n.157 del 17.06.2026 periodico (Parte Seconda)

Oggetto n. 2604 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad avviare un percorso di rafforzamento del sistema regionale di prevenzione delle aggressioni canine, in attuazione della L.R. 5/2005. A firma dei Consiglieri: Albasi, Ancarani, Ferrari, Quintavalla, Bosi, Proni, Carletti, Costi

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna
Premesso che

la prevenzione delle aggressioni canine costituisce un tema di rilievo per la tutela dell'incolumità pubblica, della salute dei cittadini e del benessere animale, intercettando competenze proprie della Regione in materia di sanità pubblica veterinaria, prevenzione e tutela degli animali;

la disciplina nazionale di riferimento è contenuta nell'Ordinanza ministeriale 6 agosto 2013 ("Ordinanza contingibile e urgente concernente la tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione dei cani"), pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 209 del 6 settembre 2013, costantemente prorogata di anno in anno e da ultimo prorogata con Ordinanza ministeriale 10 luglio 2025;

tale ordinanza ha consolidato il superamento del criterio della razza introdotto dall'Ordinanza ministeriale 3 marzo 2009, fondando il sistema di prevenzione su tre pilastri: la responsabilità del proprietario, civile e penale, per il benessere e la corretta gestione dell'animale; gli obblighi comportamentali universali validi per tutti i cani indipendentemente dalla razza; i percorsi formativi per i proprietari - i cosiddetti patentini - disciplinati dal D.M. 26 novembre 2009;

la scelta del legislatore nazionale è coerente con il consolidato orientamento della comunità scientifica veterinaria internazionale, secondo cui non è possibile stabilire il rischio di maggiore aggressività di un cane in base alla razza o ai suoi incroci, e con la giurisprudenza amministrativa, che ha sancito (T.A.R. Lazio, 2016) l'illegittimità delle ordinanze comunali che reintroducano il criterio della razza come parametro restrittivo.

Considerato che

la Regione Emilia-Romagna ha da tempo investito sul tema della corretta convivenza tra le persone e gli animali, nel rispetto delle esigenze sanitarie, ambientali e di benessere di questi ultimi e della tutela della sanità pubblica veterinaria;

in particolare, attraverso le LR 27/00 in tema di controllo della popolazione canina e felina e LR 5/05 recante Norme a tutela del benessere animale, la Regione ha definito un sistema di tutele, di sorveglianza e di presa in carico degli animali di affezione basato sul rispetto delle caratteristiche e delle esigenze specifiche di questi e sulla responsabilità del proprietario nel garantirne salute e benessere, nonché la tutela dei terzi;

con DGR 647/2007, attuativa della LR5/05, sono stati definiti i criteri per la classificazione del rischio dei cani con aggressività incontrollata, definiti gli standard per la loro gestione e per i percorsi di controllo e rieducazione dell'animale;

strumenti essenziali di tale sistema sono l'Anagrafe canina regionale (ACRER), che consente l'identificazione e la tracciabilità dei cani, ed il registro regionale delle morsicature, che ha consentito di migliorare significativamente la capacità di sorveglianza epidemiologica, di definire percorsi personalizzati per gli individui segnalati e di valutare l'efficacia delle politiche di prevenzione;

aspetto altrettanto dirimente è quello della formazione in sanità pubblica veterinaria, che nella nostra Regione può contare anche sulla presenza dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell'Emilia-Romagna (IZSLER), eccellenza riconosciuta a livello nazionale per la formazione dei medici veterinari esperti in comportamento animale.

Sottolineato che

l'approccio, scientificamente fondato, sulla responsabilità del proprietario, sulla formazione e sulla valutazione individuale del cane risulta più efficace in termini di esiti misurabili rispetto agli approcci basati sul criterio della razza, che hanno dimostrato - anche nelle esperienze internazionali - di non ridurre il numero di morsicature; 

l'attuale normativa statale prevede l'attivazione da parte di ASL e Comuni, di corsi di formazione tesi a favorire un corretto sviluppo della relazione tra il cane e il proprietario, al fine di consentire l'integrazione dell'animale nel contesto familiare e sociale;

l'aumento dell'adesione libera a simili attività formative - obbligatorie solo nei casi individuati dai Comuni in collaborazione con i Servizi Veterinari delle ASL a seguito dell'iscrizioni del cane nei registri degli animali a rischio elevato per comportamenti aggressivi pregressi - ancora molto limitata, costituisce un importante obiettivo che la Regione deve porsi, in quanto sotteso alla promozione del possesso responsabile, nella prospettiva di una sanità pubblica integrata e di un'idea di cittadinanza partecipata;

la collaborazione tra istituzioni, ordini professionali dei medici veterinari, facoltà di medicina veterinaria, associazioni veterinarie e associazioni di protezione animale costituisce un asse strategico per il rafforzamento del sistema regionale di prevenzione.

Tutto ciò premesso e considerato,

impegna la Giunta regionale

ad avviare un percorso di rafforzamento del sistema regionale di prevenzione delle aggressioni canine, in attuazione della L.R. 5/2005 e in coerenza con le previsioni dell'OM 6 agosto 2013, valorizzando le competenze già presenti sul territorio regionale e in particolare quelle del Centro di referenza nazionale presso l'IZSLER;

a promuovere la diffusione capillare dei percorsi formativi (patentini) in tutti i territori della Regione, garantendo standard didattici uniformi, accessibilità geografica e modalità organizzative omogenee, anche attraverso linee guida regionali da concordare con i Comuni, le ASL, gli ordini professionali dei medici veterinari, le facoltà di medicina veterinaria e le associazioni di protezione animale;

a rafforzare la rete dei medici veterinari esperti in comportamento animale sul territorio regionale, anche attraverso intese con gli ordini professionali e con le ASL, garantendo la disponibilità di valutazioni comportamentali standardizzate per i cani coinvolti in episodi di morsicatura e per quelli segnalati come impegnativi;

a promuovere protocolli operativi standardizzati tra polizia locale, forze dell'ordine, servizi veterinari delle ASL, pronto soccorso e medicina di base, al fine di assicurare un raccordo efficace nelle fasi successive a un episodio di morsicatura e di garantire l'attuazione effettiva degli obblighi previsti dall'OM 2013;

a sostenere campagne regionali di informazione e sensibilizzazione sul possesso responsabile degli animali, con particolare attenzione al mondo della scuola, delle famiglie con bambini e degli anziani - categorie maggiormente esposte al rischio di morsicatura - coinvolgendo gli ordini professionali, le associazioni del territorio e le scuole di ogni ordine e grado;

a riferire all'Assemblea legislativa, entro dodici mesi dall'approvazione della presente risoluzione, sull'attuazione delle azioni qui indicate e sui risultati conseguiti, anche al fine di consentire una valutazione di efficacia delle politiche regionali di prevenzione;

a sostenere, nelle sedi competenti, l'auspicio di una riforma organica della normativa nazionale che superi il regime di proroghe annuali dell'ordinanza contingibile e urgente vigente dal 2013 e introduca una disciplina legislativa di rango primario, capace di consolidare gli strumenti di prevenzione in un quadro stabile e omogeneo.

Approvata a maggioranza dei presenti nella seduta antimeridiana del 26 maggio 2026

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