n.204 del 29.07.2026 periodico (Parte Seconda)

Oggetto n. 2825 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi con urgenza nei confronti del Governo e nelle sedi di concertazione istituzionale, affinché siano adottate misure sia straordinarie che strutturali di sostegno al sistema sportivo territoriale e dilettantistico. A firma dei Consiglieri: Costi, Calvano, Lucchi, Daffadà, Bosi, Sabattini, Critelli, Muzzarelli, Zappaterra, Ferrari, Lembi, Ancarani, Castellari, Carletti, Quintavalla, Lori, Proni, Fornili, Albasi, Costa, Parma, Donini, Gordini, Massari, Arduini, Valbonesi

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna
premesso che:

il sistema sportivo regionale, riconosciuto e valorizzato a livello nazionale e internazionale attraverso il logo “Sport Valley", si regge in misura largamente prevalente sull'attività svolta dalle Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche (ASD e SSD), che, insieme al sistema federale e alle realtà dell'agonismo e del professionismo sportivo presenti sul territorio regionale, contribuiscono allo sviluppo del movimento sportivo. Tali realtà costituiscono un presidio essenziale per la promozione della pratica sportiva, dell'inclusione sociale, della tutela della salute, dell'educazione, dell'aggregazione intergenerazionale e della coesione delle comunità locali;

in Emilia-Romagna tali realtà costituiscono una rete ampia, diffusa e capillare, radicata nei territori urbani e nei contesti periferici, montani e rurali, e svolgono una funzione di interesse pubblico di primaria rilevanza per la tenuta del tessuto sociale e sportivo regionale;

il Piano dello Sport 2024–2026 della Regione Emilia-Romagna prevede specifiche azioni di monitoraggio dirette a valutare gli effetti della Riforma dello Sport sul sistema associativo regionale, proprio in ragione dell’impatto che tale riforma è suscettibile di produrre sugli assetti organizzativi ed economici del comparto;

considerato che

la progressiva attuazione della Riforma dello Sport sta determinando per numerose ASD e SSD rilevanti criticità sotto il profilo organizzativo, amministrativo, gestionale ed economico-finanziario, con un aggravio di adempimenti e costi che rischia di incidere sulla continuità operativa di molte realtà storiche profondamente radicate nei territori;

alle criticità derivanti dall’attuazione della Riforma dello Sport si sommano, per molte Associazioni Sportive Dilettantistiche, gli effetti organizzativi, amministrativi e fiscali connessi alla progressiva applicazione della Riforma del Terzo Settore, che non solo incrementa gli adempimenti ma richiede standard più elevati di strutturazione, trasparenza e capacità gestionale, determinando un ulteriore innalzamento del livello di requisiti posti a carico delle realtà associative, in particolare di quelle di minori dimensioni fondate prevalentemente sull’attività volontaria;

tale situazione rischia di produrre effetti particolarmente gravosi sulle strutture di minori dimensioni, spesso fondate sul volontariato e su equilibri economici fragili, con conseguenze dirette sull’accessibilità alla pratica sportiva, soprattutto per i minori, le famiglie e le fasce sociali più esposte;

la Regione Emilia-Romagna ha già attivato misure significative di sostegno al settore sportivo, tra cui:

-  stanziamenti pari a circa 2 milioni di euro annui per bandi relativi a eventi e progetti sportivi ai sensi della legge regionale n. 8 del 2017;

-  interventi finalizzati al contrasto dell’abbandono della pratica sportiva;

-  voucher sportivi destinati a favorire l’accesso all’attività motoria e sportiva;

rilevato che

sul piano nazionale non si registra, allo stato, un’azione altrettanto organica, continuativa e strutturale a sostegno del sistema sportivo dilettantistico, tale da accompagnare in modo efficace la fase di transizione determinata dalla Riforma dello Sport;

la misura denominata “Fondo Dote Famiglia 2025”, pur orientata al sostegno della domanda di sport, non risulta aver pienamente conseguito gli obiettivi prefissati, come evidenziato dal solo parziale utilizzo delle risorse disponibili, elemento che impone una riflessione sull’effettiva adeguatezza degli strumenti adottati;

permane un rilevante fabbisogno di investimenti in materia di impiantistica sportiva, settore strategico per garantire sicurezza, qualità e diffusione della pratica sportiva, nel quale la Regione Emilia-Romagna ha già destinato circa 70 milioni di euro nel periodo 2018–2025, anche mediante il ricorso ai Fondi di Sviluppo e Coesione;

evidenziato che

gli strumenti nazionali attualmente disponibili non appaiono pienamente adeguati rispetto ai fabbisogni effettivi dei territori e alle peculiarità organizzative del sistema sportivo regionale;

in particolare, il bando “Sport e Periferie” presenta criteri, parametri e modalità di accesso che risultano, in molti casi, poco favorevoli per i Comuni dell’Emilia-Romagna, soprattutto di minori dimensioni, limitandone la concreta capacità di partecipazione e di successo;

non risultano accolte, in sede di Conferenza Stato-Regioni, alcune proposte migliorative volte a rendere più efficace, equo e funzionale il sistema di finanziamento, tra cui:

-  l’introduzione di fondi rotativi o di analoghi strumenti finanziari per agevolare il cofinanziamento degli interventi;

- la definizione di quote territoriali di riparto, idonee ad assicurare una distribuzione maggiormente equilibrata delle risorse;

-  l’attribuzione alle Regioni di poteri sostitutivi o comunque di strumenti di intervento rafforzato in caso di inerzia o criticità attuative;

-  la previsione di priorità territoriali definite anche su base regionale, coerentemente con i fabbisogni reali espressi dai territori;

per l’anno fiscale 2026 non è stata prevista la misura “Sport Bonus”, con conseguente riduzione delle opportunità di attivazione di investimenti privati a favore degli impianti sportivi pubblici;

la progressiva contrazione delle risorse a disposizione degli Enti locali rende sempre più difficile la programmazione e la realizzazione di interventi strutturali, in assenza di un adeguato sostegno nazionale, stabile e coerente con i fabbisogni esistenti;

il perdurante e rilevante incremento dei costi energetici sta incidendo in misura significativa sulla sostenibilità economica della gestione degli impianti sportivi pubblici, affidati in larga parte ad Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD) e Società Sportive Dilettantistiche (SSD), rendendo opportuno promuovere iniziative volte a individuare adeguate misure di sostegno economico;

la messa a disposizione e la pubblicazione, da parte di Sport e Salute S.p.A. e degli altri soggetti titolari dei registri nazionali, in formato aperto, aggregato e anonimizzato, dei dati relativi alle associazioni e società sportive dilettantistiche, ai praticanti e alle attività sportive censite costituirebbero uno strumento di particolare valore per la programmazione pubblica, il monitoraggio delle politiche sportive e la valutazione dei fabbisogni territoriali, senza determinare significativi oneri aggiuntivi per la finanza pubblica;

l’accesso a dati aperti, aggiornati e territorialmente disaggregati consentirebbe alle Regioni, agli Enti locali e ai soggetti rappresentativi del sistema sportivo e dei corpi intermedi di disporre di una mappatura pressoché in tempo reale della pratica sportiva e di orientare con maggiore efficacia gli investimenti, le misure di sostegno e le politiche di promozione dell’attività motoria e sportiva;

impegna la Giunta Regionale

ad attivarsi con urgenza nei confronti del Governo affinché siano adottate misure straordinarie e strutturali di sostegno economico e organizzativo al sistema sportivo dilettantistico, anche al fine di compensare gli effetti derivanti dall’attuazione della Riforma dello Sport;

ad attivarsi nei confronti del Governo affinché vengano individuate e messe a disposizione risorse economiche finalizzate a calmierare gli effetti assai rilevanti determinati dall’aumento considerevole, ormai perdurante, dei costi energetici, che ricadono sui soggetti gestori di impiantistica pubblica, molto frequentemente ASD e SSD, mettendone a rischio l’equilibrio gestionale;

a promuovere, nei confronti del Governo, del Dipartimento per lo Sport e di Sport e Salute, la pubblicazione e l’aggiornamento in formato aperto, aggregato, anonimizzato e territorialmente disaggregato dei dati contenuti nei registri nazionali dello sport, valorizzandone l’utilizzo, anche in integrazione con le banche dati regionali, per fornire a Enti locali e soggetti del sistema sportivo strumenti di analisi e mappatura della pratica sportiva utili a orientare investimenti, misure di sostegno e politiche di promozione dell’attività motoria e sportiva, senza significativi oneri aggiuntivi per la finanza pubblica;

a promuovere, in sede di Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, una iniziativa comune volta a rappresentare in modo unitario le esigenze dei territori e a richiedere il rafforzamento degli strumenti nazionali di finanziamento destinati allo sport di base e all’impiantistica sportiva;

a sollecitare una revisione dei criteri e delle modalità di accesso ai bandi nazionali, con particolare riferimento al programma “Sport e Periferie”, al fine di garantire maggiore equità territoriale, una più effettiva accessibilità per i piccoli Comuni e una migliore aderenza dei criteri selettivi ai fabbisogni reali dei territori;

a richiedere il ripristino e il potenziamento della misura “Sport Bonus”, quale strumento strategico per incentivare il concorso di risorse private nella riqualificazione e nel miglioramento degli impianti sportivi pubblici;

a sostenere l’introduzione di strumenti innovativi di finanziamento, inclusi fondi rotativi o meccanismi analoghi, idonei a facilitare il cofinanziamento locale degli interventi e a superare le difficoltà finanziarie che ostacolano la cantierabilità dei progetti;

a promuovere, in raccordo con il Governo e con le altre Regioni, politiche nazionali e interistituzionali volte a garantire un accesso diffuso, continuativo ed equo alla pratica sportiva, con particolare attenzione al contrasto delle disuguaglianze territoriali, economiche e sociali;

a proseguire e rafforzare le politiche regionali di sostegno allo sport, assicurando continuità alla programmazione, stabilità agli investimenti già avviati e adeguato supporto al sistema sportivo dilettantistico regionale.

Approvata a maggioranza dalla Commissione V Giovani, Scuola, Formazione, Lavoro, Sport e Legalità nella seduta del 16 luglio 2026.

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