n.128 del 21.05.2025 periodico (Parte Seconda)
RISOLUZIONE - Oggetto n. 551 - Risoluzione per una maggiore valorizzazione della danza quale disciplina artistica, educativa e sportiva. A firma dei Consiglieri: Muzzarelli, Arletti, Carletti, Aragona, Calvano, Evangelisti, Casadei, Larghetti, Fiazza, Vignali, Mastacchi, Paldino, Tagliaferri, Costi, Castellari, Castaldini
il 29 aprile si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale della Danza, promossa dal Comitato Internazionale della Danza all'interno dell'Istituto Internazionale del Teatro dell'UNESCO, per valorizzare e promuovere questa forma d'arte come espressione universale di creatività, cultura, socialità, benessere e inclusione;
la danza rappresenta non solo una disciplina artistica, ma anche una pratica educativa, culturale e sportiva che coinvolge milioni di persone di ogni età, contribuendo alla crescita personale, alla salute psicofisica e alla coesione sociale;
in Italia si contano oltre 17.000 scuole di danza, con circa 1,4 milioni di aspiranti ballerini, e anche in Emilia-Romagna la presenza di scuole, compagnie e festival testimonia il forte radicamento e la vivacità del settore.
in Italia oggi esistono 14 Fondazioni lirico-sinfoniche, teatri che sono eccellenze nel nostro Paese e nel mondo, ed esistono 14 orchestre, 14 cori e solamente 4 corpi di ballo;
essendo rimasti soltanto 4 corpi di ballo, svolgere questa professione nel nostro paese è diventato sempre più complicato. Di conseguenza, la maggior parte dei danzatori italiani, dopo un lungo e difficile percorso di studi, è costretto a svolgere il proprio lavoro all'estero.
la Regione Emilia-Romagna ha dimostrato un impegno concreto nel sostenere il comparto della danza, attraverso la legge regionale n. 13 del 1999 ("Norme in materia di spettacolo") e con contributi erogati nel triennio 2022-2024 a compagnie di danza e a rassegne e festival di rilievo regionale e nazionale;
la Regione partecipa alla Fondazione Nazionale della Danza - Aterballetto, Centro Coreografico Nazionale riconosciuto dal Ministero della Cultura, su cui investe circa 1,2 milioni di euro annui, e sostiene la tournée internazionale delle compagnie con ulteriori fondi regionali.
nonostante gli importanti interventi regionali, in assenza del riconoscimento di una qualifica nazionale per gli insegnanti di danza, residuano potenziali incertezze sulla qualità della formazione e sulla tutela degli allievi;
in Emilia-Romagna sono sì presenti sei licei musicali e coreutici, ma solo in uno è attiva la sezione a indirizzo coreutico, limitando così l'accesso ai percorsi scolastici in questo ambito per molti giovani del territorio;
alcune scuole di danza che svolgono un'attività di alta formazione non sono ufficialmente riconosciute come centri di formazione professionale, nonostante l'elevato standard qualitativo dei percorsi offerti;
progetti come "Leggere per Ballare", riconosciuti a livello nazionale, non sono sempre considerati parte integrante dell'attività scolastica.
con DGR 899 del 21/06/2016, la Regione ha approvato nuove qualifiche professionali nell'ambito del settore spettacolo, tra cui quella di "maestro di danza", da individuarsi in colui o colei che è in grado di progettare e condurre lezioni di danza classica, moderna e contemporanea graduando gli obiettivi didattici in relazione alle caratteristiche psico-fisiche degli allievi, per porre le basi o affinare un eventuale percorso professionale.
La Regione Emilia-Romagna è stata, dunque, tra le prime a istituire la qualifica di "Maestro di danza" a livello regionale, con ciò sopperendo alla mancanza di una normativa nazionale in materia.
La promozione della danza come disciplina artistica, educativa e sportiva rappresenta un'importante leva di sviluppo culturale, sociale ed economico per la comunità regionale.
oggi risulta quanto mai urgente interrogarsi sul futuro della danza intesa sia come comparto legato al settore dello spettacolo, sia come forma d'arte da promuovere con ogni mezzo, cercando, soprattutto, di tutelare i lavoratori che svolgono la propria attività in quest'ambito;
l'intera filiera culturale italiana produce una percentuale importante del Prodotto Interno Lordo del nostro Paese, il quale gode di un patrimonio culturale inestimabile. Potenziando il settore culturale si rafforzano anche altri settori, come quello del turismo, quello alberghiero, quello della ristorazione, quello dei trasporti.
la riforma del FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo), ora Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo (FNSV), è un processo in corso. Recentemente il Ministero della Cultura ha emesso un decreto per il triennio 2022-2024 che introduce modifiche significative, soprattutto per danza e circo, con l'obiettivo di una riforma strutturale per questi settori.
Tutto ciò premesso e considerato,
a dialogare con il Governo, in tutte le sedi istituzionali opportune, anche per il tramite della Conferenza delle Regioni, in merito alla possibilità di introdurre una disciplina statale di riconoscimento della figura professionale del "maestro di danza", per una più ampia valorizzazione della danza quale disciplina artistica, educativa e sportiva ed al fine di garantire la qualità della formazione e la tutela degli allievi;
a farsi parte attiva nel richiedere al Governo di valutare l'ampliamento del numero delle sezioni coreutiche dei licei musicali e coreutici della regione, al fine di garantire una maggiore copertura territoriale e di favorire un accesso più equo e diffuso ai percorsi scolastici dedicati alla danza;
valutare la possibilità di adottare misure per il pieno riconoscimento, nei percorsi scolastici, di progetti come "Leggere per Ballare", evitando penalizzazioni per gli studenti che vi partecipano e valorizzando tali esperienze come formative e didattiche, nel rispetto dell'autonomia scolastica;
valutare la possibilità di prevedere un sistema di riconoscimento e accreditamento per le scuole di danza che svolgono attività di alta formazione professionale, anche alla luce delle normative regionali sulla formazione professionale;
ad attivarsi nelle sedi opportune, anche in sede di Conferenza delle Regioni, affinché il Governo e il Ministero della Cultura valutino la possibilità di incrementare, nell'ambito del Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo, le risorse destinate alla danza, riconoscendo il valore culturale, educativo e sociale di questo linguaggio artistico, nonché di riconoscere un incentivo alle Fondazioni Lirico Sinfoniche affinché sostengano la creazione di nuovi corpi di ballo ad esse collegati;
a proseguire nella valorizzazione e nel finanziamento, compatibilmente con le risorse di bilancio, di quelle realtà del territorio che si occupano di produzione di balletti, progettualità legate al mondo della danza, promozione della danza a livello nazionale e internazionale, valorizzazione del patrimonio coreutico regionale, tournée, festival e rassegne realizzati dalle associazioni culturali e fondazioni nell'ambito della danza;
a promuovere le iniziative di valorizzazione summenzionate attraverso una comunicazione ancora più capillare sul territorio regionale in collaborazione con gli strumenti dell'ente regionale e con i Comuni e loro Unioni.
Approvata all’unanimità dei presenti nella seduta pomeridiana del 29 aprile 2025