n.329 del 31.12.2025 periodico (Parte Seconda)

RISOLUZIONE - Oggetto n. 1419 - Risoluzione per esprimere pieno sostegno alle lavoratrici e ai lavoratori precari del CNR e impegnare la Giunta a farsi portavoce presso il Governo affinché sia avviato immediatamente l'iter per la stabilizzazione del personale avente diritto. A firma dei Consiglieri: Larghetti, Evangelisti, Costi, Calvano, Paldino, Casadei, Arduini, Castellari, Albasi, Proni, Daffadà, Carletti, Ugolini, Fornili, Lori, Gordini, Sabattini, Quintavalla, Trande, Burani, Massari, Bosi, Donini, Parma

L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna

Premesso che

il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) è il principale ente pubblico di ricerca in Italia, con oltre 12.000 addetti distribuiti su tutto il territorio nazionale e un ruolo fondamentale nella promozione della ricerca scientifica, dell’innovazione tecnologica e del trasferimento delle conoscenze al sistema produttivo e alla società;

a Bologna il CNR ha una delle sue sedi principali, presso l’Area della Ricerca di via Piero Gobetti 101, dove operano circa 500 persone distribuite in sei istituti (ISMAR, IBE, ISAC, ISOF, ISMN, ISP), impegnati in attività di ricerca nei campi del clima e dell’ambiente, delle nanotecnologie, della chimica dei materiali e delle scienze;

l’Area della Ricerca bolognese rappresenta un presidio strategico per il sistema della ricerca pubblica e per il nuovo Tecnopolo di Bologna, destinato a ospitare infrastrutture scientifiche e tecnologiche di rilevanza europea;

attualmente, oltre un terzo del personale del CNR a livello nazionale presta servizio con contratti a tempo determinato o forme di collaborazione precarie; nell’Area di Ricerca di Bologna si stima che questa quota raggiunga circa il 40% del personale;

tale condizione di precarietà prolungata, spesso per figure altamente qualificate, compromette la continuità delle attività di ricerca, la capacità di innovazione e la vita personale e familiare delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti, che in molti casi operano da anni senza prospettive di stabilizzazione;

a inizio novembre sono state avviate le procedure necessarie per la stabilizzazione del personale precario avente diritto, con la modalità della “manifestazione d’interesse non vincolante” e che quindi lascia potenzialmente ancora un margine di possibile incertezza;

a Bologna, il movimento “Precari Uniti del CNR” ha promosso numerose iniziative pubbliche di mobilitazione e confronto istituzionale per sollecitare l’avvio di un piano straordinario di stabilizzazione, supportati dalle organizzazioni sindacali.

Considerato che

la stabilizzazione del personale precario del CNR è una condizione essenziale non solo per la dignità e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, ma anche per la qualità e la continuità della ricerca pubblica e per il futuro del sistema scientifico e produttivo del Paese;

l’assenza di procedure stabili e periodiche di reclutamento e assunzione produce un precariato strutturale che mina la capacità dell’Italia di trattenere competenze e talenti e di contribuire allo sviluppo scientifico e tecnologico nazionale ed europeo;

il CNR rappresenta per Bologna e l’Emilia-Romagna un patrimonio di conoscenza, innovazione e cooperazione territoriale, che deve essere sostenuto con politiche stabili di investimento nella ricerca pubblica e nel lavoro qualificato.

Tutto ciò premesso e considerato,

l’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna

esprime pieno sostegno alle lavoratrici e ai lavoratori precari del CNR, riconoscendo il valore fondamentale del loro contributo scientifico e civile;

e impegna il Presidente e la Giunta regionale

a farsi portavoce presso il Governo, il Ministero dell’Università e della Ricerca e il Parlamento italiano affinché:

siano stanziati ulteriori finanziamenti nella prossima legge di bilancio, per garantire la piena attuazione dell’art. 20 del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75 (Modifiche e integrazioni al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ai sensi degli articoli 16, commi 1, lettera a), e 2, lettere b), c), d) ed e) e 17, comma 1, lettere a), c), e), f), g), h), l) m), n), o), q), r), s) e z), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche (legge Madia)) a beneficio di tutto il personale attualmente precario in possesso dei requisiti;

sia istituita una programmazione strutturale che assicuri la pubblicazione regolare di concorsi a tempo indeterminato negli enti pubblici di ricerca, prevenendo così il riprodursi di condizioni di precarietà cronica;

sia rafforzata la governance del CNR, garantendo trasparenza, continuità amministrativa e valorizzazione del personale interno;

siano valorizzate le sedi territoriali del CNR, come quella di Bologna, quale nodo strategico del sistema della ricerca nazionale ed europea, anche in relazione al Tecnopolo e al supercalcolatore Leonardo.

Approvata all’unanimità dalla Commissione II Politiche economiche nella seduta del 9 dicembre 2025.

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