n.210 del 11.10.2012 (Parte Seconda)

Piano di azione per la sostenibilità ambientale dei consumi pubblici in Emilia-Romagna ai sensi della legge regionale 29 dicembre 2009, n. 28 (Introduzione di criteri di sostenibilità ambientale negli acquisti della pubblica amministrazione). (Proposta della Giunta regionale in data 10 settembre 2012, n. 1305)

L'ASSEMBLEA LEGISLATIVA

Richiamata la deliberazione della Giunta regionale progr. n. 1305 del 10 settembre 2012, recante in oggetto "Approvazione del piano di azione per la sostenibilità ambientale dei consumi pubblici in Emilia-Romagna ai sensi della L.R. n. 28/2009 - Proposta all’Assemblea legislativa";

Preso atto:

- del parere favorevole, con modificazioni, espresso dalla commissione referente "Territorio, Ambiente, Mobilità" con nota prot. n. 37221 in data 27 settembre 2012,

- e, inoltre, dell’emendamento presentato ed accolto nel corso della discussione assembleare;

Visto:

- il Regolamento CE 66/2010 relativo al marchio di qualità ecologica dell’Unione Europea (Ecolabel UE) che stabilisce nei considerata “(14) in sede di definizione dei propri piani di azione nazionali sugli appalti pubblici - verdi -, gli Stati membri devono tenere in considerazione le linee guida e potrebbero considerare la possibilità di stabilire obiettivi per l’acquisto, nell’ambito degli acquisti pubblici, di prodotti ecocompatibili;

- la Decisione n. 1600/2002/CE del 22 luglio 2002 che istituisce il Sesto Programma Comunitario di Azione Ambientale stabilendo all’art. 3.6 che “è necessario promuovere una politica di appalti pubblici verdi che consenta di tener conto delle caratteristiche ambientali e di integrare eventualmente nelle procedure di appalto considerazioni inerenti al ciclo di vita”;

- il Trattato che istituisce la Comunità Europea (G.U.C.E. C 325 del 24 dicembre 2002) che all’art. 6 afferma “le esigenze connesse con la tutela dell’ambiente devono essere integrate nella definizione e nell’attuazione delle politiche e azioni comunitarie di cui all’art. 3, in particolare nella prospettiva di promuovere lo sviluppo sostenibile”;

- la Comunicazione della Commissione Europea sulla Politica Integrata di Prodotto, COM 2003/302, per migliorare le performance ambientali dei beni e dei servizi;

- le Direttive Europee 2004/17/CE e 2004/18/CE, e il manuale “Acquistare Verde”, pubblicato nel 2004 dalla Commissione Europea, che hanno chiarito le opportunità e modalità di utilizzo dei criteri di preferibilità ambientale negli appalti pubblici;

- il Decreto Legislativo 12 aprile 2006, n. 163 “Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE”, che all’art. 2 stabilisce la possibilità di subordinare il principio di economicità a criteri ispirati ad esigenze sociali, alla tutela dell’ambiente e della salute e alla promozione dello sviluppo sostenibile;

- il Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 “Norme in materia ambientale”;

- il Decreto del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare 8 maggio 2003, n. 203 che prevede “Norme affinché gli uffici pubblici e le società a prevalente capitale pubblico coprano il fabbisogno annuale di manufatti e beni con una quota di prodotti ottenuti da materiale riciclato nella misura non inferiore al 30% del fabbisogno medesimo”;

- la Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Finanziaria 2007) che ha previsto all’art. 1, commi 1126, 1127 e 1128, l’elaborazione di un Piano d’azione - PAN - per la sostenibilità ambientale dei consumi nei settori della Pubblica Amministrazione;

- il Decreto 11 aprile 2008, n. 135 con il quale è stato approvato il sopracitato Piano e che all’art. 2 prevede l’emanazione di“criteri ambientali minimi” per le diverse categorie merceologiche indicate al punto 3l.6 del PAN GPP;

- il Decreto Ministeriale 12 Ottobre 2009, n. 111 che ha adottato i criteri ambientali minimi per l’acquisto di ammendanti e carta in risme;

- il Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare 22 febbraio 2011, n. 21 che ha adottato i criteri ambientali minimi per Prodotti tessili, Arredi per ufficio, Apparati di illuminazione pubblica, IT (computer, stampanti, apparecchi multifunzione, fotocopiatrici);

- il Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare 25 luglio 2011 che ha adottato i criteri ambientali minimi per Ristorazione collettiva e derrate alimentari e Serramenti esterni;

- il Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 7 marzo 2012 che ha adottato i criteri ambientali minimi per: Servizi energetici per edifici - servizio di illuminazione e forza motrice - servizio di Riscaldamento/raffrescamento;

- il Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare dell’8 maggio 2012, che ha adottato i criteri ambientali minimi per Acquisizione dei veicoli adibiti al trasporto su strada;

- la Legge regionale n. 28/2009 del 29 dicembre 2009 che all’art. 2 prevede l’approvazione di un Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi pubblici di durata triennale finalizzato alla definizione di un programma operativo per l’introduzione di criteri ambientali nelle procedure d’acquisto di forniture di beni e servizi;

- la medesima legge regionale n. 28/2009 che all’art. 3 prevede che la Giunta regionale elabori e trasmetta all’Assemblea legislativa una relazione annuale sullo stato dell’introduzione degli strumenti di GPP nel territorio regionale;

Premesso che:

- il Green Public Procurement (GPP) - Acquisti Verdi nelle Pubbliche Amministrazioni - è un sistema di acquisti pubblici, Enti Locali e Pubblica Amministrazione, di prodotti e servizi che hanno un ridotto effetto sulla salute umana e sull’ambiente rispetto ad altri prodotti e servizi utilizzati allo stesso scopo, con l’obiettivo di:

  • ridurre l’uso delle risorse naturali;
  • sostituire le fonti energetiche non rinnovabili con quelle rinnovabili;
  • ridurre la produzione di rifiuti, le emissioni inquinanti, i pericoli ed i rischi ambientali.

Considerato che:

- il decreto ministeriale 27 marzo 1998 “Mobilità sostenibile nelle aree urbane” dispone l’obbligo per le Pubbliche Amministrazioni di prevedere una quota del 50% di veicoli a minimo impatto ambientale nel rinnovo annuale del proprio parco auto veicolare;

- la legge 448/2001, art. 52, c. 14 prevede per le Pubbliche Amministrazioni che almeno il 20% dell’acquisto dei pneumatici di ricambio degli automezzi sia costituito da pneumatici ricostruiti;

- secondo quanto indicato nel Piano Nazionale per gli acquisti verdi di cui al decreto interministeriale n. 135/2008 le stazioni appaltanti devono tenere conto degli obiettivi della politica comunitaria del GPP quale sistema di orientamento dei consumi pubblici verso beni e servizi ambientalmente preferibili che comportino, altresì, un vantaggio economico per l’amministrazione pubblica tenendo conto dei costi sostenuti lungo l’intero ciclo di utilizzo del prodotto;

Vista la sentenza del 17 settembre 2002, causa C513/99 - Concordia Bus Filanda OY Ab vs Finland City Council - con la quale la Corte di Giustizia Europea, ha stabilito che il principio della parità di trattamento non osta a che siano presi in considerazione nell’appalto criteri collegati alla tutela dell’ambiente, per il solo fatto che esistono poche imprese che hanno la possibilità di offrire un materiale che soddisfi i detti criteri;

Richiamato il Piano d’Azione per la Diffusione delle Tecnologie ambientali - ETAP - con il quale la Commissione Europea ha elaborato delle apposite Linee Guida per la predisposizione di Piani d’Azione Nazionali per gli Acquisti Verdi da parte degli Stati Membri;

Dato atto che con deliberazione 2 agosto 2002, n. 57 del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica - CIPE - “Strategia d’azione ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia”, che a livello nazionale ha auspicato che la Pubblica Amministrazione si impegni a “istituzionalizzare l’integrazione degli aspetti ambientali nelle procedure di acquisto” ponendo l’obiettivo di “modifica dei capitolati di acquisto di beni e servizi, inserendo i requisiti ambientali senza contravvenire alle norme comunitarie”;

Considerato altresì, che il settore pubblico può:

  • ridurre in maniera significativa gli impatti ambientali, acquistando prodotti e servizi verdi, grazie alla consistenza degli acquisti che a livello europeo costituiscono circa il 14% del PIL ed a livello nazionale circa il 17% del PIL;
  • accrescere la disponibilità e la competitività dei prodotti e servizi più verdi sul mercato e contribuire alla diffusione delle tecnologie ambientali;
  • influenzare il comportamento dei cittadini privati, ma soprattutto delle istituzioni private e delle imprese, e spingerli verso acquisti più sostenibili;
  • utilizzare il GPP come strumento operativo per il raggiungimento di obiettivi di miglioramento ambientale nelle politiche settoriali;

Tenuto conto che l’Amministrazione regionale intende sviluppare l’obiettivo legato agli acquisti pubblici verdi impegnandosi ad introdurre criteri di preferibilità ambientale nelle future procedure di acquisto di beni e servizi, nonché valutare ogni possibilità di razionalizzazione negli acquisti di beni e servizi al fine di ottenere benefici sia ambientali sia economici, e a diffondere la politica degli acquisti verdi all’interno ed all’esterno dell’ente;

Rilevato che gli acquisti verdi dell’Ente saranno implementati attraverso il Piano d’Azione triennale, come previsto dall’Art. 2 della legge regionale n. 28/2009, in cui sono stati individuati beni e servizi prioritari per l’introduzione del GPP, nonché obiettivi, interventi e tempi previsti, unito al presente atto quale parte sostanziale;

Ritenuto di perseguire i seguenti obiettivi:

- limitare, sostituire o eliminare progressivamente l'acquisto di prodotti tossici, pericolosi, difficilmente smaltibili o comunque a significativo impatto ambientale;

- preferire prodotti/servizi a più lunga durata, facilmente smontabili e riparabili, ad alta efficienza energetica, ottenuti con materiali riciclati/riciclabili, recuperati o da materie prime rinnovabili, e che minimizzano la produzione di rifiuti;

- promuovere nelle proprie scelte di acquisto la diffusione di tecnologie ecologicamente compatibili, sistemi di produzione a ridotto impatto ambientale e sistemi pubblici di etichettatura ecologica dei prodotti (es. Regolamento CE 66/2010) che tengono conto dell'intero ciclo di vita dei prodotti/servizi che si intende acquistare;

- inserire nei criteri di aggiudicazione elementi ambientali che comportino un vantaggio economico all'amministrazione, tenendo conto dei costi sostenuti lungo l'intero ciclo di utilizzo del prodotto/servizio;

- incentivare una politica di sostegno al Green Public Procurement - GPP - nelle procedure di acquisto di beni e servizi secondo criteri di sostenibilità ambientale, con l’obiettivo del raggiungimento entro il 2015 di un sistema di acquisti rispondente a criteri verdi pari al 30% del fabbisogno regionale;

- di continuare l’attività di promozione del Green Public Procurement - GPP - presso gli Enti Locali regionali, nonché opportune iniziative per promuovere - in collaborazione con le Associazioni di categoria - nei settori delle attività imprenditoriali, produttive e di servizio il ricorso a strumenti volontari di certificazione ambientale di processo e di prodotto;

Dato atto del parere di regolarità amministrativa sulla proposta della Giunta regionale all'Assemblea legislativa, n. 1305 del 10 settembre 2012, qui allegato;

Previa votazione palese, a maggioranza dei presenti,

 delibera

1) di perseguire i seguenti obiettivi:

- limitare, sostituire o eliminare progressivamente l'acquisto di prodotti tossici, pericolosi, difficilmente smaltibili o comunque a significativo impatto ambientale;

- preferire prodotti/servizi a più lunga durata, facilmente smontabili e riparabili, ad alta efficienza energetica, ottenuti con materiali riciclati/riciclabili, recuperati o da materie prime rinnovabili, e che minimizzano la produzione di rifiuti;

- promuovere nelle proprie scelte di acquisto la diffusione di tecnologie ecologicamente compatibili, sistemi di produzione a ridotto impatto ambientale e sistemi pubblici di etichettatura ecologica dei prodotti (es. Regolamento CE 66/2010) che tengono conto dell'intero ciclo di vita dei prodotti/servizi che si intende acquistare;

- inserire nei criteri di aggiudicazione elementi ambientali che comportino un vantaggio economico all'amministrazione, valutato tenendo conto dei costi sostenuti lungo l'intero ciclo di utilizzo del prodotto/servizio;

- incentivare una politica di sostegno al Green Public Procurement - GPP - nelle procedure di acquisto di beni e servizi secondo criteri di sostenibilità ambientale, con l’obiettivo del raggiungimento entro il 2015 di un sistema di acquisti rispondente a criteri verdi pari al 30% del fabbisogno regionale;

- di continuare l’attività di promozione del Green Public Procurement - GPP - presso gli Enti Locali regionali, nonché opportune iniziative per promuovere - in collaborazione con le Associazioni di categoria - nei settori delle attività imprenditoriali, produttive e di servizio il ricorso a strumenti volontari di certificazione ambientale di processo e di prodotto;

2) di approvare il Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi pubblici per il triennio 2012-2015 della Regione Emilia-Romagna che individua i prodotti e servizi sui quali applicare l’introduzione di criteri verdi da inserire nelle procedure di acquisto da effettuare sia in forma centralizzata attraverso IntercentER che in forma diretta dalle Direzioni regionali;

3) di dare mandato alla Giunta regionale di costituire un gruppo di lavoro GPP costituito da un referente di ciascun settore che all’interno della amministrazione regionale effettua acquisti, istituito e coordinato dalla Direzione Generale Ambiente e difesa del suolo insieme ad IntercentER; tale Gruppo di lavoro ha l’obiettivo di:

- attivare un sistema di monitoraggio annuale, cosi come previsto dalla L.R. 28/2009 che permetta di verificare l’attuazione del Piano e il raggiungimento degli obiettivi prefissati;

- definire un programma di informazione, sensibilizzazione e formazione sugli Acquisti Verdi a tutto il personale regionale con particolare riguardo ai responsabili degli acquisti regionali;

- progettare e coordinare azioni di sensibilizzazione verso gli enti locali e le imprese regionali in tema di acquisti verdi e di prodotti/servizi sostenibili;

4) di pubblicare la presente deliberazione nel Bollettino Ufficiale Telematico della Regione Emilia-Romagna.

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