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n. 52 del 28.03.2012 periodico (Parte Seconda)

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RISOLUZIONE - Oggetto n. 2456 - Risoluzione proposta dai consiglieri Pollastri, Villani, Aimi, Bartolini, Bazzoni, Bignami, Filippi, Leoni, Lombardi, Malaguti, Alberto Vecchi, Cavalli, Marani, Monari, Meo, Piva, Luciano Vecchi, Barbieri, Ferrari, Carini, Pagani, Mori, Zoffoli e Noè per riconoscere e promuovere i percorsi attinenti la "Via Francigena"

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

Premesso che 

già dall'Alto Medioevo e sino al XV secolo numerosi pellegrini, religiosi, commercianti, soldati attraversavano l'Europa lungo i cosiddetti "cammini della fede", provenendo dai paesi del centro-nord verso Roma o Gerusalemme; 

il più noto di questi percorsi è la "Via Francigena" che segue l'itinerario documentato nel diario dell'Arcivescovo Sigerico che, nel 990 d.C., venne da Canterbury a Roma per ottenere da Papa Giovanni XV il pallio vescovile;

riconosciuta dal Consiglio d'Europa quale "Itinerario Culturale Europeo", essa ha ottenuto nel 2004 la dignità di "Grande Itinerario Culturale"; 

esistono tuttavia numerose varianti rispetto al tragitto di Sigerico, anch'esse storicamente percorse dai pellegrini e di pari dignità rispetto al precedente, per questo motivo non si può parlare di "Via Francigena" ma piuttosto di "Vie Francigene".

Considerato che

la "Via Francigena" attraversa l'Emilia-Romagna partendo dal Guado di Sigerico (Calendasco, Piacenza) per proseguire, lungo la via Emilia attraversando le città di Piacenza, Fiorenzuola e Fidenza, per poi proseguire, in Provincia di Parma, lungo il fiume Taro a Noceto, Fornovo, Berceto sino al Passo della Cisa; 

oltre a questo percorso ufficiale ne esistevano due nella parte occidentale della Provincia di Piacenza (Val Tidone e Val Trebbia) che, facendo tappa a Bobbio, attraverso l'Appennino raggiungevano il Monte Bardone e quindi la Cisa, ed uno nella parte orientale (Val d'Arda), che si staccava da Fiorenzuola per risalire l'Appennino sino alla Cisa.

Rilevato che

le vie della fede costituiscono il primo nucleo identitario dell'Europa post-classica, riconosciuto e valorizzato dalle attuali Istituzioni europee, impegnate in un'importante azione culturale tendente a riscoprire le radici comuni del Continente. 

Ritenuto che

la valorizzazione dei cammini della fede rappresenti un'opportunità di valorizzazione di un patrimonio culturale fondamentale nella storia della nostra Regione, nonché di crescita del settore turistico, soprattutto nell'accezione sostenibile e sociale. 

Ricordato che

la Regione Emilia-Romagna da oltre un decennio è impegnata a sostenere le politiche rivolte allo sviluppo paesaggistico, ambientale, turistico, architettonico della "Via Francigena", in funzione anche di una sua valorizzazione turistica; 

la Regione in virtù del riconoscimento del grande valore storico e culturale ha già stanziato, con il Bando Obiettivo 5B Misura 2.1 (annualità 1994-1999), 3.833.522,71 euro per interventi infrastrutturali tesi alla conservazione e valorizzazione di questo antico percorso; 

essa ha aderito al Progetto interregionale di sviluppo turistico ex L. 135/01 "La Via Francigena" insieme alle Regioni Toscana, Liguria, Lazio, Piemonte e Lombardia a seguito del quale ha investito, tra il 2004 ed il 2009, 156.700 euro, oltre a un milione di euro per interventi infrastrutturali. 

Ricordato altresì che

l'Associazione Europea delle Vie Francigene, con sede a Fidenza (PR), dall'aprile 2001 opera in ambito internazionale per strutturare gli aspetti legati all'identificazione del tracciato, la promozione dello stesso e delle evidenze storico-artistico-paesaggistiche presenti, il coordinamento delle attività che ad esso fanno riferimento.

Riconosce

l'eguale importanza attribuita al percorso di Sigerico ed agli altri percorsi che attraversano il territorio piacentino e parmense.

Impegna la Giunta regionale 

ad impegnarsi in sede europea per il riconoscimento ufficiale anche dei percorsi alternativi succitati nel tracciato della "Via Francigena";

a promuovere un incontro con tutti gli Enti Pubblici, gli operatori ed i portatori di interesse emilano-romagnoli afferenti alla "Via Francigena" ed ai tracciati alternativi; 

a sostenere le azioni volte alla corretta identificazione, mappatura e promozione degli itinerari, nonché la realizzazione di interventi strutturali per il ripristino delle strade, la dotazione di cartellonistica ed arredi, la creazione di strutture turistiche e la ristrutturazione dei beni monumentali; 

a promuovere iniziative imprenditoriali tese alla valorizzazione di questo antico percorso e alla promo commercializzazione di un circuito di straordinario interesse sotto il profilo religioso, culturale ed ambientale; 

ad elaborare un "Master plan" per lo sviluppo della "Via Francigena", coinvolgendo nell’elaborazione dello stesso tutti i Comuni dell’Emilia-Romagna attraversati dal tracciato della "Via Francigena". 

Approvata all'unanimità dei presenti nella seduta antimeridiana del 13 marzo 2012

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