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n.77 del 08.04.2015 periodico (Parte Seconda)

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RISOLUZIONE - Oggetto n. 10 – Risoluzione per impegnare la Giunta a chiedere un incontro con il Ministro della Difesa e con il Capo di Stato Maggiore al fine di esprimere contrarietà alla ipotizzata chiusura del 50° stormo operante presso l’Aeroporto Militare di San Damiano (PC). A firma del Consigliere: Foti

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

Premesso che

 il 1° giugno 1936 viene costituito il 50° stormo d'assalto sull'aeroporto di Ciampino Sud e il 1° dicembre 1940, in considerazione dei meriti acquisiti, la bandiera del 50° stormo viene decorata della medaglia d'argento al valore militare. A seguito degli avvenimenti bellici il 50° stormo viene sciolto il 12 settembre 1943;

il 1° aprile 1967, con foglio d'ordine del Ministero della Difesa, viene ricostituito il 50° stormo caccia bombardieri sull'aeroporto di San Damiano (in provincia di Piacenza) e alle sue dipendenze viene posto il 155° gruppo caccia bombardieri;

il 10 ottobre 1991 viene consegnata la bandiera di guerra al 50° stormo, alla presenza del Presidente della Repubblica pro tempore, Francesco Cossiga;

nel rispondere all'interrogazione parlamentare n. 5-06830, il sottosegretario alla Difesa Fabrizio Abbate afferma che «la base di Piacenza è stata riservata quale residuo polo aeronautico militare, sia nazionale che Nato» (Bollettino delle commissioni della Camera - 14 ottobre 1999 - pagina 31);

analoga risposta viene resa (allegato B - Camera dei Deputati - 21 Giugno 2000) dal Ministro della Difesa Sergio Mattarella all'atto di sindacato ispettivo n. 4-15347, nella quale ribadisce che "...Conseguentemente la base di Piacenza è stata riservata quale residuo polo aeronautico militare, sia nazionale che NATO.", in linea con detta risposta anche la nota del Gabinetto del Ministro, Ufficio Legislativo, prot. n. 356/C5/870-UL del 1o giugno 2000;

nella seduta del 19 aprile 2000 il Consiglio Comunale di San Giorgio Piacentino (PC) approva - all'unanimità dei presenti - una mozione nella quale si chiede al Sindaco di interessare nuovamente il Ministero della Difesa, affinché vengano fornite utili notizie in merito alla promessa costruzione della cosiddetta "casa del silenzio", la realizzazione della quale era stata prevista per la fine del 1998;

nella seduta del 2 dicembre 2000 il Consiglio Comunale di San Giorgio Piacentino (PC) approva - all'unanimità dei presenti - una nuova mozione nella quale impegna l'Amministrazione comunale ad attivarsi presso i competenti Ministeri, affinché vengano realizzate a San Damiano opere (atte a ridurre drasticamente i livelli di inquinamento acustico) quali, ad esempio, la costruzione della cosiddetta "casa del silenzio" - come detto mai realizzata - e la predisposizione di efficaci barriere antirumore, presso la zona di decollo e rullaggio degli aerei;

il 1° agosto 2001, il sottosegretario alla Difesa Filippo Berselli, rispondendo alla Camera dei Deputati all'interrogazione parlamentare n. 5-00026, sostiene che: "...Contestualmente, l'aeronautica militare ha individuato, per l'aeroporto di S. Damiano, specifiche procedure di atterraggio e decollo, mirate a ridurre l'impatto delle attività sulla popolazione, compatibilmente con la sicurezza dei voli e con la missione assegnata. In particolare, sono state emanate disposizioni che prevedono che in fase di decollo i velivoli, dopo il distacco, raggiunti i parametri di sicurezza, virino opportunamente evitando il sorvolo dei centri abitati. Per quanto concerne l'abbattimento del rumore al suolo da parte dei velivoli in «prova motori», è attualmente in fase di definizione l'acquisizione di un nuovo equipaggiamento, il cui finanziamento, avuto riguardo sia alla complessità della procedura tecnico-amministrativa, sia alla pluralità dei soggetti in essa coinvolti, dovrebbe consentirne l'installazione nel termine di circa tre anni ";

da articoli apparsi sulla stampa locale piacentina, nel giugno del 2006, si ipotizza che la base aeronautica di San Damiano è destinata ad essere smantellata nel corso dei futuri anni. Ciò a seguito delle dichiarazioni rese dal generale comandante di squadra aerea Giulio Mainini che, proprio in un incontro con i vertici militari a Piacenza, afferma che «entro il 2010 i Tornado della base di San Damiano potrebbero essere spostati all'aeroporto di Ghedi». Se confermata detta prospettiva, quella di San Damiano è dunque destinata a diventare una base di rischieramento e, quindi, diventare un aeroporto non operativo ma in grado di ricevere velivoli in caso di necessità;

il 25 gennaio 2007, rispondendo alla Camera dei Deputati all'interrogazione n. 5-00038, il sottosegretario alla Difesa Marco Verzaschi, afferma: "...In tale contesto, pertanto, si inserisce l'esigenza di accentrare, in futuro, su un'unica base aerea la flotta dei velivoli Tornado, inclusi quindi quelli operanti presso il 50° Stormo. Contestualmente, il sedime aeroportuale di San Damiano di Piacenza manterrà immutate tutte le sue potenzialità operative necessarie per fornire un adeguato supporto al rischieramento di Reparti/Gruppi di Volo e all'approntamento di forze proiettabili fuori area; e, inoltre, continuerà a garantire la funzione di aeroporto alternato per le attività di volo militare nell'area settentrionale del Paese. Al momento si esclude, pertanto, l'ipotesi di chiusura dell'Aeroporto militare di San Damiano";

il 6 giugno 2012 il sottosegretario alla Difesa Filippo Milone, rispondendo alla Camera dei Deputati all'interrogazione parlamentare n. 5-06621, afferma che "...La programmata riduzione della flotta Tornado - distribuita attualmente su 2 aeroporti principali tra cui il 50° Stormo e coinvolta da un contestuale aggiornamento avionico e di cellula - ha reso il suo integrale accentramento sotto un unico polo (6° Stormo di Ghedi) una necessità ineludibile, proprio nell'ottica di ottenere inderogabili economie di scala in ambito manutentivo, logistico ed operativo.";

il 26 Giugno 2013, nel corso dell'audizione resa davanti alle Commissioni Difesa di Camera e Senato il Generale Pasquale Preziosa, Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, afferma che entro il 2015 si assisterà alla probabile soppressione del 50° Stormo, anche se ciò potrebbe comportare dolorosi effetti sull’indotto locale, inevitabili causa l’insostenibilità di tali realtà con i bilanci d’esercizio odierni;

per altro, solo negli ultimi anni, risultano investiti otre 900 mila euro, per il rifacimento parziale della pista di atterraggio, oltre alla sistemazione del deposito carburanti e dell'impianto di sicurezza per i voli notturni;

all'interno dell'aeroporto di San Damiano, lavorano circa 800 dipendenti, tra civili e militari del Ministero della Difesa, mentre l'indotto locale che ne deriva rappresenta un aspetto socio-economico di fondamentale rilevanza nelle eventuali decisioni da adottare nel caso fosse confermata la cessazione delle attività all'interno;

appaiono pertanto urgenti e necessari adeguati confronti istituzionali volti a conoscere quali siano le reali intenzioni del Ministero della Difesa in ordine alla più volte ventilata chiusura del suindicato ed importante aeroporto militare piacentino.

Impegna la Giunta regionale dell’Emilia-Romagna

a verificare la percorribilità di ogni possibile azione tesa al mantenimento del 50° Stormo, anche a seguito delle comunicazioni già avute in merito da parte del Ministero ed a perseguire ogni azione relativa all’utilizzo a fini di Protezione Civile e ad ogni opportunità che le future politiche governative offriranno, nell’ottica della valorizzazione dell’aeroporto e dell’indotto locale e regionale.

Approvata a maggioranza dei presenti nella seduta pomeridiana del 25 marzo 2015

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