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n.191 del 27.06.2018 periodico (Parte Seconda)

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RISOLUZIONE - Oggetto n. 5241 - Risoluzione per impegnare la Giunta regionale a promuovere specifici protocolli di intesa tra i Comuni e GSE S.p.A. (Gestore Servizi Energetici), il cui capitale è detenuto dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, in materia di gestione, promozione e incentivazione dell’energia da fonti rinnovabili ed efficienza energetica da cogenerazione, con particolare riferimento ai progetti pilota relativi al Fondo rotativo fotovoltaico ed agli Sportelli Informativi Energetici. A firma della Consigliera: Gibertoni

L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna

premesso che

dal fotovoltaico di comunità si può arrivare anche ad occuparsi del fotovoltaico sociale. Un primo passo è stato compiuto in Sardegna dove il Comune di Porto Torres ha inaugurato il primo esperimento italiano di reddito energetico;

l’Unione Europea (direttiva 2009/28/CE del 5 giugno 2009), attraverso la cosiddetta Strategia 20 - 20 - 20 (riduzione delle emissioni complessive di CO2 del 20% entro il 2020, incremento del 20% del livello di efficienza energetica e del 20% della quota di utilizzo delle fonti di energia rinnovabile), concorda sulla necessità di aumentare l’approvvigionamento energetico attraverso le energie rinnovabili;

per il raggiungimento di tale obiettivo, il Comitato delle Regioni della UE ha evidenziato la necessità di coinvolgere i governi regionali e locali che condividono, insieme ai governi nazionali, la responsabilità della lotta al riscaldamento globale;

la Commissione Europea ha lanciato l’iniziativa “Patto dei Sindaci”, al fine di riunire in una rete permanente le città che intendono avviare un insieme coordinato di iniziative per la lotta ai cambiamenti climatici ed assumere l’impegno formale a perseguire gli obiettivi di buone pratiche di risparmio energetico, di efficienza energetica e l’uso di fonti rinnovabili;

la Regione Emilia-Romagna ha riconosciuto nel Patto dei Sindaci un importante strumento orientato al raggiungimento degli obiettivi energetici comunitari, nazionali e regionali ed ha avviato, dal 2012, la promozione e il sostegno dell’iniziativa europea sul proprio territorio, attraverso il riconoscimento di contributi agli enti locali per l’elaborazione del Piano di azione per l’energia sostenibile (Paes) e lo sviluppo di strumenti operativi che ne facilitano la costruzione ed il monitoraggio e permettono l'analisi dei piani di azione locali per l’ottimizzazione degli strumenti attuativi delle politiche regionali a supporto degli interventi pianificati sul territorio.

Il GSE è una società per azioni il cui capitale è interamente detenuto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, ai sensi dell’articolo 3 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n.79, e del D.P.C.M. 11 maggio 2004, che ha assunto un ruolo di rilevanza pubblica rivolto, tra l’altro, alla gestione, promozione e incentivazione dell’energia da fonti rinnovabili, efficienza energetica da cogenerazione in Italia, che esercita secondo gli indirizzi del Ministero dello Sviluppo Economico;

l’articolo 27, comma 1, della legge 23 luglio 2009, n. 99, prevede che, per lo svolgimento dei servizi specialistici in campo energetico, le Amministrazioni Pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e s.m.i., possano rivolgersi, nell’ambito delle risorse disponibili, al GSE e, sempre tramite il GSE, alle Società da esso controllate.

Considerato che

i Comuni della Regione Emilia-Romagna, con l’adesione all’iniziativa “Patto dei Sindaci”, intendono conseguire gli obiettivi preposti in campo di efficienza e risparmio, attraverso la riduzione delle emissioni di CO2 nei settori dei trasporti, del terziario, dell’edilizia, nonché a soddisfare la propria domanda attraverso la produzione di energia pulita nei propri territori comunali;

i Comuni della Regione Emilia-Romagna intendono promuovere l’utilizzo delle fonti rinnovabili e i sistemi per l’efficienza energetica negli usi finali di energia, con l’obiettivo anche di stimolare l’iniziativa delle famiglie alla realizzazione d’interventi in ambito privato;

il Piano energetico regionale (PER), approvato con Delibera dell'Assemblea legislativa n. 111 dell'1 marzo 2017, fissa la strategia e gli obiettivi della Regione Emilia-Romagna per clima e energia fino al 2030 in materia di rafforzamento dell’economia verde, di risparmio ed efficienza energetica, di sviluppo di energie rinnovabili, di interventi su trasporti, ricerca, innovazione e formazione. In particolare, il Piano fa propri gli obiettivi europei al 2020, 2030 e 2050 in materia di clima ed energia come driver di sviluppo dell’economia regionale;

diventano pertanto strategici per la Regione:

- la riduzione delle emissioni climalteranti del 20% al 2020 e del 40% al 2030 rispetto ai livelli del 1990;

- l’incremento al 20% al 2020 e al 27% al 2030 della quota di copertura dei consumi attraverso l’impiego di fonti rinnovabili;

- l’incremento dell’efficienza energetica al 20% al 2020 e al 27% al 2030;

il Piano triennale Attuativo (PTA) 2017-2019 del suddetto PER regionale individua una strumentazione di interventi per contribuire al raggiungimento degli obiettivi indicati nel PER in termini di efficienza energetica, sviluppo delle fonti rinnovabili, ricerca di soluzioni energetiche in linea con lo sviluppo territoriale e l’integrazione delle politiche a scala regionale e locale con quelle a livello nazionale ed europeo.

Tra gli Assi di intervento regionale che sono stati individuati nel triennio 2017-2019 è presente l’Asse 7 “Sostegno del ruolo degli Enti locali”, con il quale la Regione Emilia-Romagna intende supportare sia economicamente che a livello tecnico e strumentale il percorso di adesione al Patto dei Sindaci per tutti i Comuni dell’Emilia-Romagna sia nelle fasi di preparazione e monitoraggio dei PAES che di successiva attuazione delle azioni e delle misure;

una specifica azione dell’Asse 7 del PTA 2017-2019 riguarda il sostegno alla programmazione/promozione energetica a livello locale, degli Sportelli Energia e delle Agenzie per l’energia a livello territoriale.

Considerato altresì che

consapevole delle difficoltà, soprattutto per i piccoli Comuni, ad informare puntualmente i cittadini sulle nuove tecnologie in continua evoluzione e sulla normativa in materia di incentivi, fortemente stratificata nel tempo, nonché delle reticenze di molte famiglie ad affrontare i costi necessari all’efficientamento energetico delle proprie abitazioni, la Regione Emilia-Romagna ha avviato bandi di incentivazione ed iniziative di formazione degli operatori già a partire dai primi anni 2000, aggiornando ed ampliando le iniziative previste nel nuovo Piano energetico regionale;

in particolare, per facilitare gli investimenti per la realizzazione delle opere, sono stati messi a punto strumenti finanziari innovativi quali la finanza di progetto, i contratti di disponibilità, i leasing e, per meglio valorizzare le risorse pubbliche disponibili, si è avviato un programma di incentivazione attraverso un fondo rotativo a provvista mista (pubblica e privata) nell’ambito del quale era contemplata l’incentivazione di interventi a favore del miglioramento dell’efficienza energetica e della valorizzazione delle fonti rinnovabili ed un programma di riqualificazione energetica nell’edilizia residenziale pubblica e nell’edilizia sociale al fine di combattere la povertà energetica.

Evidenziato che

è necessario sostenere le Amministrazioni comunali promovendo la formazione dei tecnici comunali e l'apertura di Sportelli Informativi Energetici;

è necessario, per il raggiungimento degli obiettivi del Piano Energetico Regionale, superare gli ostacoli che impediscono l’efficientamento energetico in ambito privato;

è necessario promuovere la coesione economico-sociale della comunità, attraverso il progressivo incremento delle utenze cittadine beneficiarie del consumo gratuito dell’energia elettrica.

Impegna la Giunta regionale e l’Assemblea, per quanto di competenza

a sostenere gli Enti Locali proseguendo nella programmazione e realizzazione di percorsi formativi, rivolti al personale dei Comuni, sui temi dello sviluppo delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica anche con riferimento al tema della certificazione energetica degli edifici della PA;

a supportare l’ulteriore diffusione degli Sportelli Energetici a livello territoriale, per fornire informazioni sulla normativa del settore elettrico e termico attinente al sistema di incentivazione gestito dal GSE, e più in particolare sulle specifiche richieste di accesso ai meccanismi di incentivazione;

a proseguire, di concerto con gli Enti Locali e i vari attori del territorio, nelle iniziative di sensibilizzazione preordinate ad improntare i comportamenti e le abitudini di vita quotidiana della comunità locale alla tutela e alla preservazione dell’ambiente, quali la raccolta differenziata dei rifiuti, un utilizzo razionale dell’acqua ecc;

a confermare i meccanismi di incentivazione per le fonti rinnovabili ed a verificare la fattibilità di avviare Fondi rotativi che incentivino l’installazione degli impianti fotovoltaici anche per le famiglie meno propense o per le quali sia eccessivamente gravoso sostenere simili investimenti.

Approvata all’unanimità dalla Commissione III Territorio, Ambiente, Mobilità nella seduta del 31 maggio 2018

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