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n.263 del 04.10.2017 periodico (Parte Seconda)

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RISOLUZIONE - Oggetto n. 5215 - Risoluzione per impegnare la Giunta a promuovere e sostenere la diffusione, lo studio e l'utilizzazione dei dialetti emiliani e romagnoli. A firma dei Consiglieri: Liverani, Rancan, Pompignoli, Fabbri, Rainieri, Delmonte, Marchetti Daniele, Bargi, Pettazzoni

L’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna

Premesso che

I dialetti emiliani e il romagnolo fanno parte di un sistema linguistico della famiglia gallo-italica, comprendente le lingue locali parlate nelle 9 province della regione Emilia-Romagna.

Tale insieme di varietà linguistiche venne riconosciuto in modo unitario fra le lingue minoritarie europee nel 1981 (Rapporto 4745 del Consiglio d'Europa), ma nel 2009 la Registration Autority per lo standard ISO 639-3 ha ritirato il codice "eml" che lo identificava, sostituendolo con i codici "egl" e "rgn", assegnati rispettivamente all' emiliano e al romagnolo. Nel 2015 anche l' UNESCO ha inserito l'emiliano e il romagnolo come due lingue distinte tra quelle meritevoli di tutela contemplate nel Red book of endangered languages.

L’UNESCO, esaminando dati quali il numero di locutori e la diffusione territoriale, ha denunciato che il 90% delle lingue europee è a rischio di estinzione.

Fra di queste ci sono il dialetto emiliano e quello romagnolo, che nell’atlante delle lingue in via di estinzione dell’UNESCO compaiono come “sicuramente in via di estinzione”. La catalogazione denota che la lingua, parlata principalmente dalle generazioni più anziane e nota alle persone adulte, non è però più parlata da queste ultime né vi è l’impegno a trasmetterla alle nuove generazioni.

A differenza delle altre regioni italiane, dove le forme dialettali hanno una maggiore uniformità sul territorio, i dialetti nostrani vivono una frammentazione e differenziazione maggiore, che li rende di difficile trasmissione.

Alla comprensione dell'ambiente in cui si vive e alla formazione del senso di cittadinanza e di appartenenza alla comunità dà un importante contributo la conservazione delle lingue locali, dei dialetti e delle varianti linguistiche. Una delle funzioni dello studio e della promozione delle suddette è quella di favorire la memoria storica. Grazie a ciò è possibile sviluppare un senso d'identità collettiva favorendo il mantenimento di un patrimonio culturale di natura linguistica che connota profondamente i nostri territori e che rischia di scomparire.

Ad oggi tra le principali figure che contribuiscono alla conservazione, riproduzione e diffusione delle lingue locali e dei dialetti troviamo le Associazioni Culturali le quali, tramite diversi strumenti (quali rappresentazioni teatrali, studi, lezioni, pubblicazioni ecc…), concorrono nel garantire gli obiettivi di salvaguardia delle specificità linguistiche locali.

Evidenziato che

Ogni lingua porta con sé valori, esperienze e vissuti che ne fanno un patrimonio fondamentale della comunità che la parla, rappresenta un solido collante sociale e culturale.

Conscia di ciò, la Regione Emilia-Romagna ha emanato nella scorsa legislatura la L.R. 16 del 2014, Salvaguardia e valorizzazione dei dialetti dell’Emilia-Romagna, con la quale si propone la tutela ed il rilancio dei dialetti regionali attraverso un’opera di valorizzazione culturale e di trasmissione alle giovani generazioni.

Il bando, scaduto nel settembre scorso, ha stanziato quest’anno 100.000 euro, destinati a Comuni, associazioni, fondazioni, istituzioni ed enti morali senza fine di lucro per il supporto a studi e ricerche sui dialetti locali, seminari, convegni e corsi di aggiornamento, a progetti e sussidi didattici nelle scuole, a manifestazioni, spettacoli e altre produzioni artistiche, a iniziative editoriali, discografiche, televisive e multimediali.

Rilevato che

il processo di estinzione dei nostri dialetti regionali non è irreversibile, ma sicuramente richiede uno sforzo immediato e ancora più stringente sia in termini progettuali che economici.

Impegna la Giunta regionale

A proseguire ed ampliare l’opera di tutela già incrementata a seguito dell’emanazione della legge 16/14.

Ad implementare, quanto previsto dall’articolo 2, comma 1, lettera B della già citata legge 14 del 2014 “b) sostiene la realizzazione di progetti e sussidi didattici nelle scuole per la diffusione della cultura legata ai dialetti dell'Emilia-Romagna fra le nuove generazioni, privilegiando, in particolare, gli incontri fra giovani e anziani nell'ottica dello scambio intergenerazionale” consci dell’importanza della conoscenza di queste lingue fra i giovani e i giovanissimi.

A valutare la creazione di progetti volti allo studio della toponomastica regionale e al suo utilizzo nella cartellonistica stradale.

A sostenere le attività promosse dalle Associazioni Culturali che si prodigano con diverse modalità (rappresentazioni teatrali, corsi, lezioni, studi, pubblicazioni, ricerche ecc.) nella promozione, valorizzazione, studio e diffusione delle lingue locali e dei dialetti compresi nel territorio della Regione Emilia-Romagna.

Approvata a maggioranza dalla Commissione V “Cultura, Scuola, Formazione, Lavoro, Sport e Legalità” nella seduta del 7 settembre 2017.

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