n.183 del 15.07.2026 periodico (Parte Seconda)

Approvazione schema tipo di regolamento per il funzionamento dei Comitati Consultivi Misti distrettuali e aziendali del SSR, istituiti con L.R. 19/1994 (sostituisce integralmente il precedente di cui alla DGR n. 2302/2016)

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA
Visti: 

- il D.lgs. n. 502/1992 "Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421" e in particolare l'art. 14, ove sono indicati i "Diritti dei Cittadini";

- la L.R. n. 19/1994 e s.m.i. "Norme per il riordino del Servizio Sanitario regionale ai sensi del Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, modificato dal Decreto Legislativo 7 dicembre 1993, n. 517", in particolare l'art. 16, il quale prevede che la Regione favorisca presso le Aziende sanitarie l'azione dei Comitati consultivi misti per il controllo di qualità dal lato degli utenti, i quali devono prevedere la partecipazione maggioritaria delle organizzazioni di volontariato e delle associazioni di difesa dei diritti degli utenti, iscritte al registro regionale del volontariato (da intendersi, a seguito dell’art. 33, comma 2 della L.r n.3/2023, iscritte al RUNTS), la partecipazione di membri designati dall'Azienda sanitaria, scelti fra il personale medico e infermieristico, nonché l'eventuale presenza di altri esperti, scelti d'intesa, definendo inoltre i compiti dei comitati come di seguito specificato:

a) assicurare controlli di qualità dal lato della domanda, specie con riferimento ai percorsi d'accesso ai servizi;

b) promuovere l'utilizzo di indicatori di qualità dei servizi dal lato dell'utenza definiti a livello regionale, sentiti gli organismi di partecipazione dell'utenza;

c) sperimentare indicatori di qualità dei servizi dal lato dell'utenza definiti a livello aziendale, che tengano conto di specificità di interesse locale;

d) sperimentare modalità di raccolta e di analisi dei 'segnali di disservizio'.

- la L.R n.02/2003, art. 33, che assicura la partecipazione dei cittadini e degli utenti al controllo della qualità dei servizi, favorendo l'attività delle associazioni di tutela degli utenti e delle organizzazioni sindacali; 

Richiamate:

- la deliberazione della Giunta regionale n. 1011/95 “Direttiva alle aziende sanitarie per la partecipazione e la tutela dei diritti dei cittadini ai sensi dell'art. 15 della L.R. 19/94”;

- la deliberazione della Giunta regionale n. 320/2000 Piano sanitario regionale 1999-2001: linee guida per l'adeguamento delle strutture organizzative e degli organismi per la comunicazione con il cittadino nelle strutture sanitarie dell'Emilia-Romagna;

- la Deliberazione dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna n.175/2008, con cui è stato approvato il Piano regionale sociale e sanitario 2008-2010;

- la Circolare regionale n. 3 del 11 febbraio 2005, “Comitati consultivi misti (CCM) e promozione della partecipazione dei cittadini”

- la Circolare regionale n. 10 del 16 luglio 2010, "Indirizzi per l'elaborazione dei regolamenti dei Comitati Consultivi misti";

- la deliberazione della Giunta regionale n. 2302 del 21 dicembre 2016 con cui è stato approvato lo schema tipo di Regolamento per il funzionamento dei Comitati consultivi misti - CCM, istituiti con L.R. n. 19/1994 (attualmente in vigore); 

Dato atto che:

- a partire dal 1995, in attuazione dei citati atti regionali, in Emilia-Romagna sono stati istituiti complessivamente n.43 Comitati consultivi misti (di cui n.36 a livello distrettuale e n.7 rispettivamente presso le aziende ospedaliere universitarie e i seguenti istituti: IRCCS-Istituto Ortopedico Rizzoli, IRCCS-IRST “Dino Amadori” di Meldola e Montecatone Rehabilitation Institute S.p.A.);

- con la determinazione dirigenziale n. 14882 del 21 settembre 2016, è stata prevista la sperimentazione della integrazione socio-sanitaria degli organismi di partecipazione previsti dalla legge regionale 19/1994 (comitati consultivi misti) nei distretti di Casalecchio AUSL di Bologna e distretto sud est AUSL di Ferrara, per la durata di due anni;

- a partire dal 2022, presso l’AUSL di Bologna, è stato istituito il Comitato Consultivo Misto Sanitario e Sociosanitario (CCMSS) in sostituzione del CCM, a conclusione della sperimentazione prevista dalla Determinazione dirigenziale n.14882/2016 sopra citata, che si è munito di un proprio regolamento adottato con provvedimento aziendale. Tale percorso si colloca nell’ottica di dare attuazione agli indirizzi del Piano Sociale e Sanitario regionale, contribuendo al miglioramento della qualità e della continuità dell’assistenza e rappresenta un possibile riferimento evolutivo verso un modello integrato sanitario e socio-sanitario, quale obiettivo a tendere, laddove sussistano le condizioni territoriali; 

Considerato che:

- in sede di CCRQ – Comitato Consultivo Regionale per la Qualità dei servizi sanitari dal lato del cittadino, costituito con la deliberazione della Giunta regionale n. 678 del 1° marzo 2000, così come modificata dalla deliberazione della Giunta regionale n. 508 del 18 aprile 2001 e atti successivi, su sollecitazione dei Presidenti CCM è emersa la richiesta di rivedere lo schema tipo di regolamento per il funzionamento dei CCM a 30 anni dalla loro costituzione, in considerazione delle modifiche organizzative delle aziende e dell’esigenza di omogenizzare i regolamenti aziendali facendo tesoro delle migliori soluzioni organizzative adottate nel tempo;

- il CCRQ nella seduta del 19 novembre 2025 ha approvato in via definitiva la “Proposta di Schema tipo di Regolamento per il funzionamento dei CCM”, al termine di un articolato percorso partecipativo avviato il 30 ottobre 2023, alla presenza dei Presidenti dei CCM, dei Responsabili URP delle Aziende sanitarie e IRCCS e dell’Assessore regionale alle politiche per la salute pro tempore;

- il percorso ha visto l’istituzione di un gruppo di lavoro presso il CCRQ, incaricato di analizzare la normativa vigente e le relazioni trasmesse dai Comitati Consultivi Misti aziendali su punti di forza e criticità emersi nei quasi trent’anni di attività, nonché di elaborare proposte emendative sottoposte all’esame del CCRQ in seduta plenaria. Il CCRQ ha, inoltre, tenuto conto delle ulteriori osservazioni al testo finale formulate dai CCM aziendali e dalle Aziende sanitarie e dagli enti del SSR interessati;

-  il documento è stato, quindi, presentato alla “Cabina di regia regionale per le politiche sanitarie e sociali” (istituita ai sensi delle DGR n. 1443 del 12 settembre 2016 e DGR n. 104 del 30 gennaio 2023), nella seduta del 4 febbraio 2026, senza che nei termini concordati siano pervenute successive osservazioni o proposte di modifica. In tale sede è stata condivisa, in un’ottica di collaborazione per il miglioramento della qualità dei servizi al cittadino, l’opportunità che ciascuna realtà territoriale individui modalità volte a rafforzare il rapporto e il confronto tra la rispettiva Conferenza territoriale sociale e sanitaria (CTSS) e i CCM aziendali sui temi di specifica competenza; 

Dato atto, da quanto emerge dai verbali del CCRQ, debitamente depositati agli atti della Direzione cura della persona salute e welfare, che la definizione di uno schema risulta strumento valido e funzionale a supporto delle Aziende nella definizione del proprio regolamento aziendale e garantisce al contempo la massima uniformità a livello regionale, pur consentendo alle Aziende e agli IRCSS di declinare al suo interno elementi che lo rendano maggiormente adeso alla realtà locale; 

Ritenuto, quindi, opportuno procedere all’approvazione dello schema di Regolamento qui allegato, dando mandato ai Direttori Generali di procedere al recepimento dello stesso nel rispetto delle rispettive peculiarità aziendali;

Preso atto che il CCMSS istituito presso l’AUSL di Bologna, in quanto organismo per la qualità dei servizi dal lato del cittadino, che ha competenze integrate in ambito sanitario e socio-sanitario, è dotato di uno specifico Regolamento aziendale per il funzionamento che potrà tenere conto dello schema tipo di regolamento oggetto di approvazione, nelle parti in cui quest’ultimo presenti elementi migliorativi e coerenti con le specificità organizzative e funzionali del CCMSS; 

Visti:

- il D.Lgs. n.33 del 14 marzo 2013, “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”;

- la L.R. 26 novembre 2001, n. 43 “Testo unico in materia di organizzazione e di rapporti di lavoro nella Regione Emilia-Romagna”; 

Richiamate, altresì, le proprie delibere:

‒ n. 2077 del 27 novembre 2023 “Nomina del Responsabile per la Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza”;

‒ n. 279 del 27 febbraio 2025, recante “Conferimento incarico di Direttore Generale Cura della Persona, Salute e Welfare a dirigente regionale”;

- n. 100 del 30 gennaio 2026, recante “XII Legislatura. Riorganizzazione dell'Ente in vigore dal 1° marzo 2026. Seconda fase”, come rettificata con delibera di Giunta regionale n. 171 del 9 febbraio 2026;

- n. 101 del 30 gennaio 2026, recante “Piano Integrato di Attività e Organizzazione 2026-2028. Approvazione”;

- n. 278 del 27 febbraio 2026, recante “Disciplina organica in materia di organizzazione dell'Ente e gestione del personale. Aggiornamenti in vigore dal 1° marzo 2026”, nonché le Circolari del Capo di Gabinetto del Presidente della Giunta regionale PG/2017/0660476 del 13 ottobre 2017 e PG/2017/0779385 del 21 dicembre 2017, relative ad indicazioni procedurali per rendere operativo il sistema dei controlli interni;  

Richiamate infine le seguenti determinazioni dirigenziali:

- n. 2335 del 9 febbraio 2022, recante “Direttiva di indirizzi interpretativi degli obblighi di pubblicazione previsti dal Decreto Legislativo n. 33/2013. Anno 2022”;

- n. 2272 del 05 febbraio 2026, recante “Micro-organizzazione della Direzione Generale Cura della Persona, Salute e Welfare”;

- n. 4297 del 27 febbraio 2026, recante “Conferimento di incarichi dirigenziali nell'ambito della Direzione Generale Cura della Persona, Salute e Welfare”;

Dato atto che il Responsabile del procedimento ha dichiarato di non trovarsi in situazione di conflitto, anche potenziale, di interessi;  

Dato atto dei pareri allegati;  

Su proposta dell’Assessore alle Politiche per la salute 

A voti unanimi e palesi
delibera 

1- di approvare, per le motivazioni espresse in premessa che qui si intendono integralmente riportate, lo schema tipo di regolamento per il funzionamento dei CCM distrettuali e aziendali, allegato, quale parte integrante e sostanziale del presente atto; 

2- di dare mandato ai Direttori Generali delle aziende sanitarie territoriali, alle aziende ospedaliere universitarie, all’IRCCS-Istituto Ortopedico Rizzoli e all’IRCCS-IRST “Dino Amadori” di Meldola di procedere al recepimento dello stesso nel rispetto delle rispettive peculiarità aziendali; 

3- di dare atto che in sede locale le Aziende sanitarie e gli enti del SSR interessati possono prevedere modifiche allo schema tipo in adesione alle esigenze loro precipue; 

4- di dare mandato alla Direzione Generale Cura della persona, salute e welfare di comunicare agli enti di cui al precedente punto 2) il presente atto per i conseguenti adempimenti; 

5- di dare atto che il CCMSS dell’AUSL di Bologna, per la sua specificità funzionale ed organizzativa potrà tenere conto di quanto previsto dallo schema tipo di regolamento per il funzionamento dei CCM, per le parti in cui lo stesso presenti elementi migliorativi e coerenti con le proprie esigenze di funzionamento; 

6- di stabilire che lo schema tipo allegato alla presente deliberazione sostituisce integralmente quello contenuto nella DGR n. 2302/2016;   

7- di dare atto, infine, che, per quanto previsto in materia di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni, si provvederà ai sensi dell’art. 7 bis, comma 3, del d.lgs. n. 33/2013, così come previsto dalle disposizioni normative ed amministrative richiamate in parte narrativa; 

8- di pubblicare la presente deliberazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna Telematico.

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