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n.118 del 27.04.2022 periodico (Parte Seconda)

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RISOLUZIONE - Oggetto n. 4807 - Risoluzione per impegnare la Giunta a promuovere una riflessione della comunità regionale per realizzare un patto socio-educativo di comunità per definire interventi mirati per dare risposte ai nuovi bisogni degli adolescenti e a sollecitare un'azione capillare di sensibilizzazione volta ad elaborare risposte efficaci e innovative per le bambine, i bambini e gli adolescenti, valutando anche la supervisione di un gruppo scientifico dell'Università. A firma dei Consiglieri: Marchetti Francesca, Rossi, Montalti, Tarasconi, Bulbi, Maletti, Caliandro, Sabattini, Mori, Pillati, Costi, Daffadà, Zappa-
terra, Bondavalli, Gerace, Mumolo, Fabbri, Rontini, Amico

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

Premesso che

l’epidemia da Covid-19 ha imposto l’adozione di stringenti e prolungate misure di contenimento. Ciò ha sospeso o drasticamente ridotto le occasioni di socialità, condivisione e incontro, gli spazi di partecipazione, di lavoro. In questo scenario emergenziale, i giovani sono stati tra i soggetti più penalizzati; si sono infatti determinate gravi conseguenze sul loro benessere psico-fisico; sono aumentati i disturbi e le dipendenze; le disuguaglianze e difficoltà nell’accesso ai diritti costituzionalmente garantiti, quali istruzione e assistenza sanitaria. Già a partire dal primo lockdown i disturbi del sonno, gli attacchi d'ansia e l'aumento dell'irritabilità sono stati i sintomi più frequenti di cui hanno sofferto le persone di minore età;

dalla relazione tecnica elaborata nell’ottobre 2021 dal tavolo di coordinamento promosso dal Ministero per le politiche giovanili, emerge che l'impatto negativo della pandemia è confermato dal recente report pubblicato dall’UNICEF dal titolo "La Condizione dell'infanzia nel mondo - Nella mia mente: promuovere, tutelare e sostenere la salute mentale dei bambini e dei giovani" in cui vengono esposti i dati sulla salute mentale dei giovani. Più di un adolescente su 7, tra i 10 e i 19 anni, convive - secondo i dati - con un disturbo mentale diagnosticato che, nel 40% dei casi circa, corrisponde ad ansia e depressione; inoltre, i tentativi di suicidio ed autolesionismo sono aumentati del 30% rispetto alla situazione pre-pandemica, così come i disturbi del comportamento alimentare ed i disturbi ossessivo-compulsivi;

la pandemia ha condizionato inoltre i processi di apprendimento, con un conseguente impatto su dispersione e abbandono scolastico: le fatiche della Dad si sono intrecciate con la povertà digitale di tante famiglie. Non meno preoccupante è il dato relativo ai giovani che non studiano, non si formano e non lavorano. Secondo il Rapporto annuale 2021 dell’ISTAT, il numero dei NEET (Not Engaged in Education, Employment or Training) risulta essere il più elevato d’Europa; in Italia nel 2020 hanno raggiunto i 2,1 milioni di unità, considerando la fascia di età fino ai 29 anni, in Emilia-Romagna si attesta al 15,9%. Una quota che la Regione Emilia-Romagna ha già confermato nel novembre 2021, attraverso l’approvazione della Strategia Agenza 2030, di voler ridurre al di sotto del 10% e portare sotto l’8,5% la quota di abbandono scolastico;

il 21 maggio 2021, l’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza ha approvato il 5° Piano nazionale di azione e di interventi per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva. Il Piano è frutto di un’intensa attività di coprogettazione che ha coinvolto tutti i soggetti e gli enti partecipanti all’Osservatorio nazionale, e non solo: società civile e terzo settore, soggetti pubblici quali amministrazioni centrali, enti pubblici e territori, soggetti privati, esperti, università e ricerca. Inoltre, la Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza nella seduta del 3 novembre 2021 ha dato parere favorevole allo schema del V Piano nazionale di azione e di interventi. I contenuti si integrano con i diritti e le strategie internazionali ed europee per i minori di età, in particolare: la Convenzione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo del 1989, gli Obiettivi Onu di sviluppo sostenibile – Agenda 2030, la Strategia dell’Unione europea sui diritti dei minori 2021-2024 e il Sistema europeo di garanzia per i bambini vulnerabili (European Child Guarantee);

il citato Piano promuove azioni innovative e di rafforzamento a favore dei minori di età ed è coerente con i contenuti delle altre azioni a favore dei nuclei familiari e dei bambini e adolescenti, tramite gli organismi di coordinamento nazionale;

i dati dei tavoli prefettizi attivi in diverse realtà del territorio regionale, dedicati alla problematica connessa alla sicurezza urbana, hanno registrato significativi episodi di intemperanze registrati tra gli adolescenti.

Considerato che

la Regione Emilia-Romagna da sempre è attenta a prevenire fenomeni di disagio, ritiro sociale, bullismo e cyberbullismo e da tempo messo in campo diversi strumenti programmatori quali il Piano sociale e sanitario, Piano regionale per l’adolescenza, le 'Linee di indirizzo sulla promozione del benessere e la prevenzione del rischio in adolescenza ed anche i programmi di prevenzione delle tossicodipendenze e degli incidenti stradali, le attività di sostegno alle competenze educative (sportelli d'ascolto nelle scuole), i programmi sui disturbi del comportamento alimentare, le azioni di contrasto alla povertà minorile e al fenomeno del ritiro sociale ('Hikikomori') le politiche giovanili e quelle rivolte all’accoglienza e integrazione dei minori stranieri;

con il Bando Adolescenza, in particolare, si sono messe in campo risorse per dare nuove opportunità sociali ed educative con 600mila euro destinate ad associazioni di promozione sociale, organizzazioni di volontariato, cooperative sociali, oratori e parrocchie di tutto il territorio regionale per attivare progetti volti ad accompagnare i ragazzi nel complesso passaggio all’età adulta, migliorandone gli stili di vita e il sistema di relazioni con coetanei e familiari, attraverso la promozione di forme aggregative e sostegno scolastico per contrastare l’abbandono degli studi e prevenire il disagio sociale;

in data 10 gennaio 2022 con la delibera n. 2 è stata approvata la graduatoria del “bando adolescenza” di cui alla delibera di Giunta regionale n. 1188/2021 relativo a contributi a sostegno di interventi rivolti ad adolescenti e preadolescenti. Tra gli interventi sostenuti anche quelli che promuovono un uso più consapevole delle nuove tecnologie e di prevenzione del bullismo, nonché alle tematiche dell’Agenda Globale 2030 per lo sviluppo sostenibile, all’educazione e promozione del benessere connesso all’identità di genere e al contrasto degli stereotipi e delle discriminazioni legate al genere (in età evolutiva-adolescenziale);

il percorso di incontro e confronto YOUZ – FORUM GIOVANI della REGIONE EMILIA – ROMAGNA, con gli oltre 2000 giovani emiliano-romagnoli e l’istituzione regionale che attraverso incontri partecipativi locali - in presenza o online – ha raccolto indicazioni, spunti, osservazioni, proposte affrontando i grandi temi della nuova politica europea e la loro declinazione nell’ambito delle politiche regionali (Patto Lavoro e Clima, Programma di Mandato, PNRR, Strategia Regionale per lo Sviluppo sostenibile Agenda 2030 e la Programmazione europea in Emilia-Romagna) dal quale sono emerse 86 proposte sui temi SmartER (22%), GreenER (25%), FairER (15%) e ClosER (38%);

il monitoraggio del Programma finalizzato Azioni di contrasto alla povertà minorile, educativa, relazionale e a contrasto del fenomeno del ritiro sociale di preadolescenti ed adolescenti (DGR 1184/2020), presentato nella seduta congiunta della Commissione V e Parità e Diritti per le persone in data 9 luglio 2021, ha fornito elementi utili sui quali costruire politiche strutturali che permettano di cogliere la complessità dei nuovi bisogni dei preadolescenti e adolescenti superando la frammentarietà degli interventi ma consolidando le azioni di rete che coinvolgano i Servizi sociali territoriali, i servizi di Neuropsichiatria per l’infanzia e l’adolescenza, i Servizi sanitari, gli Spazi giovani, i Centri per le famiglie, i Servizi educativi, il mondo della Scuola e della Formazione professionale nelle diverse articolazioni, le organizzazioni del Terzo settore e le famiglie stesse per realizzare azioni di prevenzione, ascolto, valutazione, accompagnamento ed eventuale presa in carico di preadolescenti ed adolescenti che vivono situazioni di fragilità o a rischio di ritiro sociale e abbandono scolastico.

Sottolineato altresì che

è stato approvato in commissione Affari sociali l’emendamento del 5.02 del decreto-legge 1/2022 “Milleproroghe” relativo ai ristori educativi per gli studenti soggetti a provvedimenti di isolamento dovuti all’infezione da COVID-19, riscontrando perdite educative, culturali e soprattutto socio-relazionali. La proposta istituisce un fondo speciale di 5 milioni di euro per l’anno 2022, denominato Fondo «Ristori educativi», da destinare, attraverso attività gratuite extra scolastiche, quali attività culturali, attività sportive, soggiorni estivi, sostegno allo studio e sostegno psicologico, al recupero e alla promozione di iniziative di consolidamento degli apprendimenti delle ore di scuola in presenza perse. Con decreto del ministro dell’istruzione, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono definite le modalità e i criteri di ripartizione del fondo. Si tratta di uno stanziamento che tiene conto delle proposte indicate da Save The Children per realizzare opportunità educative che coinvolgano il Terzo Settore e le sue eccellenze territoriali che si occupano già di povertà educativa e partecipazione.

Tutto ciò premesso e considerato,

impegna la Giunta regionale

a promuovere una riflessione della comunità regionale per realizzare un patto socio-educativo di comunità chiamando alla partecipazione Enti locali, l’Ufficio scolastico regionale, la Garante dell'infanzia e dell'adolescenza della Regione Emilia-Romagna, le Prefetture, le forze dell’ordine, le famiglie, il mondo del volontariato, del Terzo settore, le associazioni sportive e culturali, la rete dei servizi territoriali, le diocesi che rappresentano un modello virtuoso d’azione, per definire interventi mirati per dare risposte ai nuovi bisogni di adolescenti;

a sollecitare un’azione capillare di sensibilizzazione, informazione, comunicazione e orientamento rivolta ai genitori, ai docenti, agli educatori e agli stessi ragazzi e ragazze per fornire loro strumenti e rafforzare l’importanza del benessere psicofisico come centrale nelle nostre politiche, accompagnando la formazione delle figure educative nella capacità di riconoscere tempestivamente ogni segnale di disagio;

a rafforzare il coordinamento del processo complessivo attraverso una cabina di regia tra Regione e Territori, supportata da una mappatura dei bisogni emergenti, al fine di elaborare insieme risposte efficaci e innovative per le bambine, i bambini e gli adolescenti valutando anche la Supervisione di un gruppo scientifico dell’Università.

Approvata a maggioranza dei presenti nella seduta antimeridiana del 6 aprile 2022

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