 2 aprile 1996, n. 5 e L.R. 9 marzo 1990,             
n. 18.                                                                          
vista la deliberazione consiliare progr. n. 356 dell'8 maggio 2002,             
recante "Ratifica della deliberazione di Giunta n. 504 del 3 aprile             
2002 - Approvazione per motivi di urgenza di uno stralcio del Piano             
di lavoro per l'anno 2002 relativo alla L.R. 5/96 (in materia di                
aiuti a favore di popolazioni colpite da calamita', conflitti armati,           
situazioni di denutrizione e carenze igienico-sanitarie)";                      
considerato che, ad integrazione del precedente atto, occorre                   
completare la programmazione per l'anno in corso con l'adozione del             
piano di lavoro per l'anno 2002, che e' stato redatto secondo quanto            
indicato ai commi 1, 2, 3 e 4 dell'art. 2 della citata L.R. n. 5 del            
1996;                                                                           
visto in particolare l'art. 2, primo comma, di detta legge regionale            
che prevede che entro il 30 giugno di ciascun anno il Consiglio                 
regionale, su proposta della Giunta, approvi il piano di lavoro                 
riferito all'anno successivo, individuando le priorita' territoriali,           
i settori di intervento e gli obiettivi da raggiungere;                         
rilevato che non e' stato possibile rispettare il termine di                    
presentazione del 30 giugno previsto nella citata legge;                        
previa votazione palese, a maggioranza dei presenti,                            
delibera:                                                                       
- di approvare, a norma dell'art. 2, primo comma della L.R.  n.5 del            
1996, il Piano di lavoro degli interventi previsti nell'ambito delle            
finalita' di cui all'art. 1, primo comma del medesimo provvedimento             
riferito all'anno 2002, allegato alla presente deliberazine e che ne            
costituisce parte integrante e sostanziale;                                     
- di dare atto che ai sensi del punto 6) dell'art. 2 della L.R. n. 5            
del 1996, la Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare                
competente, potra' integrare il presente Piano di lavoro in relazione           
ad eventi imprevisti ed imprevedibili che dovessero manifestarsi dopo           
l'adozione dello stesso;                                                        
- di pubblicare per estratto il presente atto nel Bollettino                    
Ufficiale della Regione Emilia-Romagna.                                         
PIANO DI LAVORO 2002                                                            
Introduzione                                                                    
L'art. 2 della L.R. 5 aprile 1996, n. 5 "Interventi a favore di                 
popolazioni colpite da calamita', conflitti armati, situazioni di               
denutrizione e carenze igienico-sanitarie" prevede che il Consiglio             
regionale approvi entro il 30/6 di ciascun anno il Piano di lavoro,             
individuando le priorita' terrioriali, i settori di intervento e gli            
obiettivi da raggiungere.                                                       
Il presente piano integra il precedente piano stralcio approvato per            
motivi di urgenza a favore della popolazione di Bosnia Erzegovina,              
Palestina, Argentina, Afganistan.                                               
Le priorita' regionali sono state individuate nell'ambito di quelle             
definite dal Governo italiano nell'ambito delle linee programmatiche            
della cooperazione allo svilpuppo per il 2001-2003 del Ministero                
Affari Esteri.                                                                  
L'atto di programmazione 2002 e' frutto di un percorso di                       
consultazione e concertazione con l'insieme dei soggetti                        
emiliano-romagnoli opernti nell'ambito della solidarieta' e della               
cooperazione internazionale realizzato attraverso lo strumento dei              
Tavoli-Paese, ovvero riunioni di cordinamento tra Enti locali,                  
associazioni di volontariato e organizzazioni non governative                   
presenti sul territorio regionale, finalizzate allo scambio di                  
informazioni sulle attivita' in corso ed in progetto, al confronto              
tra esperienze ed alla messa a punto di programmi di intervento                 
organici per Area-Paese. Tali tavoli sono stati attivati, per quanto            
di competenza della Legge 5/96, per le aree: Repubblica Federale di             
Yugoslavia, Palestina, Albania, Bosnia-Erzegovina, Saharawi, in                 
considerazione dell'elevato numero di soggetti e di interventi                  
attivati e della rilevanza strategica di tali aree per le priorita'             
della Regione Emilia-Romagna.                                                   
Sulle restanti aree la programmazione regionale si e' basata sulle              
esperienze consolidate e sui risultati di alcune missioni sia di                
livello tecnico che istituzionale realizzate nei Paesi di                       
riferimento, dove sono stati svolti incontri con le Autorita'                   
diplomatiche italiane in loco, le controparti istituzionali, le                 
organizzazini di volontariato, le organizazioni internazionali e sono           
state effettuate visite ai progetti in corso di realizazione ed a               
istituzioni segnalate per la condizione di particolare bisogno ed               
emergenza.                                                                      
Nel corso di attuazione del piano la Regione operera' per allargare             
le collaborazioni gia' in atto, ad esempio, con la Regione Marche in            
Bosnia-Erzegovina e nei campi profughi Saharawi, ad altre Regioni ed            
Enti locali italiani ed europei.                                                
Le azioni da sviluppare saranno suddivise nelle seguenti tipologie:             
- ricostruzione, ovvero attivita' svolte a ristabilire dignitose                
condizioni di vita delle popolazioni ed a ripristinare strutture                
socio-economiche nei territori colpiti;                                         
- emergenza, ovvero attivita' di soccorso ed assistenza alle                    
popolazioni colpite da calamita', conflitti armati e situazioni di              
denutrizione e carenze igienico-sanitarie.                                      
Criteri di cofinanziamento                                                      
Tutte le azioni per cui si richiedera' co-finanziamento regionale               
dovranno essere concertate all'interno dei Tavoli-Paese, ove                    
attivati, e rispondere ai criteri suggeriti sulla programmazione                
regionale. Per le restanti aree sara' data priorita' ai progetti                
presentati in forma consortile.                                                 
Azioni di emergenza                                                             
Per le attivita' di emergenza, nell'impossibilita' di prevedere una             
programmazione, sara' prevista una riserva finanziaria per                      
l'attivazione di interventi immediati ed urgenti che saranno                    
realizzati in collaborazione con organizzazioni di volontariato ed              
Enti locali, ed in raccordo con l'Ufficio emergenza del Ministero               
Afffari Esteri, Direzione generale cooperazione allo Sviluppo e le              
Unita' tecniche locali del Ministero Affari Esteri in loco.                     
Azioni di ricostruzione                                                         
Area balcanica                                                                  
Albania                                                                         
A conclusione di un lungo lavoro istruttorio che ha visto coinvolti i           
diversi soggetti interessati del Tavolo Paese Albania, attraverso               
incontri preparatori in Italia e in Albania e in particolar modo                
facendo riferimento agli impegni assunti e in via di definizione tra            
la Regione Emilia-Romagna e il Governo albanese, si propone nell'anno           
2002 un piano di lavoro coerente nella scelta delle linee                       
d'intervento rispetto tale percorso.                                            
L'avvio della nuova legge albanese sul decentramento amministrativo             
non puo' non trovare risposte e sostegno da parte della Regione                 
Emilia-Romagna avviando programmi pilota di sostegno a quelle realta'           
territoriali (Elbasan e Scutari) dove storicamente si e' radicato               
l'impegno della Regione.                                                        
Attualmanete la nuova legge sul decentramento amministrativo prevede            
la delega ai Comuni da parte dello Stato solo su parte delle                    
politiche di welfare, sulla cultura e sullo sport. L'impegno deve               
tradursi in azioni concrete nell'analisi delle problematiche di                 
welfare locale costruendo ipotesi di gestione della rete dei servizi            
promuovendo e sostendo le gia' mature esperienze avviate di sostegno            
alle fasce deboli, ma piu' coerentemente oggi si tratta di costruire            
con programmi di medio periodo lo sviluppo dei servizi sociali nelle            
realta' amministrative albanesi.                                                
Analogamente la promozione delle attivita' culturali, esperienza                
positivamente avviata nell'anno 2001, deve trovare nelle opportunita'           
delle deleghe ai Comuni delle attivita' culturali e alla legge sulla            
privatizzazione delle compagnie teatrali, strategie adeguate                    
d'intervento.                                                                   
Accanto a quest'impegno la Regione Emilia-Romagna continua a ritenere           
strategico il sostegno alle politiche di genere, cosi' come alle                
politiche sui minori e i soggetti vulnerabili che rimangono obiettivo           
permanente delle azioni di cooperazione della Regione Emilia-Romagna            
in Albania. Sulle politiche ambientali si ritiene ormai matura la               
necessita' di promuovere azioni rivolte allo studio e ricerca delle             
strategie di sviluppo con particolare attenzione alla crescita e                
formazione degli Enti locali albanesi e aiuto nell'intercettare i               
finanziamenti europei che a diverso titolo si propongono come                   
opportunita' di crescita e sviluppo.                                            
Bosnia-Erzegovina                                                               
A seguito degli accordi di Dayton conseguenti la guerra in                      
ex-Jugoslavia viene riconosciuta l'esistenza di un nuovo stato                  
composto dalla federazione bosniaco-croata di Bosnia-Erzegovina e               
della Repubblica Srpska. La Bosnia-Erzegovina ha subito un crollo               
drastico della produzione industriale ed agricola a causa dei danni             
derivanti dal conflitto ed e' tuttora oggetto di consistenti                    
programmi di ricostruzione ed aiuto umaniatario da parte della                  
comunita' internazionale. Tuttora il 35-40% della popolazione risulta           
in cerca di occupazione e il prodotto interno lordo rimane ancora al            
di sotto dei livelli del 1990.                                                  
I cinque miliardi di dollari che la comunita' internazionale ha messo           
a disposizione della Bosnia alla fine del conflitto nel 1995 sono               
stati utilizzati per interventi infrastrutturali ed il ripristino dei           
servizi pubblici essenziali. Di questi solo il 10% e' stato destinato           
alla produzione industriale che oggi si attesta su valori inferiori             
al 30% rispetto alla produzione industriale antecedente lo scoppio              
della guerra. All'epoca, l'industria rappresentava il 43%                       
dell'economia del Paese con 30 settori di rilievo. Oggi quella                  
bosniaca e' un'economia di sussistenza con larghe sacche di poverta'            
estrema. La disoccupazione si attesta in Bosnia-Erzegovina sui valori           
prossimi al 40% della popolazione attiva.                                       
Anche in questo Paese il settore dei servizi alle fasce deboli della            
popolazione risente gravemente della crisi economica che consente               
investimenti molto ridotti in questo settore.                                   
Saranno pertanto considerati prioritari progetti nel settore del                
rafforzamento istituzionale per il sostegno alle capacita' gestionali           
degli Enti locali nel settore sociale e sanitario, progetti a favore            
delle fasce deboli della popolazione ed interventi mirati a                     
facilitare il rientro dei profughi nelle loro zone d'origine nel                
rispetto della convivenza interetnica delle diverse etnie, progetti             
per lo sviluppo di micro-imprenditorialita' con particolare riguardo            
alle donne e attivita' di accoglienza a favore dei minori.                      
Saranno poi sostenuti interventi che propongano modalita' di sviluppo           
sostenibile ed a basso impatto ambientale, nonche' progetti di                  
riqualificazione ambientale.                                                    
Repubblica federale di Yugoslavia (RFY)                                         
Nonostante  le recenti spinte indipendentiste di alcune lobby del               
Montenegro e la irrisolta controversia politica della regione del               
Kossovo, la sopravvivenza della Repubblica Federale di Yugoslavia               
appare in questo momento piu' sicura, grazie anche alle forti                   
pressioni politiche esercitate dalla comunita' internazionale (USA e            
Gran Bretagna inanzitutto) contrarie ad un'ulteriore disgregazione              
della ex-Yugoslavia.                                                            
Il Paese attraversa ancora oggi una crisi che investe tutti i settori           
dell'economia; la crescita del prodotto interno lordo nel biennio               
2001-2002 (The Economist- EIU Country report January 2002) e' stata             
pari al 5% grazie ad una espansione della produzione agricola, che ha           
parzialmente compensato un drammatico crollo nella produzione                   
industriale. Il tasso d'inflazione, nella prima meta' del 2002, si e'           
attestato su valori molto prossimi al 20%, mentre le previsioni per             
il 2003 indicano un tasso d'inflazione inferiore al 10%.                        
La Repubblica Federale di Yugoslavia resta ancora il Paese con il               
piu' alto numero di rifugiati dell'Euopa Orientale, piu' di 500.000,            
di cui circa 473.000 si trovano ancora oggi nelle regioni di Belgrado           
e Novi Sad.                                                                     
Il 2002 registra, purtroppo, una crescita del tasso di disoccupazione           
rispetto allo scorso anno a causa della crisi del settore industriale           
da un lato, e all'inizio del processo di privatizazione dall'altro.             
Circa un terzo della popolazione vive con meno di 30 $ USA al mese,             
specie nelle aree rurali. Accanto ad un'economia ufficiale in lenta             
ripresa, viaggia a velocita' di molto superiore un'economia sommersa            
particolarmente dinamica che ha il suo fulcro nelle grandi citta'.              
Dal 1999 si e' registrato un aumento delle persone in condizione di             
vulnerabilita' sociale, soprattutto donne e bambini, ma anche molti             
ex militari, ex operai, anziani.                                                
I servizi sociali e sanitari appaiono in gravi difficolta'; i                   
bombardamenti Nato hanno causato ingenti danni sulle strutture                  
pubbliche di distribuzione dell'acqua, sulle reti viarie, su impianti           
industriali strategici, sui ponti e le strutture di collegamento, su            
edifici di pubblico interesse.                                                  
Repubblica di Serbia                                                            
La Regione Emilia-Romagna ha realizzato una missione tecnica e una              
missione istituzionale in Serbia nei mesi di maggio-giugno 2002.                
La missione tecnica aveva l'obiettivo di effettuare delle verifiche             
sullo stato di avanzamento dei progetti di cooparazione gia' attivati           
co-finanziati negli anni scorsi, di migliorare la collaborazione con            
le controparti tecniche e istituzionali serbe e con l'agenzia                   
operativa delle Nazioni Unite per il programma Citta'-Citta' Unops,             
di rafforzare i rapporti gia' di buon livello, con l'Ambasciata                 
italiana e individuare, insieme e di concerto con i referenti in loco           
di cui sopra, le priorita' d'intervento in vista della programmazione           
regionale del Tavolo-Paese Serbia.                                              
La missione istituzionale ha consentito la formalizzazione di                   
rapporti di collaborazione tra Regione Emilia-Romagna e la Repubblica           
di Serbia nei settori dell'ambiente, in quello culturale, nelle                 
politiche di welfare, nelllo sviluppo economico.                                
Il protocollo di intesa tra la Regione Emilia-Romagana e il Ministero           
degli Affari sociali della Repubblica di Serbia vede, tra i suoi                
firmatari, anche il Programma Citta'-Citta'-Unops; questo nel                   
rispetto di una continuita' della programmazione che incentra gli               
interventi di cooperazione internazionale principalmente nel quadro             
delle Politiche sociali.                                                        
Accanto a progetti volti a fornire assistenza tecnica istituzionale             
nel campo ambientale e culturale, come dalle sollecitazioni emerse,             
saranno sviluppati e potenziati programmi di intervento a sostegno              
delle politiche di welfare ponendo l'attenzione su un duplice                   
livello:                                                                        
a) un primo livello riguarda lo scambio e la conoscenza dei percorsi            
normativi, legislativi e di programmazione con i soggetti                       
istituzionali coinvolti nel processo di rinnovamento legislativo e di           
decentarmento in atto nella Repubblica di Serbia (dirigenti,                    
funzionari e politici individuati di concerto con il Ministero degli            
Affari sociali della Repubblica di Serbia);                                     
b) un secondo livello riguardera' la continuazione e il                         
comsolidamento della collaborazione tra Enti territoriali                       
emiliano-romagnoli e serbi su basi di cooperazione e scambio piu'               
diretto ad azioni specifiche, comprendenti le attivita' di                      
rafforzamento istituzionale con particolare riguardo al settore delle           
public utilities ed allo sviluppo economico locale.                             
Prioritario restera' il sostegno ai centri e servizi che si occupano            
delle categorie maggiormente vulnerabili della popolazione serba                
(rifugiati e sfollati, disabili, anziani, ecc. ) per il quale si                
impone una lettura di sistema complessivo, che partendo dalla                   
consapevolezza della esistenza di una maggiore disoccupazione e dello           
scollamento tra il livello sanitario e quello del welfare, incentri i           
suoi interventi su riqualificazione e reinserimento al lavoro, sulla            
prevenzione e assistenza sanitaria, sulla riabilitazione.                       
Continueranno inoltre le azioni di solidarieta' per l'accoglienza di            
minori sul territorio emiliano-romagnolo da parte dei soggetti del              
volontariato.                                                                   
Tra queste, saranno favorite quelle progettazioni che scaturiscono da           
un percorso concertato con le controparti locali, tecniche e                    
istituzionali (City Working Group), sulla base di accordi precedenti            
la presentazione del progetto stesso.                                           
Kosovo                                                                          
Con la risoluzione ONU 1244 il Kosovo, pur rimanendo formalmente                
territorio jugoslavo, e' passato sotto l'amministrazione dell'ONU               
(UNMIK), appoggiata da Forze di pace internazionali (KFOR). Pur in              
presenza delle forze internazionali, si registrano occasioni di                 
scontro tra le etnie albanese e serba conviventi nel Paese, mentre              
continuano le tensioni con Belgrado rispetto l'applicazione delle               
risoluzioni ONU ed allo status della regione.                                   
La situazione sociale e sanitaria continua a rivestire carattere di             
priorita', in particolare riguardo alla situazione dei minori.                  
Pertanto saranno proseguite e rafforzate le attivita' a favore dei              
servizi per l'infanzia gia' oggetto di intervento nel corso del 2001.           
Saranno inoltre promosse azioni a favore della convivenza civile e              
del dialogo interculturale fra le diverse etnie.                                
America Latina                                                                  
Brasile                                                                         
Con i suoi 158.000.000 di abitanti il Brasile e' il paese piu'                  
popoloso dell'America Latina, con una percentuale di popolazione tra            
gli 0 e i 14 anni pari al 29%. Dopo circa 50 anni di interventi                 
militari e di instabilita' politica, il Brasile e' riuscito ad                  
emergere dalle difficolta' degli anni ottanta e dei primi anni                  
novanta, legate ad un fortissimo tasso di inflazione. Con la                    
successiva approvazione del Plan Real si assiste ad un grande                   
sviluppo dell'economia nazionale e ad una forte crescita interna                
coadiuvata dalle enormi risorse naturali e dalla grande                         
disponibilita' di manodopera. Rimangono tuttavia molto marcati gli              
squilibri nella distribuzione della ricchezza sia a livello                     
territoriale che a livello sociale, che hanno provocato il                      
diffondersi di fenomeni di emarginazione a di devianza minorile.                
Altrettanto serie sono le questioni legate alla preservazione del               
patrimonio ambientale che e' stato pesantemente aggredito dal                   
disordinato sviluppo economico; saranno quindi sostenute azioni volte           
al sostegno dello sviluppo economico locale.                                    
Si prevede inoltre il sostegno di azioni a sostegno di minori, donne,           
e fasce deboli della popolazione.                                               
Alla luce delle molte esperienze di successo di democrazia                      
partecipativa cha da decenni vengono sperimentate in molte realta'              
del Brasile e dell'America Latina in genere, soprattutto tramite il             
processo del bilancio partecipativo, saranno sostenute azioni volte             
ad un confronto ed uno scambio di esperienze in merito, anche                   
favorendo il rafforzamento istituzionale.                                       
Chiapas                                                                         
Il Chiapas e' oggi una delle regioni piu' povere del Messico e                  
dell'intera America Latina, anche in conseguenza di una guerra                  
definita di bassa intensita' che ha ulterioremente aggravato le                 
condizioni di vita delle popolazioni indigene e deteriorato il                  
tessuto sociale delle comunita'. Le principali vittime di questo                
conflitto sono le donne e i bambini, sottoposti a ripetute violenze             
fisiche e psicologiche, a sparizioni forzate, a condizioni di                   
precarieta', che contribuiscono alla dissoluzione dell'idea di                  
appartenenza culturale e spingono alla fuga verso territori                     
altrettanto ostili.                                                             
Nel 1999 la Regione Emilia-Romagna ha co-finanziato la realizzazione            
di un impianto idroelettrico nella comunita' "La Realidad" al fine di           
dotare questa comunita' di energia elettrica. Il progetto ha                    
raggiunto gli obiettivi previsti nel rispetto delle metodologie e               
delle tecnologie appropriate al contesto ambientale d'intervento. Lo            
scorso anno e' stato dato avvio alla seconda fase del progetto                  
consistente nell'elettrificazione della comunita'.                              
Si prevede di consolidare le azioni in atto presso la comunita' della           
Realidad, cercando di utilizzare, e mettere a sistema, tutte le                 
potenzialita' derivanti dalla disponibilita' di energia elettrica,              
anche al fine di rafforzare le capacita' di autosostentamento della             
popolazione locale.                                                             
Saranno inoltre favoriti interventi di prevenzione sanitaria, di                
sostegno psicologico ai minori e alle donne vittime di violenza,                
azioni finalizzate allo sviluppo di attivita' generatrici di reddito            
e volte all'autosufficienza alimentare, interventi volti al                     
mantenimento della propria identita' culturale.                                 
Cuba                                                                            
Lo svolgimento della III fase del Programma di sviluppo umano                   
PDHL-Cuba, promosso dalle Nazioni Unite, al quale la Regione                    
Emilia-Romagna partecipa in qualita' di coordinatore del Comitato               
locale Gramma/Pinar del Rio, composto da rappresentanti di numerose             
realta' locali, Aziende sanitarie locali, associazioni di promozione            
sociale, sindacati, dell'Emilia-Romagna che doveva concludersi entro            
il 2001 ha subito ritardi e rallentamenti a causa della crisi che ha            
colpito il Paese e che ha determinato la concentrazione di risorse a            
livello internazionale sulle priorita' ricostruttive e di emergenza.            
Nella provincia di Granma sono comunque proseguite le azioni previste           
relativamente al settore degli anziani e per la riconversione del               
sistema di assistenza psichiatrica in sistema comunitario di salute             
mentale, con la sistemazione ed adeguamento delle case per anziani,             
la relizzazione del previsto piano di attivita' di formazione, in               
collaborazione con Auser nazionale, la sistemazione e costruzione               
delle unita' di crisi e del centro di referenza provinciale per la              
salute mentale.                                                                 
Per la quarta fase del programma, se le valutazioni sulla III fase              
saranno valutate positivamente dal Comitato locale, si prevede la               
prosecuzione delle azioni avviate nel corso del 2001.                           
Saranno inoltre considerate ipotesi di intervento in altre province             
cubane in ambiti collaterali allo sviluppo di iniziative di                     
collaborazione economica.                                                       
Area mediorentale                                                               
Territori dell'autonomia palestinese                                            
La gia' precaria condizione della popolazione palestinese,                      
condizionata da un processo di pace incompleto e continuamente                  
interrotto, e' notevolmente peggiorata negli ultimi mesi dopo la                
ripresa degli scontri con Israele. Anche prima di questa nuova                  
Intifada, le condizioni economiche e sociali erano disastrose; gli              
ultimi 19 mesi di scontri e di restrizioni ai movimenti hanno visto             
una riduzione dei livelli di produzione interna del 20%, una crescita           
del tasso di disoccupazione a piu' del 40%, una caduta del 30% del              
reddito pro capite e una crescita della poverta' di piu' del doppio             
fino a raggiungere il 45% della popolazione. La Banca Mondiale ha               
stimato inoltre che i danni fisici inflitti alle infrastrutture                 
pubbliche e alle proprieta' private abbia raggiunto i 301 milioni di            
dollari alla fine del 2001. Sia la Banca Mondiale che l'UNSCO (United           
Nations Special Coordination Office) hanno sottolineato come la causa           
piu' importante di questa crisi socio-economica sia da imputare alla            
chiusura dei confini tra le varie "closures" e dalla restrizione                
imposta ai movimenti della popolazione palestinese.                             
Le incursioni militari israeliane, a partire dal 29 marzo 2002, hanno           
portato alla rioccupazione delle principali citta', dei campi                   
profughi e di alcuni villaggi, causando il blocco totale di oltre               
600.000 persone e la morte ed il ferimento di numerosi palestinesi.             
Ha portato alla distruzione delle strutture, causando l'interruzione            
dell'erogazione dei servizi essenziali come acqua, luce, gas. La                
rioccupazione ha causato il quasi completo collasso delle attivita'             
produttive nei principali centri commerciali della Cisgiordania, area           
dalla quale proviene circa il 75% del reddito prodotto nella regione.           
In seguito agli incontri effettuati nell'ambito del Tavolo-Paese,               
alla risoluzione approvata in Consiglio regionale, e' stata                     
realizzata una missione ufficiale della Regione, dal 28 al 30 maggio,           
in Israele e nei territori dell'Autonomia Palestinese per realizzare            
e sviluppare rapporti di collaborazione e progetti di solidarieta'              
internazionale.                                                                 
Dopo una prima mappatura degli interventi esistenti realizzati dalle            
Ong emiliano-romagnole, che coprono buona parte delle aree critiche             
dei territori, si e' definita una prima bozza di piano operativo                
degli interventi che prevede tre prioritari filoni di attivita':                
1) attivita' generatrici di reddito: risorse idriche (cisterne                  
infrastrutture) agricoltura, ripristino strade rurali, micro-credito            
(sistema che si e' dimostrato molto efficace in agricoltura e che               
puo' essere esteso anche ad altre tipologie di interventi). Verra'              
data priorita' a quelle azioni che si focalizzeranno sulla                      
riabilitazione di piccole infrastrutture gia' esistenti nell'area,              
che hanno subito danni o distruzione nel corso delle ultime                     
incursioni militari e finalizzate al riavvio di progetti di                     
cooperazione;                                                                   
2) attivita' psico-sociali e socio-educative, che possono riguardare            
l'assistenza del personale insegnante delle scuole e degli asili per            
gestire l'aspetto psicologico dei bambini e dei ragazzi, attivita'              
varie con i bambini e problematiche riguardanti l'handicap, dal punto           
di vista sociosanitario; accoglienza minori palestinesi - In tale               
ambito la Regione e' impegnata a realizzare dall'1 al 31 luglio 2002            
un progetto di accoglienza in Emilia-Romagna di un gruppo di sedici             
bambini palestinesi, provenienti dal villaggio beduino di Arab                  
Ramadin-Hebron e dal Campo Profughi di Jabalia-Gaza che saranno                 
ospiti presso la struttura della Scuola di Pace di Marzabotto (BO),             
che ha ottenuto il Patrocinioo del Consolato italiano a Grusalemme.             
3) rafforzamento delle attivita' di associazioni israeliane e                   
palestinesi che operano a favore della coesistenza pacifica.                    
Aiuti umanitari                                                                 
Bielorussia-Ucraina                                                             
L'incidente della centrale di Chernobyl del 1986 ha determinato una             
vera e propria catastrofre nucleare nel sud del paese, le cui                   
drammatiche conseguenze continuano a colpire gli strati piu' poveri             
della popolazione costretti a convivere con l'incubo, e le                      
conseguenze, della contaminazione.                                              
Il Paese sta attraversando una fase di lenta e difficile riforma                
economica il cui obiettivo a lungo termine e' quello di incrementare            
gli scambi con l'occidente; a tutt'oggi la quasi totalita' dei                  
rapporti economici avvengono con la vicina Russia. A cio' si                    
accompagna una dinamica molto incerta nell'ambito del processo di               
democratizzazione del Paese.                                                    
Il 22% della popolazione vive al di sotto della soglia di poverta', a           
fronte di una forza lavoro stimata in 4 milioni di unita' circa.                
Nel mese di giugno 2002 la Regione Emilia-Romagna ha rinnovato il               
Protocollo Chernobyl, d'intesa con le Associazioni regionali                    
Legambiente, Anpas, Arci, e Fondazione Aiutiamoli a vivere, che                 
consentira' anche per il 20021 di ospitare nella nostra regione circa           
700 bambini provenienti dai territori contaminati dall'incidente                
nucleare di Chernobyl. Il Protocollo prevede il rilascio di u                   
tesserino sanitario ai bambini bielorussi in visita presso la nostra            
regione nell'ambito dei programmi posti in essere dai firmatari il              
Protocollo, e la realizzazione di una ecografia tiroidea e di una               
visita pediatrica completa.                                                     
Entro fine anno si dovra' realizzare un confronto tra le associazioni           
firmatarie il Protocollo Chernobyl finalizzato a valorizzare le                 
esperienze svolte in Bielorussia nel corso di questi anni, che hanno            
visto crescere anche la partecipazione degli Enti locali                        
emiliano-romagnoli, e a svolgere una riflessione sulla strategia                
d'intervento finalizzata a privilegiare le azioni di sostegno in loco           
per lo sviluppo di politiche innovative a favore dei minori.                    
In tal senso si colloca quindi l'indispensabile cooperazione con                
l'Universita' di Minsk ed il Dipartimento di Scienze dell'Educazione            
dell'Universita' di Bologna, per l'attivazione di azioni i cui                  
destinatari finali sono i bambini portatori di handicap e con bisogni           
speciali, che sara' proseguita anche nel corso del 2002.                        
Particolarmente importante anche il progetto dell'ambulatorio mobile,           
co-finanziato dalla Regione Emilia-Romagna e realizato dal Comitato             
locale per il progetto Chernobyl di Carpi-Novi Soliera.                         
In tale senso si colloca, anche, la prevista missione che la Regione            
Emilia-Romagna realizzera' in Bielorussia nel prossimo autunno per              
individuare strutture e competenze atte a trasformare gradualmente i            
progetti di accoglienza in Italia in azioni di sostegno ai servizi e            
attivita' di monitoragggio e cura in loco; la missione sara'                    
realizata insieme alle associazioni firmatarie il Protocollo                    
Chernobyl, e a tutti i soggetti gia' presenti in loco con progetti di           
cooperazione internazionale.                                                    
Saranno consolidati i progetti finalizzati al sostegno dei centri               
sanitari e sociosaniatari in loco, nell'ottica di un progressivo                
ridimensionamento del coinvolgimento regionale nei progetti di                  
accoglienza dei minori in Emilia-Romagna.                                       
Curdi                                                                           
Dopo l'attentato terroristico dell'11 settembre l'attenzione                    
dell'opinione pubblica mondiale e' rivolta, oggi, verso contesti                
territoriali e politici molto distanti da quello curdo. Ciononostante           
continua l'esodo disperato di migliaia di profughi in fuga verso                
l'Europa e in cerca di migliori condizioni di vita.                             
I minori continuano a subire le conseguenze di un conflitto che non             
capiscono, ma di cui devono solo sopportare le gravi conseguenze in             
termini di abbandono, malnutrizione, violenza psicologica, malattie.            
Le donne abbandonano le proprie case e i propri affetti nel tentativo           
di garantire condizioni di vita piu' dignitose ai propri figli.                 
Saranno sostenuti progetti di aiuto umanitario rivolti ai minori e              
alle donne, nel tentativo di alleviare le loro difficilissime                   
condizioni di vita nei Paesi d'origine.                                         
Romania                                                                         
La Romania pur essendo uscita da una fase di gravissima crisi                   
politica, e' ancora soggetta a gravissimi problemi di natura                    
economica che investono, in particolare modo, il settore dei servizi            
alle fasce piu' vulnerabili della popolazione. I minori sono, come              
sempre in questi casi, la fascia della popolazione che subisce le               
conseguenze peggiori del progressivo impoverimento del paese.                   
Saranno sostenuti, quindi, progetti di aiuto umanitario rivolti ai              
minori specialmente affetti da gravi malattie, nel tentativo di                 
alleviare le loro difficilissime condizioni di vita nei paesi                   
d'origine.                                                                      
Saharawi                                                                        
La risoluzione 1394/2002 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni               
Unite ha prorogato il mandato della MINURSO fino al 30 aprile 2002              
manifestando, in questo modo, la volonta' di volere proseguire nella            
relizzazione degli accordi sottoscritti a Houston dal Regno del                 
Marocco e dal Fronte Polisario (settembre 1997), accordi che dovranno           
condurre al referendum di autodeterminazione del popolo saharawi.               
La permanenza dei profughi saharawi nei campi algerini sembra                   
destinata, quindi, ad allungarsi ulteriormente; le carenze alimentari           
dovute alla scarsita' di alimenti freschi continua ad avere gravi               
ripercussioni sulla salute delle nuove generazioni, che in buona                
parte risultano affette da rachitismo.                                          
La vita media e' di 60/64 anni, ed e' piu' bassa per le donne.                  
La sanita' reppresenta oggi, per il saharawi, la priorita' piu'                 
urgente insieme a quella politica.                                              
Il 12 febbraio 2002, in occasione della visita in Regione                       
Emilia-Romagna del Ministro della Cooperazione Saharawi Salek Baba,             
e' stato inaugurato il Tavolo-Paese Saharawi, strumento partecipativo           
nella definizione delle linee di indirizzo programmatiche e strumento           
operativo nella esecuzione delle azioni, cui hanno aderito numerose             
associazioni, Ong, Enti locali, ex-municipalizzate, agenzie                     
regionali, ASL, rappresentanti della societa' civile                            
emiliano-romagnola. In quell'occasione il Ministro della Cooperazione           
Saharawi ha ribadito l'importanza del sostegno al sistema sanitario             
della RASD e sottolineato la necessita' d'intervenire sui dispensari            
di Smara per lavori di ristrutturazione e fornitura di arredi e                 
semplici attrezzature sanitarie, vista l'importanza dei dispensari              
per il sistema sanitario locale e le pessime condizioni in cui                  
versano.                                                                        
Il 27 febbraio 2002 e' stato sottoscritto un accordo di                         
collaborazione tra l'Assessorato alle Politiche sociali e                       
Cooperazione internazionale della Regione Emilia-Romagna e il Governo           
Saharawi per il consolidamento della collaborazione sanitaria e il              
sosetgno dei servizi sociosanitari.                                             
Sulla base di tale Protocollo e nell'ottica della continuita' dei               
progetti gia' attivati, saranno sviluppate le seguenti linee                    
programmatiche, con ordine decrescente di priorita'.                            
L'intervento di ripristino della funzionalita' dei dispensari di                
Smara, la fornitura di arredi e attrezzature sanitarie realizzata               
anche attraverso il reperimento dei beni dismesssi dalle ASL del                
territorio, la messa a sistema della dotazione dei faramaci piu'                
importanti la popolazione, rappresenta la priorita' d'intervento nel            
campo sanitario. Si ritiene che tale programma possa essere                     
realizzato dai componenti il Tavolo-Paese Saharawi grazie ad un                 
grosso sforzo di integrazione delle rispettive risorse e competenze,            
anche in virtu' dei rapporti pregressi di gemellaggio sottoscritti da           
molti Enti locali emiliano-romagnoli con il campo di Smara.                     
Continuera' con la seconda annualita' l'impegno delle ASL di Bologna            
e Modena, e dell'Anpas Emilia-Romagna, per la formazione sanitaria              
dei medici e infermieri saharawi. La seconda annualita' sara'                   
realizzata in loco e si avarra' delle conoscenze acquisite quest'anno           
dal personale saharawi per il trasferimento delle conoscenze ad altri           
medici e infermieri. Saranno inoltre trasferite semplici ed                     
appropriate attrezzature sanitarie, ausili didattici, materiale                 
informativo e formativo ed altro, sulla base del lavoro relaizzato              
quest'anno. L'obiettivo del medio periodo e' quello della creazione             
di un "Polo sociosanitario della Regione Emilia-Romagna" a Rabouni              
(centro amministrativo e sede dell'Ospedale nazionale della RASD),              
che dovrebbe raggruppare i progetti di cooperazione sanitaria e                 
sociosanitaria gia' in corso di realizzazione, garantirne la                    
sostenibilita' attraverso accordi operativi con le Autorita' locali,            
mettere in rete gli interventi gia' in essere in modo da sfruttare              
tutte le sinergie possibili, individuare negli infermieri beneficiari           
del Progetto-Anpas-ASL il focal point per tutti gli interventi                  
sanitari e sociosanitari degli operatori emiliano-romagnoli.                    
Continueranno inoltre gli interventi di prevenzione delle malattie              
del sangue e di gestione dell'emergenza sanitaria.                              
Saranno sviluppati interventi di sostegno ai servizi sociosanitari,             
generalmente gestiti dall'Unione delle Donne saharawi, e consistenti            
in invio di attrezzature e ausili sulla base di precedenti verifiche,           
percorsi formativi sull'utilizzo e manutenzione, sostegno alle                  
famiglie affidatarie, ed altro ancora, sulla base delle priorita'               
segnalate dalla controparte locale. Particolare attenzione, in questo           
ambito, sara' dedicata agli interventi localizzati a Dajla, a causa             
della lontananza di questo campo da Rabouni e delle maggiori                    
difficolta' di gestione segnalate nel corso della misione di febbraio           
ai funzionari della Regione Emilia-Romagna.                                     
La presenza di delegazioni "ambientali" emiliano-romagnole nel corso            
della missione di febbraio 2002 in conseguenza delle richieste del              
Polisario, ci consigliano di considerare ammissibili progetti di                
sostegno a servizi di gestione dello smaltimento dei rifiuti e                  
dell'acqua. L'obiettivo nel medio-periodo e' quello di fornire                  
assistenza istituzionale a vari livelli nella definizione delle                 
strategie e nella gestione dei servizi.                                         
Continueranno, ovviamente, i progetti a favore dei minori (scuole,              
ospedali) e le iniziative di accoglienza estiva in Emilia-Romagna               
incentrati principalmente sull'assistenza sanitaria e gli interventi            
sanitari risolutivi di patologie non curabili in loco; ammissibili              
anche piccoli moduli progettuali di sostegno all'Unione delle donne             
saharawi.                                                                       
L'invio di aiuti umanitari, preferibilmente nel corso della Carovana            
nazionale e/o regionale di solidarieta' sara' finalizato al trasporto           
di beni e attrezzature per la realizzazione di progetti co-finanziati           
dalla Regione Emilia-Romagna.                                                   
Collaborazioni in campo universitario                                           
Saranno proseguiti i programmi di collaborazione in atto con                    
l'universita' di Bologna per la realizzazione di stages di studenti             
nell'ambito di master sulle tematiche legate alla cooperazione                  
internazonale e per la realizzazione di scambi di esperienze e                  
trasferimento di know-how con omologhe realta' dell'area balcanica.             
Progetti a favore delle donne                                                   
Saranno sostenute iniziative di consolidamento delle azioni promosse            
nel corso del 2001, a favore della creazione di network tra donne del           
bacino del Mediterraneo e dei Balcani, in campo sociale, sanitario,             
educativo e per la promozione di politiche e di buone prassi di pari            
opportunita' nei Paesi coinvolti.                                               
Iniziative di informazione e diffusione sui temi dello sviluppo                 
Al fine di garantire la necessaria informazione sulle tematiche e               
problematiche dello sviluppo e di favorire un maggior coinvolgimento            
della societa' civile alle iniziative promose dal sistema                       
emiliano-romagnolo nell'ambito della cooperazione decentrate, si                
promovueranno iniziative di sensibilizzazione con particolare                   
riguardo al tema dei diritti umani (con attenzione alla salvaguardia            
delle culture e delle tradizioni dei popoli indigeni) e della pace.             
Sara' inoltre promossa la partecipazione della Regione Emilia-Romagna           
a iniziative di coordinamento e di confronto sugli scenari                      
internazionali nel campo della cooperazione, con particolare                    
attenzione alle tematiche della lotta alla poverta', del bilancio               
partecipativo, del rafforzamento istituzionale e al ruolo della                 
cooperazione nel governo dei flussi migratori.                                  
Programma di assistenza sanitaria a cittadini stranieri trasferiti in           
Italia nell'ambito dei programmi umanitari delle Regioni ai sensi               
dell'art. 32 della Legge 449/97 ed interventi in ambito sanitario nei           
Paesi d'origine 2002-2003                                                       
Premessa                                                                        
Da alcuni anni le strutture sanitarie della nostra regione si fanno             
carico, nell'ambito del fondo sanitario regionale, di interventi                
sanitari a favore di cittadini stranieri, che sono inquadrabili in              
ambito umanitario.                                                              
Cio' e' compatibile col quadro normativo esistente, che prevede (art.           
32, comma 15 della Legge 449/97) la possibilita' che le Regioni,                
nell'ambito della quota del Fondo sanitario nazionale ad esse                   
destinata, autorizzino le Aziende sanitarie ad erogare prestazioni di           
alta specializzazione che rientrino in programmi assistenziali                  
approvati dalle Regioni, a favore di:                                           
- cittadini stranieri provenienti da Paesi extracomunitari nei quali            
non esistono, o non sono facilmente acessibili, competenze medico               
specialistiche per il trattamento di specifiche gravi patologie e con           
i quali non sono in vigore accordi di reciprocita' relativi                     
all'assistenza sanitaria;                                                       
- cittadini provenienti da Paese la cui particolare situazione                  
contingente non rende attuabili, per ragioni politiche, militari o di           
altra natura, gli accordi in vigore per l'erogazione dell'assisetnza            
sanitaria da parte del Servizio sanitario nazionale.                            
Nel corso del 2001 e' stato formulato un Programma, che ha coinvolto            
l'Assessorato alla Sanita' e l'Assessorato alle Politiche sociali,              
Immigrazione, Progetto giovani, Cooperazione internazionale, per                
rendere efficace ed appropriata la risposta delle Aziende sanitarie             
attraverso la sistematizzazione degli interventi, volto a cogliere la           
necessita' di mettere in atto strategie tese, non tanto a rispondere            
all'emergenza (con le sue alterne punte di criticita', legate alle              
vicende socio-politiche dei Paesi di provenienza), quanto piuttosto a           
sviluppare una politica che sapesse agire su cause ed effetti,                  
attraverso interventi mirati e coordinati.                                      
Il Programma assistenziale, adottato con specifica deliberazione di             
Giunta regionale n. 1469 del 17 luglio 2001, con la quale sono state            
definite, tra l'altro, le procedure di presa in carico dei pazienti,            
aveva l'obiettivo di:                                                           
a)  pianificare gli interventi umanitari attraverso le seguenti                 
azioni: - specializzare le risposte individuando i punti qualificanti           
del sistema sanitario regionale, tre le strutture pubbliche e private           
accreditate, in rapporto alla tipologia della domnanda, verso la                
quale si vuole privilegiare l'intervento: area geografica, eta',                
patologie; - selezionare le patologie, per interventi mirati a quelle           
non adeguatamente trattabili nei Paesi di provenienza dei cittadini             
interessati; - garantire prioritariamente interventi in favore di               
soggetti stranieri in eta' pediatrica; - definire i criteri per                 
regolare l'accesso degli utenti alle prestazioni, prevedendo                    
l'intervento di istituzioni, organismi e/o associazioni a scopo non             
lucrativo operanti a livello internazionale, nazionale o locale, di             
provata affidabilita', o di strutture sanitarie pubbliche del Paese             
terzo, d'intesa con la sede diplomatica, o consolare, dello Stato               
italiano ivi presente, determinando, inoltre, che ogni segnalazione             
deve essere corredata da una relazione clinica sulle condizioni del             
paziente, predisposta da una struttura ospedaliera pubblica del paese           
di provenienza; - verificare l'attivazione di servizi di supoporto              
all'assistenza sanitaria per quanto riguarda in particolare                     
l'organizzazione del soggiorno dei minori assistiti e dei loro                  
familiari, ed il rientro nei Paesi d'origine, da parte di                       
organizzazioni di volontariato presenti sul territorio regionale.               
b)  sostenere i sistemi sanitari dei Paesi individuati come aree                
prioritarie, attraverso le seguenti azioni: - sviluppare interventi             
nei Paesi d'origine; - intervenire strutturalmente e con aiuti                  
materiali, anche attraverso l'invio e l'impirgo nelle strutture                 
ospedalieredei paesi terzi di materiali ed attrezzature                         
medico-chirurgiche dismesse che si rendono disponibili presso le                
Aziende sanitarie regionali nell'ambito delle iniziative di                     
cooperazione internazionale. In particolare sono stati sostenuti                
interventi di cooperazione sanitaria a favore della Bielorussia,                
Serbia, Saharawi;                                                               
c)  promuovere la concertazione, per tale ambito specifico, con i               
Ministeri competenti e con le altre Regioni, per definire linee                 
politiche comuni e coordinare sfere e campi d'intervento. Il                    
programma 2001-2002 ha contribuito a portare all'attenzione il                  
problema dell'accoglienza ed assistenza con prestazioni sanitarie a             
favore di cittadini extracomunitari, cosi' come previsto dalla Legge            
449/97, attraverso una mirata informazione in sede di Conferenza dei            
Presidenti delle Regioni, da parte del Presidente della Regione                 
Emilia-Romagna; conseguentemente la Conferenza dei Presidenti delle             
regioni e delle Province Autonomie ha espresso la necessita' di un              
piu' ampio coinvolgimento del sistema regioni, al fine di poter                 
soddisfare la crescente domanda di ricovero soprattutto nei confronti           
di minori provenienti da Paesi poveri. In quella sede e' stato                  
inoltre sottolineata l'importanza di un coordinamento tra le Regioni            
stesse per utilizzare al meglio le strutture specializzate ed evitare           
sovrapposizioni di interventi, individuando il Servizio Politiche               
europee e Relazioni internazionali, messo a disposizione da parte               
della Regione Emilia-Romagna, per lo svolgimento di tale funzione di            
raccordo e di riferimento.                                                      
d) sviluppare un'azione di informazione e relazioni istituzionali nei           
confronti dei mediatori (Ambasciate, Istituzioni, Organismi                     
internazionali), per un'informazione sulle scelte politiche e sui               
contenuti materiali del Programma umanitario approvato dalla Regione            
Emilia-Romagna.                                                                 
Il Programma assistenziale a favore di cittadini stranieri (ex art.             
32, comma 15, Legge 449/97) della Regione Emilia-Romagna, in questo             
primo anno di attivita', ha dimostrato come una collaborazione                  
sinergica tra i diversi attori del territorio regionale migliora                
l'efficacia dell'azione.                                                        
In particolare, i casi riferibili a tale tipologia sono stati circa             
62, riguardanti prevalentemente minori di 14 anni (circa 43 casi).              
I Paesi di provenienza piu' frequentemente interessati sono stati:              
Albania (34 casi), Kossovo (6 casi), Bosnia-Erzegovina (5 casi),                
Bielorussia (3 casi), Repubblica di Serbia (2 casi).                            
Il nuovo programma 2002-2003                                                    
Sulla base dell'esperienza maturata nell'ambito del Programma                   
assistenziale 2001-2002 a favore di cittadini stranieri, si ritiene             
che i risulati conseguiti inducano a continuare tale programma anche            
per il periodo 2002-2003, al fine di garantire continuita' agli                 
interventi sanitari.                                                            
Per quanto riguarda le priorita' territoriali, si fa riferimento                
anche alle aree individuate dalla L.R. 5/96 (Albania,                           
Bosnia-Erzegovina, Brasile, Chiapas (Messico), Cuba, Kossovo,                   
Repubblica di Serbia, Romania, Territori dell'Autonomia Palestinese,            
Bielorussia, Ucraina, nonche' al popolo Saharawi, proveniente dai               
campi profughi algerini, e al popolo curdo) e dalla L.R. 18/90                  
(Mozambico, Eritrea, Etiopia).                                                  
Si tiene, inoltre, conto delle richieste provenienti da                         
organizzazioni non lucrative del territorio regionale, per minori               
provenienti dall'Africa sub-sahariana, in special modo Zambia e                 
Zimbabwe, considerata la speranza di vita ed il basso livello di                
assistenza sanitaria in detti Paesi.                                            

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ultima modifica 2023-05-19T21:22:53+01:00

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