n.286 del 19.11.2025 periodico (Parte Seconda)
Decisione relativa alla procedura di verifica di assoggettabilità a VIA (screening) del “Progetto di coltivazione e recupero della cava di calcare localizzato a Monte Ceti -1 nel comune di Novafeltria Prov. (RN)” – Polo Estrattivo SMN3-2 "Monte Ceti 1” - Proponente: ECO DEMOLIZIONI S.R.L.
- di APPROVARE la Relazione Istruttoria proposta dal Responsabile del Procedimento che costituisce l’ALLEGATO 1 della presente determina e ne è parte integrante e sostanziale nella quale e stato dichiarato che sono stati applicati i criteri indicati nell’Allegato V alla Parte Seconda del D. Lgs. 152/2006 e s.m.i. per la decisione di non assoggettabilità a VIA;
1) di ESCLUDERE, ai sensi dell’art. 11 della Legge Regionale 20 aprile 2018, n. 4 e dell’art. 19, comma 8, del D.Lgs. 152/2006 e s. m. i., il progetto di “PROGETTO DI COLTIVAZIONE E RECUPERO DELLA CAVA DI CALCARE LOCALIZZATO A MONTE CETI -1 NEL COMUNE DI NOVAFELTRIA PROV. (RN)“ nel Polo estrattivo di calcare denominato “Ambito SMN3-1 "Monte Ceti 1", presentata dalla ditta ECO DEMOLIZIONI s.r.l., dalla ulteriore procedura di V.I.A., a condizione che vengano rispettate le prescrizioni di seguito indicate:
a) al fine di garantire l’adeguato smaltimento delle acque meteoriche afferenti il sedime estrattivo dovrà essere verificato il corretto dimensionamento ed officiosità idraulica della rete scolante prevista in fase di ripristino morfologico e vegetazionale.
b) lo stoccaggio dei combustibili e dei lubrificanti necessari all’utilizzo e gestione dei mezzi di cava dovrà avvenire in apposite aree opportunamente confinate inoltre, i mezzi utilizzati nelle diverse fasi di lavorazione, dovranno permanere sulle zone di lavoro per il solo periodo del loro impiego ed essere posizionate nelle fasi di inattività entro un’area appositamente predisposta allo scopo isolata dalla rete scolante;
c) durante tutto il periodo di coltivazione dovranno essere realizzati fossi di scolo temporanei per lo smaltimento delle acque meteoriche, ad impedire alle stesse di invadere i fronti di scavo, prevedendo zone di calma delle acque per ridurne la velocità e consentire la sedimentazione dei materiali in sospensione;
d) il restante strato di suolo vegetale che ricopre il substrato dovrà essere tenuto separato dal cappellaccio ed accantonato a margine delle aree di escavazione, per essere distribuito sull’area di recupero al termine dei lavori di estrazione. Per favorire il mantenimento della microflora e microfauna presente nel terreno i cumuli di suolo dovranno essere realizzati evitando compattamenti eccessivi e processi di asfissia e prevedendone il rivestimento naturale mediante tappeti erbosi, fogliame o semina di coltura da sovescio;
e) nella ricostituzione dello strato di suolo, nel caso in cui il terreno vegetale precedentemente asportato ed accantonato non dovesse essere sufficiente, dovrà essere previsto l’apporto di terreno di qualità idonea da siti esterni all’area di cava (conformi a quanti disposto dal PAE) e/o attuate idonee cure agronomiche per garantire la produttività del terreno al momento del suo ritorno alla destinazione agricola e/o forestale;
f) durante tutte le attività di estrazione, lavorazione e trasporto materiale dovranno essere messi in atto tutti gli accorgimenti utili al contenimento delle emissioni sonore sia mediante l’impiego delle più idonee attrezzature operanti in conformità alle direttive CE in materia di emissione acustica ambientale, sia mediante una adeguata organizzazione delle singole attività, al fine di garantire il rispetto dei valori limite assoluti vigenti in prossimità dei ricettori presenti;
g) dovranno essere applicate tutte le misure di mitigazione e prevenzione atte al contenimento delle polveri durante la fase di cantiere quali l’impiego di mezzi sottoposti a regolare manutenzione a garanzia dell’efficienza dei motori, il contenimento delle velocità di transito, effettuare le attività di scopertura del giacimento e di movimentazione del cappellaccio in condizioni di assenza di vento e limitarle preferibilmente in periodi particolarmente siccitosi e nelle ore di maggiore insolazione al fine di utilizzare quale misura di mitigazione naturale l’umidità della roccia;
h) L’attività estrattiva dovrà prevedere le seguenti azioni e sistemi di controllo che risultano efficienti nella mitigazione del fenomeno della dispersione delle polveri:
· frequenza molto bassa delle volate;
· Vengono adottate misure di mitigazione durante i mesi più caldi consistenti nell’aspersione con acqua delle vie di transito nell’area di cava e nella interruzione delle attività di volata/smarino nei periodi con ventosità maggiore di 3,3 m/s (brezza tesa scala Beaufort) in direzione dei recettori più esposti.
· Perforatore meccanico dotato di sistema di captazione delle polveri che vengono convogliate in apposito filtro.
i) Il progetto esecutivo da presentarsi per la successiva richiesta di autorizzazione estrattiva dovrà valutare in maniera più dettagliata il traffico diretto ed indotto al polo estrattivo ed all’impianto di lavorazione del materiale estratto, sito in Rimini. Lo stesso studio dovrà considerare l’apporto del traffico generato dal conferimento dei materiali per le fasi di ritombamento e sistemazione finale morfologica;
j) Il progetto esecutivo da presentarsi per la successiva richiesta di autorizzazione estrattiva dovrà recepire tutte le prescrizioni e/o contributi tecnici di cui ai pareri espressi in Conferenza dei Servizi:
- Regione Emilia-Romagna U.T. Sicurezza Territoriale e protezione Civile Rimini protocollo comunale n. 9500 del 14/09/2024;
- Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini protocollo comunale n. 10230 del 03/10/2024;
- ARPAE SAC Sede di Rimini protocollo comunale n. 10533 del 11/10/2024;
k) Si rammenta che la gestione dei materiali di risulta in ambito di cava è normato dal D.Lgs. n. 117/08 per cui in fase di richiesta di autorizzazione dovrà essere prodotto un piano di gestione specifico che ricomprenda e caratterizzi sia i materiali in sito sia quelli provenienti dall’esterno. I quantitativi di materiali conferiti annualmente da esterno dovranno essere dettagliati nella relazione periodica da trasmettersi al Comune di Novafeltria nelle modalità riportate al successivo punto “verifica di ottemperanza”.
l) Si rammenta che l'attività è soggetta ad Autorizzazione Unica Ambientale per le matrici rumore ed emissioni in atmosfera, ai sensi del DPR 59/2013 e s.m.i., istanza da presentarsi a seguito del rilascio dell'autorizzazione estrattiva.
- la relazione di verifica di ottemperanza delle prescrizioni, ai sensi dell’art. 25 della L.R. 4/2018 dovrà essere trasmessa al Settore Tecnico del Comune di Novafeltria e dovrà contenere anche la verifica delle eventuali prescrizioni e condizioni ambientali che dovessero emergere nelle successive fasi istruttorie, o contenute nei provvedimenti, nulla osta, pareri ed autorizzazioni propedeutiche all'esercizio dell'attività;
- la non ottemperanza alle prescrizioni sarà soggetta a sanzione come definito dall’art. 29 del D. Lgs. 152/2006 e s. m. i.;
- oltre al puntuale rispetto delle prescrizioni sopra riportate, la realizzazione del progetto rimane condizionata ad ogni ulteriore eventuale prescrizione formulata nei successivi procedimenti autorizzativi;
- Di Trasmettere copia della presente determina al proponente e agli Enti a vario titolo interessati;
- Di Pubblicare, per estratto, la presente determina sul BURERT e, integralmente, sul sito web del Comune di Novafeltria;
- Di Rendere noto che contro il presente provvedimento è proponibile il ricorso giurisdizionale al Tribunale Amministrativo Regionale entro 60 (sessanta) giorni, nonché ricorso straordinario al Capo dello Stato entro 120 (centoventi) giorni; di precisare che entrambi i suddetti termini trovano decorrenza dalla data di pubblicazione sul BURERT del presente provvedimento.