n.208 del 30.07.2026 (Parte Seconda)

Oggetto n. 2949 - Ordine del giorno n. 6 collegato all'oggetto 2747 Proposta d'iniziativa Giunta recante: "Documento di Economia e Finanza Regionale – DEFR 2027-2029". A firma dei Consiglieri: Paldino, Gordini, Larghetti, Casadei, Calvano, Muzzarelli, Costi, Ancarani, Valbonesi

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

Premesso che

l'articolo 32 della Costituzione tutela la salute quale fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività;

il Servizio sanitario nazionale è fondato sui principi di universalità, uguaglianza, equità e solidarietà e deve garantire ai cittadini un accesso tempestivo, appropriato e uniforme alle prestazioni sanitarie;

l'attività libero-professionale intramoenia dei dirigenti del Servizio sanitario nazionale è disciplinata dal Decreto legislativo 502/1992, dalla Legge 120/2007, dal Decreto-legge 158/2012, convertito dalla Legge 189/2012, nonché dalla contrattazione collettiva nazionale, che stabiliscono come tale attività debba svolgersi senza arrecare pregiudizio all'attività istituzionale e nel rispetto della programmazione sanitaria;

la Deliberazione della Giunta regionale dell'Emilia-Romagna n. 1131/2013 ha ribadito che l'attività libero-professionale costituisce attività aggiuntiva rispetto a quella istituzionale e che non può rappresentare un canale privilegiato di accesso alle prestazioni sanitarie e deve essere costantemente monitorata dalle Aziende sanitarie; la medesima deliberazione prevede anche che, qualora non siano rispettati i tempi di attesa o si determinino squilibri tra attività istituzionale e attività libero-professionale, possano essere adottate misure di limitazione o sospensione dell'attività intramoenia;

il perseguimento degli obiettivi della Missione 6 - Salute del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) richiede un Servizio sanitario regionale sempre più efficiente, trasparente e orientato alla riduzione dei tempi di attesa, anche attraverso un utilizzo equilibrato delle risorse professionali e un costante monitoraggio dei volumi di attività;

il Decreto-legge 73/2024, convertito dalla Legge 107/2024, ha rafforzato gli strumenti nazionali di governo delle liste di attesa, prevedendo sistemi di monitoraggio, controllo e trasparenza, anche mediante la piattaforma nazionale istituita presso AGENAS.

Dato atto che

la Regione Emilia-Romagna affronta il tema delle liste d'attesa attraverso un sistema consolidato di monitoraggio e programmazione che da anni garantisce il controllo dei tempi di accesso a visite ed esami specialistici secondo classi di priorità clinica. La Regione si è sempre posta l'obiettivo di aumentare stabilmente l'offerta sanitaria, ridurre le disuguaglianze territoriali e garantire tempi di attesa più contenuti, nonostante anche periodi di sottofinanziamento del Sistema Sanitario Nazionale;

con il Piano Regionale di Governo delle Liste d'Attesa, la Regione ha sviluppato un modello basato su trasparenza, verifica continua delle performance e pubblicazione dei dati delle aziende sanitarie;

negli ultimi anni, a questo impianto strutturale si sono affiancati piani straordinari per ridurre i tempi di attesa e aumentare il volume delle prestazioni erogate, nonché anche da interventi organizzativi come la riduzione delle disdette e il miglioramento dell'appropriatezza prescrittiva. In particolare, tra il 2023 e il 2024 la Regione ha stanziato risorse proprie significative per potenziare l'attività specialistica-chirurgica e recuperare le prestazioni arretrate. Inoltre, nel solo 2024 gli investimenti regionali hanno superato i 50 milioni di euro, destinati anche ad attività aggiuntive del personale sanitario e al rafforzamento dell'offerta pubblica.

Rilevato che

le Aziende sanitarie dell'Emilia-Romagna adottano regolamenti per attuare il principio secondo cui il volume delle prestazioni e il relativo impegno orario dedicati all'attività libero-professionale non possono essere superiori a quelli assicurati nell'ambito dell'attività istituzionale;

tale principio, pur coerente con la normativa nazionale e con gli indirizzi regionali, non risulta pienamente applicato in maniera uniforme sull'intero territorio regionale, con conseguenti differenze organizzative tra Aziende sanitarie;

l'omogenea applicazione di tale principio contribuirebbe a rafforzare la trasparenza, la programmazione dell'attività sanitaria e la fiducia dei cittadini nei confronti del Servizio sanitario regionale.

Considerato che

le liste di attesa continuano a rappresentare una delle principali criticità del Servizio sanitario sia nazionale che e incidono concretamente sull'effettivo esercizio del diritto alla salute;

la persistente difficoltà di accesso alle prestazioni istituzionali rischia di determinare un crescente ricorso alle prestazioni a pagamento, con il conseguente rischio che la libera professione venga percepita come l'unica modalità per ottenere cure in tempi ragionevoli;

l'attività libero-professionale intramoenia deve invece rappresentare una libera scelta del cittadino e non una necessità determinata dalle difficoltà di accesso al servizio sanitario pubblico;

appare pertanto opportuno consolidare e uniformare, attraverso gli strumenti di indirizzo della Regione, un principio già presente negli atti regionali e nei regolamenti di numerose Aziende sanitarie, al fine di garantire omogeneità organizzativa, trasparenza e prevalenza dell'attività istituzionale su tutto il territorio regionale;

la piena attuazione degli obiettivi di efficientamento del Servizio sanitario regionale, anche in coerenza con la Missione 6 del PNRR e con la recente normativa nazionale in materia di governo delle liste di attesa, richiede che l'attività istituzionale costituisca la priorità nell'organizzazione dell'attività dei professionisti dipendenti del Servizio sanitario regionale.

Ritenuto che

rafforzare la prevalenza dell'attività pubblica rispetto a quella libero-professionale costituisca uno strumento essenziale per garantire l'effettività del diritto alla salute, contribuire alla riduzione delle liste di attesa, limitare il ricorso alle prestazioni a pagamento determinato dall'eccessiva durata dei tempi di accesso e riaffermare il principio secondo cui l'accesso alle cure deve dipendere dal bisogno di salute e non dalla capacità economica del cittadino.

Tutto ciò premesso e considerato,

Impegna la Giunta regionale

ad adottare gli atti di indirizzo e coordinamento necessari affinché il principio, già recepito dalla normativa regionale e dai regolamenti aziendali, secondo cui il volume delle prestazioni rese in regime di attività libero-professionale non può essere superiore a quello delle prestazioni rese nell'ambito dell'attività istituzionale, trovi uniforme applicazione presso tutte le Aziende sanitarie dell'Emilia-Romagna, nel rispetto della normativa statale vigente e della contrattazione collettiva nazionale;

ad assicurare un sistema regionale uniforme di monitoraggio dei volumi di attività istituzionale e libero-professionale, prevedendo verifiche periodiche sull'equilibrio tra le due tipologie di attività, nonché la pubblicazione periodica dei dati in forma aggregata, al fine di garantire la massima trasparenza nei confronti dei cittadini e dell'Assemblea legislativa;

ad assicurare che il monitoraggio dei volumi di attività istituzionale e libero­professionale sia pienamente integrato con gli strumenti regionali e nazionali di governo delle liste di attesa;

a promuovere l'adozione, da parte delle Aziende sanitarie, di misure di limitazione o sospensione dell'attività libero-professionale nei casi in cui il mancato rispetto dei tempi di attesa o il disequilibrio tra attività istituzionale e attività intramoenia risultino tali da compromettere il diritto dei cittadini ad accedere tempestivamente alle prestazioni del Servizio sanitario regionale.

Approvato a maggioranza dei presenti nella seduta pomeridiana del 22 luglio 2026

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