n.111 del 06.05.2026 periodico (Parte Seconda)
Parere in merito al progetto di Piano stralcio Assetto Idrogeologico (PAI) Assetto idrogeologico del distretto idrografico dell’Appennino centrale "idraulico" adottato con delibera n. 57/2025 dalla Conferenza istituzionale permanente dell'Autorità di Bacino distrettuale dell'Appennino centrale
Visti:
- il Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, "Norme in materia ambientale", e successive modificazioni e integrazioni, ed in particolare la parte terza – sezione I, recante “Norme in materia di difesa del suolo e lotta alla desertificazione” e in particolare:
- l’articolo 63, che al comma 1 istituisce in ciascun distretto idrografico in cui è ripartito il territorio nazionale l’Autorità di bacino distrettuale, ente pubblico non economico che opera in conformità agli obiettivi della parte terza del decreto legislativo n. 152 del 2006 e uniforma la propria attività a criteri di efficienza, efficacia, economicità e pubblicità;
- l’articolo 64 e, in particolare, il comma 1, lettera d), ai sensi del quale è individuato il nuovo distretto idrografico dell'Appennino centrale;
- l’articolo 65, recante “Valore, finalità e contenuti del piano di bacino distrettuale", ai sensi del quale "il Piano di bacino (...) ha valore di piano territoriale di settore ed è lo strumento conoscitivo, normativo e tecnico-operativo mediante il quale sono pianificate e programmate le azioni e le norme d'uso finalizzate alla conservazione, alla. difesa e alla valorizzazione del suolo ed alla corretta utilizzazione delle acque, sulla base delle caratteristiche fisiche ed ambientali del territorio interessato”;
- l’articolo 67, comma 1, che prevede che “nelle more dell'approvazione dei piani di bacino, le Autorità di bacino adottano, ai sensi dell'art. 65 comma 8, piani stralcio di distretto per l'assetto idrogeologico (PAI), che contengano in particolare l'individuazione delle aree a rischio idrogeologico, la perimetrazione delle aree da sottoporre a misure di salvaguardia e la determinazione delle misure medesime”.
- l’articolo 68, commi 3 e 4, ai sensi dei quali:
“3. Ai fini dell'adozione ed attuazione dei piani stralcio e della necessaria coerenza tra pianificazione di distretto e pianificazione territoriale, le regioni convocano una conferenza programmatica, articolata per sezioni provinciali, o per altro ambito territoriale deliberato dalle regioni stesse, alla quale partecipano le province e i comuni interessati, unitamente alla regione e a un rappresentante dell'Autorità di bacino. 4. La conferenza di cui al comma 3 esprime il parere sul progetto di piano, con particolare riferimento alla integrazione su scala provinciale e comunale dei contenuti del piano, prevedendo le necessarie prescrizioni idrogeologiche e urbanistiche”;
- il decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare n. 294 del 25 ottobre 2016, recante “Disciplina dell'attribuzione e del trasferimento alle Autorità di bacino distrettuali del personale e delle risorse strumentali, ivi comprese le sedi, e finanziare delle Autorità di bacino, di cui alla legge 18 maggio 1989, n. 183”;
- il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 4 aprile 2018 recante “Individuazione e trasferimento delle unità di personale, delle risorse strumentali e finanziarie delle Autorità di bacino, di cui alla legge n. 183/1989, all'Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale e determinazione della dotazione organica dell'Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale, ai sensi dell'art. 63, comma 4, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e del decreto n. 294 del 25 ottobre 2016”;
- la Direttiva 2007/60/CE del 23 ottobre 2007 relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni;
- il Decreto Legislativo 23 febbraio 2010, n. 49, “Attuazione della Direttiva 2007/60/CE relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni”;
Richiamati:
- il Piano di Assetto Idrogeologico del bacino interregionale Marecchia-Conca, approvato dalle Regioni Emilia-Romagna con deliberazione Giunta Regionale n. 1703/2004, Marche con deliberazione Consiglio Regionale n. 139/2004 e Toscana con deliberazione Consiglio Regionale n. 115/2004 e Variante PAI Marecchia-Conca 2016 (pubblicazione sulla GURI n. 261 del 21 ottobre 2020);
- il Piano stralcio Assetto Idrogeologico del bacino nazionale del fiume Tevere, approvato con D.P.C.M. del 10 novembre 2006 (pubblicato nella G.U. n. 33 del 9 febbraio 2007) e aggiornamenti adottati con D.P.C.M. del 10 aprile 2013 (pubblicato sulla G.U. n. 125 del 12 agosto 2013) e D.P.C.M. del 4 giugno 2025 (pubblicato sulla G.U. Serie Generale n.234 dell’8 ottobre 2025);
- il Piano Gestione Rischio Alluvioni II ciclo (primo aggiornamento) 2022-2027 adottato con Deliberazione Conferenza Istituzionale Permanente (CIP) dell’Autorità di Bacino distrettuale dell’Appennino Centrale (AUBAC) n. 26 del 20 dicembre 2021 e successivamente approvato con DPCM del 1° dicembre 2022;
- il Piano Gestione Rischio Alluvioni III ciclo (secondo aggiornamento) 2028-2033 con riferimento alle deliberazioni della CIP dell’AUBAC:
1. n. 48 del 19 dicembre 2024 avente ad oggetto “Art. 66 c. 7 lett. a) d.lgs. 152/2006 – “Calendario e programma di lavoro e misure consultive” per il riesame e l’aggiornamento del Piano di gestione delle acque ai sensi della direttiva 2000/60/CE e del Piano di gestione del rischio di alluvioni ai sensi della direttiva 2007/60/CE. Presa d’atto.”;
2. n. 49 del 19 dicembre 2024 avente ad oggetto “Art. 4, 5 e 14 della Direttiva 2007/60/CE - “Valutazione preliminare del rischio di alluvioni e individuazione delle zone per le quali esiste un rischio potenziale significativo di alluvioni” ai fini dell’aggiornamento del Piano di gestione del rischio alluvioni. Presa d’atto dello stato di avanzamento del primo aggiornamento della Valutazione preliminare.”;
3. n. 61 del 18 dicembre 2025 avente ad oggetto “Presa d’atto delle Valutazioni Globali Provvisorie (art. 66, co. 7, d.lgs. 152/2006) ai fini dell’aggiornamento del Piano di Gestione Acque (PGA) e del Piano di Gestione Rischio Alluvioni (PGRA)”;
4. n. 62 del 18 dicembre 2025 avente ad oggetto “Presa d’atto degli adempimenti di cui all’articolo 14, comma 2, della Direttiva 2007/60/CE: riesame e aggiornamento delle mappe di pericolosità e rischio di alluvioni”.
Premesso che:
- con deliberazione n. 57 del 31/07/2025 della CIP dell’AUBAC, avente come oggetto “Progetto di Piano di bacino stralcio Assetto Idrogeologico del distretto idrografico dell’Appennino centrale per la gestione del rischio idraulico da alluvioni (PAI idraulico) e relative misure di salvaguardia. Adozione ai sensi degli articoli 63, comma 6, lettera e), 65 comma 7, 66, 67 e 68 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152”, è stato adottato un Progetto di PAI inerente il rischio idraulico e sono state adottate misure temporanee di salvaguardia.
Constatato che il Progetto di Piano è costituito dai seguenti elaborati:
1. Relazione generale
2. Norme tecniche di attuazione
3. Allegati alle Norme tecniche di attuazione
4. Mappe dell’assetto idraulico
Dato atto che:
- il Direttore Generale Cura del Territorio e dell'Ambiente ha convocato una riunione in data 19 novembre 2025 (nota prot. regionale 12/11/2025.1114342.I) con le Direzioni generali Agricoltura, caccia e pesca e Conoscenza, ricerca, lavoro, imprese, e con Settori e Aree afferenti alla medesima Direzione direttamente interessati, per illustrare il Progetto di Piano ed acquisire le valutazioni di rispettiva competenza necessarie alla formazione del parere regionale da proporre alla suddetta Conferenza programmatica;
- il Settore Difesa del territorio, che ha effettuato l’istruttoria del Progetto di Piano, sentite anche le autorità idrauliche competenti e tenendo conto delle risultanze della suddetta riunione, ha predisposto la bozza di parere da presentare nel corso della Conferenza programmatica di cui all’art. 68 comma 3;
- la Regione, con DGR n. 2020 del 09/12/2025, ha deliberato di svolgere la suddetta Conferenza programmatica in un ambito territoriale unico sovraprovinciale costituito dall’intero territorio interessato dal distretto dell’Appennino centrale nella Regione Emilia-Romagna, ricadente nelle Province di Forlì-Cesena e Rimini;
- la Regione ha convocato la sopracitata Conferenza programmatica per il giorno 12 dicembre 2025 in modalità mista (nota prot. regionale 04/12/2025.1222499.U);
- successivamente alla prima seduta di Conferenza e ricevuti alcuni contributi da parte di Comuni e Province (Provincia di Forlì-Cesena nota prot. regionale 31/12/2025.1284896.E; Provincia di Rimini nota prot. regionale 18/12/2025.1261309.E; Comune di Verghereto nota prot. regionale 12/01/2026.0014559.E), è stata convocata in data 6 marzo 2026 (prot. regionale 03.03.2026.0196969.U) una seconda ed ultima seduta in modalità videoconferenza, al fine di acquisire il parere conclusivo da parte degli Enti partecipanti (prot. regionale 03/03/2026.0196969.U).
Dato atto, inoltre, che:
- a conclusione di ciascuna seduta sono stati redatti i relativi verbali, conservati agli atti della Regione al prot. n. 0368692 del 13/04/2026;
- la Conferenza Programmatica nella seconda seduta ha condiviso integralmente il parere proposto dalla Regione, riportato nell’Allegato 1 alla presente deliberazione, e si è espressa favorevolmente sul Progetto di Piano pur proponendo all’Autorità distrettuale alcune modifiche e integrazioni a titolo di contributo.
Stabilito di trasmettere tale parere all’Autorità di Bacino distrettuale dell’Appennino Centrale ai fini dell’adozione della Variante di Piano da parte della Conferenza Istituzionale Permanente e della successiva approvazione con DPCM.
Preso atto che:
- con nota di AUBAC, prot. regionale n. 19/03/2026.0279250.E, sono stati trasmessi i riscontri alle raccomandazioni e ai contributi contenuti nei pareri delle Conferenze Programmatiche della Regione Emilia-Romagna e un testo emendato delle Norme Tecniche di Attuazione (NTA) aggiornato in seguito alle osservazioni pervenute dai portatori di interesse, nonché a valle dei contributi e delle raccomandazioni delle Conferenze Programmatiche dell’intero territorio del distretto dell’Appennino Centrale;
- con nota di AUBAC, prot. regionale n. 31/03/2026.0327760.E, è stato trasmesso un ulteriore testo emendato delle NTA, in accoglimento di ulteriori fasi di confronto con le Regioni del distretto, che verrà sottoposto, unitamente ai restanti elaborati del Piano, al parere della Conferenza operativa, fissata per il 20/04/2026, prot. AUBAC n. 4396/2026, preliminare alla C.I.P. convocata per il successivo 28/04/2026, prot. regionale n. 0343638 del 03/04/2026, ai fini dell’adozione definitiva.
Ritenuto di delegare la responsabile del Settore Difesa del territorio, in qualità di rappresentante della Regione Emilia-Romagna nella sopracitata Conferenza Operativa, all’espressione del parere, favorevole, in merito alla proposta definitiva di Progetto di Piano distrettuale “PAI Idraulico”.
Richiamate inoltre:
- la legge regionale 26 novembre 2001, n. 43 “Testo Unico in materia di organizzazione e di rapporti di lavoro nella Regione Emilia-Romagna” e s.m.;
- la deliberazione di Giunta regionale 7 marzo 2022, n. 325 “Consolidamento e rafforzamento delle capacità amministrative: riorganizzazione dell'Ente a seguito del nuovo modello di organizzazione e gestione del personale”;
- la deliberazione di Giunta regionale 22 dicembre 2025, n. 2224 “XII Legislatura. Riorganizzazione dell'ente in vigore dal 1°marzo 2026. Prima fase.”;
- la deliberazione di Giunta regionale 30 gennaio 2026, n. 100 “XII Legislatura. Riorganizzazione dell'ente in vigore dal 1°marzo 2026. Seconda fase.”;
- la deliberazione di Giunta regionale 27 febbraio 2026, n. 278 “Disciplina organica in materia di organizzazione dell'ente e gestione del personale. Aggiornamenti in vigore dal 1° marzo 2026”;
- la deliberazione di Giunta regionale 16 luglio 2025, n. 1187 “XII LEGISLATURA. AFFIDAMENTO DEGLI INCARICHI DI DIRETTORE GENERALE E DI DIRETTORE DI ALCUNE AGENZIE REGIONALI AI SENSI DEGLI ARTT. 43 E 18 DELLA L.R. N. 43/2001.”;
- la determinazione dirigenziale 27 febbraio 2026, n. 4291 “Conferimento e proroga di incarichi dirigenziali nell'ambito della direzione generale cura del territorio e dell'ambiente”;
Visti, infine, in ordine agli adempimenti in materia di trasparenza:
- il decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 “Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”;
- la deliberazione della Giunta regionale 30 gennaio 2026, n. 101 “PIANO INTEGRATO DI ATTIVITÀ E ORGANIZZAZIONE 2026-2028. APPROVAZIONE.”;
- la determinazione dirigenziale 09 febbraio 2022, n. 2335: “Direttiva di indirizzi interpretativi degli obblighi di pubblicazione previsti dal decreto legislativo n.33 del 2013. anno 2022” e s.m.i.;
Dato atto che il responsabile del procedimento ha dichiarato di non trovarsi in situazione di conflitto, anche potenziale, di interessi;
Dato atto del parere allegato;
Attestata la regolarità amministrativa del presente atto;
Su proposta della Sottosegretaria alla Presidenza;
A voti unanimi e palesi
1. di prendere atto del parere favorevole, con proposta di modifiche e integrazioni a titolo di contributo, della Conferenza Programmatica ai sensi dell’art. 68 del Dlgs. 152/2006 sul “Piano di bacino stralcio Assetto idrogeologico del distretto idrografico dell’Appennino centrale, per la gestione del rischio idraulico da alluvioni (PAI Idraulico)” adottato con Deliberazione della CIP dell’AUBAC n° 57 del 31 luglio 2025, riportato nell’Allegato 1 parte integrante e sostanziale della presente deliberazione;
2. di trasmettere il parere di cui all’Allegato 1 all’Autorità di Bacino distrettuale dell’Appennino Centrale per gli adempimenti di competenza;
3. di delegare la responsabile del Settore Difesa del territorio, in qualità di rappresentante per la Regione Emilia-Romagna presso la Conferenza Operativa dell’Autorità di Bacino distrettuale dell’Appenino Centrale all’espressione del parere, favorevole, in merito all’adozione definitiva del PAI Idraulico;
4. di dare atto che, per quanto previsto in materia di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni, si provvederà ai sensi delle disposizioni normative e amministrative richiamate in parte narrativa;
5. di pubblicare pertanto la presente deliberazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna Telematico.
Parere in merito al Progetto di Piano stralcio Assetto Idrogeologico (PAI) del distretto idrografico dell’Appenino centrale “Idraulico” adottato con delibera n. 57/2025 dalla Conferenza Istituzionale Permanente dell’Autorità di Bacino distrettuale dell’Appennino centrale
Premessa
Il quadro attuale della pianificazione dell’assetto idrogeologico del bacino distrettuale dell’Appennino centrale comprende una varietà di strumenti ereditati dalle precedenti Autorità di bacino nazionali, interregionali e regionali di cui alla legge 183/1989, e che, dal 17 febbraio 2017, ai sensi della L. 221/2015 e del DPCM 294/2016, sono confluite nell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale. In particolare, gli strumenti di pianificazione per l’assetto idrogeologico ad oggi vigenti nel distretto fanno riferimento ai diversi bacini idrografici di cui all’art. 64 del d.lgs. 152/2006.
Sul territorio del distretto sono oggi vigenti otto diversi PAI.
Al fine di uniformare i diversi strumenti di pianificazione in atto e di garantire così una pianificazione e programmazione delle azioni e norme d’uso del territorio omogenee nei territori afferenti al distretto idrografico dell’Appennino Centrale e, al fine di garantire a ciascun cittadino una equa conservazione, difesa e valorizzazione del suolo ed una corretta utilizzazione delle acque (art. 65 d.lgs. 152/06), anche nel rispetto delle direttive impartite dalla Comunità europea, l’Autorità di Bacino distrettuale dell’Appennino centrale (AUBAC) ha avviato nel 2023 l’iter di elaborazione di un PAI distrettuale che sostituirà gli strumenti ad oggi vigenti.
Con la deliberazione n. 57 del 31 luglio 2025 la Conferenza Istituzionale Permanente dell’AUBAC, ai sensi degli articoli 63, comma 6, lettera e), 65, comma 7, 66, 67 e 68 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, ha adottato il progetto di Piano di bacino stralcio Assetto Idrogeologico del distretto idrografico dell’Appennino centrale per la gestione del rischio idraulico da alluvioni (PAI distrettuale Idraulico) con le relative misure di salvaguardia.
L’avviso dell’avvenuta adozione è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 194 del 22/08/2025 e sulle gazzette regionali dei territori compresi nel distretto (Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Molise, Toscana, Umbria).
Il comma 3 dell’art. 68 del D.Lgs. 152/2006 dispone che le Regioni convochino una Conferenza programmatica articolata per sezioni provinciali o per altro ambito territoriale deliberato dalle Regioni stesse, cui partecipano province e comuni interessati al fine di esprimere un parere sulla coerenza tra pianificazione di distretto e pianificazione territoriale dei progetti di PAI.
Pertanto, la Regione con apposita DGR n. 2020 del 09/12/2025 ha deliberato di convocare la suddetta Conferenza programmatica relativa al Progetto di Piano in una singola seduta, per ambito sovraprovinciale comprendente l’intero territorio interessato, ricadente nelle Province di Forlì-Cesena e Rimini.
La Regione ha sottoposto quindi il Progetto di PAI all’esame della Conferenza programmatica convocata dalla Sottosegretaria alla Presidenza (nota prot. regionale 04/12/2025.1222499.U).
Dopo la prima seduta e ricevuti alcuni contributi da parte di Comuni e Province (Provincia di Forlì-Cesena nota prot. regionale 31/12/2025.1284896.E; Provincia di Rimini nota prot. regionale 18/12/2025.1261309.E; Comune di Verghereto nota prot. regionale 12/01/2026.0014559.E), è stata convocata (prot. regionale 03/03/2026.0196969.U) dalla Sottosegretaria alla Presidenza una seconda seduta al fine di acquisire il parere conclusivo da parte degli Enti partecipanti.
Procedure relative al parere sul progetto di aggiornamento al PAI
Con la delibera n. 57/2025 della Conferenza Istituzionale Permanente (CIP), l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale (AUBAC) ha adottato il nuovo progetto di Piano di Bacino Stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PAI) per la gestione del rischio idraulico (PAI Idraulico), con pubblicazione dei relativi atti sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana (GURI) – Serie Generale n. 194 del 22/08/2025 e sulle gazzette regionali dei territori compresi nel distretto. In particolare, per la Regione Emilia-Romagna, la pubblicazione è stata effettuata sul Bollettino Ufficiale (BURERT) al n. 231 del 27/08/2025 periodico (Parte Seconda).
Con nota prot. regionale n. 100267 del 07/10/2025 del Direttore Generale Cura del Territorio e dell’Ambiente è stata inviata un’informativa alle Province e ai Comuni territorialmente interessati inerente all’adozione del suddetto PAI, i riferimenti per la consultazione dei relativi elaborati, l’entrata in vigore delle norme temporanee di salvaguardia, le modalità per l’espletamento della fase partecipativa e la convocazione della Conferenza programmatica.
Il progetto di Piano è stato sottoposto alla consultazione pubblica e ad eventuali osservazioni per 90 giorni successivi alla data di pubblicazione sulla GURI, da inviare all’AUBAC.
Il Direttore Generale Cura del Territorio e dell'Ambiente ha, inoltre, convocato una riunione per il giorno 19/11/2025 (nota prot. regionale 12/11/2025.1114342.I), con le Direzioni generali Agricoltura, caccia e pesca e Conoscenza, ricerca, lavoro, imprese, nonché con i Settori e le Aree afferenti alla medesima Direzione direttamente interessati, per illustrare il progetto di Piano ed acquisire le valutazioni di rispettiva competenza necessarie alla formazione del presente parere regionale.
Sulla base dell’istruttoria effettuata dal Settore Difesa del Territorio congiuntamente alle autorità idrauliche competenti e dei contributi pervenuti dalle altre Direzioni e Settori regionali, la Regione ha predisposto una bozza di Parere che è stata sottoposta alla discussione della Conferenza programmatica.
Acquisito il parere della Conferenza programmatica, la Giunta Regionale lo trasmette all’AUBAC attraverso una specifica deliberazione.
Contenuti del progetto di Piano
Il nuovo progetto di Piano di Assetto Idrogeologico distrettuale idraulico dell’Appennino centrale interessa alcuni territori delle province di Forlì-Cesena e Rimini, in particolare limitate porzioni dei seguenti comuni:
- Verghereto (FC)
- Montecopiolo (RN)
- Saludecio (RN)
- Mondaino (RN)
Tale progetto è costituito dai seguenti elaborati:
Relazione generale
Norme tecniche di attuazione
Allegati alle Norme tecniche di attuazione
Mappe dell’assetto idraulico
Il progetto di Piano nasce dall’esigenza di superare la frammentazione che per anni ha caratterizzato la pianificazione di bacino. I diversi PAI ereditati dalle autorità nazionali, interregionali e regionali hanno disciplinato il rischio idrogeologico con approcci eterogenei, generando un quadro complesso e non sempre coerente. L’Autorità di bacino ha quindi avviato un percorso di armonizzazione, volto a costruire uno strumento unico, capace di garantire una gestione omogenea dei fenomeni di dissesto idraulico su scala distrettuale, in linea con le direttive europee e con il quadro normativo nazionale.
Il nuovo PAI si configura come variante generale dei piani stralcio vigenti e si fonda su un patrimonio di conoscenze consolidato, integrato da studi e metodologie aggiornate. L’obiettivo è quello di ricondurre i diversi scenari di pericolosità e rischio alle categorie previste dalla direttiva Alluvioni (2007/60/CE), calibrando la valutazione sulla probabilità di accadimento e sugli elementi esposti. In questo modo si ottiene un quadro unitario, che consente di governare le trasformazioni territoriali con regole chiare e uniformi, riducendo le incertezze interpretative e favorendo una pianificazione più efficace.
Un elemento centrale del nuovo piano è costituito dalle Norme Tecniche di Attuazione. Esse rappresentano la traduzione operativa delle scelte pianificatorie e disciplinano in modo uniforme le trasformazioni ammissibili sul territorio. Le NTA stabiliscono criteri chiari per l’uso del suolo, regolano gli interventi di difesa e mitigazione e definiscono le condizioni entro cui possono essere autorizzate nuove opere o trasformazioni urbanistiche. In questo modo, il Piano diventa non solo un quadro conoscitivo, ma uno strumento vincolante che orienta concretamente le scelte di pianificazione e gestione.
Altro pilastro del PAI distrettuale è la definizione delle fasce di pericolosità idraulica. Esse sono state individuate sulla base di scenari di piena con diversi tempi di ritorno, in coerenza con la Direttiva Alluvioni e tenendo in considerazione il Piano Gestione Rischio Alluvioni (II ciclo).
La pericolosità è articolata nelle seguenti fasce:
• Fascia di tutela integrale (TI)
• Fascia a elevata pericolosità (P3) - Tr ≤ 50 anni
• Fascia a media pericolosità (P2) - 50 anni < Tr ≤ 200 anni
• Fascia a bassa pericolosità (P1) - 200 anni < Tr ≤ 500 anni
La fascia di tutela integrale (TI) si estende esclusivamente all’interno delle fasce di pericolosità degli strumenti previgenti (P1 e P2 per la Regione Emilia-Romagna) ed è individuata secondo le seguenti modalità:
a) corsi d’acqua non arginati: la TI è una fascia lungo alveo di 50 m dal confine demaniale;
b) canali artificiali e dei corsi d’acqua arginati: la TI è una fascia di 25 m dal piede esterno degli argini.
Fermo restando l’impostazione generale in base all’articolazione delle fasce di pericolosità, le strategie del Piano si basano anche su ulteriori ambiti, in buona parte derivati dall’esperienza delle pianificazioni di bacino previgenti, complementari ed utili ad una visione più completa e lungimirante dell’assetto idraulico del territorio, che caratterizzano zone su cui sono necessarie attenzioni particolari.
Oltre alla fascia di tutela integrale, il Piano individua anche:
· aree di attenzione;
· aree di bonifica di attenzione;
· aree a pericolosità e rischio residui.
Sono di interesse per la Regione Emilia-Romagna le aree di attenzione, che, a norma dell’art. 15 delle NTA, rappresentano zone limitrofe ai corsi d’acqua del reticolo idraulico principale e secondario, definite su base plano-altimetrica, per le quali non sono ancora note le condizioni di pericolosità nel Piano ma che occorre mantenere sotto un regime di tutela in funzione delle possibili criticità idrauliche.
Più precisamente, tali aree sono definite di estensione pari a 150 m per lato dalle sponde dell’alveo ordinario o dal piede esterno dell’argine, ove presente. Per tali aree di applica la disciplina prevista nella fascia P3 salvo:
a) esclusioni dall’area di attenzione in caso di quota del terreno superiore a 5 m dalle sponde dell’alveo ordinario o dal piede esterno dell’argine;
b) classificazione in fascia di minore pericolosità a seguito di studio idraulico da parte del soggetto proponente l’intervento da condursi ai sensi dei criteri dell’allegato 2 e da sottoporsi al parere dell’Autorità idraulica competente e, in caso di aree di bonifica, anche del Consorzio di bonifica.
Sempre ai sensi dell’art. 15 delle NTA, le Regioni territorialmente competenti individuano, al di fuori dei tratti di reticolo principale, i corsi d’acqua di rilevanza regionale ricompresi negli elenchi delle acque di cui al Testo unico approvato con regio decreto 11/12/1933, n. 1775, nonché tutti quelli individuati a seguito di ricognizione ai sensi di legge e su base regionale, e ne trasmettono la delimitazione all’Autorità di bacino per l’inserimento nella cartografia e negli elaborati di PAI quale “Reticolo idraulico secondario”.
Il Progetto di Piano tiene conto anche della Direttiva Quadro sulle Acque (2000/60/CE), che ha introdotto una visione integrata della gestione della risorsa idrica. La coerenza con questa direttiva è garantita dal fatto che il PAI non si limita a disciplinare il rischio da alluvioni, ma affronta anche temi come il consumo di suolo, la qualità delle acque, le dinamiche costiere e gli effetti dei cambiamenti climatici. In questo senso, il Piano contribuisce a una gestione sostenibile e resiliente delle acque, integrando la difesa idraulica con la tutela ambientale e la valorizzazione delle risorse naturali.
Valutazioni e proposte di integrazione e modifica del Progetto di aggiornamento del PAI Idraulico
L’istruttoria regionale ha evidenziato che il Progetto di Piano ha il pregio di unificare in uno strumento unico di livello distrettuale i diversi PAI ereditati dalle autorità nazionali, interregionali e regionali preesistenti sul territorio dell’Appennino centrale, oltre che quello di rispondere a quanto previsto dalla Direttiva Alluvioni (2007/60/CE) e dal D.Lgs. n. 49/2010 di recepimento, integrando in un unico strumento entrambi i piani di bacino, PAI e PGRA, e stabilendo quali norme applicare alle aree allagabili e ai relativi scenari di pericolosità di quest’ultimo che finora non le contemplava.
Tuttavia, al fine di contribuire all’ottimizzazione del Progetto di Piano e in particolare delle NTA, si propongono di seguito alcune modifiche ed integrazioni.
Al fine di non gravare sul lavoro delle strutture regionali e delle autorità idrauliche ma al tempo stesso garantire l’applicazione del Piano e snellire i relativi procedimenti amministrativi, in un’ottica di semplificazione, si propone di:
- agli artt. 8, 9, 10 e 11 specificare meglio che le categorie di interventi da sottoporre al parere dell’Autorità idraulica siano solo quelle per le quali è necessaria per legge l’acquisizione del nulla-osta ai fini idraulici (R.D 25/07/1904, n. 523), mentre per i restanti interventi edilizi la verifica del rispetto delle norme del PAI potrebbe essere effettuata dal Comune all’atto del rilascio del titolo abilitativo;
- all’art. 21, comma 1, eliminare “con la contestuale presenza obbligatoria dell’autorità idraulica territorialmente competente” per dare la facoltà alla stessa di esprimersi tramite il silenzio-assenso.
Allo scopo di non ritardare la realizzazione di interventi idraulici urgenti per la pubblica incolumità:
- agli artt. 8, 9, 10 e 11, nei casi in cui l’Autorità idraulica sia soggetto attuatore di interventi ed opere lungo i corsi d’acqua, escludere la necessità di richiedere il parere dell’AUBAC in caso di manutenzione straordinaria e limitarne la necessità per le nuove costruzioni alle sole tipologie più rilevanti (es. casse di espansione o laminazione di volume superiore ad una quota prestabilita dalle norme), fermo restando l’obbligo da parte della stessa Autorità idraulica di verificarne la compatibilità con il PAI.
Al fine di arricchire il quadro conoscitivo in maniera tempestiva ed efficace:
- all’art. 22, comma 3, aprire la possibilità alla Regione di richiedere modifiche o aggiornamenti delle mappe di pericolosità del PAI presentando studi idraulici o dati in proprio possesso (esempio aree allagate in passato “Past Flood” o altre criticità documentabili) senza la necessità di eseguire obbligatoriamente approfondimenti che rispondano ai criteri dell’allegato 2.
In merito all’individuazione da parte della Regione dei corsi d’acqua del reticolo secondario da sottoporre alle norme dell’art. 15 delle NTA richiamate nei paragrafi precedenti, si propone di individuare i seguenti corsi d’acqua per quanto ricadenti in Emilia-Romagna:
1. in Comune di Verghereto (FC):
- Fiume Tevere
- Fosso Arpina
2. in Comune di Mondaino (RN):
- Rio Salso (previa condivisione con la Regione Marche in quanto la sponda sinistra ricade in territorio emiliano-romagnolo, la sponda destra in quello marchigiano)
Tali corsi d’acqua, selezionati fra quelli di rilevanza regionale iscritti negli elenchi previsti dal RD 1775/1933 (acque pubbliche), sono stati individuati perché rispondenti ad uno o più dei criteri che seguono:
1. affluenti diretti del reticolo principale (criterio non applicabile perché, ai sensi del PAI, in Regione Emilia-Romagna non sono presenti corsi d’acqua appartenenti al reticolo principale);
2. occorrenza di eventi idrologico-idraulici reali dal Database FloodCat degli eventi alluvionali occorsi sul territorio nazionale;
3. presenza di interventi strutturali di mitigazione di pericolosità e rischio;
4. presenza di corpi idrici superficiali individuati sulle aste fluviali ai sensi della Direttiva Quadro Acque 2000/60/CE (DQA).
I primi tre criteri sono stati indicati dall’Autorità distrettuale, mentre il quarto è stato aggiunto dalla Regione Emilia-Romagna vista la stretta connessione tra gli obiettivi della Direttiva Alluvioni e quelli della Direttiva Acque.
Il Fosso Arpina e il Rio Salso rispondono al criterio n. 2, mentre il Fiume Tevere risponde sia al criterio n. 3 che al criterio n. 4.
Fatte salve le considerazioni e proposte di integrazione al Progetto di Piano sopra esposte, si conclude che i contenuti e le finalità dello stesso risultano condivisibili