n.98 del 22.04.2026 periodico (Parte Seconda)
Approvazione dello schema di Accordo ai sensi dell'art. 101, comma 10, del D.Lgs. 152/2006 e dell'art. 71 delle Norme del Piano di Tutela delle Acque per il riutilizzo irriguo delle acque reflue provenienti dai Depuratori Minori
Visti:
- il Regolamento (UE) 2020/741 del 25 maggio 2020 del Parlamento europeo e del Consiglio che contiene prescrizioni minime per il riutilizzo dell’acqua;
- la Direttiva (UE) 2024/3019 relativa al trattamento delle acque reflue urbane;
- la Direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio che costituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque, con l’obiettivo di prevenire il deterioramento qualitativo e quantitativo, migliorarne lo stato e assicurare un utilizzo sostenibile, basato sulla protezione a lungo termine delle risorse idriche disponibili;
- il D.Lgs. 152/2006 “Norme in materia ambientale” ed in particolare la Parte Terza contenente le disposizioni in materia di difesa del suolo e lotta alla desertificazione, di tutela delle acque dall’inquinamento e di gestione delle risorse idriche;
- il D.M. 185/2003, “Regolamento recante norme tecniche per il riutilizzo delle acque reflue in attuazione dell’articolo 26, comma 2, del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152”;
- il Decreto-Legge 14 aprile 2023, n.39, come convertito dalla L. n. 68 del 13 giugno 2023, recante “Disposizioni urgenti per il contrasto della scarsità idrica e per il potenziamento e l'adeguamento delle infrastrutture idriche”;
- il Decreto-Legge 17 ottobre 2024, n. 153, come convertito dalla L. n. 191 del 13 dicembre 2024, recante “Disposizioni urgenti per la tutela ambientale del Paese, la razionalizzazione dei procedimenti di valutazione e autorizzazione ambientale, la promozione dell'economia circolare, l'attuazione di interventi in materia di bonifiche di siti contaminati e dissesto idrogeologico”, ed in particolare l’art. 3 “Misure urgenti per la gestione della crisi idrica”;
- la Deliberazione ARERA 28 dicembre 2023 639/2023/R/IDR “Approvazione del metodo tariffario idrico per il quarto periodo regolatorio (MTI-4)” che estende l’approccio, già adottato da ARERA nel MTI-3, di valorizzazione degli interventi per la sostenibilità energetica e ambientale e la resilienza, al fine di potenziarne l’efficacia, incentivando il riutilizzo delle acque reflue depurate;
- il Piano di Tutela delle Acque (PTA) della Regione Emilia-Romagna vigente, approvato dall’Assemblea Legislativa con Deliberazione n. 40 del 21 dicembre 2005 che individua nel riutilizzo delle acque reflue recuperate una delle misure prioritarie da adottare per la tutela quantitativa delle acque dolci interne;
- il Documento Strategico (DS) del PTA 2030, approvato con Delibera di Giunta n. 1557 del 19 settembre 2023 e successivamente esaminato in Assemblea Legislativa in data 10 ottobre 2023, con espressione di parere favorevole;
- il Piano di Gestione delle acque vigente (PdG 2021-2027) del distretto idrografico del fiume Po, elaborato ai sensi della Direttiva 2000/60/CE e approvato dal Consiglio dei Ministri il 7 giugno 2023, che prevede la misura “Riutilizzo di acque reflue depurate in aree a rischio di depauperamento delle risorse idriche” applicata ad alcuni dei corpi idrici regionali e la misura “Incremento efficienza di depurazione dei reflui urbani funzionale al raggiungimento degli obiettivi di qualità dei corpi idrici, oltre le disposizioni della direttiva 271/91/CEE”, entrambe valide a scala regionale;
Rilevato che:
- nell’elaborazione delle misure di contrasto alla scarsità idrica, la pratica del riutilizzo delle acque reflue rappresenta un’opzione virtuosa, al fine di conseguire il risparmio della risorsa e il miglioramento dell’efficienza del sistema idrico, in un’ottica di economia circolare e nel rispetto delle prescrizioni ambientali di cui alla Direttiva 2000/60/CE;
- la citata Direttiva 2000/60/CE specifica, in particolare, le norme da adottare per il conseguimento di una gestione idrica integrata e un buon uso delle risorse idriche (potabili, irrigue, industriali);
- nell’ambito della strategia comune di attuazione della Direttiva 2000/60/CE è stato pubblicato dalla Commissione Europea il documento “Guidelines on Integrating Water Reuse into Water Planning and Management in the context of the WFD” specificando che:
o il riutilizzo diretto: si riferisce all'immissione di acque reflue trattate, attraverso condotte, serbatoi di stoccaggio e altre infrastrutture necessarie, direttamente da un impianto di trattamento a un sistema di distribuzione. Un esempio è la distribuzione di acque reflue trattate per essere utilizzate direttamente nell'irrigazione agricola;
o Il riutilizzo indiretto: è il riutilizzo di acque reflue trattate che vengono immesse in un corpo idrico ricettore, come un lago, un fiume o una falda acquifera, per poi essere in parte prelevate per un uso successivo;
- la vigente pianificazione regionale settoriale in materia di tutela della risorsa idrica, rappresentata dal Piano di Tutela delle Acque, prevede già specifiche azioni finalizzate al risparmio e alla razionalizzazione dell’uso della risorsa, con particolare riferimento agli areali irrigui approvvigionati con acque superficiali appenniniche, valutando la possibilità di riuso dei reflui depurati;
- è in fase di predisposizione il nuovo Piano di Tutela delle Acque, con orizzonte temporale al 2030, che, in linea con i percorsi previsti dai documenti programmatici e strategici, è volto a garantire un approvvigionamento idrico sostenibile nel lungo periodo e per le generazioni future. Come previsto dal Documento Strategico del nuovo PTA, una delle azioni afferenti alla prima linea strategica (LS1 – Aumentare-diversificare l’offerta) del futuro strumento di pianificazione è “Aumentare il riuso delle acque depurate”;
Dato atto che:
- il territorio della Regione Emilia-Romagna è stato interessato da ripetuti periodi di siccità causati dalla eccezionale scarsità di precipitazioni pluviometriche e nevose, che hanno determinato una rilevante riduzione dei deflussi superficiali e delle conseguenti riserve idriche con particolare riferimento al territorio;
- il Consorzio della Bonifica Renana (di seguito Consorzio o CBR) gestisce nella Provincia di Bologna e Ferrara, un complesso sistema di opere idrauliche che consente di allontanare le acque meteoriche verso i fiumi ricettori regionali. Parte delle infrastrutture consortili viene utilizzata dal Consorzio per il trattenimento e la distribuzione ad uso irriguo delle acque che afferiscono al reticolo;
- HERA S.p.A., in qualità di Gestore operativo del Servizio Idrico Integrato (di seguito Gestore), è titolare degli atti autorizzativi relativi all’esercizio dei seguenti impianti di depurazione, i cui recapiti finali sono indicati nei rispettivi vigenti atti autorizzativi:
o Ozzano - Ponte Rizzoli (38.000 AE);
o Calderara di Reno capoluogo (36.000 AE);
o Anzola capoluogo (30.000 AE);
o Minerbio intercomunale (27.000 AE);
o Castel S. Pietro (25.000 AE);
o Medicina (16.000 AE);
o Crespellano capoluogo (12.700 AE);
o Budrio capoluogo (12.000 AE);
o Molinella (12.000 AE);
o S. Giorgio di Piano capoluogo (9.950 AE);
o Funo (9.600 AE);
o S. Pietro in Casale capoluogo (9.600 AE);
o Granarolo capoluogo (9.500 AE);
o San Venanzio (8.200 AE);
o Sala Bolognese capoluogo – Padulle (8.000 AE);
o Bentivoglio capoluogo (7.000 AE);
o Castel Guelfo (6.000 AE);
o Pieve di Cento (6.000 AE);
o Via Lunga – Località Crespellano, Valsamoggia (4.980 AE);
o Argelato capoluogo (4.500 AE);
o Malalbergo capoluogo (4.000 AE);
o S. Martino in Argine – Miravalle (2.500 AE);
o Mezzolara (2.000 AE).
- il Consorzio riceve nel suo reticolo le acque trattate dai depuratori e, assieme alle altre acque che possono essere presenti nelle infrastrutture consortili, le veicola verso le aree che richiedono acqua ad uso irriguo;
Considerato che:
- nel corso degli ultimi anni HERA, di concerto con Consorzio di Bonifica e Università degli Studi di Bologna, ha condotto un’attività sperimentale sul Distretto Irriguo dello Scolo Laghetto per l’individuazione di una possibile metodologia applicativa di un Piano di Gestione del Rischio applicabile al riuso indiretto di acque reflue depurate. Il piano è stato redatto sulla base delle linee guida previste dal Regolamento 2020/741 per il riuso diretto al fine di valutarne le implicazioni agronomiche, tecniche ed economiche;
- la stessa Università degli Studi di Bologna, su incarico di Hera e del Consorzio di Bonifica, ha inoltre predisposto uno “Studio sulla potenzialità e fattibilità del riuso a scopo irriguo delle acque reflue urbane depurate da HERA nel comprensorio del CBR” con lo scopo di valutare la fattibilità e la potenzialità di riuso irriguo delle acque in uscita da tutti i depuratori gestiti da Hera all’interno dell’areale irriguo servito dal CBR, tenendo conto anche delle disposizioni normative previste dal Regolamento (UE) 2020/741, sebbene riferite al riuso di tipo diretto;
- tale studio ha consentito di valutare, per il comprensorio irriguo gestito dal CBR, le potenzialità di ottimizzazione e massimizzazione del riuso delle acque reflue depurate negli impianti gestiti da HERA, considerando sia lo stato attuale di riuso indiretto, che gli scenari futuri derivanti da applicazioni più o meno restrittive del Regolamento (EU) 2020/741;
- la gestione delle acque reflue e consortili mediante una sinergia tra Gestore e Consorzio consente in ogni caso una migliore gestione della risorsa idrica disponibile e contribuisce al raggiungimento degli obiettivi di tutela delle acque, in generale, e degli obiettivi di qualità dei corpi idrici consortili, coerentemente con gli indirizzi dati dalle politiche comunitarie in materia di tutela delle risorse idriche;
Considerato, inoltre, che:
- i soggetti sottoscrittori, nello svolgimento delle attività di cui al presente Accordo, tengono presente quanto previsto dall’art. 5 del Regolamento europeo 2020/741, sebbene riferito al riuso diretto, in materia di Analisi del Rischio;
- in relazione alla possibile introduzione di tale Analisi, quale strumento ai fini del riutilizzo delle acque reflue recuperate, potrebbe risultare utile eseguire le attività previste dall’Accordo in via sperimentale in modo da affinare le modalità operative sin qui adottate;
- le attività di cui al presente Accordo potrebbero inoltre costituire un valido modello per la sperimentazione di una modalità di gestione e distribuzione per usi irrigui delle acque reflue depurate riutilizzate, come individuata nello studio condotto da Università di Bologna su incarico di Hera e CBR;
Richiamati, inoltre:
- l’art. 76 del D.Lgs. 152/06, con il quale le Regioni adottano le misure atte a conseguire l’obiettivo di qualità ambientale corrispondente allo stato buono per i corpi idrici superficiali;
- l’art. 95, comma 1, del D.Lgs. 152/06, attraverso cui la tutela quantitativa delle risorse idriche “concorre al raggiungimento degli obiettivi di qualità attraverso una pianificazione delle utilizzazioni delle acque volta a evitare ripercussioni sulla qualità delle stesse e a consentire un consumo idrico sostenibile”;
- l’art. 101, comma 10, del D.Lgs. 152/06 che prevede che “le Autorità competenti possono promuovere e stipulare accordi e contratti di programma con i soggetti economici interessati, al fine di favorire il risparmio idrico, il riutilizzo delle acque di scarico e il recupero come materia prima dei fanghi di depurazione, con la possibilità di ricorrere a strumenti economici, di stabilire agevolazioni in materia di adempimenti amministrativi e di fissare, per le sostanze ritenute utili, limiti agli scarichi in deroga alla disciplina generale, nel rispetto comunque delle norme comunitarie e delle misure necessarie al conseguimento degli obiettivi di qualità”;
- l’art. 71 delle Norme del Piano di Tutela delle Acque che prevede la possibilità di definire Accordi di Programma da parte della Regione, dei titolari degli impianti di recupero delle acque reflue e dei titolari delle reti di distribuzione al fine di prevedere agevolazioni e incentivazioni al riutilizzo del refluo depurato;
Considerato altresì che:
- la Deliberazione ARERA 28 dicembre 2023 639/2023/R/IDR “Approvazione del metodo tariffario idrico per il quarto periodo regolatorio (MTI-4)” introduce un nuovo fattore premiale (PremioRIU) destinato ai gestori del Servizio Idrico Integrato, che prevede l’incentivazione dei volumi depurati destinabili al riutilizzo attraverso le risorse del “Fondo per la promozione dell’innovazione nel servizio idrico integrato”;
- nelle more dell’approvazione di una disciplina regionale in materia di riuso delle acque reflue depurate risulta opportuno procedere con la definizione di specifici accordi di programma sui singoli progetti di riutilizzo;
Ritenuto pertanto opportuno:
- approvare lo schema di “Accordo ai sensi dell’art. 101, comma 10, del D.Lgs. 152/2006 e dell’art. 71 delle Norme del Piano di Tutela delle Acque per il riutilizzo irriguo delle acque reflue provenienti dai Depuratori Minori”, di durata triennale dalla data di repertorio a seguito della sottoscrizione, tra Regione, ATERSIR, HERA S.p.A. e Consorzio della Bonifica Renana, come riportato in Allegato A, parte integrante e sostanziale della presente deliberazione;
- istituire un Comitato di attuazione e monitoraggio composto da un rappresentante per ogni Ente sottoscrittore e da un rappresentante ARPAE in qualità di supporto tecnico della Regione, al fine di valutare lo stato di attuazione del presente Accordo;
- rilevare che tale Comitato sarà presieduto dal rappresentante della Regione, che provvederà anche alle convocazioni, e si riunirà annualmente o su richiesta dei singoli membri;
- prevedere, da parte del Gestore del Servizio Idrico Integrato e del Consorzio di Bonifica della Renana, la realizzazione annuale di un apposito Report da trasmettere alla Regione Emilia-Romagna, nel quale saranno raccolti i dati di cui all’art. 4 dell’Accordo e gli esiti del monitoraggio;
Acquisiti per le vie brevi i pareri favorevoli all’approvazione dell’accordo da parte di HERA S.p.A., Consorzio della Bonifica Renana e ATERSIR;
Visti:
- la L.R. 26 novembre 2001 n. 43 “T.U. in materia di organizzazione e di rapporti di lavoro nella Regione Emilia – Romagna” e ss. mm. ii.;
- la propria deliberazione n. 2416 del 29 dicembre 2008 “Indirizzi in ordine alle relazioni organizzative e funzionali tra le strutture e sull’esercizio delle funzioni dirigenziali. Adempimenti conseguenti alla delibera 999/2008. Adeguamento e aggiornamento della delibera n. 450/2007” e ss. mm. ii, per quanto applicabile;
- la propria deliberazione n. 2376 del 23 dicembre 2024 “Disciplina organica in materia di organizzazione dell’Ente e gestione del personale. Aggiornamenti in vigore dal 1° gennaio 2025”;
- la propria deliberazione n. 2224 del 22 dicembre 2025 “XII legislatura. Riorganizzazione dell'ente in vigore dal 1° marzo 2026. Prima fase”;
- la propria deliberazione n. 100 del 30 gennaio 2026 “XII legislatura. Riorganizzazione dell'ente in vigore dal 1° marzo 2026. Seconda fase”;
- la propria deliberazione n. 1187 del 16 luglio 2025 “XII legislatura. Affidamento degli incarichi di Direttore Generale e di Direttore di alcune Agenzie regionali ai sensi degli artt. 43 e 18 della L.R. n. 43/2001”;
- la determinazione del Direttore Generale Cura del Territorio e dell’Ambiente n. 25492 del 29 dicembre 2025 “Proroga incarichi dirigenziali nell’ambito della Direzione Generale Cura del Territorio e Ambiente”;
- il D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33 “Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni” e ss.mm.ii.;
- la determinazione dirigenziale n. 2335 del 09 febbraio 2022 “Direttiva di indirizzi interpretativi degli obblighi di pubblicazione previsti dal decreto legislativo n. 33 del 2013. Anno 2022”;
- la propria deliberazione n. 1440 del 08 settembre 2025 “PIAO 2025-2027. Aggiornamento a seguito di approvazione della Legge Regionale 25 luglio 2025 n. 7 "Assestamento e prima variazione al bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2025-2027”;
Viste le circolari del Capo di Gabinetto del Presidente della Giunta regionale PG/2017/0660476 del 13 ottobre 2017 e PG/2017/0779385 del 21 dicembre 2017 relative ad indicazioni procedurali per rendere operativo il Sistema dei controlli interni, predisposte in attuazione della deliberazione n. 468/2017, che devono intendersi valide fino a diversa disposizione in quanto coerenti con quanto disposto nel documento riprodotto in allegato 2 alla disciplina di cui all’Allegato A della deliberazione n. 2376/2024;
Dato atto che il responsabile del procedimento ha dichiarato di non trovarsi in situazioni di conflitto, anche potenziale, di interessi;
Dato atto dei pareri allegati;
Su proposta dell’Assessora all'Ambiente, Programmazione territoriale, Mobilità e Trasporti, Infrastrutture;
per le ragioni espresse in premessa che qui si intendono integralmente richiamate:
1) di approvare lo schema di “Accordo ai sensi dell’art. 101, comma 10, del D.Lgs. 152/2006 e dell’art. 71 delle Norme del Piano di Tutela delle Acque per il riutilizzo irriguo delle acque reflue provenienti dai Depuratori Minori” tra Regione, ATERSIR, HERA S.p.A. e Consorzio della Bonifica Renana come formulato nell’Allegato A che forma parte integrante e sostanziale della presente deliberazione;
2) di istituire un Comitato di attuazione e monitoraggio, composto da rappresentanti degli Enti sottoscrittori e da ARPAE in qualità di supporto tecnico della Regione, che sarà nominato con atto del Direttore Generale Cura del Territorio e dell’Ambiente della Regione Emilia-Romagna;
3) di stabilire che alla sottoscrizione dell’Accordo per la Regione Emilia-Romagna provvederà il Direttore Generale Cura del Territorio e dell’Ambiente, autorizzando lo stesso ad apportare all’Accordo medesimo le modifiche non sostanziali che si rendessero eventualmente necessarie;
4) di dare atto che l’avvio delle attività di cui all’Accordo non comporta oneri a carico del Bilancio della Regione Emilia-Romagna;
5) di trasmettere il presente provvedimento ad ARPAE, ATERSIR, HERA S.p.A. e al Consorzio della Bonifica Renana;
6) di dare atto che, per quanto previsto in materia di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni, si provvederà ai sensi delle disposizioni normative ed amministrative richiamate in parte narrativa;
7) di pubblicare integralmente il presente provvedimento sul Bollettino ufficiale della Regione Emilia-Romagna Telematico.