n.84 del 04.04.2025 (Parte Seconda)
ORDINE DEL GIORNO - Oggetto n. 345 - Ordine del giorno n. 1 collegato all'oggetto 230 Proposta d'iniziativa Giunta recante: "Documento di economia e finanza regionale - DEFR 2025-2027". A firma dei Consiglieri: Gordini, Trande, Lembi, Parma, Lucchi, Costi, Arduini, Castellari, Lori
la Parte II del DEFR, in particolare, la Sezione n. 3 “Il paziente al centro” che prevede, tra l’altro: “Sempre più importanza acquisisce la centralità del paziente e del suo percorso di cura, privilegiando una risposta integrata ai suoi bisogni di salute. Ciò prevede il superamento di ogni logica squisitamente prestazionale e di “consumismo sanitario”, l’umanizzazione e la personalizzazione della cura, la gentilezza delle relazioni, la Sezione n. 4 “Riordino del sistema di emergenza e urgenza”, la Sezione 10 “Investire sul capitale umano e professionale del servizio sanitario regionale” che prevede, tra l’altro: “Investire sul capitale umano e professionale del SSR perché il personale è un grande patrimonio da proteggere e rafforzare. Una sanità efficiente e un’assistenza rispettosa hanno bisogno di personale qualificato e motivato. Il problema non riguarda solo i livelli retributivi, ma di garanzia di condizioni di lavoro migliori: oltre che condizioni salariali e contrattuali dignitose, con rinnovi contrattuali regolari ed adeguatamente finanziati, vanno assicurati turni meno usuranti, sicurezza personale, formazione di qualità e opportunità di carriera.” e tra le Azioni prioritarie: “- promuovere percorsi formativi condivisi tra le aziende sanitarie, per lo sviluppo e implementazione delle competenze avanzate, supportando così una crescita professionale coerente e riconosciuta a partire dalla mappatura delle competenze interne alle Aziende”, “- attivare percorsi di formazione orientati a valorizzare l’umanizzazione e la gentilezza nella cura attraverso lo sviluppo di competenze relazionali” e tra i Risultati attesi: “Aver cura di chi cura: formazione orientata alla promozione della salute organizzativa e relazionale”.
la sicurezza degli operatori sanitari rappresenta una priorità strategica delle politiche regionali, con interventi mirati a prevenire e contrastare le aggressioni nei luoghi di lavoro attraverso strategie preventive, di formazione e di sensibilizzazione;
il monitoraggio costante del fenomeno, condotto mediante l’analisi degli infortuni sul lavoro e delle segnalazioni da parte degli operatori sanitari, evidenzia un preoccupante incremento delle aggressioni, particolarmente nei reparti di emergenza e psichiatria;
per fronteggiare questa emergenza, la Regione Emilia-Romagna ha introdotto un sistema informatizzato di segnalazione degli episodi di violenza, finalizzato a migliorare l’analisi delle criticità e a consentire un intervento tempestivo e mirato;
a livello internazionale, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’International Labour Organization (ILO), l’International Council of Nurses (ICN) e Public Services International (PSI) hanno elaborato nel 2005 le "Framework guidelines for addressing workplace violence in the health sector" e tali linee guida, pur essendo state sviluppate per contesti non prettamente legati ai servizi di emergenza, mantengono una rilevanza fondamentale e sono state integrate nel tempo da ulteriori studi e iniziative;
recentemente, l’OMS e l’ICN hanno ribadito l’importanza di adottare strategie di prevenzione che comprendano la formazione del personale sanitario, il supporto psicologico e la promozione di ambienti di lavoro sicuri e in tale contesto si colloca la campagna “Più cura per chi cura” della Regione Emilia-Romagna, esempio concreto dell’applicazione di tali linee guida a livello regionale.
le politiche di prevenzione devono concentrarsi sulla formazione degli operatori sanitari, sul miglioramento delle condizioni lavorative e sull’organizzazione delle strutture sanitarie, privilegiando interventi formativi e strutturali, piuttosto che misure esclusivamente repressive o securitarie, infatti, numerosi studi ed esperienze pratiche dimostrano che:
- la formazione specifica del personale in tecniche di gestione dei conflitti e comunicazione efficace riduce significativamente gli episodi di violenza, specialmente se affiancata da simulazioni pratiche e supporto psicologico;
- l’incremento del personale sanitario, con conseguente riduzione dei carichi di lavoro e dello stress, migliora la gestione delle situazioni critiche e riduce il rischio di aggressioni;
- ambienti di attesa e di lavoro più confortevoli, supporto psicologico e mediazione professionale sono strategie efficaci per prevenire conflitti e ridurre l’escalation della violenza;
- gli atti di aggressione possono essere esacerbati da condizioni psichiatriche o fenomeni di dipendenza, richiedendo un approccio integrato che includa assistenza specialistica e prevenzione mirata.
il Decreto-Legge n. 137, del 1° ottobre 2024, che introduce un inasprimento delle pene per le aggressioni al personale sanitario e prevede l’arresto obbligatorio in flagranza, è stato criticato per il suo approccio prevalentemente repressivo e tale misura, infatti, non interviene sulle cause profonde del fenomeno, come la necessità di formazione specifica, la carenza di personale, le condizioni lavorative stressanti e, inoltre, l'assenza di un adeguato stanziamento di fondi per politiche di prevenzione e supporto al personale sanitario rende il provvedimento inefficace nel lungo periodo e rischia di rivelarsi un palliativo che non affronta la questione alla radice;
i dati raccolti dalla Regione Emilia-Romagna nel 2024 mostrano un incremento dell’11,7% delle aggressioni rispetto all’anno precedente, con una crescita delle aggressioni verbali (+12,5%) e una diminuzione di quelle fisiche (-11,9%) e gli infermieri risultano essere la categoria più esposta (57,9%), seguiti da medici (13,6%) e operatori socio-sanitari (11,4%);
le esperienze di formazione mirata dimostrano che le tecniche relazionali e di de-escalation sono più efficaci nel ridurre gli episodi di violenza rispetto alle misure repressive, come l’utilizzo di bodycam o la presenza delle forze dell’ordine, mentre queste ultime possono aumentare la tensione e non risolvere il problema alla radice;
i sistemi di allarme e di antiaggressione, seppur utili alla protezione del personale sanitario, non garantiscono, senza un efficace formazione di tutti i soggetti coinvolti, un adeguato contrasto al fenomeno;
tra i principali fattori che concorrono ad aumentare le situazioni di conflitto figurano: la carenza di personale, il sovraffollamento nei Pronto Soccorso e il fenomeno del “boarding”;
è essenziale un maggiore investimento nelle risorse umane e organizzative per ridurre il carico di lavoro, migliorare la gestione dei conflitti e garantire ambienti di lavoro più sicuri e accoglienti.
rafforzare i percorsi di formazione continua per il personale sanitario, con particolare riferimento alla gestione dei conflitti, alla comunicazione efficace con i pazienti e alla prevenzione delle situazioni di rischio;
potenziare i sistemi di monitoraggio e analisi dei dati relativi alle aggressioni, garantendo interventi mirati basati sulle criticità emerse;
promuovere ulteriori campagne di sensibilizzazione come “Più cura per chi cura” per diffondere il rispetto e la consapevolezza nei confronti del personale sanitario;
adottare azioni specifiche per affrontare con efficacia il fenomeno delle aggressioni al personale sanitario, in particolare, nei Pronto Soccorso e nelle aree di maggiore criticità;
concentrare le risorse economiche disponibili per fronteggiare il fenomeno delle aggressioni al personale sanitario sulla formazione specifica, sull’incremento del personale e sul miglioramento delle condizioni di lavoro.
Approvato a maggioranza dei presenti nella seduta pomeridiana del 25 marzo 2025