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n. 52 del 28.03.2012 periodico (Parte Seconda)

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RISOLUZIONE - Oggetto n. 1919 - Risoluzione proposta dai consiglieri Monari, Ferrari, Mori, Carini, Alessandrini, Zoffoli, Pagani, Casadei, Mumolo, Costi, Marani, Piva, Mazzotti, Riva e Luciano Vecchi per impegnare la Giunta a proseguire l'attività di approfondimento e monitoraggio della disciplina antisismica, anche con riguardo all'esame istruttorio dei progetti strutturali presentati

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

 Premesso che

il settore edilizio è chiamato ad affrontare, in questo periodo di grave difficoltà economica, un aggravio di oneri amministrativi che deriva dall’applicazione nel nostro territorio regionale delle rilevanti innovazioni in materia sismica, operate dal legislatore statale.

Questo processo di riforma ha comportato significativi impatti sulla progettazione delle opere edilizie e sulle procedure amministrative, in conseguenza: 

-     della nuova classificazione sismica, stabilita dall’Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 2003, divenuta operativa il 23 ottobre 2005 e che nella nostra Regione ha interessato tutti i Comuni;

-     della conseguente generalizzata applicazione della nuova normativa tecnica delle costruzioni, approvata con il Decreto Ministeriale del 14 gennaio 2008 e divenuta pienamente obbligatoria dal 1° luglio 2009;

-     della necessità, per tutti gli interventi che risultino rilevanti per la pubblica incolumità, di richiedere, nelle zone a media sismicità, il rilascio della autorizzazione sismica e di procedere nelle zone a bassa sismicità, al deposito del progetto strutturale, a norma degli articoli 93 e 94 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001, come interpretati dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 182 del 2006. 

Rilevato che

a fronte delle oggettive difficoltà che derivano dall’adattamento a tali innovazioni dell’ordinamento statale, la Regione Emilia-Romagna ha ribadito l’impegno a far sì che l’obiettivo irrinunciabile di una maggiore sicurezza delle costruzioni sia perseguito attraverso un sistema istituzionale e normativo il più possibile snello ed efficiente, caratterizzato dalla condivisione di fondo dei contenuti tecnici e amministrativi della complessa materia.

Questo obiettivo di qualità è stato alla base della legge regionale n. 19 del 2008, la quale ha previsto che il necessario recepimento della gravosa disciplina statale avvenisse gradualmente e attraverso la costituzione di un sistema istituzionale, organizzativo e normativo fortemente integrato, nel quale fossero chiaramente definiti e condivisi i contenuti tecnici e operativi della materia, per garantire la celerità dello svolgimento delle procedure abilitative, limitando il più possibile incertezze procedurali e contenzioso.

Per questa ragione la legge n. 19 del 2008 non ha previsto l’immediata applicazione della nuova procedura di controllo richiesto dalle citate disposizioni del Testo Unico dell’edilizia, ma ha stabilito un periodo transitorio (che si è concluso il 1° giugno 2010), nel corso del quale sono state assunte misure di riordino territoriale e organizzative necessarie per attuare correttamente la legge, ma anche percorsi di formazione e aggiornamento professionale del personale delle strutture tecniche delle pubbliche amministrazioni e sono stati predisposti atti di indirizzo e coordinamento, sui contenuti principali della legge. 

Constatato che

dal punto di vista istituzionale e organizzativo, con la L.R. n. 19 del 2008 si è affermato per la prima volta un criterio di adeguatezza e differenziazione per il conferimento ed esercizio delle funzioni in materia sismica, richiedendo che i Comuni singoli o associati si dotassero di apposite strutture tecniche competenti in materia sismica, rispondenti a standard minimi di qualità e professionalità fissati dalla Regione. Per i Comuni che non optassero per l’esercizio autonomo delle funzioni sismiche si è stabilita la possibilità di avvalersi stabilmente delle strutture tecniche regionali che tradizionalmente si occupano della materia, gli STB, che allo scopo sono stati rafforzati con l’assunzione di personale specialistico. 

Quanto alla necessità di integrazione e coordinamento degli operatori, la L.R. n. 19 del 2008 assegna alla Regione un importante compito di indirizzo e raccordo della materia, per assicurare una sede unitaria di interpretazione e supporto nell’applicazione della complessa normativa tecnica statale. In attuazione di tale obiettivo, oltre alla ridefinizione dei compiti e funzioni delle diverse strutture regionali interessate, è stato costituito, senza costi aggiuntivi per il bilancio regionale, un Comitato Tecnico Scientifico che riunisce esperti e docenti delle quattro Università regionali, e assicura agli operatori pubblici e privati un adeguato supporto nella predisposizione e controllo dei progetti e nell’interpretazione e applicazione della normativa tecnica. Accanto ad esso, è stato istituito un Comitato consultivo, volto a realizzare il coordinamento politico istituzionale e una più stretta integrazione tecnico operativa tra i soggetti pubblici e privati che concorrono con la propria attività ad una maggior tutela dell’incolumità pubblica attraverso la riduzione del rischio sismico (enti pubblici, operatori economici e professionali).

In attuazione delle previsioni della L.R. n. 19, la Giunta regionale ha emanato, d’intesa con gli organismi appena richiamati, una serie di atti di indirizzo, volti a specificare e approfondire, nel concreto, gli aspetti di maggiore rilevanza della disciplina sismica (quali: l’individuazione degli edifici di rilevante interesse strategico; la definizione degli interventi privi di rilevanza per la pubblica incolumità ai fini sismici e delle varianti, riguardanti parti strutturali, che non rivestono carattere sostanziale, la definizione dei contenuti del progetto esecutivo riguardante le strutture). Inoltre, sono state emanate circolari e pareri in merito a rilevanti tematiche applicative e interpretative e una circolare che fornisce il vademecum operativo completo sulle modalità di controllo dei progetti strutturali e sulla integrazione delle pratiche sismiche con quelle edilizie. 

Considerato che 

consapevole della delicatezza e complessità tecnica delle tematiche affrontate dagli atti di indirizzo appena citati, la Giunta regionale ha stabilito che all’approvazione degli stessi seguisse un periodo di monitoraggio della prima sperimentazione attuativa, ponendosi la massima attenzione ai processi reali che avvengono sul territorio e ricercando soluzioni condivise alle difficoltà riscontrate.

Questo processo di monitoraggio è stato avviato sin dal 10 novembre 2010, con lo svolgimento, ad oggi, di quattordici seminari di approfondimento, che hanno visto la partecipazione di tutte le componenti pubbliche e private della società regionale che, operando nel settore edilizio, sono chiamate ad applicare la normativa antisismica nell’esercizio della loro attività: da una parte, i rappresentanti delle strutture tecniche, che esercitano i compiti di vigilanza e controllo delle pratiche sismiche; dall’altra, i rappresentanti delle imprese e dei professionisti, che concorrono alla progettazione e realizzazione delle costruzioni. L’attività di monitoraggio degli atti di indirizzo attuativi della L.R. n. 19 del 2008 è svolta, in particolare, con la partecipazione ai lavori dei seguenti soggetti: 

-     i componenti del Comitato Regionale per la Riduzione del Rischio Sismico (CReRRS), ed in particolare i rappresentanti di: Ance E-R, Confindustria E-R, Tavolo Regionale dell’Imprenditoria, Comuni e Province, Federazione Regionale degli Ordini degli Ingegneri (di Parma, Reggio Emilia, Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena e Rimini), Federazione degli Ordini degli Architetti, Comitato Regionale dei Geometri, Ordine dei Geologi dell’E-R;

-     la Presidenza del Comitato Tecnico Scientifico in materia sismica della Regione Emilia-Romagna (CTS); 

-     i rappresentanti delle Strutture tecniche competenti in materia sismica;

-     i rappresentanti di Anci, Lega delle autonomie, Upi e Uncem e degli Ordini degli Ingegneri di Piacenza, Modena e Ravenna;

-     i rappresentanti delle associazioni professionali e degli enti culturali che ne hanno fatto richiesta: l’Associazione Ingegneri e Architetti liberi professionisti (ASSO Ingegneri e Architetti), l’Istituto Nazionale di Urbanistica (INU), il Comitato Unitario delle Professioni (CUP), il Sindacato Nazionale Ingegneri e Architetti liberi professionisti italiani (INARSIND), il Collegio Regionale Ingegneri e Architetti della Regione Emilia-Romagna (CRIARER). 

Ad esito degli incontri seminariali di approfondimento, è stata predisposta e approvata dalla Giunta regionale la deliberazione 23 maggio  2011, n. 687, che affronta la tematica degli interventi privi di rilevanza per la pubblica incolumità ai fini sismici e delle varianti non sostanziali, cioè degli interventi edilizi per i quali non occorre richiedere l’autorizzazione sismica o attuare il deposito del progetto strutturale. La delibera n. 687 del 2011, modificando l’atto di indirizzo n. 121 del 2010 (Allegati A, B e C), introduce semplificazioni e miglioramenti della disciplina vigente e riduce in modo significativo gli oneri amministrativi previsti precedentemente, pur assicurando la piena osservanza della normativa tecnica per la costruzione e senza derogare alle irrinunciabili esigenze di sicurezza delle costruzioni. 

Ritenuto che

sia necessario proseguire e rafforzare questo processo di verifica della disciplina antisismica assieme agli operatori pubblici e privati chiamati ad applicarla nella propria attività, completando l’esame degli altri atti di indirizzo attuativi della L.R. n. 19 del 2008. 

In considerazione della natura innovativa della nuova disciplina statale e regionale, occorre anzi estendere la verifica congiunta della disciplina antisimica sia all’esame istruttorio dei progetti strutturali presentati, sia alle procedure amministrative concretamente seguite, per ricercare ulteriori momenti di accelerazione dei percorsi abilitativi. 

Impegna la Giunta

-     a completare il monitoraggio della prima attuazione della disciplina regionale in materia sismica, di cui alla legge regionale n. 19 del 2008 e ai relativi atti di indirizzo, con la modalità fin qui seguita, del massimo coinvolgimento delle più diverse componenti della società regionale che operano nel settore delle costruzioni, al fine di ricercare ogni possibile semplificazione e miglioramento della normativa vigente;

-     a proseguire l’attività di approfondimento e monitoraggio della disciplina antisimica, anche con riguardo all’esame istruttorio dei progetti strutturali presentati e delle procedure amministrative seguite, al fine di precisare l’ambito e i limiti del controllo di conformità del progetto alle norme tecniche delle costruzioni che deve essere operato dalle strutture tecniche competenti e, di converso, delle responsabilità che fanno capo al progettista strutturale dell’intervento, in merito alle informazioni ed elaborati progettuali di cui attesta la conformità alla normativa; 

-     a sviluppare il processo di coordinamento tecnico del settore e a porre in essere ogni sforzo organizzativo e professionale per rendere effettiva la riduzione del rischio sismico attraverso la crescita di una cultura della sicurezza condivisa tra tutti gli operatori del processo edilizio, nella convinzione che solo essa consente di conseguire tempi e modalità di svolgimento dei processi amministrativi di controllo particolarmente celeri e snelli, elevando la qualità della progettazione e realizzando più elevati livelli di sicurezza per i cittadini emiliano-romagnoli. 

Approvata a maggioranza dei presenti nella seduta pomeridiana del 13 marzo 2012

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