n.96 del 20.04.2026 (Parte Prima)
Oggetto n. 2405 - Ordine del giorno n. 2 collegato all'oggetto 2036 Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Interventi a sostegno dei settori produttivi dell'agricoltura, della pesca e dell'acquacoltura, modifiche della legge regionale 4 marzo 2019, n. 2 (Norme per lo sviluppo, l'esercizio e la tutela dell'apicoltura in Emilia-Romagna. Abrogazione della legge regionale 25 agosto 1988, n. 35 e dei regolamenti regionali 15 novembre 1991, n. 29 e 5 aprile 1995, n. 18) e altri adeguamenti normativi". A firma dei Consiglieri: Bosi, Casadei, Burani, Gordini, Calvano, Parma, Zappaterra, Quintavalla, Mastacchi, Valbonesi, Lucchi
il sistema agricolo e agroalimentare dell'Emilia-Romagna è uno dei pilastri dell'economia regionale e nazionale, con numeri che ne fanno a buon titolo la Food Valley italiana, il primo grande distretto alimentare europeo per integrazione tra produzione, trasformazione ed export: una produzione lorda vendibile agricola di oltre 6 miliardi di euro nel 2024, l'Export agroalimentare pari a 10,5 miliardi di euro ed un'occupazione complessiva di 129.000 addetti equamente distribuiti fra agricoltura e industria alimentare.
La vivacità del tessuto imprenditoriale e la capacità della Regione di programmare e impegnare le risorse della PAC hanno concorso negli ultimi anni a determinare il generale trend di crescita successivo al 2023, hanno segnato in negativo dagli eventi climatici estremi e dalle gelate primaverili che hanno colpito la Regione.
Nonostante la ripresa, l'Agricoltura resta sicuramente uno dei settori più esposti alle conseguenze negative dei tanti fattori critici che la caratterizzano ormai in maniera strutturale: mutamenti climatici, aumento dei costi di produzione e squilibri di potere interni alle filiere, instabilità geopolitica che condiziona l'export, difficoltà nel ricambio generazionale e nell'accesso al credito, rischi sanitari e complessità normativa, per limitarsi ai principali.
il settore agricolo, al pari di quello zootecnico e del comparto della pesca e dell'acquacoltura, da diversi anni a questa parte è oggetto di consistenti aiuti economici da parte della Regione: sulla PAC, per il complesso delle misure (primo e secondo pilastro) nel solo 2025 sono erogati oltre 700 milioni di euro e per il 2026 sono programmati bandi per oltre 207 milioni di euro, compresi quelli riferiti al FEAMPA, a cui si affiancano ulteriori risorse regionali, nazionali e PNRR.
Al fine di dare continuità e certezza nel tempo al sostegno economico delle filiere in maggiore difficoltà, anche a vantaggio della programmazione degli investimenti imprenditoriali, si ritiene opportuna l'emanazione di una cornice legislativa stabile entro la quale definire ogni anno i settori specifici da sostenere con fondi regionali.
la legge appena approvata definisce la cornice quadro che dà organicità agli interventi a sostegno delle produzioni vegetali, delle produzioni zootecniche, della pesca e acquacoltura; essa, inoltre, aggiorna la normativa regionale in materia di apicoltura per rendere più efficaci le misure di tutela delle api, a salvaguardia della biodiversità.
La disciplina di dettaglio degli interventi è affidata a successivi atti di Giunta, che dovrà deliberare coerentemente a quanto già previsto nell'ambito del Copsr regionale e del Piano Strategico nazionale e del Programma Nazionale Feampa.
a sostenere, con proprie risorse finanziarie e promuovendone l'inserimento nel quadro normativo della prossima programmazione comunitaria, interventi:
- tesi ad introdurre pratiche ecologiche e la realizzazione di linee frangivento finalizzate al miglioramento delle condizioni microclimatiche, alla limitazione della dispersione di inquinanti e al sostegno dell'attività di impollinazione;
- tesi a valorizzare le esigenze delle aree montane con particolare riferimento alle tipiche produzioni agricole, ivi comprese quelle cerealicole, delle aziende di piccola dimensione e a conduzione familiare, volte altresì al rafforzamento del tessuto economico e sociale per migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle popolazioni con l'intento di sostenere la vitalità, l'attrattività e la continuità insediativa in questi territori.
Ad operare al fine di compensare la sperequazione tra i canoni concessori relativi all'utilizzo delle acque interne con quelli applicati nelle acque marittime.
Approvato a maggioranza dei presenti nella seduta pomeridiana del 15 aprile 2026