n.37 del 11.02.2026 periodico (Parte Seconda)

RISOLUZIONE - Oggetto n. 945 - Risoluzione relativa all'adeguamento del Piano Regionale specifico su HIV, HCV e Infezioni Sessualmente Trasmesse. A firma del Consigliere: Marcello

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna
Premesso che

l’infezione da HIV (Virus dell'Immunodeficienza Umana), pur essendo oggi una malattia gestibile grazie ai progressi della terapia antiretrovirale, resta un problema rilevante di salute pubblica, con circa 2.400 nuove diagnosi registrate in Italia nel 2023 secondo il Centro Operativo AIDS dell’ISS, e 220 casi in Emilia-Romagna, con un’incidenza superiore alla media nazionale.

Nel 2025 il Ministero della Salute ha predisposto e trasmesso alle Regioni la bozza del nuovo Piano nazionale HIV, HCV e IST per il quinquennio 2024-2028, documento che aggiorna l’impianto programmatorio nazionale e richiede una coerente revisione degli strumenti regionali.

La bozza del Piano nazionale di interventi 2024–2028 sull’HIV, le epatiti virali e le IST presentata dal Ministero della Salute prevede una strategia fondata su strumenti concreti: diffusione della PrEP (profilassi pre-esposizione), testing mirato, diagnosi precoce, integrazione dei servizi sanitari, educazione sessuale, riduzione dello stigma e governance multilivello.

Rilevato che

il nuovo Piano si fonda su cinque pilastri concreti:

- Prevenzione combinata, inclusa la distribuzione gratuita di preservativi, la diffusione della PrEP, l’educazione sessuale, la riduzione del danno.

- Testing capillare e precoce, anche fuori dagli ospedali: in farmacie, eventi pubblici, sedi associative.

- Trattamento tempestivo e continuità della cura, per garantire soppressione virale e miglioramento clinico.

- Integrazione tra servizi sanitari, territorio, terzo settore, e comitati di coordinamento regionali.

- Formazione del personale, monitoraggio dei dati, coinvolgimento delle comunità.

Il Piano punta a obiettivi ambiziosi, da raggiungere entro il 2030, come:

- la riduzione del 90% delle nuove infezioni da HIV.

- il raggiungimento del target 95-95-95 per HIV (diagnosi, accesso alla terapia, soppressione virale).

- l’aumento dell’uso della PrEP e dei test rapidi.

- l’eliminazione dell’epatite C come problema di salute pubblica.

- la piena integrazione tra servizi di prevenzione, diagnosi e cura.

Il Piano chiede espressamente alle Regioni di aggiornare i propri strumenti di programmazione in coerenza con queste linee e di attuare interventi concreti, in raccordo con le pianificazioni vigenti, con risorse definite e azioni misurabili.

Considerato che

la Regione Emilia-Romagna dispone già di strumenti e percorsi attivi, tra cui il Piano Regionale della Prevenzione (PRP) 2021-2025, che include un programma specifico su HIV, IST e screening, oltre a linee di intervento per la prevenzione combinata e il testing.

In Emilia-Romagna sono attivi diversi servizi dedicati alla prevenzione, al testing e alla presa in carico dell'HIV e delle IST, inclusi punti di test rapido, iniziative territoriali in collaborazione con associazioni e percorsi già presenti per la prescrizione della PrEP in alcune AUSL. Tali interventi, pur significativi, richiedono un aggiornamento e un coordinamento organico alla luce delle nuove indicazioni del Piano nazionale. 

In questo contesto, risulta utile un aggiornamento complessivo del quadro regionale, valorizzando quanto già realizzato e rafforzando omogeneità, accesso, integrazione e monitoraggio, al fine di rispondere efficacemente alle nuove indicazioni nazionali.

Tutto ciò premesso,

impegna la Giunta regionale

ad aggiornare, in coerenza con il Piano nazionale 2024–2028, un Piano regionale specifico sull’HIV, le epatiti e le IST, con obiettivi, risorse e responsabilità definite.

Ad introdurre azioni per rendere omogeneamente accessibile la PrEP in tutte le province, valorizzando i percorsi già attivi e garantendo equità territoriale.

A potenziare i punti di test rapido gratuiti, anche in luoghi non sanitari (farmacie, eventi, luoghi di aggregazione), come previsto dal nuovo Piano nazionale.

Ad istituire un Tavolo tecnico permanente regionale, che coinvolga AUSL, professionisti, associazioni, amministratori locali e rappresentanze delle comunità più esposte.

A potenziare la formazione del personale sanitario e sociale sul tema HIV e IST, per superare pregiudizi, migliorare la presa in carico e garantire un linguaggio corretto e rispettoso.

Approvata all’unanimità dei presenti nella seduta pomeridiana del 21 gennaio 2026

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