n.324 del 29.12.2025 (Parte Seconda)
ORDINE DEL GIORNO - Oggetto n. 1764 - Ordine del giorno n. 20 collegato all'oggetto 1507 proposta d'iniziativa Giunta recante: "Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) 2026". A firma dei Consiglieri: Lembi, Larghetti, Arduini, Lori, Ferrari, Fornili, Muzzarelli, Sabattini, Daffadà, Proni, Calvano, Trande, Donini, Costa, Paldino, Ancarani, Costi, Lucchi, Valbonesi, Gordini, Carletti, Parma
La rete consultoriale deII’EmiIia-Romagna è articolata in Consultori familiari, Pediatrie di comunità, Spazi per donne immigrate e ai/alle Ioro bambini/e e Spazi Giovani, garantendo assistenza, consulenza e ascolto.
I Consultori familiari offrono servizi rivolti a donne, coppie e famiglie su temi legati aII'affettività, sessualità, maternità, contraccezione, menopausa e salute ginecologica, rivolgendosi a tutti gli orientamenti sessuali, con accesso diretto e gratuito, senza prescrizione medica.
Il Consultorio segue le donne dalla gravidanza al dopo parto secondo il cosiddetto percorso nascita (primo colloquio e visita, controlli, consulenze su legislazione, alimentazione e sessualità in gravidanza, diagnosi prenatale, parto (anche a domicilio), consulenze specialistiche, assistenza alle mamme e ai neonati in Consultorio e a domicilio per la verifica del decorso post-parto, sostegno e consulenza ai genitori per la cura del neonato, per il sostegno deII'aIIattamento al seno).
In Consultorio vengono fornite informazioni e consulenze sui metodi contraccettivi per promuovere maternità e paternità consapevoli. Vengono garantite in modo gratuito fino ai 26 anni di età la contraccezione ordinaria e anche quella di emergenza dopo un rapporto sessuale che si considera a rischio di gravidanza e quest’ultima nei fine settimana può essere acquisita presso le strutture ospedaliere.
In applicazione della legge 194/78 il Consultorio, ai fini della l’interruzione volontaria di gravidanza, offre consulenza, informazioni, colloqui anche per rimuovere le eventuali cause che porterebbero alla scelta abortiva. Qualora tale scelta venga confermata rilascia il certificato per l'intervento (certificato che può essere rilasciato anche dal/la medico di famiglia, dal ginecologo/a di fiducia o da altro/a specialista) prevedendo e offrendo nel contempo (una volta effettuato l’intervento dai reparti ospedalieri di competenza con cui tiene costanti rapporti di collaborazione), l’immediato avvio di una contraccezione sicura e gratuita da concordare con le interessate.
Il consultorio, in presenza di minorenni che intendono effettuare l’IVG senza il consenso di chi esercita la patria potestà, cura la relazione ai fini della autorizzazione all’intervento da parte del giudice tutelare assicurando nel contempo una presa in carico particolarmente accurata sul versante psicosociale, oltre ad avviare un percorso formativo mirato sulla responsabilità procreativa.
A cinquant'anni dalla Iegge di istituzione 405/1975, i consultori familiari si distinguono ancora come un modello vincente per la promozione della salute e del benessere delle donne, oltre che un punto di riferimento per le famiglie ed i giovani grazie al loro approccio trasversale, multidisciplinare, preventivo e reticolare che ormai costituisce la modalità di presa in carico che sta caratterizzando sempre più la gestione territoriale delle politiche sanitarie della nostra Regione.
Nel 2024, 360.588 persone si sono rivolte ai 172 Consultori familiari, 48 Spazi Giovani, 39 Spazi Giovani Adulti e 11 Spazi Donne Immigrate e Ioro bambini presenti in Emilia-Romagna, per un totale di 937.618 prestazioni e 857.929 accessi.
In particolare, per quanto riguarda le donne, il 47,1% ha richiesto servizi di prevenzione oncologica e promozione della salute, il 23,4% attività di ginecologia, I’11,5% prestazioni connesse a gravidanza, puerperio e allattamento ed il 10,3% per il controllo della fertilità e contraccezione.
Nella nostra Regione, gli Spazi Giovani e le Reti Adolescenza (DGR 590/2013) sono presidi fondamentali per intercettare il disagio adolescenziale, anche nelle sue forme clinicamente rilevanti per cui le raccomandazioni regionali (Circolare n. 1 del 07/02/2017) invitano le AUSL ad attivare, su base distrettuale, un punto unico di accesso per i giovani tra i 14 e i 25 anni, che garantisca consultazione psicologica entro 7 giorni e, se necessario, il coinvolgimento di équipe specialistiche.
Il Decreto interministeriale del 23/05/2022 n. 77 prevede, sebbene senza obbligo, l'inserimento dei Consultori e degli Spazi Giovani nelle Case della Comunità quali presidi sociosanitari di prossimità, prevedendo, soprattutto dopo la pandemia, risorse straordinarie destinate al potenziamento della consulenza psicologica di primo livello e della salute mentale giovanile, pur dovendo riconoscere che tali misure non sono ancora strutturali e sufficienti a rispondere a un bisogno in costante crescita.
La vicinanza territoriale, la possibilità di accedervi in maniera gratuita e diretta unitamente alla presenza di equipe multiprofessionali garantiscono una presa in carico celere e personalizzata, in grado di accompagnare la persona in momenti importanti della vita (come la gravidanza e la maternità) e di supportarla nell’eventualità di condizioni di fragilità quali la presenza di disagio psicologico.
Fondamentale risulta, poi, l'attività di prevenzione e consulenza per la promozione della salute, con particolare attenzione al controllo della fertilità, alla contraccezione e all'educazione aII'affettività responsabile.
In questo contesto, le Case della Comunità, in quanto nuovo fulcro di primo livello della sanità territoriale, offrono un'opportunità strategica per rafforzare ulteriormente la funzione dei consultori, da considerare come una loro parte costitutiva nella misura in cui viene garantita ai medesimi una autonomia organizzativa ed operativa tesa ad assicurare la massima tutela della privacy.
Un ruolo imprescindibile dei consultori è quello legato all'applicazione della Iegge 194/78 per la parte che riguarda la interruzione di gravidanza che, nel pieno rispetto della volontà della donna, deve assicurare innanzitutto un ascolto empatico, informazioni e consulenza tese a rimuovere le eventuali cause che portano alla decisione di ricorrere all’IVG e, in seconda istanza, una presa in carico psicologica e socio/sanitaria del percorso da affrontare per chi conferma la sua decisione; percorso che prevede, dopo l’intervento effettuato fino al 2022 in ambito ospedaliero, un ritorno calendarizzato post IVG in consultorio per la consulenza e l’avvio gratuito di una contraccezione sicura.
Con l'introduzione a fine 2022 della possibilità di eseguire l'IVG farmacologica in regime ambulatoriale si sta rendendo via via attuabile la possibilità di garantirlo anche nei consultori quale servizio ideale in quanto non prevede frammentazioni nel percorso IVG è di per se’ impegnato sulla sua prevenzione, dispone delle figure sanitarie competenti ( per quanto da aggiornare su tale metodica) e dovrebbe essere dotato delle necessarie strumentazioni medico/sanitarie tese a garantire la massima sicurezza per le donne.
In virtù della IVG farmacologica (altrettanto sicura e meno invasiva della IVG chirurgica) si è assistito ad una 'anticipazione dell'interruzione (in termini di età gestazionale) motivata anche ad una riduzione dei tempi di attesa, che per il 52,4% dei casi si attestano mediamente all’ottavo giorno dalla data del certificato e per il 40,3%. si attestano fra gli 8 e i 14 giorni seppure, con notevoli differenze fra i diversi territori
I consultori, anche attraverso gli Spazi Giovani, svolgono un ruolo fondamentale all'interno delle scuole nella promozione della salute psicologica, sessuale e relazionale, con particolare attenzione all'educazione aII'affettività e che in collaborazione con dirigenti scolastici e referenti territoriali, attivano sportelli di ascolto e percorsi formativi che favoriscono l'accesso precoce ai servizi e il riconoscimento dei bisogni emergenti tra gli adolescenti.
I consultori, per le modalità di accesso e la vicinanza territoriale, hanno ancora enormi possibilità di sviluppo e qualificazione: nei confronti dei giovani, per fornire elementi utili a fronteggiare il disagio psicologico e le informazioni necessarie a vivere una sessualità libera e consapevole; nei confronti delle donne le donne migranti ed i Ioro bambini, a garanzia di una piena assistenza sanitaria e per assicurare informazioni e consulenza su diritti e doveri in materia di maternità e infanzia; nei confronti di tutte le donne che affrontano una gravidanza, garantendo assistenza e consulenza sui diversi aspetti che caratterizzano questa fase della vita ed il post-parto e fornendo risposte tempestive a chi liberamente decida di interrompere la gravidanza, senza che il sovrannumero di obiettori di coscienza impedisca la corretta e uniforme applicazione della L. 194/78.
L'inserimento dei consultori nelle Case di Comunità, in sinergia con altri servizi, può moltiplicare l'efficacia degli interventi, potenziare l'interdisciplinarità e facilitare l'accesso da parte della cittadinanza, in particolare per i giovani e per chi vive in aree svantaggiate.
Tutto ciò premesso e considerato,
A valorizzare ulteriormente i Consultori familiari come parte integrante delle Case di Comunità, anche valutando la Ioro collocazione all'interno delle medesime, e favorendo modelli organizzativi capaci di offrire una presa in carico realmente integrata tra ambito sanitario, psicologico e sociale, con équipe multidisciplinari che possano configurarli come servizio sociosanitario ad altissima valenza preventiva, oltre che dotato delle competenze tese a garantire consulenza e assistenza per le tematiche inerenti la procreazione responsabile, l’assistenza alla gravidanza e al puerperio, la salute sessuale e riproduttiva, le relazioni di coppia , il rispetto della parità fra uomini e donne e dei diversi orientamenti sessuali.
A prevedere un incremento di consultori familiari, con particolare attenzione ad arrivare almeno ad un consultorio familiare per distretto (e un numero maggiore di sedi nei Comuni capoluogo in considerazione del numero notevolmente più ampio di popolazione) e con attenzione alle aree periferiche, rurali e/o montane, dotati della strumentazione necessaria e di uno di spazio sosta con bagno annesso per donne che non possono provvedere alla IVG al proprio domicilio per ragioni materiali e/o personali.
A monitorare la garanzia che i consultori familiari, inseriti all’interno delle case di comunità siano idonei a garantire la più piena privacy delle donne che vi accedono.
A rafforzare sempre più la presenza territoriale di Spazi Giovani impegnati ad accompagnare le nuove generazioni sulle tematiche inerenti all’educazione sessuo/affettiva/relazionale, la salute riproduttiva, la procreazione responsabile, il rispetto fra i generi e dei diversi orientamenti sessuali.
A rafforzare l'integrazione tra Consultori, Spazi Giovani, Case di Comunità e Reti giovanili valorizzando le esperienze esistenti ed avviando in modo collaborativo progettazioni innovative.
A potenziare l’attività dei consultori che si rivolgono alla terza e quarta età (soprattutto delle “giovani anziane”) per l’importanza e la peculiarità degli aspetti sessuali, affettivi e relazionali che caratterizzano questa fase della vita, in aggiunta a specifiche problematiche sanitarie che vanno ben oltre al tema della menopausa.
A valutare di sostenere progressivamente l’attività dei Consultori che si rivolge alla terza e quarta età per l’importanza e la peculiarità degli aspetti sessuali, affettivi e relazionali che caratterizzano questa fase della vita, in aggiunta a specifiche problematiche sanitarie che vanno ben oltre al tema della menopausa.
A dare valore al fatto che i consultori siano nati da una forte richiesta di partecipazione attiva alla costruzione dei servizi pubblici; in questo senso si invita a rafforzare la partecipazione attiva, in particolare attraverso l’associazionismo femminile/femminista dei territori, giovanile e di promozione di corretti stili di vita degli uomini e delle donne (specie se già impegnati sulle tematiche inerenti la salute di genere) e dei Quartieri sulla evoluzione dei servizi consultoriali e della salute riproduttiva.
A potenziare e rinforzare la multidisciplinarità e la formazione continua delle équipe dei consultori, incentivando momenti di confronto tra operatori/trici e l'adozione di buone pratiche condivise, anche in collaborazione con il sistema formativo e universitario regionale.
A garantire in maniera uniforme e su tutto il territorio la concreta possibilità di ricorrere aII’IVG, compresa l'IVG farmacologica in consultorio e a domicilio.
Ad aumentare la presenza di mediatrici e formatrici culturali, potenziare la formazione linguistica e interculturale del personale dei consultori anche attraverso corsi specifici sulle diverse forme di discriminazione e sullo sviluppo delle competenze relazionali.
A promuovere l'accesso dei/delle giovani ai consultori, attraverso strumenti comunicativi adeguati, collaborazione con le scuole e attivazione di sportelli mirati per la salute psicologica, sessuale e relazionale, con particolare attenzione all'educazione aII'affettività.
A sviluppare strumenti digitali a supporto dell'attività dei Consultori familiari, anche attraverso l'adozione di servizi di teleconsulto, la digitalizzazione dei percorsi di presa in carico, e la promozione di contenuti informativi accessibili tramite portali regionali, social media e app dedicate, con particolare attenzione ai bisogni delle giovani generazioni e delle persone in condizione di fragilità.
A valutare un percorso di gradualità per quanto riguarda la possibilità di estendere la gratuità della contraccezione di emergenza a partire dalle under 26.
A prevedere come favorire l’accesso alla contraccezione di emergenza nei giorni di chiusura dei consultori, considerando il suo carattere di emergenza.
A favorire possibili accordi con l’ordine regionale dei Farmacisti affinché sia prevista una forma di rafforzamento delle competenze dei/delle farmacisti/e sulla contraccezione di emergenza che, come noto, si può acquistare direttamente in farmacia senza ricetta medica.
Ad avviare con urgenza una campagna informativa su tutto il territorio regionale, soprattutto sulla contraccezione di emergenza, ancora poco conosciuta dalla popolazione femminile.
Approvato a maggioranza dei presenti nella seduta pomeridiana del 23 dicembre 2025