n.111 del 06.05.2026 periodico (Parte Seconda)

Oggetto n. 2178 - Risoluzione per impegnare la Giunta a proseguire e rafforzare, nell'ambito delle politiche familiari e sociali, l'approccio integrato già in essere, valorizzando un modello universalistico che affronta tutte le situazioni di fragilità economica e sociale senza distinzione settoriale, garantendo che anche quelle derivanti da separazione, divorzio o perdita del coniuge siano ricomprese negli strumenti ordinari di welfare. A firma dei Consiglieri: Gordini, Parma, Paldino, Costi, Arduini, Donini, Albasi, Lori, Proni, Bosi, Fornili, Muzzarelli, Carletti, Castellari, Massari, Daffadà, Trande, Sabattini

L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna
 Premesso che

-  negli ultimi anni, il mutamento del contesto sociale ed economico ha portato alla luce nuove forme di fragilità, tra le quali rientrano anche le difficoltà economiche che possono interessare genitori separati, divorziati o in condizioni di vedovanza, chiamati a riorganizzare la propria vita in condizioni talvolta di significativa precarietà;

- i provvedimenti adottati dall’autorità giudiziaria in sede di separazione possono comportare, per il genitore che non convive stabilmente con i figli e le figlie, la necessità di lasciare l’abitazione familiare e di far fronte contestualmente a impegni economici rilevanti – quali spese legali, assegni di mantenimento e costi per una nuova sistemazione abitativa – con possibili ripercussioni sull’equilibrio personale, relazionale ed economico e, indirettamente, sul benessere dei minori coinvolti;

- detti provvedimenti provocano altresì, per il genitore convivente e con figli/e, la necessità di riorganizzare modalità di accudimento e le spese per i/le figli/e, con un netto depauperamento delle disponibilità economiche di tutti i componenti della famiglia;

- le analisi di settore evidenziano che una quota significativa di genitori non conviventi con i figli può incontrare difficoltà nell’accesso a soluzioni abitative stabili e nel mantenimento di adeguate reti relazionali, esponendosi a situazioni di vulnerabilità abitativa e di isolamento sociale, specie in assenza di strumenti di supporto efficaci e tempestivi;

- le analisi di settore evidenziano, soprattutto, che i nuclei monogenitoriali più poveri sono quelli costituiti dalla madre e dai figli/e, anche in considerazione del fatto che le donne guadagnano meno del partner in misura sensibile, hanno contratti di lavoro spesso a tempo parziale, non hanno risparmi e, per crescere i/le figli/e, hanno ridimensionato le proprie prospettive professionali;

- i percorsi di separazione, divorzio o, con caratteristiche differenti, di perdita del coniuge o convivente determinano una profonda ridefinizione degli equilibri familiari, incidendo sulla dimensione affettiva, sull’organizzazione quotidiana e sulle responsabilità genitoriali, e rendendo talvolta necessario un accompagnamento volto a sostenere, sia i genitori, sia i figli, nella fase di transizione;

- le più̀ recenti rilevazioni statistiche nazionali evidenziano come i nuclei monogenitoriali rappresentino una componente ormai strutturale del tessuto familiare del Paese, costituita in misura prevalente e strutturale da madri sole con figli/e, con una presenza in crescita anche di padri soli;

- la Regione Emilia-Romagna affronta il disagio economico dei genitori separati nell’ambito delle molteplici situazioni di fragilità economica e sociale mediante gli strumenti ordinari del welfare locale, indipendentemente dalle cause che l’hanno determinata, e con priorità costantemente rivolta alla tutela del minore, principio guida di ogni azione pubblica in ambito familiare e sociale;

- i 42 Centri per le Famiglie dell’Emilia-Romagna costituiscono un presidio territoriale strutturato e omogeneamente distribuito, in grado di offrire servizi qualificati e gratuiti di mediazione familiare, consulenza genitoriale e legale, nonché percorsi di gruppo per figli di genitori separati, rappresentando uno strumento concreto di prevenzione del conflitto e di tutela dell’interesse superiore del minore;

- l’intervento pubblico regionale non si limita al sostegno economico e si fonda su un approccio integrato che considera la dimensione relazionale, educativa e psicologica quale elemento imprescindibile per garantire stabilità e continuità̀ ai/alle figli/e coinvolti/e nei processi di separazione.

 Considerato che

- diversi rapporti e analisi di settore evidenziano come una componente particolarmente significativa delle persone che si rivolgono ai servizi di assistenza per situazioni di nuova povertà sia rappresentata da genitori separati, in particolare non conviventi con i/le figli/e; a livello nazionale, tale fenomeno assume dimensioni non marginali e coinvolge una platea ampia di persone che, a seguito della separazione, si trovano in condizioni di forte precarietà economica, con difficoltà anche nel far fronte alle spese essenziali quali alimentazione, utenze e costi abitativi;

- nell’ambito dei procedimenti di separazione con figli/e minori, i provvedimenti dell’autorità̀ giudiziaria prevedono ordinariamente l’assegnazione della casa familiare al genitore convivente e la corresponsione di un assegno di mantenimento, al fine di garantire la continuità delle condizioni di vita dei figli/e e la loro tutela prioritaria. Tale assetto, che risponde all’interesse superiore del minore, può determinare per ambedue i genitori un impoverimento e l’assunzione di oneri economici rilevanti connessi alla nuova condizione di genitori separati;

-  la legge 8 febbraio 2006, n. 54 (Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli) ha introdotto il principio dell’affidamento condiviso, fondato sulla responsabilità genitoriale di entrambi e sulla previsione di tempi di frequentazione equilibrati con i figli e le figlie. In tale contesto, è importante che le politiche pubbliche sostengano entrambi i genitori, favorendo condizioni che consentano ai figli/e di mantenere relazioni significative e continuative con ciascuno di essi, fatti salvi i casi di violenza contro donne e minori per i quali, come indicato dalla Convenzione di Istanbul, non è possibile praticare alcuna forma di mediazione;

-  le rilevazioni disponibili evidenziano come le modalità di attuazione dell’affidamento condiviso risultino maggiormente equilibrate con l’aumentare dell’età dei/delle figli/e, mentre nelle fasce di età più basse l’organizzazione dei tempi di permanenza può presentare maggiore complessità, in ragione dei bisogni specifici dei/delle bambini/e più piccoli/e;

-  un intervento esclusivamente settoriale, rivolto ad una sola categoria di destinatari, rischierebbe di frammentare l’impianto del welfare regionale, che invece si fonda su criteri di equità e presa in carico personalizzata, basata sul bisogno effettivo e non sulla sola condizione giuridica di separazione;

- la tutela dell’interesse del/della minore non si esaurisce nella dimensione economica, ma richiede strumenti di accompagnamento che favoriscano il mantenimento di relazioni significative con entrambi i genitori, anche attraverso servizi di mediazione e supporto alla genitorialità, fatti salvi i casi di violenza contro donne e minori per i quali, come indicato dalla Convenzione di Istanbul, non è possibile praticare alcuna forma di mediazione;

- il sistema di welfare dell’Emilia-Romagna mette a disposizione strumenti articolati di inclusione sociale e sostegno al reddito, destinati a tutte le persone in difficoltà, indipendentemente dalla condizione familiare, comprendendo misure economiche, servizi di accompagnamento e percorsi personalizzati finalizzati all’autonomia;

- in parallelo, attraverso i 42 Centri per le Famiglie presenti sul territorio regionale, sono garantiti servizi specifici di supporto alla genitorialità e alla gestione dei conflitti familiari, che intercettano anche i bisogni legati a separazione e divorzio. Tali servizi comprendono mediazione familiare, consulenze individuali, di coppia e genitoriali, counseling, consulenza legale in diritto di famiglia, gruppi di parola per bambini/e e adolescenti e incontri di gruppo per genitori.

 Rilevato che

- alcune Regioni italiane hanno promosso misure settoriali rivolte ai genitori separati o in condizione di vedovanza, introducendo contributi economici e supporti abitativi;

- la Regione Emilia-Romagna, non avendo attivato strumenti settoriali mirati a una sola categoria, ha scelto un approccio universalistico di contrasto alla fragilità, attraverso un sistema integrato che riconosce le diverse forme di vulnerabilità – economica, abitativa, relazionale – e le affronta con interventi inclusivi, volti a prevenire marginalità e a tutelare i legami familiari tra genitori e figli/e;

-  nell’ambito del Fondo sociale locale, la Regione ha inoltre attivato un “Programma straordinario a favore delle famiglie”, pensato per rispondere all’impatto delle condizioni economiche generate a livello nazionale – quali inflazione, aumento del costo della vita, difficoltà occupazionali e rincari abitativi – che hanno colpito soprattutto le famiglie numerose e i nuclei monogenitoriali, tra cui rientrano anche i genitori separati con specifiche responsabilità genitoriali. In questo quadro, pur senza riservare canali esclusivi ai soli separati, sono stati previsti interventi che tengono conto delle problematiche tipiche di tali nuclei – come la riduzione del reddito familiare, il pagamento dell’assegno di mantenimento e i costi per una nuova abitazione – includendoli nelle misure universali rivolte a tutta la fragilità familiare;

- tale Programma straordinario rappresenta una risposta strutturale e non episodica, capace di intercettare anche le situazioni derivanti da separazione o lutto, senza creare canali esclusivi ma garantendo una valutazione personalizzata del bisogno all’interno della rete dei servizi sociali territoriali.

Ritenuto che

-  la Regione Emilia-Romagna ha sempre riferito di avere una particolare attenzione alle politiche familiari, al contrasto alla povertà e alla promozione della coesione sociale;

-  è necessario che, nell’ambito delle politiche regionali di welfare, continui ad essere garantito un approccio inclusivo, volto a tutelare tutte le persone in condizioni di fragilità, indipendentemente dalla causa, con particolare attenzione all’interesse superiore dei minori.

Tutto ciò premesso e considerato, 

Impegna la Giunta Regionale

-  a proseguire e rafforzare, nell’ambito delle politiche familiari e sociali, l’approccio integrato già in essere, valorizzando un modello universalistico che affronta tutte le situazioni di fragilità economica e sociale senza distinzione settoriale, garantendo che anche quelle derivanti da separazione, divorzio o perdita del coniuge siano ricomprese negli strumenti ordinari di welfare. Resta prioritaria la tutela del minore sopra ogni altra cosa, quale principio guida di ogni intervento;

- a consolidare ulteriormente il modello regionale di welfare fondato sulla presa in carico integrata e personalizzata, evitando interventi categoriali che potrebbero generare disparità di trattamento tra situazioni di fragilità analoghe;

-  a continuare a potenziare i servizi offerti dai Centri per le Famiglie, con particolare attenzione alla mediazione familiare (fatti salvi i casi di violenza contro donne e minori per i quali, come indicato dalla Convenzione di Istanbul, non è possibile praticare alcuna forma di mediazione), alla consulenza, al sostegno alla genitorialità e ai gruppi di parola per i/le figli/e, affinché siano sempre più capillari e facilmente accessibili sul territorio; e a promuovere, in un’ottica di equità e inclusione, servizi di mediazione familiare, supporto psicologico, accompagnamento sociale e consulenza legale garantiti gratuitamente o a costi sostenibili per le famiglie;

-  a promuovere, in collaborazione con gli Enti locali, le associazioni familiari e le organizzazioni del Terzo Settore, percorsi di sensibilizzazione, informazione e accompagnamento rivolti ai genitori separati, con particolare attenzione alle situazioni di maggiore fragilità economica e abitativa rivolte a genitori in regola con il versamento del contributo al mantenimento dei/delle figli/e incensurati per favorire l’accesso alle opportunità di sostegno esistenti;

- a favorire, nell’ambito delle politiche abitative regionali e del Fondo sociale locale, soluzioni che tengano conto delle situazioni di vulnerabilità abitativa derivanti da separazione o perdita del coniuge, nel rispetto dei criteri generali di accesso basati sul bisogno;

- a continuare a garantire il monitoraggio e la valutazione dell’impatto delle politiche di welfare sulla condizione dei genitori separati e delle loro famiglie, in un’ottica di programmazione strutturale e inclusiva;

- a sviluppare strumenti di monitoraggio qualitativo e quantitativo, anche attraverso il coinvolgimento dei Centri per le Famiglie e degli Enti locali, al fine di valutare l’effettiva capacità degli strumenti esistenti di intercettare il disagio economico e relazionale dei genitori separati, divorziati o in condizioni di vedovanza. 

Approvata a maggioranza dalla Commissione IV Politiche per la Salute e Politiche Sociali nella seduta del 21 aprile 2026.

Valuta il sito

Non hai trovato quello che cerchi ?

Piè di pagina