n.329 del 31.12.2025 periodico (Parte Seconda)

RISOLUZIONE - Oggetto n. 1330 - Risoluzione sulla diffusione e l'utilizzo dei libri di testo scolastici digitali in un'ottica di sostenibilità, innovazione e risparmio dei costi per le famiglie e gli studenti. A firma dei Consiglieri: Paldino, Massari, Daffadà, Quintavalla, Albasi

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna
premesso che

la scuola italiana sta subendo negli ultimi tempi cambiamenti ed evoluzioni. In primo luogo, durante e dopo la pandemia del Covid-19, è emersa la possibilità di utilizzare nuove tecnologie legate all’apprendimento che possono contribuire alla didattica e alla fruibilità delle conoscenze. In secondo luogo, i giovani e i bambini sono sempre più immersi nelle tecnologie: non si può pensare di fermare la diffusione di nuovi strumenti, si può però, considerare di creare un ecosistema funzionale e proficuo, dove i ragazzi e i bambini non siano solo succubi e asserviti alla tecnologia ma fruitori attivi di essa, implementando ragionamento critico e consapevolezza dei mezzi digitale;

preso atto che

il Piano nazionale per la scuola digitale (PNSD) è il principale strumento di programmazione del processo di trasformazione digitale della scuola italiana, introdotto dall’articolo 1, commi 56-59, della legge 13 luglio 2015, n. 107;

il Piano in vigore è stato adottato con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 27 ottobre 2016, n. 851. Esso si compone complessivamente di 35 azioni, suddivise in vari ambiti di intervento: Connettività (azioni per garantire l’accesso alla rete Internet da parte di tutte le istituzioni scolastiche, degli studenti e del personale scolastico); Ambienti e Strumenti (azioni finalizzate a dotare le istituzioni scolastiche di ambienti di apprendimento innovativi, basati sull’utilizzo delle tecnologie digitali); Competenze e Contenuti (azioni destinate a promuovere e potenziare le competenze digitali degli studenti e a favorire lo sviluppo di contenuti di qualità per la didattica digitale); Formazione e accompagnamento (azioni destinate a supportare l’innovazione didattica e digitale attraverso percorsi di accompagnamento alle istituzioni scolastiche e di formazione per il personale scolastico);

considerato che

il Piano nazionale scuola digitale viene finanziato con le risorse annualmente stanziate sulla base dell’articolo 1, comma 62, secondo periodo, della legge 13 luglio 2015, n. 107, con le risorse relative al PON “Per la Scuola – competenze e ambienti per l’apprendimento” 2014-2020, con risorse derivanti dal fondo investimenti per il finanziamento di laboratori didattici digitali;

negli ultimi 5 anni circa 1,9 miliardi di euro sono stati investiti per la transizione digitale della scuola italiana in attuazione del Piano nazionale per la scuola digitale (PNSD). Per l’infrastrutturazione digitale sono state promosse misure per il potenziamento della connettività (il 93,4% delle classi sono connesse ad internet – dati dell’Osservatorio scuola digitale 2020), per l’allestimento di ambienti di apprendimento innovativi (presenti nell’81,3% delle scuole), per l’acquisto di dotazioni e strumenti per la didattica digitale (si è dimezzato in 5 anni il rapporto fra studenti/dispositivi), per lo sviluppo delle competenze digitali degli studenti (l’85,5% delle scuole promuove percorsi di cittadinanza digitale) e per la formazione alle competenze di didattica digitale dei docenti (l’80,3% dei docenti utilizza giornalmente o settimanalmente le tecnologie digitali nella didattica);

con il PNSD è stata creata una rete di 8.200 referenti delle attività digitali (“animatore digitale”), 24 mila docenti innovatori (figure presenti in ogni scuola) e 200 docenti esperti di didattica digitale per l’accompagnamento all’innovazione didattica e digitale, oltre ai “Future Labs”, gestiti da scuole polo per la formazione del personale scolastico alla transizione digitale presenti in tutte le regioni italiane;

attualmente il PNSD adotta una strategia multilivello per l’adozione, in tutte le scuole, di curricoli digitali, dei quadri riferimento europei sulle competenze digitali (DigComp e DigCompEdu), di metodologie didattiche innovative, di ambienti di apprendimento innovativi, e si apre ai nuovi scenari disegnati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e dai fondi strutturali europei;

evidenziato che

all’interno del PNSD c’è un’azione specifica dedicata ai contenuti digitali, con lo scopo di promuovere contenuti di qualità per la didattica digitale. Ad esempio, con l’Azione #23 Produzione di risorse educative aperte, si intende integrare risorse di apprendimento eterogenee, provenienti da fonti diverse, è una delle principali innovazioni rese possibili dal digitale. Quando questo ampliamento degli strumenti e dei contenuti disponibili è supportato da adeguate competenze di valutazione e scelta, e quando l'integrazione è ben realizzata, può contribuire in modo significativo a migliorare la qualità della formazione e dell’apprendimento;

per questo motivo è fondamentale offrire alle scuole una guida chiara che distingua le diverse tipologie di risorse digitali disponibili, ne descriva i criteri di utilizzo e le possibili modalità d’impiego. In particolare, rispetto all’autoproduzione di contenuti, è importante definire i processi di selezione, produzione e validazione, nonché indicare le caratteristiche tecniche da rispettare per garantire qualità, efficacia e riutilizzabilità dei materiali didattici;

esistono iniziative come “#iMiei10Libri” che prevedono che libri – anche in formato digitale – entrino a far parte delle biblioteche scolastiche. L’iniziativa mira a promuovere la lettura e la cultura, formare lettori consapevoli e valorizzare la lettura come pratica educativa e, punta inoltre, a rafforzare il ruolo delle biblioteche scolastiche, concepite come ambienti innovativi di apprendimento. Gli studenti partecipano votando i libri preferiti, anche in formato digitale, che verranno poi aggiunti alle biblioteche dei loro istituti;

visto che

la Circolare e il Decreto Ministeriale del 19 marzo 2025 (D.M. 58/2025) aggiornano i tetti di spesa per i libri di testo, applicando il tasso di inflazione programmata. Il decreto prevede riduzioni nei tetti di spesa se i testi sono in modalità mista o digitali integrali. In particolare, per le scuole secondarie: ‑10% se testi in modalità mista (cartaceo + digitale) ‑30% se testi in modalità digitale integrale;

rilevato che

la Giunta regionale, con Deliberazione n. 1165 del 14 luglio 2025, ha approvato i requisiti di accesso e i criteri per la concessione dei benefici del diritto allo studio a.s. 2025/2026, in attuazione degli Indirizzi regionali approvati dall’Assemblea legislativa con deliberazione n. 24/2025 e validi per il triennio 2025-2027;

la Regione Emilia-Romagna supporta l'acquisto di libri di testo tramite contributi economici per studenti e studentesse delle scuole secondarie di primo e secondo grado in difficoltà economica, con un limite ISEE annualmente definito (es. 15.748,78 euro per l'anno scolastico 2025/2026);

a Regione Emilia-Romagna ha quindi confermato l’impegno, anche per l’anno scolastico in corso e in linea con le precedenti annualità, di concedere benefici e contributi finalizzati a sostenere gli studenti in difficili condizioni economiche nell’acquisto di libri di testo e di altri contenuti didattici, anche digitali, relativi ai corsi di istruzione;

dato atto che

la Regione Emilia-Romagna ha già promosso diverse esperienze innovative, quale ad esempio, il progetto readER, gli Hub territoriali e la rete dei punti di facilitazione digitale, con l’obiettivo di superare difficoltà, potenziare l’accesso ai servizi culturali digitali e dare possibilità agli studenti e insegnanti di accedere a servizi multimediali, “smart”, come ebook e altri contenuti;

readER è il progetto, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna, che porta una biblioteca digitale in tutte le scuole del territorio emiliano-romagnolo. readER si basa sul servizio MLOL Scuola, che consente a studenti, insegnanti e operatori scolastici di accedere liberamente ai contenuti loro dedicati con l’obiettivo di superare difficoltà, potenziare l’accesso ai servizi culturali digitali e dare possibilità agli studenti e insegnanti di accedere a servizi multimediali, “smart”, come ebook e altri contenuti. Tutte le scuole, primarie, secondarie di I e II grado, statali e paritarie, possono aderire a readER;

dato atto, inoltre, che

l’assessorato regionale a Cultura, Parchi e Forestazione, Tutela e valorizzazione della biodiversità, Pari opportunità, rispondendo ad un’interrogazione di attualità a immediata presentata in Assemblea Legislativa sullo stesso tema, per quanto riguarda l’acquisto e il prestito di testi scolastici e manuali elettronici nella piattaforma readER, ha confermato la necessità di definire accordi con gli editori per i diritti connessi e, indipendentemente alla piattaforma readER, e di valutare l’acquisto o l’erogazione di contributi all’acquisto nell’ambito delle politiche scolastiche regionali, compatibilmente con gli stanziamenti di bilancio;

evidenziato che

secondo un recentissimo sondaggio di Only Numbers, il carovita rimane la prima paura per 4 italiani su 10: una preoccupazione che riflette una quotidianità sempre più difficile da sostenere, perché condizionata da rincari e precarietà. Un cittadino su tre (30%) indica proprio la salute tra le principali spese straordinarie dell’anno. Subito dopo, vengono indicate la casa (23,8%) e l’auto (23%): costi fissi sempre più difficili da sostenere. E non per ultimo, anche il rientro a scuola è vissuto con inquietudine: il 10,3% degli intervistati evidenzia come le spese scolastiche siano diventate insostenibili e, tra i giovani, addirittura uno su tre segnala questo problema. In un Paese che fatica a invertire il declino demografico, questo è un campanello d’allarme che dovrebbe risuonare forte;

anche i mass media e le associazioni dei consumatori e degli utenti, hanno evidenziato, per il 2025, i prodotti dedicati alla scuola subiscono nuovi incrementi: i costi del materiale scolastico registrano un rincaro medio del +1,7% rispetto al 2023. Complessivamente la spesa per il corredo scolastico (più i “ricambi”) ammonterà quest’anno a circa 658,20 euro per ciascun alunno;

nonostante l’andamento dei listini dei testi scolastici appaia sotto controllo, la spesa effettiva per ogni studente resta molto elevata, soprattutto alle scuole superiori. La realtà è che, al liceo, una famiglia può arrivare a spendere anche oltre 1000 euro solo per i libri, dato che risultano sicuramente più consistenti, voluminosi e più costosi di quelli necessari per scuole primarie o secondarie. Inoltre, le materie anche aumentano e diventano sempre più specialistiche: latino e al greco nei licei classici o fisica, chimica e matematica avanzata nei licei scientifici. Di conseguenza, la quantità di libri richiesti cresce, incidendo in modo significativo sulla spesa complessiva per le famiglie;

i libri di testo risultano essere un tasto particolarmente dolente, come ogni anno, della spesa necessaria per il rientro a scuola: per ogni studente in media si spendono 537,10 euro per i testi obbligatori + 2 dizionari. Vi è da notare che, mentre nel 2024 sono aumentati notevolmente i costi relativi ai testi delle scuole superiori di secondo grado, quest’anno questi ultimi risultano più contenuti e a volte in calo, mentre segnano un forte incremento i costi dei testi delle scuole superiori di primo grado;

sottolineato che

negli ultimi anni, la scuola italiana ha fatto passi importanti verso la digitalizzazione. La didattica digitale integrata e le piattaforme online hanno rivoluzionato in parte il modo di fare scuola. Queste innovazioni però non hanno comportato un reale risparmio per le famiglie, soprattutto quando si parla di libri di testo e materiale scolastico;

nonostante le normative e le disposizioni, la diffusione dei testi digitali non è ancora così diffusa nonostante le intenzioni: ad esempio, gli studenti devono continuare ad acquistare testi cartacei, senza poter usufruire dell’acquisto digitale dei testi (perché vincolato all’acquisto del testo cartaceo);

quella per la scuola si conferma una voce di spesa estremamente onerosa per le famiglie e sulla quale un grosso impatto è proprio determinato dall’acquisto dei libri di testo;

allo stesso tempo, va mantenuta un’attenzione alla filiera editoriale e ai lavoratori del settore, perché la transizione digitale non può essere uno strumento che genera nuove fragilità occupazionali, ma deve diventare occasione di innovazione e riconversione;

impegna la Giunta regionale

a valutare la possibilità di istituire un Tavolo, con le Istituzioni competenti e tutti i soggetti coinvolti, per favorire un ulteriore sviluppo della diffusione e dell’utilizzazione dei libri di testo scolastici in formato digitale;

a valutare la possibilità di definire accordi con gli editori e le case editrici dei libri di testo scolastici, per i diritti connessi, per quanto riguarda l’acquisto e il prestito di testi scolastici e manuali elettronici, nella piattaforma regionale dedicata alle scuole e alle biblioteche scolastiche readER;

a valutare l’acquisto o l’erogazione di contributi, indipendentemente dalla piattaforma readER, nell’ambito delle politiche scolastiche regionali, compatibilmente con gli stanziamenti di bilancio per l’acquisto di device elettronici volti a incentivare l’uso di contenuti didattici digitali;

ad interloquire, con le Istituzioni competenti e tutti i soggetti coinvolti, per modificare le normative e le disposizioni attuali al fine di aumentare la diffusione dei testi digitali e rendere disponibile a tutti gli studenti la possibilità dell’acquisto dei testi in formato digitale (senza essere vincolati dall’acquisto del testo in formato cartaceo), così da poter contenere gli elevati costi per le famiglie e allo stesso tempo mitigare l’impatto ambientale; 

a promuovere campagne informative ad hoc per pubblicizzare e promuovere l’utilizzo di tali piattaforme, sia stante la condizione attuale che, in prospettiva, di una eventuale estensione delle stesse;

a prestare un’attenzione alla filiera editoriale e ai lavoratori del settore, affinché la transizione digitale non sia causa di nuove fragilità occupazionali, ma occasione di innovazione e riconversione.

Approvata a maggioranza dalla Commissione V Giovani, Scuola, Formazione, Lavoro, Sport e Legalità nella seduta del 18 dicembre 2025.

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