n.204 del 29.07.2026 periodico (Parte Seconda)
Oggetto n. 2365 - Risoluzione per impegnare la Giunta a sollecitare a livello nazionale l'implementazione del diritto degli atleti con disabilità a partecipare a tutte le competizioni sportive e, a livello regionale, a valutare interventi normativi, economici e organizzativi per garantire accessibilità e piena partecipazione degli atleti con disabilità visiva alle competizioni sportive regionali. A firma del Consigliere: Paldino
la Regione Emilia-Romagna continua a investire nello sport come leva strategica per il benessere delle persone e delle comunità e per la valorizzazione dei territori, con un’attenzione particolare alla promozione dell’attività fisica e alla partecipazione giovanile;
la Carta Etica dello Sport della Regione Emilia-Romagna è diventata un criterio di ammissibilità a bandi strategici promossi dall’ente regionale. La Carta Etica è un codice di comportamento per tutti coloro che, a vario titolo, partecipano alla promozione e alla diffusione dell’educazione fisica, dell’attività motoria e dello sport sul territorio emiliano-romagnolo. Le frequenti notizie di violenza, razzismo e sfruttamento nello sport dimostrano che l’etica non è un traguardo acquisito, ma un obiettivo da perseguire ogni giorno con responsabilità. La Carta intende richiamare tutti gli attori del mondo sportivo ai doveri che competono loro;
all’articolo 8 dell’allegato 1 della determina n. 21295 del 4.11.2022, riportante i principi della Carta Etica dello Sport della Regione Emilia-Romagna, tra i punti vi è “Le società sportive si impegnano: (…) a favorire l’inserimento di persone e atleti disabili programmando le attività nel rispetto delle diverse esigenze”;
all’articolo 10 viene anche previsto che “Le amministrazioni pubbliche si impegnano: (…) ad assicurare ai propri cittadini la possibilità di praticare attività motoria e sportiva, agonistica o di base, rimuovendo gli ostacoli che possano impedire la pratica ai cittadini disabili e a realizzare spazi urbani da utilizzare quali percorsi di attività fisica e motoria per la cittadinanza, prestando particolare attenzione all’accessibilità agli impianti sportivi da parte dei più piccoli, degli anziani e delle persone con disabilità nonché, alla salubrità degli ambienti e degli impianti stessi”;
rispetto sempre alla normativa regionale Emilia-Romagna, la L.R. 31 maggio 2017, n. 8 riconosce il valore sociale della pratica sportiva per la realizzazione del diritto alla salute e al benessere psico-fisico delle persone, e promuove l'accessibilità e fruibilità delle strutture sportive da parte delle persone con disabilità;
la L.R. 13 maggio 2024, n. 2 per il contrasto all’abbandono sportivo, rafforza l'impegno per garantire il diritto alla partecipazione alla pratica sportiva delle persone in condizioni di fragilità;
rilevato che
In Italia, un atleta non vedente che vuole correre una maratona ha a disposizione, nel 2026, solo due gare: Bologna e Roma;
un atleta vedente può scegliere tra centinaia di competizioni. Questo accade perché il regolamento FIDAL considera l’utilizzo del cordino – indispensabile per la guida dell’atleta cieco – come un “aiuto non legittimo che falsifica la prestazione”;
l’atleta non vedente può partecipare solo alle gare “convenzionate” con la FISPES (Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali). Le gare convenzionate sono pochissime. L’atleta non vedente non può tesserarsi FIDAL. Deve tesserarsi FISPES. Se partecipa a una gara non convenzionata, rischia la squalifica all’arrivo – dopo ore di corsa, mesi di preparazione, la difficoltà di trovare una guida, il viaggio;
sono state numerose le pubbliche denunce da parte di atleti ipovedenti riguardo a questo problema, ma spesso sono rimaste inascoltate;
ai sensi dell’art. 3, comma 2, della Costituzione della Repubblica Italiana è “compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana.”;
ai sensi dell’art. 33, comma 7 (introdotto nel 2023), della Costituzione: “La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell'attività sportiva in tutte le sue forme.”;
la Legge n.104 del 5 febbraio 1992, all’ articolo 23, comma 1 recita: “L'attività e la pratica delle discipline sportive sono favorite senza limitazione alcuna.”;
la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia con Legge n. 18 del 3 marzo 2009, all’art. 30 prevede: “Gli Stati Parte riconoscono il diritto delle persone con disabilità a prendere parte, su base di uguaglianza con gli altri, alla vita culturale e ricreativa, agli svaghi ed allo sport.” ;
l’attuale sistema normativo sportivo presenta, tuttavia, le seguenti criticità costituzionali:
- spesso persiste la violazione del principio di uguaglianza sostanziale (art. 3, comma 2, Cost.): il sistema attuale non rimuove gli ostacoli, ma li crea, limitando di fatto la libertà degli atleti con disabilità visiva;
- viene violato in molte occasioni l’art. 33, comma 7, Cost.: il nuovo dettato costituzionale impone alla Repubblica di favorire l’accesso allo sport per tutti, con particolare riguardo alle persone con disabilità;
- non viene sempre rispettato l'art. 23 della L. 104/92 e cioè che la pratica sportiva deve essere favorita “senza limitazione alcuna”;
- Infine, non viene osservato frequentemente l’art. 30 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità per cui l’Italia ha l’obbligo internazionale di garantire la partecipazione sportiva su base di uguaglianza;
a sollecitare a livello nazionale presso le sedi competenti un intervento legislativo nazionale per garantire il diritto degli atleti con disabilità a partecipare a tutte le competizioni sportive, in attuazione dell’art. 33, comma 7, della Costituzione;
a continuare, come citato in premessa, il lavoro che ha sempre svolto l’amministrazione regionale, anche nei mandati precedenti, rispetto ai temi dell’inclusione sportiva, e in caso di modifica di norme primarie di ordine superiore, di valutare interventi normativi, economici e organizzativi per garantire l’accessibilità e la piena partecipazione degli atleti con disabilità visiva alle competizioni sportive regionali;
ad avviare un percorso di interlocuzione con tutte le federazioni sportive, individuando azioni e atti condivisi, con l’obiettivo di aumentare la partecipazione sportiva e accompagnare al meglio gli atleti paralimpici.
Approvata a maggioranza dalla Commissione V Giovani, Scuola, Formazione, Lavoro, Sport e Legalità nella seduta del 9 luglio 2026.