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n.9 del 11.01.2017 periodico (Parte Seconda)

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Composizione e modalità di funzionamento della Consulta regionale per la legalità e la cittadinanza responsabile ai sensi dell'art. 4 della L.R. 18/2016

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

Vista la Legge regionale 28 ottobre 2016, n. 18 recante " Testo Unico per la promozione della legalità e per la valorizzazione della cittadinanza e dell’economia responsabili" ed in particolare il Titolo I “Disposizioni generali”; 

Visto l’art. 4 della Legge soprarichiamata recante “Consulta regionale per la legalità e la cittadinanza responsabile” che prevede: 

« 1. La Regione istituisce la Consulta regionale per la legalità e la cittadinanza responsabile quale organo di consulenza e proposta alla Giunta regionale, nei cui confronti svolge attività conoscitive, propositive e consultive nelle politiche regionali finalizzate alla prevenzione del crimine organizzato e mafioso e della corruzione, nonché alla promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile, favorendone il coordinamento complessivo. In coerenza con le finalità della presente legge le attività della Consulta sono volte in particolare a coadiuvare la Giunta regionale nelle politiche relative ai settori di cui al Titolo III.

2. La Consulta è presieduta dal Presidente della Giunta regionale, o suo delegato, ed è composta dall'assessore regionale competente per materia, dal Presidente dell'Assemblea legislativa e dai capigruppo dei gruppi assembleari, dai rappresentanti istituzionali e delle associazioni degli enti locali, da esperti di qualificata e comprovata esperienza negli ambiti professionali, accademici o di volontariato, attinenti all'educazione alla legalità e alla cittadinanza responsabile nonché al contrasto alla criminalità organizzata e mafiosa e alla corruzione. Ai lavori della Consulta partecipano, in qualità di invitati permanenti, i rappresentanti delle organizzazioni dei datori di lavoro e quelli delle organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente più rappresentative a livello regionale; possono altresì essere invitati rappresentanti delle amministrazioni statali competenti nelle materie della giustizia e del contrasto alla criminalità nonché ulteriori esperti e rappresentanti istituzionali o di altri organismi di volta in volta individuati sulla base delle questioni trattate.

3. La Consulta è articolata in sezioni tematiche che sono presiedute dall'assessore regionale competente per materia e sono composte dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative a livello regionale nei settori di riferimento nonché da ulteriori esperti e rappresentanti di altri organismi di volta in volta individuati sulla base delle questioni trattate. Le sezioni tematiche formulano valutazioni, osservazioni e proposte alla Consulta di propria iniziativa o su richiesta di questa.

4. La Giunta regionale, con proprio atto, individua e nomina i componenti della Consulta e definisce le sue modalità di funzionamento. La Consulta resta in carica per tutta la durata della legislatura e la partecipazione ai suoi lavori non dà luogo ad alcun compenso o rimborso. La Consulta è dotata di una segreteria che ne cura i compiti di supporto tecnico e organizzativo.»; 

Richiamato il programma di mandato della Presidenza che sottolinea come uno degli obiettivi prioritari del programma di governo sia quello della lotta alle infiltrazioni mafiose e alla criminalità organizzata, attraverso la promozione e diffusione di una cultura della legalità; 

Dato atto che tra gli obiettivi del nuovo Testo Unico di cui sopra vi sia quello di istituire la Consulta regionale per la legalità e la cittadinanza responsabile quale organo di consulenza e proposta alla Giunta regionale, nei cui confronti svolge attività conoscitive, propositive e consultive nelle politiche regionali finalizzate alla prevenzione del crimine organizzato e mafioso e della corruzione, nonché alla promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile, favorendone il coordinamento complessivo; 

Considerato che secondo quanto previsto al c. 3 dell’art. 4, la Consulta è articolata in sezioni tematiche che sono presiedute dall'assessore regionale competente per materia e sono composte dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative a livello regionale nei settori di riferimento nonché da ulteriori esperti e rappresentanti di altri organismi di volta in volta individuati sulla base delle questioni trattate. Le sezioni tematiche formulano valutazioni, osservazioni e proposte alla Consulta di propria iniziativa o su richiesta di questa; 

Dato atto inoltre che l’art. 21 prevede:

1. La Regione, nell'ambito della Consulta regionale per la legalità e la cittadinanza responsabile di cui all'articolo 4, istituisce un'apposita sezione con funzioni di tavolo regionale sui beni e aziende sequestrati e confiscati al fine di favorire la promozione, consultazione e supporto delle attività di programmazione, monitoraggio e controllo nelle azioni di valorizzazione dell'utilizzo dei beni confiscati e la piena attuazione e il coordinamento tra le associazioni di volontariato e di promozione sociale, il mondo della cooperazione, le organizzazioni sindacali e le associazioni dei datori di lavoro più rappresentative a livello regionale. 

2. Il tavolo svolge i seguenti compiti:

a) monitorare, attraverso gli opportuni raccordi con l'autorità giudiziaria e l'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati e con le istituzioni universitarie e di ricerca che sul territorio svolgono attività di analisi e mappatura, i flussi informativi relativi alle imprese sequestrate e confiscate e ai lavoratori dipendenti coinvolti, nonché tutti i dati utili ad avere un quadro completo dello stato economico delle stesse;

b) promuovere, anche attraverso protocolli d'intesa per la gestione dei beni e aziende sequestrati o confiscati, coinvolgendo le parti sociali, nel rispetto delle prerogative dell'autorità giudiziaria e dell'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata:

1) meccanismi d'intervento per gestire beni immobili sequestrati, anche al fine d'incrementarne, se possibile, la redditività e per agevolarne l'eventuale successiva devoluzione allo Stato liberi da oneri e pesi;

2) meccanismi di sostegno proattivo delle aziende sequestrate e confiscate;

c) monitorare, ricercando la massima collaborazione con le prefetture, le imprese destinatarie di provvedimenti interdittivi o atipici al fine di predisporre iniziative atte a non interrompere l'attività produttiva, tutelare i livelli di occupazione e di reddito dei lavoratori dipendenti nonché proporre ogni altra azione utile a una gestione dinamica e produttiva di tali imprese. 

3. Per le finalità di cui al comma 2, lettera b), numero 2) il tavolo opera per:

a) promuovere la continuità produttiva e salvaguardare i livelli occupazionali anche con la predisposizione di corsi di formazione per i dipendenti d'imprese sequestrate o confiscate, coerenti con i piani industriali predisposti dagli amministratori giudiziari e concordati con le organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro;

b) promuovere la collaborazione e lo scambio d'informazioni tra gli operatori economici del territorio, tramite le associazioni di categoria e sindacali e cooperative, e gli amministratori delle aziende sequestrate o confiscate nel percorso di emersione alla legalità;

c) promuovere la creazione di una rete di aziende sequestrate o confiscate nel territorio e di aziende che nascono sui beni confiscati o sequestrati alla criminalità organizzata, al fine di connettere fabbisogni e opportunità produttive;

d) promuovere azioni per favorire il processo di costituzione di cooperative di lavoratori finalizzate alla gestione dei beni confiscati, comprese le aziende;

e) promuovere azioni di tutoraggio imprenditoriale e manageriale verso le imprese sequestrate o confiscate volte al consolidamento, allo sviluppo e al pieno inserimento nelle filiere produttive di riferimento, anche attraverso accordi e protocolli di intesa con:

1) le associazioni imprenditoriali comparativamente più rappresentative;

2) le associazioni dei manager pubblici e privati;

3) l'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati;

Preso atto che l’art. 29 recante “Consulta regionale del settore edile e delle costruzioni”, prevede tra l’altro al comma 2 che «Essa formula valutazioni, osservazioni e proposte alla consulta di cui all'articolo 4 di propria iniziativa o su richiesta di questa. La Consulta regionale del settore edile e delle costruzioni partecipa con un proprio rappresentante alle riunioni della consulta di cui all'articolo 4 in cui vengono trattate questioni relative alla legalità nel settore edile e delle costruzioni»;

Ritenuto pertanto opportuno:

  • addivenire alla individuazione e nomina dei componenti della Consulta regionale per la legalità e la cittadinanza responsabile definendone inoltre le modalità di funzionamento, come previsto nel sopracitato art. 4, c. 4; 
  • stabilire che la Consulta, così come previsto al comma 2 del citato art. 4, sia composta, oltre che dal Presidente della Giunta regionale, o suo delegato, che la presiede, dall'assessore regionale competente per materia, dal Presidente dell'Assemblea legislativa e dai capigruppo dei gruppi assembleari, dai rappresentanti istituzionali e delle associazioni degli enti locali, da esperti di qualificata e comprovata esperienza negli ambiti professionali, accademici o di volontariato, attinenti all'educazione alla legalità e alla cittadinanza responsabile nonché al contrasto alla criminalità organizzata e mafiosa e alla corruzione; 

Valutato, in ragione di quanto sopra, di prevedere che la composizione della suddetta Consulta sarà articolata tra: componenti istituzionali, supportati da invitati permanenti di seguito individuati; 

Ritenuto pertanto, in ragione di quanto sopra premesso, di individuare la seguente composizione della Consulta:

Componenti istituzionali:

  • Presidente o suo delegato;
  • Assessore Cultura, Politiche Giovanili e Politiche per la Legalità o suo delegato;
  • Presidente dell’Assemblea legislativa o suo delegato;
  • Tutti i capigruppo dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna o loro delegati;
  • Presidente ANCI Emilia-Romagna o suo delegato;
  • Sindaco metropolitano della Città metropolitana di Bologna o suo delegato;
  • Presidenti delle Province dell'Emilia-Romagna o loro delegati; 

Invitati Permanenti:

  • Rappresentante dell'Unione regionale delle Camere di commercio dell'Emilia-Romagna;
  • Rappresentante di Confindustria Emilia-Romagna;
  • Rappresentante dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE) Emilia-Romagna;
  • Rappresentante dell’Unione Regionale Confcommercio dell’Emilia-Romagna;
  • Rappresentante della Confesercenti Regionale Emilia-Romagna;
  • Rappresentanti della Confartigianto dell'Emilia-Romagna;
  • Rappresentante della Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della piccola e media impresa dell'Emilia-Romagna (CNA);
  • Rappresentante di Sos Impresa Emilia-Romagna;
  • Rappresentante della direzione regionale Confederazione italiana agricoltori (Cia);
  • Rappresentante della Federazione Regionale Coldiretti Emilia-Romagna;
  • Rappresentante della Confagricoltura dell'Emilia-Romagna;
  • Rappresentante di Confcooperative Emilia-Romagna;
  • Rappresentante di Legacoop Emilia-Romagna;
  • Rappresentante dell’Associazione Generale delle Cooperative Italiane (AGCI) Emilia-Romagna;
  • Rappresentante delle Confederazioni regionali Cgil - Cisl – Uil;
  • Rappresentante della FILT CGIL Emilia-Romagna - Federazione Italiana Lavoratori Trasporti CGIL;
  • Rappresentante di FIT-CISL Emilia-Romagna - Federazione Italiana Trasporti;
  • Rappresentante di UIL Trasporti Emilia-Romagna;
  • Rappresentante dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna;
  • Rappresentante della Commissione regionale ABI dell'Emilia-Romagna;
  • Rappresentante dell’Agenzia delle Entrate, Direzione regionale dell'Emilia-Romagna;
  • Rappresentante di Avviso Pubblico, Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie;
  • Rappresentante del Forum Italiano per la Sicurezza Urbana;
  • Rappresentante del Forum terzo Settore Emilia-Romagna;

Fermo restando che alle sedute della Consulta, il Presidente o suo delegato potrà invitare i Rappresentanti delle Prefetture–Uffici Territoriali del Governo della Regione Emilia-Romagna e della Direzione Investigativa Antimafia (D.I.A.), Sezione operativa di Bologna e altri rappresentanti delle amministrazioni statali competenti nelle materie della giustizia e del contrasto alla criminalità, nonché ulteriori esperti e rappresentanti istituzionali o di altri organismi di volta in volta individuati sulla base delle questioni trattate;

Spetterà poi al Presidente individuare gli ulteriori invitati ai sensi del comma 2 dell’art. 4 della L.R. 18/2016;

Ritenuto inoltre necessario provvedere a definire le modalità di funzionamento della Consulta come segue: 

  • la Consulta, resta in carica per tutta la durata della legislatura regionale, come previsto al comma 4;
  • la Consulta individua le sezioni tematiche di cui al comma 3 e istituisce apposita sezione con funzioni di tavolo regionale sui beni e aziende sequestrati e confiscati di cui all’art. 21; 
  • i componenti effettivi non istituzionali che, per qualsiasi causa, cessino anticipatamente dalla loro partecipazione alla Consulta, saranno sostituiti, per il periodo di durata della legislatura, con nuova nomina da parte della Giunta; 
  • il Presidente, o suo delegato, stabilisce l'ordine del giorno e dirige i lavori; 
  • le riunioni avvengono, su convocazione del Presidente, in relazione alla necessità di supportare la Giunta a riconoscere i fattori di vulnerabilità presenti sul territorio regionale e ad attivare idonee misure di prevenzione e contrasto attraverso proposte e consultazioni; 
  • le riunioni si terranno, di norma, presso la sede della Regione; 
  • la Consulta nell'espletamento delle sue attività sarà supportata dalla Struttura regionale competente; 
  • non sono previsti compensi di qualsiasi natura, né rimborsi spesa per la partecipazione ai lavori della suddetta Consulta. 

Richiamate: 

  • la L.R. n. 43 del 26 novembre 2001 e successive modifiche; 
  • le proprie deliberazioni n. 53/2015, n. 2184/2015, n. 270/2016, n. 622/2016, n. 702/2016, n. 1107/2016 e il decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 242/2015; 

Dato atto del parere allegato; 

Su proposta dell’Assessore alla cultura, politiche giovanili e politiche per la legalità;

A voti unanimi e palesi

delibera

  • - di stabilire, per i motivi espressi in premessa e qui integralmente richiamati, che la Consulta regionale per la legalità e la cittadinanza responsabile sia composta da: 

Componenti istituzionali:

  • Presidente o suo delegato;
  • Assessore Cultura, Politiche Giovanili e Politiche per la Legalità o suo delegato;
  • Presidente dell’Assemblea legislativa o suo delegato;
  • Tutti i capigruppo dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna o loro delegati;
  • Presidente ANCI Emilia-Romagna o suo delegato;
  • Sindaco metropolitano della Città metropolitana di Bologna o suo delegato;
  • Presidenti delle Province dell'Emilia-Romagna o loro delegati;

Invitati Permanenti:

  • Rappresentante dell'Unione regionale delle Camere di commercio dell'Emilia-Romagna;
  • Rappresentante di Confindustria Emilia-Romagna;
  • Rappresentante dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE) Emilia-Romagna;
  • Rappresentante dell’Unione Regionale Confcommercio dell’Emilia-Romagna;
  • Rappresentante della Confesercenti Regionale Emilia-Romagna;
  • Rappresentanti della Confartigianto dell'Emilia-Romagna;
  • Rappresentante della Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della piccola e media impresa dell'Emilia-Romagna (CNA);
  • Rappresentante di Sos Impresa Emilia-Romagna;
  • Rappresentante della direzione regionale Confederazione italiana agricoltori (Cia);
  • Rappresentante della Federazione Regionale Coldiretti Emilia-Romagna;
  • Rappresentante della Confagricoltura dell'Emilia-Romagna;
  • Rappresentante di Confcooperative Emilia-Romagna;
  • Rappresentante di Legacoop Emilia-Romagna;
  • Rappresentante dell’Associazione Generale delle Cooperative Italiane (AGCI) Emilia-Romagna;
  • Rappresentante delle Confederazioni regionali Cgil - Cisl - Uil;
  • Rappresentante della FILT CGIL Emilia-Romagna - Federazione Italiana Lavoratori Trasporti CGIL;
  • Rappresentante di FIT-CISL Emilia-Romagna - Federazione Italiana Trasporti;
  • Rappresentante di UIL Trasporti Emilia-Romagna;
  • Rappresentante dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna;
  • Rappresentante della Commissione regionale ABI dell'Emilia-Romagna;
  • Rappresentante dell’Agenzia delle Entrate, Direzione regionale dell'Emilia-Romagna;
  • Rappresentante di Avviso Pubblico, Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie;
  • Rappresentante del Forum Italiano per la Sicurezza Urbana;
  • Rappresentante del Forum terzo Settore Emilia-Romagna,

fermo restando che alle sedute della Consulta, il Presidente o suo delegato potrà invitare i Rappresentanti delle Prefetture–Uffici Territoriali del Governo della Regione Emilia-Romagna e della Direzione Investigativa Antimafia (D.I.A.), Sezione operativa di Bologna e altri rappresentanti delle amministrazioni statali competenti nelle materie della giustizia e del contrasto alla criminalità, nonché ulteriori esperti e rappresentanti istituzionali o di altri organismi di volta in volta individuati sulla base delle questioni trattate; 

  • - di approvarne le modalità di funzionamento, così come dettagliate in premessa e qui integralmente richiamate; 
  • - di prevedere che la partecipazione alla Consulta, secondo quanto disposto al comma 4 dell'art. 4 della L.R. 18/2016, sia senza oneri a carico del Bilancio regionale; 
  • - di disporre la pubblicazione del presente atto nel Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna Telematico (BURERT).

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