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n.192 del 02.07.2014 periodico (Parte Seconda)

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RISOLUZIONE - Oggetto n. 5378 - Risoluzione per impegnare la Giunta affinché le risorse destinate alla cultura, con la scomparsa delle province, trovino utilizzo attraverso il protagonismo di altri Enti locali. A firma dei Consiglieri: Casadei, Donini, Pariani, Carini, Zoffoli, Pagani, Piva, Grillini, Montanari, Barbieri, Alessandrini, Marani, Mazzotti, Sconciaforni, Mori, Naldi, Serri, Mandini, Vecchi Luciano, Barbati, Mumolo, Paruolo, Riva

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna 

Premesso che

avanza in Parlamento l’iter di riordino istituzionale che tende alla soppressione delle province in tutto il territorio nazionale. La riforma ha l’obiettivo di razionalizzare i livelli di governo a vantaggio di una riduzione dei costi della macchina pubblica e di una maggiore efficienza dell’amministrazione;

nella nostra regione alle province sono state nel tempo delegate, dalle diverse norme di settore, numerose competenze e funzioni, il cui esercizio oggi sarebbe in difficoltà in assenza di un intervento regionale di riallocazione di quelle funzioni a vantaggio delle politiche pubbliche;

tra tali funzioni assume un ruolo di primo piano il settore strategico della cultura che potrebbe essere un efficace traino per un rilancio economico e sociale del paese, dal momento che il patrimonio artistico e culturale dell’Italia è uno dei più ricchi e visitati al mondo;

la difesa del nostro patrimonio artistico e culturale deve diventare uno dei principali impegni per rilanciare la Regione ed il Paese.

Valutato che

in Emilia-Romagna la cultura e la creatività hanno un valore economico pari a più di 32 mila imprese per 78 mila addetti, senza contare l’incidenza - assai significativa - della redditività prodotta dal turismo culturale;

un patrimonio in termini di reddito, posti di lavoro e indotto, dunque, che rischia di essere messo in serio pericolo dalla trasformazione delle Province in organi di secondo livello. Se non ci saranno variazioni il settore dello spettacolo perderà infatti risorse pari a 760 mila euro, i sistemi bibliotecari perderanno oltre 850 mila euro, i musei quasi 500 mila euro e le istituzioni culturali delle province subiranno tagli per 1,3 milioni di euro;

la Legge Regionale 22 agosto 1994, n. 37 "Norme in materia di promozione culturale" assegna alle Province un ruolo di primo piano sia nell’esercizio delle funzioni di programmazione e coordinamento degli interventi che alla realizzazione di progetti per obiettivi specifici. Per queste ragioni occorre una più approfondita riflessione.

Tutto ciò premesso e considerato

impegna la Giunta

ad agire in tutte le sedi più opportune perché le risorse destinate alla cultura non diminuiscano con la scomparsa delle province ma trovino un utilizzo attraverso il protagonismo delle città metropolitane, delle unioni e associazioni dei comuni oltre che delle città capoluogo e dei singoli comuni;

ad integrare il bilancio regionale destinato alla cultura al fine di venire incontro alle diverse realtà ed esperienze che verrebbero seriamente messe in discussione la loro stessa sopravvivenza, verificando inoltre la possibilità di investimenti integrativi e di diretta presa in carico dei progetti particolarmente significativi.

Approvata all'unanimità dei presenti nella seduta antimeridiana del 10 giugno 2014

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