n.324 del 29.12.2025 (Parte Seconda)
ORDINE DEL GIORNO - Oggetto n. 1762 - Ordine del giorno n. 18 collegato all'oggetto 1507 proposta d'iniziativa Giunta recante: "Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) 2026". A firma dei Consiglieri: Quintavalla, Lori, Daffadà, Albasi, Fornili, Paldino, Valbonesi, Lucchi, Critelli, Castellari, Burani, Larghetti, Casadei, Parma, Trande, Gordini, Lembi, Bosi, Costi, Arduini, Ferrari, Carletti, Proni, Petitti, Ancarani, Calvano
la Centrale nucleare di Caorso - costruita negli anni ‘70 sulla riva destra del fiume Po all’interno di una zona golenale nel comune di Caorso (PC) - attiva tra il dicembre 1981 e l’ottobre 1986, è stata la più grande centrale nucleare italiana, con potenza elettrica garantita netta di 840 MW.
La Centrale ha cessato di operare nell’ottobre 1986 in occasione delle attività di ricarica del combustibile, non è stata più riavviata in esito al referendum sul nucleare del 1987 e a seguito della Delibera CIPE del 26/07/1990, disponendone la chiusura definitiva.
Lo smantellamento, o decommissioning, della Centrale, ha avuto inizio nel 2000 (D.M. 4.8.2000 del Ministero dell’Industria, Commercio e Artigianato) ed è tuttora in corso. Affidato nel 2000 a Sogin - società del Ministero dell’Economia e delle Finanze costituita a questo scopo - il processo di smantellamento è risultato particolarmente lungo e complesso per la natura del sito e per il trattamento richiesto per i combustibili nucleari esausti e altri materiali contaminati presenti nella centrale.
Nel 2015, la Regione Emilia-Romagna (delibera 2179/2015) ha istituito il “Tavolo per la trasparenza sulla dismissione della centrale nucleare di Caorso”, al fine di rendere partecipe la cittadinanza e garantire un’ampia conoscenza sulle attività di messa in sicurezza del sito.
La dismissione dell'impianto a fine 2024 risulta essere al 50% circa dell'intero procedimento progettato nel 2008. La chiusura dei lavori di smantellamento inizialmente prevista per il 2019 è stata spostata al 2036.
Il 20 giugno 2025, nel corso dell’ultima riunione del Tavolo per la trasparenza, è emerso che dallo scorso novembre sono iniziate le operazioni di rimozione dei sistemi e componenti interni al reattore; il deposito temporaneo ERSBA 2 è stato adeguato agli attuali standard di sicurezza per accogliere le scorie a bassa attività ricompattate in Slovacchia, mentre dovrebbero concludersi entro il 2028 i lavori di adeguamento a nuovi standard di sicurezza di altri due depositi temporanei presenti nella centrale di Caorso: ERSBA 1 e ERSBA, destinati a custodire provvisoriamente i rifiuti a media-alta attività prodotti dalla dismissione della centrale, in vista del loro successivo conferimento al Deposito Nazionale.
L’attuale Governo in carica ha presentato un Disegno di legge recante “Delega al governo in materia di energia nucleare sostenibile”, che prevede che tutti i siti che hanno ospitato in passato vecchie centrali nucleari vengano considerati idonei ad ospitare le nuove centrali nucleari, a fronte della loro pregressa storicità.
Questa previsione, qualora fosse confermata nei successivi iter procedurali, oltre ad incontrare importanti obiezioni di natura giuridica, comporterebbe un forte interesse per l’individuazione di nuove centrali nucleari nei siti di quelle vecchie e, per la nostra Regione, la prospettiva di vedere sorgere una nuova centrale nucleare a Caorso (PC).
in sede di Tavolo per la trasparenza, parallelamente al lavoro di monitoraggio dello smantellamento della centrale, la Regione Emilia-Romagna ha coordinato - insieme a Sogin, al Comune di Caorso e agli Enti Locali dell’area interessata dalla centrale - un proficuo lavoro di coinvolgimento e progettazione, al fine di condividere una visione di sviluppo del territorio e un progetto di futura valorizzazione dell’area.
Nel corso dell’incontro del Tavolo per la trasparenza del giugno scorso, l’Assessora Priolo ha annunciato, a seguito dell’Accordo di Programma sottoscritto in data 06/11/2024 tra Regione Emilia-Romagna e Sogin, l’esito del percorso partecipato su come investire le risorse riservate alle misure di compensazione e riequilibrio ambientale legate alla dismissione della centrale. Il territorio potrà contare su un primo finanziamento di circa 4 milioni di euro, derivanti dalla metà del 2% dei costi di dismissione rendicontati, che andranno a sostenere interventi nei dieci Comuni piacentini aderenti al Contratto di Fiume della Media Valle del Po. Nella progettualità sono previsti: percorsi ciclopedonali, recupero di lanche e aree golenali, valorizzazione dei cammini storici e del patrimonio ambientale e fluviale.
Sempre in quella sede, Sogin ha ribadito l’impegno a definire, in linea con le indicazioni ministeriali, un programma di valorizzazione industriale del sito, una volta concluso il decommissioning.
La Regione Emilia-Romagna ha ribadito l’intenzione di avviare un percorso partecipato sul futuro del sito di Caorso, che coinvolga fattivamente le comunità e le amministrazioni locali, per cercare di raggiungere la massima condivisione rispetto alle progettualità che potranno interessare quest’area.
Da più parti si è prospettata l’idea di un progetto imperniato sulle energie rinnovabili, a partire dal fotovoltaico, ma con l’apertura ad attività di ricerca finalizzata alla transizione energetica e a fonti innovative come l’idrogeno, con la possibilità di attivare collaborazioni con il sistema delle Università e in particolare con il Tecnopolo di Piacenza specializzato nell’ambito dell’Energia.
il sito della Centrale di Caorso è in un’area caratterizzata da rischio e pericolosità idraulica; il sito è situato all’interno di aree naturali protette dalla legislazione vigente, europea, nazionale e regionale; non è collocato ad adeguata distanza da centri abitati ed è in un’area caratterizzata da dighe e sbarramenti artificiali.
Per la sua condizione idrogeologica, il sito della Centrale non è tra quelli indicati nella Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI) ad accogliere del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi in Italia, pubblicata nel gennaio del 2021 da Sogin (Società gestione impianti nucleari). Nessuna delle localizzazioni indicate, attualmente sono 51, si trovano in Emilia-Romagna.
Il Consiglio Comunale di Caorso, con la delibera n. 52 del 20 novembre 2024, ha approvato una mozione unitaria in cui:
- si richiede il completamento della dismissione della Centrale nucleare di Caorso, per cui è necessaria l’individuazione di un Deposito nazionale nel quale far confluire tutte le scorie e i rifiuti radioattivi prodotti da vita e dismissione dell’impianto;
- si sostiene che nel sito dell’impianto in dismissione si possa tornare a produrre energia, ma in forma sostenibile con fonti rinnovabili;
- si auspica che il sito della Centrale nucleare dismessa mantenga in loco e potenzi le competenze del Centro di Formazione e Ricerca (Scuola di Radioprotezione);
- si impegna il Sindaco a sostenere queste posizioni in ogni sede, continuando a collaborare attivamente con la Regione Emilia-Romagna in tutte le sedi istituzionali.
La Regione Emilia-Romagna è da lungo tempo impegnata a collaborare nel monitorare gli aspetti ambientali per consentire la regolare dismissione da parte di Sogin e a trovare una soluzione per valorizzare l’area della ex-centrale, di concerto con i rappresentanti dei territori coinvolti.
La scelta di realizzare una nuova centrale nucleare a Caorso rappresenterebbe un drastico cambio di rotta rispetto al lavoro di smantellamento della centrale portato avanti sino ad oggi, e significherebbe contraddire gli impegni assunti sin qui con la popolazione in termini di messa in sicurezza e valorizzazione del sito.
La Regione Emilia-Romagna, in sede di Commissioni della Conferenza Unificata, nel contesto dell’iter del Disegno di legge recante “Delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile”, ha presentato la propria posizione in merito, attraverso emendamenti all’articolato, al fine di eliminare l’automatismo secondo cui i siti dismessi possano essere destinati ad ospitare nuovi impianti di energia da fonte nucleare.
a perseguire con il Governo un accordo teso a valorizzare l’area della ex-centrale di Caorso, a non disperdere il fruttuoso lavoro svolto in sinergia tra Regione e enti territoriali e ad escludere il ritorno al nucleare nel sito di Caorso.
A continuare, attraverso i Tavoli istituzionali per la trasparenza, a monitorare il lavoro di smantellamento della Centrale nucleare di Caorso sino alla completa dismissione dell’impianto.
A dialogare con il Governo, al fine di intervenire sui parametri delineati all’interno del disegno di legge recante “Delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile”, al fine di eliminare l’automatismo che ad oggi prevede che tutti i siti che hanno ospitato in passato vecchie centrali nucleari vengano considerati idonei ad ospitarne delle nuove.
A sostenere, per il sito, progettualità imperniate sulle energie rinnovabili, anche legate a fonti innovative come l’idrogeno, in linea con gli obiettivi climatici che la Regione ha fatto propri.
Approvato a maggioranza dei presenti nella seduta pomeridiana del 23 dicembre 2025