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n.31 del 10.02.2016 periodico (Parte Seconda)

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Nomina del Responsabile della Prevenzione della corruzione e Trasparenza dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna (2016 – 2018)

L’UFFICIO DI PRESIDENZA

Viste:

- la legge regionale 31 marzo 2005, n. 13 “Statuto della Regione Emilia-Romagna” che all’art. 27 riconosce l’autonomia funzionale, organizzativa, finanziaria e contabile dell’Assemblea legislativa;

- la legge 6 novembre 2012, n. 190, “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della illegalità nella pubblica amministrazione”;

- il D. Lgs. 14 marzo 2013, n. 33 “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”;

Visti in particolare, all’art. 1 della L. n. 190/2012, sopra citata:

- il comma 59 che stabilisce che “Le disposizioni di prevenzione della corruzione di cui ai commi da 1 a 57 del presente articolo, di diretta attuazione del principio di imparzialità di cui all'articolo 97 della Costituzione, sono applicate in tutte le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni”;

- il comma 7, che prevede, al primo periodo, che “… l'organo di indirizzo politico individua, di norma tra i dirigenti amministrativi di ruolo di prima fascia in servizio, il responsabile della prevenzione della corruzione” (in seguito anche: “Responsabile”);

- il comma 8, che stabilisce che l’organo di indirizzo politico, su proposta del “Responsabile”, adotta annualmente il “Piano triennale di prevenzione della corruzione”, che, ai sensi del comma 5 lettera a), deve fornire una valutazione del diverso livello di esposizione degli uffici al rischio di corruzione e indicare gli interventi organizzativi volti a prevenire il rischio medesimo;

Visto altresì il D.Lgs. 8 aprile 2013, n. 39, che detta disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico, adottato in base alle disposizioni legislative di delega al Governo di cui all'articolo 1, commi 49 e 50, della precitata legge n. 190/2012;

Richiamata la delibera di Giunta n. 783 del 17 giugno 2013 recante “Prime disposizioni per la prevenzione e la repressione dell'illegalità' nell'ordinamento regionale. Individuazione della figura del responsabile della prevenzione della corruzione” per la parte in cui sono state dettate linee guida per l’adeguamento dell’ordinamento regionale alle disposizioni del D.Lgs. n. 39/2013, che si ritengono applicabili anche all’Assemblea legislativa;

Vista l’intesa tra Governo, Regioni ed Enti locali, sancita il 24 luglio 2013 in sede di Conferenza unificata, che stabilisce gli adempimenti di competenza di Regioni, Province autonome di Trento e Bolzano, Province, Comuni e Comunità montane, con l’indicazione dei relativi termini, volti all’attuazione dell’articolo 1, commi 60 e 61, della legge 6 novembre 2012, n.190;

Richiamata la deliberazione di Giunta, adottata d’intesa con l’Ufficio di Presidenza, n. 967 del 30/06/2014 “Determinazione di criteri per la rotazione degli incarichi dirigenziali nei settori maggiormente esposti a rischio corruzione”; 

Richiamato il comma 1 dell’art. 43 del D.Lgs n. 33 del 2013 che prevede che il ruolo di “Responsabile della trasparenza” sia svolto, di norma, dal “Responsabile per la prevenzione della corruzione” previsto dall’articolo 1, comma 7, della legge n. 190 del 2012 e che il suo nominativo sia indicato nel Programma triennale per la trasparenza e l'integrità; 

Richiamate le deliberazioni dell’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea legislativa:

- n. 133 del 25 settembre 2013 “Nomina del Responsabile della Trasparenza dell'Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna. indirizzi operativi finalizzati alla pubblicazione della sezione "Amministrazione Trasparente" del portale istituzionale, alla redazione del Piano triennale per la trasparenza e l'integrità 2014/2016 di concerto con il Responsabile della Trasparenza della Giunta Regionale”;

- n. 81 del 22 luglio 2014 "Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella Pubblica Amministrazione. Nomina del Responsabile della Prevenzione della corruzione dell'Assemblea Legislativa - Regione Emilia-Romagna". Modifica della delibera 153/2013 e nomina del nuovo Responsabile della Prevenzione della corruzione”;

- n. 56 del 10 giugno 2015 “Nomina del Responsabile della Prevenzione della corruzione e Trasparenza dell'Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna. Conferma dell'incarico fino al 31/12/2015.”;

- n. 114 del 23 dicembre 2015 “Nomina del Responsabile della Prevenzione della corruzione e Trasparenza dell'Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna. Proroga dell'incarico fino al 31/01/2016.” Dato atto del processo di riorganizzazione avviato presso la Direzione generale - Assemblea legislativa a seguito dell’adozione delle deliberazioni dell’Ufficio di Presidenza:

- n. 102/2015 recante “Linee di indirizzo in materia di organizzazione e gestione del personale della Direzione generale - Assemblea legislativa

- n. 103/2015 recante “Istituzione, denominazione e competenze di strutture organizzative di livello dirigenziale e professional della Direzione generale - Assemblea legislativa: 1ª fase di riorganizzazione”;

Visto il “Piano triennale di Prevenzione della corruzione e Programma triennale per la trasparenza e l’integrità dell’Assemblea legislativa. Aggiornamento 2016 - 2018” approvato con Deliberazione Up n. 10 del 28/1/2016

Preso atto della determinazione del Direttore generale n. 72 del 28/1/2016 recante “Attribuzione incarichi dirigenziali presso la Direzione generale-Assemblea legislativa. 1^ fase di riorganizzazione”;

Rilevata l’opportunità di procedere alla nomina del nuovo Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, in considerazione della prossima scadenza (31 gennaio 2016) dell’incarico del dott. Cristiano Annovi;

Ribadito che:

- l’incarico di Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza, in ragione degli attuali vincoli legali alla spesa per il personale e al contenimento delle dotazioni organiche, debba essere attribuito a un dirigente già in servizio e che si debba configurare come incarico aggiuntivo a quello di cui il dirigente individuato risulti già titolare, senza che l’ulteriore funzione possa comportare alcuna modifica al suo incarico originario e al relativo contratto di lavoro;

- risulti necessario confermare in un unico dirigente le funzioni di Responsabile della Prevenzione della corruzione e della Trasparenza dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna;

Esplicitati di seguito i criteri seguiti per la scelta del Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza, anche secondo le indicazioni della Circolare n. 1/2013 del Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione avente ad oggetto “Legge n. 190 del 2012 - Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella Pubblica amministrazione”, precisando sin d’ora che, in via generale, si intende privilegiare, per il futuro, quello di rotazione dell’incarico, ferma restando la sussistenza dei seguenti requisiti:

a) il prescelto non deve appartenere a strutture speciali, ai sensi dell’art. 63 dello Statuto regionale e degli artt. da 4 a 8 della l.r. n. 43 del 2001, ossia a uffici di diretta collaborazione politica;

b) l’incarico di “Responsabile” deve essere attribuito a un dirigente appartenente al ruolo regionale e quindi, che si trovi in una posizione di relativa stabilità; pertanto l’affidamento dell’incarico a dirigenti con contratto di lavoro a tempo determinato può essere operato solo in ipotesi eccezionali, previa adeguata motivazione;

c) il dirigente prescelto non deve essere mai stato destinatario di sentenze penali di condanna, anche non definitive; di condanne da parte della Corte dei conti, anche non definitive, per illeciti amministrativo-contabili; di provvedimenti disciplinari oppure di sanzioni in materia di responsabilità dirigenziale;

d) il dirigente prescelto deve possedere una elevata preparazione professionale di natura giuridico-amministrativa, in ragione delle tematiche e dei problemi che il “Responsabile” deve istituzionalmente valutare;

e) nell’effettuare la scelta occorre tenere conto dell’esistenza di situazioni di potenziale conflitto di interesse evitando, per quanto possibile, la designazione di dirigenti incaricati di quei settori che sono considerati tradizionalmente più esposti al rischio della corruzione, quali il settore contratti o patrimonio, nonché il dirigente responsabile dell’Ufficio Procedimenti Disciplinari (UPD);

Dato atto che la dott.ssa Anna Voltan, Responsabile del Servizio Affari legislativi e coordinamento Commissioni assembleari, risponde ai criteri di scelta di cui sopra come emerge dal curriculum vitae pubblicato e dalla dichiarazione sostitutiva di certificazione, per il requisito di cui al punto c), acquisiti agli atti del procedimento;

Richiamata la deliberazione dell'Ufficio di Presidenza n. 67 del 15/7/2014 recante: “Indirizzi in ordine alle relazioni organizzative e funzionali tra le strutture e sull’esercizio delle funzioni dirigenziali. Modifiche alla delibera 173/2007”;

Visto il parere di regolarità amministrativa allegato al presente atto

A voti unanimi

delibera

  1. di nominare la dirigente regionale dott.ssa Anna Voltan quale Responsabile della Prevenzione della corruzione e della Trasparenza dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna a decorrere dal 1 febbraio 2016 e fino al 31/1/2018;
  2. di stabilire, in relazione alla nomina di cui al punto a., che la dott.ssa Anna Voltan svolgerà la funzione di Responsabile della Prevenzione della corruzione e della Trasparenza, in via aggiuntiva rispetto all’incarico di dirigente responsabile del Servizio Affari legislativi e coordinamento commissioni assembleari, senza alcuna modifica a quest’ultimo incarico né al relativo contratto di lavoro, compreso il livello retributivo;
  3. di rinviare alla proprie deliberazioni n. 133 del 25/9/2013 e n. 81 del 22/7/2014 per l’individuazione delle funzioni attribuite al Responsabile della Prevenzione della corruzione e della Trasparenza, con particolare riferimento alla gestione della procedura di contestazione di esistenza o di insorgenza di situazioni di inconferibilità e di incompatibilità degli incarichi, richiamata all’art. 15 comma 1 del D.Lgs. n. 39/2013 e descritta all’allegato A, parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
  4. di disporre la pubblicazione del presente provvedimento nel Bollettino Ufficiale Telematico della Regione Emilia-Romagna e sul sito web istituzionale, sezione “Amministrazione trasparente”..

Allegato A)

Poteri di vigilanza del Responsabile per la Prevenzione della Corruzione dell’Assemblea legislativa regionale. Delineazione della procedura di contestazione di cui all’art. 15, comma 1, del D.Lgs. n. 39/2013 

Art. 1- Contestazione

  1. Il Responsabile per la Prevenzione della Corruzione (“Responsabile”) dell’Assemblea legislativa regionale, quando viene a conoscenza, d’ufficio o su segnalazione, della sussistenza o insorgenza di una situazione di incompatibilità o di sopravvenuta inconferibilità, a carico di un dirigente regionale titolare di un “incarico amministrativo di vertice” o di un “incarico dirigenziale”, quali definiti dal D.Lgs. n. 39/2013 e dalla normativa applicativa regionale, deve provvedere tempestivamente alla contestazione del fatto all’interessato, a seguito degli accertamenti istruttori preliminari ritenuti necessari, che dovranno esaurirsi comunque entro il termine massimo di quindici giorni di calendario dal momento in cui ha avuto notizia della causa di sopravvenuta inconferibilità o incompatibilità.
  2. La contestazione deve essere effettuata per iscritto e comunicata formalmente al dirigente, a cura del “Responsabile” attraverso lettera, da consegnare a mano e di cui il dirigente deve rilasciare apposita ricevuta. La lettera di contestazione può essere consegnata attraverso il servizio postale (raccomandata con avviso di ricevimento) solo in caso di assenza dal servizio del dirigente. In ogni caso è sempre possibile l’inoltro all’indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC) personale del dirigente, se ufficialmente comunicata o nota al “Responsabile”.
  3. Il “Responsabile” trasmette copia della contestazione anche al superiore gerarchico dell’interessato.

Art. 2- Difesa del dirigente

  1. Con la lettera di contestazione il “Responsabile” deve assegnare cinque giorni (di calendario), dalla data del ricevimento della contestazione, al dirigente per presentare eventuali argomentazioni a difesa circa la insussistenza della causa di incompatibilità o di sopraggiunta inconferibilità dell’incarico.
  2. Il dirigente, in caso di incompatibilità, può anche comunicare, entro il termine di cui sopra, che intende rimuovere la causa esterna di incompatibilità, conservando l’incarico.

3- Chiusura del procedimento

  1. Se il “Responsabile” ritiene esaustive e accoglibili le argomentazioni del dirigente, il procedimento viene chiuso con nota formale e motivata, indirizzata all’interessato entro il termine perentorio di 10 giorni dalla data di ricevimento della contestazione.
  2. Se le argomentazioni sostenute dal dirigente non sono accolte o se il medesimo non fornisce alcun riscontro, il “Responsabile” informa, entro il termine di cui al punto 1, l’interessato confermandogli la incompatibilità o la sopraggiunta inconferibilità dell’incarico di cui è titolare, permanendo comunque in capo al medesimo la facoltà di dimettersi.
  3. In ogni caso, per non decadere dall’incarico, il dirigente interessato, deve comunicare, dandone prova documentale, entro il termine perentorio di 14 giorni dal ricevimento della contestazione, di avere rimosso la causa esterna di incompatibilità.
  4. Nel caso di cui al punto 2 e nel caso comunque che entro il 14° giorno dalla data di ricevimento della contestazione non giunga la comunicazione di cui al punto 3, il “Responsabile” informa le strutture competenti dell’Amministrazione, per l’adozione dei provvedimenti previsti dal D.Lgs. 39/2013 (ad esempio: adozione dell’atto dichiarativo di decadenza dall’incarico, ai sensi dell’art. 19 D.Lgs. 39/2013, oppure, in caso di inconferibilità sopravvenuta per condanna penale, per l’adozione dei provvedimenti e delle misure organizzative di cui all’art. 3 del decreto medesimo).
  5. Ai fini del rispetto dei termini del presente procedimento si tiene conto delle date di registrazione al Protocollo informatico dell’Amministrazione.

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