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n.212 del 13.07.2016 periodico (Parte Seconda)

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RISOLUZIONE - Oggetto n. 2487 - Risoluzione per impegnare la Giunta a potenziare le azioni di sostegno alla riduzione del ricorso a erbicidi sul territorio regionale, anche nell'ambito del progetto "Glifosato zero" promosso dal Governo, sostenere l'utilizzo informato dei diserbanti e la ricerca di sostanze e procedure rispettose dell'ambiente, monitorando inoltre la presenza del glifosato nelle acque. A firma dei Consiglieri: Serri, Pruccoli, Poli, Bagnari, Molinari, Calvano, Mumolo, Cardinali, Prodi, Rontini, Tarasconi, Lori, Caliandro, Marchetti Francesca, Sabattini, Zoffoli, Paruolo, Iotti, Boschini, Montalti, Ravaioli, Campedelli

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna 

Premesso che 

introdotto nel mercato negli anni ’70, il glifosato è uno dei prodotti più utilizzati per il controllo dei vegetali infestanti in ambito agricolo, del verde urbano e residenziale; 

il glifosato si caratterizza per una bassa penetrazione del terreno e per un facile degrado da parte dei batteri presenti nel suolo, qualificandolo come un prodotto con una limitata probabilità di raggiungere le falde acquifere. La bassa penetrabilità del glifosato consente anche di ridurre il ricorso ad arature profonde dei terreni, limitando il consumo e la degradazione dei suoli; 

nel 2001 è scaduto il brevetto di produzione, consentendo la libera produzione del prodotto. 

Considerato che 

nel corso degli anni si sono succeduti diversi studi relativi agli effetti del glifosato, sotto il profilo ambientale e sanitario; 

Dalla sua introduzione a oggi, la comunità scientifica internazionale ha prodotto una corposa letteratura sul glifosato e i suoi effetti (nella sola Biblioteca Nazionale di Medicina degli USA sono presenti più di 1400 articoli scientifici sul tema); 

il corpo degli studi sviluppati in 40 anni in diversi paesi non ha individuato alcuna robusta correlazione tra glifosato e carcinoma umano; 

nel 2015 l’Agenzia Internazionale per la ricerca contro il cancro (IARC) dell’OMS ha concluso una valutazione sul glifosato, inserendolo nella lista 2A, contenente gli agenti probabilmente cancerogeni, tra cui figurano anche la carne rossa, il mate argentino e i lavori che alternano il ciclo naturale del sonno; 

l’analisi condotta dallo IARC ha esaminato il glifosato - sostanza attiva - sia i formulati a base di glifosato, raggruppandoli senza isolare gli effetti dei singoli coformulanti; 

l’EFSA ha condotto un’analisi mirata sul glifosato come sostanza attiva, che non ha prodotto nessi causali tra glifosato e insorgenza del cancro nell’uomo; 

l’analisi dell’EFSA propone, inoltre, che gli Stati membri dell’Unione Europea effettuino ulteriori studi dedicati all’analisi della tossicità dei preparati che contengono coformulanti combinati con il glifosato, poiché è competenza dei Paesi membri valutare la sicurezza dei formulati che contengono più sostanze oltre al principio attivo; 

l’EFSA ha introdotto un’importante misura protettiva riguardante il glifosato, in termini di esposizione dell’operatore e di dose giornaliera ammissibile per il consumatore, che verrà utilizzata nel 2016 nella disamina dei livelli massimi di glifosato, in collaborazione con gli Stati membri dell’Unione Europea; 

nel febbraio 2016 la Food & Drug Administration (FDA), l'ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, ha annunciato l’avvio del suo primo studio sui residui di glifosato in determinate categorie di alimenti, quali uova, latte, mais e soia; 

l’FDA avvia questo studio avendo elaborato una nuova metodologia di valutazione delle sostanze chimiche; 

sono ancora in corso a livello europeo le valutazioni sul possibile rinnovo di tale autorizzazione; 

a maggio 2016 è stato rilasciato un parere di un panel congiunto di esperti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e della FAO su residui di pesticidi nel cibo e nell’ambiente. Tale parere conclude che, sulla base degli studi disponibili, il glifosato non è associato ad effetti genotossici nella maggioranza degli studi condotti sui mammiferi; 

un altro organismo europeo che sta lavorando sulla tematica della classificazione del glifosato è l’Agenzia Europea delle Sostanze Chimiche (ECHA). Il lavoro dell’Agenzia Europea delle Sostanze Chimiche si affianca a quello dell’EFSA che sta analizzando i Livelli di Massimo Residuo del glifosato in alimenti e mangimi; 

inoltre, il 24 giugno si riunirà un comitato di esperti su istanza degli organismi europei per formulare ulteriori pareri sul tema; 

questi percorsi vanno nella direzione di aumentare i dati e i risultati sugli effetti del glifosato in abbinamento ai coformulanti, al fine di produrre decisioni basate su evidenza scientifica; 

alcuni coformulanti utilizzati in combinazione con il glifosato sono già stati individuati ed inseriti in un elenco elaborato a livello europeo che propone di eliminarne l’uso. 

Valutato che 

alcuni Paesi Europei, tra cui Francia, Svezia, Danimarca e Paesi Bassi, stanno vagliando e implementando provvedimenti che limitano il contatto diretto da parte delle persone con prodotti contenenti glifosato e coformulanti e impongono procedure per la vendita e l’utilizzo informato; 

anche l’Italia rientra nella schiera dei Paesi impegnati nella limitazione al ricorso dei prodotti contenenti glifosato e coformulanti, con la predisposizione, da parte del Governo italiano, del piano nazionale “Glifosato zero” che comprende il monitoraggio dei residui di glifosato su tutto il territorio nazionale, l’eliminazione dai disciplinari di produzione integrata e l’introduzione di limitazioni all’uso negli altri ambiti; 

in sede europea è già stato annunciato dal Governo italiano l’orientamento contrario alla riconferma dell’uso del glifosato; 

alcune città, tra cui Parigi, Edimburgo, Vancouver, Chicago hanno avviato iniziative per ridurre l’uso dei formulati a base glifosato e altri erbicidi nel perimetro urbano; 

a livello regionale sono stati condotti dei monitoraggi nell’ambito dello “Studio per la definizione dei carichi di inquinanti veicolati dal fiume Po in mare Adriatico”, per il quale sono stati condotti campionamenti del fiume Po, tra novembre 2014 e maggio 2015, a Boretto e Pontelagoscuro. A Pontelagoscuro gli esiti delle analisi non evidenziano presenza di glifosato. A Boretto gli esiti delle analisi evidenziano presenza di glifosato in un unico campione con valore medio da novembre a maggio pari a 0.07 µg/l; 

il laboratorio specialistico Arpae di Ferrara sta acquisendo quanto necessario per sperimentare e mettere a punto la metodica relativa al monitoraggio sul glifosato, qualificando il quadro valutativo oltre le specifiche, poiché il glifosato non appartiene all’elenco di priorità da monitorare a supporto dello stato ecologico; 

inoltre, sono disponibili le risultanze dei monitoraggi condotti nell’ambito del progetto “Studio per la definizione dei carichi di inquinanti veicolati dal fiume Po in mare Adriatico”, per il quale sono stati condotti campionamenti del fiume Po, tra novembre 2014 e maggio 2015, a Boretto e Pontelagoscuro. A Pontelagoscuro gli esiti delle analisi non evidenziano presenza di glifosato (< Limite di quantificazione della metodica < 0.1µg/l); si riscontra presenza, in bassa quantità, del metabolita AMPA (valore medio da novembre a maggio pari a 0.08 µg/l). A Boretto gli esiti delle analisi evidenziano presenza di glifosato e AMPA in un unico campione; il valore medio da novembre a maggio è pari a 0.07 µg/l; 

indipendentemente dalle decisioni che verranno assunte a livello comunitario, circa il rinnovo dell’autorizzazione del glifosato e del suo metabolita AMPA, la Regione Emilia-Romagna ha valutato, insieme ad Arpae, di predisporre idonee azioni di controllo analitico tali da consentire una conoscenza dell’entità della loro presenza nell’ambiente e ha già avviato a maggio un primo monitoraggio esplorativo su 20 stazioni di acque superficiali della rete ambientale regionale, comprese alcune ad uso potabile. Le analisi relative ai suddetti campioni, come da accordi tra le due Agenzie regionali, saranno effettuate dal Laboratorio di Arpa Toscana, uno dei due laboratori del Sistema Agenziale attualmente attrezzati; 

si vuole specificare, inoltre, che le recenti linee d’indirizzo regionali predisposte dal gruppo tecnico interdirezionale e approvate con la Dgr. 541/2016 hanno la finalità di fornire indicazioni di maggiore dettaglio e indirizzi operativi alle Autorità competenti e agli utilizzatori professionali, che integrano quanto già disposto dal Piano di azione nazionale (PAN), in relazione alle misure per la riduzione dell’uso o dei rischi derivanti dall’impiego dei prodotti fitosanitari nelle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili e all’obbligo di informazione preventiva dei trattamenti da eseguirsi alla popolazione interessata e potenzialmente esposta. 

Tutto ciò premesso e considerato

impegna la Giunta a 

- monitorare le risultanze degli studi condotti a livello di Paese membro sui formulati a base di glifosato;

- valutare il percorso e le risultanze della nuova analisi intrapresa dall’FDA;

- potenziare le azioni di sostegno alla riduzione del ricorso a erbicidi sul territorio regionale, anche nell’ambito del progetto “Glifosato zero” promosso dal Governo;

- rafforzare gli strumenti per un utilizzo informato dei prodotti diserbanti;

- potenziare il sostegno alla ricerca mirata alla produzione di sostanze e procedure per la riduzione di infestanti rispettose dell’ambiente e della salute;

- sostenere e potenziare lo sviluppo della metodica relativa al monitoraggio sul glifosato nelle acque avviata nel laboratorio Arpae di Ferrara e già estesa a 20 stazioni di acque superficiali per una rapida estensione dell’analisi su tutto il territorio regionale.

Approvata a maggioranza dei presenti nella seduta antimeridiana del 22 giugno 2016

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