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n.248 del 30.07.2019 (Parte Prima)

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Oggetto n. 8699 - Ordine del giorno n. 4 collegato all’oggetto 8529 Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: "Disposizioni collegate alla legge di assestamento e prima variazione generale al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2019-2021". A firma dei Consiglieri: Zappaterra, Bessi, Calvano, Caliandro, Lori, Poli, Marchetti Francesca, Mumolo, Boschini, Iotti, Paruolo, Rossi, Ravaioli, Campedelli, Bagnari, Mori, Molinari, Serri, Montalti, Rontini

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

Premesso che

negli ultimi anni sono sensibilmente aumentati nella nostra Regione i processi di fusione di Comuni, fortemente supportati dall’attuale Esecutivo nella convinzione che i processi aggregativi siano la soluzione migliore, nelle piccole realtà comunali, per conseguire contemporaneamente economie di spesa e miglioramento dei servizi offerti ai cittadini e delle opportunità di crescita dei territori.

Su richiesta dei Comuni interessati, la Regione mette a disposizione la piattaforma ioPartecipo+, dotata di strumenti per la gestione e la realizzazione dei percorsi partecipati; inoltre i Comuni possono chiedere supporto alla Regione nella progettazione e realizzazione degli stessi.

Rilevato che

a partire dal 2013 l’Emilia-Romagna ha visto 13 Comuni nascere da 33 precedenti, che godono di contributi statali e regionali fino ai primi quindici anni, oltre che di criteri di priorità in alcuni bandi regionali.

In particolare, per quanto riguarda i contributi regionali - definiti dal programma di riordino territoriale secondo criteri che tengono conto sia della popolazione, sia dell’estensione territoriale, sia del numero dei Comuni interessati dalla fusione - questi privilegiano le fusioni che raggiungono la soglia minima di popolazione di 5.000 abitanti e quelle che, pur al di sotto di tale soglia, includono almeno tre Comuni, di cui almeno uno sotto i 1.000 abitanti. Dai 1.905.000€ del 2014 si è giunti a 2.823.725€ del 2018, passando per 3.106.500€ del 2016.

Lo Stato, secondo le disposizioni del TUEL, eroga dal 2018 un contributo commisurato al 60 per cento dei trasferimenti erariali attribuiti per l’anno 2010, nei limiti degli stanziamenti finanziari previsti ed in misura non superiore a 2 milioni di euro per ciascun beneficiario.

Considerato che

lo scorso 26 giugno il Ministero dell’Interno ha reso nota la ripartizione delle risorse destinate alle fusioni per l’anno 2019.

Sull’intero territorio nazionale i nuovi Comuni nati da fusione passano da 67 nel 2018 a 94 nel 2019.

L’aumento del numero dei Comuni nati da fusione non è stato accompagnato, come invece è sempre accaduto negli anni scorsi, da un contestuale aumento dei fondi che lasciasse invariato il contributo per ogni Comune.

Quanto sopra detto ha determinato per i 13 Comuni emiliano-romagnoli nati da fusione - e siti nelle province di Bologna, Rimini, Ferrara, Parma, Reggio Emilia e Piacenza - un taglio dei finanziamenti pari a 5.684.572 di euro. Tagli disomogenei, che prevedono una riduzione del contributo che va dal 28% sino al 60% per ogni Comune.

La Regione Emilia-Romagna, attraverso le dichiarazioni dell’Assessora al Bilancio e al Riordino istituzionale, ha confermato che non abbasserà la propria quota di risorse destinate a quei territori.

Evidenziato che

già nei mesi scorsi ANCI aveva evidenziato che, a causa dell’aumento delle fusioni, l’invarianza del Fondo statale destinato alla copertura del suddetto contributo si sarebbe rivelato insufficiente a garantire la copertura del 60 per cento.

Recentemente ANCI, in Conferenza Stato–Città, oltre a chiedere di portare a compimento il già condiviso percorso di approvazione delle nuove norme in materia di gestione associata, ha ribadito la necessità di una integrazione del fondo statale per rimpinguare le risorse mancanti senza intaccare il Fondo di solidarietà comunale, nell’intento di non fare mancare il sostegno a quei processi di aggregazione che oggi risultano fondamentali per garantire la qualità della vita delle piccole comunità.

Diversi Sindaci dei Comuni nati da fusione in Emilia-Romagna si sono attivati per chiedere la ridefinizione del budget stanziato dal Governo.

Impegna la Giunta

a fare propria la richiesta di ANCI e dei Sindaci, ribadendo al Governo la necessità di trovare le ulteriori risorse necessarie per il 2019.

Approvato a maggioranza dei presenti nella seduta pomeridiana del 23 luglio 2019 

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