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n.17 del 25.01.2017 periodico (Parte Seconda)

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Approvazione variante Piano Stralcio Torrente Samoggia, V2. Modifica aree di Intervento del T. Lavino Ai/2A e Ai/2B, Comuni Bologna, Anzola Emilia e Calderara di Reno, adeguamento perimetrazioni per intervento programmato, adottata dal C.I. dell'Autorità di Bacino Reno con Del. n. 3/2 del 7/11/2016

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

Visti:

  • la Direttiva 2007/60/CE del 23 ottobre 2007 “Relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni”;
  • il Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, "Norme in materia ambientale";
  • la Legge 28 dicembre 2015, n. 221 “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali” ed in particolare l’art. 51 “Norme in materia di Autorità di bacino”;
  • il Decreto Legislativo 23 febbraio 2010, n. 49, “Attuazione della Direttiva 2007/60/CE relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni”;
  • il Decreto Legislativo 10 dicembre 2010, n. 219, recante “Attuazione della direttiva 2008/105/CE relativa a standard di qualità ambientale nel settore della politica delle acque, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 82/176/CEE, 83/513/CEE, 84/156/CEE, 84/491/CEE, 86/280/CEE, nonché modifica della direttiva 2000/60/CE e recepimento della direttiva 2009/90/CE che stabilisce, conformemente alla direttiva 2000/60/CE, specifiche tecniche per l'analisi chimica e il monitoraggio dello stato delle acque”;
  • il Piano Stralcio per il bacino del torrente Samoggia - Aggiornamento 2007, adottato dal Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino con deliberazione n. 1/1 del 23/4/2008 e approvato con propria deliberazione n. 1925 del 17/11/2008;

Preso atto che:

  • il Comitato Istituzionale integrato dell'Autorità di Bacino del fiume Arno con Deliberazione n. 231 del 17 dicembre 2015, ha adottato il Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni del Distretto Idrografico dell’Appennino Settentrionale, in attuazione della Direttiva 2007/60/CE e in conformità dell’art. 7, comma 8, del D.lgs. n. 49/2010;
  • il Comitato Istituzionale integrato dell'Autorità di Bacino del fiume Arno con Deliberazione n. 235 del 3 marzo 2016, ha approvato il Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni del Distretto Idrografico dell’Appennino Settentrionale (in seguito PGRA), ai sensi dell’art. 4, comma 3, del D.lgs. n. 219/2010;
  • il PGRA è articolato in diversi Piani realizzati dalle “Unit of Management” del Distretto, che per la Regione Emilia-Romagna sono l’Autorità di bacino del Reno, l’Autorità dei Bacini Regionali Romagnoli e l’Autorità di Bacino Interregionale Marecchia-Conca, così come definito dall’art. 64 del D.lgs. 152/2006 vigente al momento dell’adozione della suddetta deliberazione;

Rilevato che:

  • l’art. 51 della L. 221/2015 dispone che dalla data di adozione del decreto previsto dall’art. 63 del D.Lgs. n. 152/2006 le Autorità di bacino di cui alla L. n. 183/1989 sono soppresse e in fase di prima attuazione, dalla data di entrata in vigore della medesima legge n. 221/2015, le funzioni di Autorità di bacino distrettuale di cui al D.Lgs. n. 152/2006 sono esercitate dalle Autorità di bacino di rilievo nazionale di cui all’art. 4 del D.lgs. n. 219/2010, che a tale fine si avvalgono delle strutture, del personale, dei beni e delle risorse strumentali delle Autorità di bacino regionali e interregionali comprese nel proprio distretto;
  • il comma 5 dell’art. 51 della L. 221/2015, che sostituisce l’art. 64 del D.lgs. 152/2006, modifica i distretti idrografici e ne ridefinisce il territorio, attribuendo al Distretto del Fiume Po il territorio dell’Autorità di bacino del Reno, dell’Autorità dei Bacini Regionali Romagnoli e dell’Autorità di Bacino Interregionale Marecchia-Conca, che in precedenza erano ricomprese nel Distretto dell’Appennino Settentrionale;
  • il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, con nota del Direttore Generale per la salvaguardia del territorio e delle acque del 10/3/2016 (Prot. 4570/2016), ha precisato che alla luce di quanto previsto dal suddetto art. 51 della Legge n. 221/2015 le Autorità di bacino regionali e interregionali, laddove esistenti, devono continuare a operare per garantire il corretto esercizio delle funzioni ad esse attribuite, anche per quanto riguarda l’aggiornamento dei piani stralcio ovvero l’espressione di pareri di competenza, perseguendo nel contempo il massimo coordinamento con le Autorità di bacino di rilievo nazionale;

Visti pertanto:

  • la legge 18 maggio 1989 n. 183, recante “Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo” (ora abrogata dall’art. 175, comma 1, lett. l del D. lgs. 3 aprile 2006, n. 152);
  • l’Intesa Interregionale “Costituzione dell’Autorità di Bacino del Reno”, approvata, ai sensi della L. n. 183/1989, dal Consiglio Regionale con deliberazione n.3108 del 19 marzo 1990;
  • il Decreto del Presidente della Repubblica 1 giugno 1998, recante ”Approvazione della perimetrazione del bacino idrografico del fiume Reno”;

Premesso che:

  • l'Autorità di Bacino del Reno con deliberazione n. 2/1 del 26/05/2016 del Comitato Istituzionale, ha adottato le seguenti modifiche al Piano Stralcio per il bacino del Torrente Samoggia - aggiornamento 2007 (in seguito PSTS 07):
    • V1. modifica, ex art. 24 comma 5, dell’Alveo Attivo del T. Samoggia (Tavole 2.10 e 2.11, “Zonizzazione del Torrente Samoggia”, Titolo II - Rischio Idraulico e Assetto della Rete Idrografica) in Comune di San Giovanni in Persiceto per limitate e specifica correzione di mero errore grafico;
    • V2. adozione di modifica, ex art. 24 comma 2, delle aree di Intervento del T. Lavino Ai/2a e Ai/2b (Tavola 2.23, “Zonizzazione dei Torrenti Lavino, Olivetta e Landa”, Titolo II - Rischio Idraulico e Assetto della Rete Idrografica) nei Comuni di Bologna, Anzola dell’Emilia e Calderara di Reno, per adeguamento delle perimetrazioni a seguito dell’avvenuta realizzazione di un intervento programmato dal Piano Stralcio;
  • dell’adozione di tali modifiche è stata data notizia sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna n. 212 Parte Seconda del 13/7/2016, informando del deposito per trenta giorni da quella data presso l’Autorità di bacino, la Regione Emilia-Romagna e la Città Metropolitana di Bologna, competenti per territorio, e della possibilità di presentare all’Autorità di Bacino osservazioni nei successivi trenta giorni;

Dato atto che:

  • il Direttore Generale Cura del Territorio e dell’Ambiente ha convocato, con nota PG/2016/621130 del 20 settembre 2016, la Direzione Generale Agricoltura, caccia e pesca e la Direzione Generale Economia della conoscenza, del lavoro e dell'impresa, il direttore dell’Agenzia Regionale di Protezione Civile, nonché i responsabili dei Servizi Area Reno e Po di Volano e Area Romagna, i responsabili dei Servizi della Direzione generale Cura del territorio e dell'ambiente e i Segretari Generali dell’Autorità di Bacino del Reno, dell’Autorità dei bacini regionali romagnoli e dell’Autorità di bacino Marecchia-Conca per illustrare la proposta di modifica V2 e acquisire le valutazioni di rispettiva competenza;
  • il Servizio Difesa del Suolo, della Costa e Bonifica ha dato il proprio contributo in fase di istruttoria della proposta di modifica sopracitata;
  • con determinazione del Responsabile del Servizio Valutazione Impatto e Promozione Sostenibilità Ambientale della Regione Emilia-Romagna n.17212 del 4 novembre 2016, la modifica V2 è stata esclusa, ai sensi dell’art. 12, comma 4, del D. Lgs. 152/06 come modificato dal D. Lgs. 4/08, dal procedimento di VAS di cui agli articoli da 13 a 18 del medesimo D. Lgs 152/06, come modificato dal D. Lgs. 4/08, in quanto non si ravvisano rilevanti effetti negativi significativi sull’ambiente, a condizione che sia rispettato quanto segue:
    • con riferimento al monitoraggio: ai sensi dell’art. 18 del D.Lgs. 152/08, dovrà essere previsto un monitoraggio dell’attuazione e dell’efficacia della variante proposta, individuando strumenti, risorse, e tempistiche da adottare;
    • i progetti degli interventi previsti conseguentemente alla variante, qualora inseriti negli Allegati III e IV alla parte seconda del D.Lgs. 152/06, dovranno essere sottoposti alle procedure di verifica (screening) o alle procedure di VIA ai sensi delle vigenti disposizioni normative, al fine di definire la migliore e specifica determinazione degli impatti ambientali e delle necessarie misure di mitigazione e/o compensazione;
    • le presenti valutazioni relative alla variante in oggetto siano valide salvo sopravvenute modifiche sostanziali ai contenuti; diversamente, ai sensi di quanto previsto dalla parte II del D.Lgs. 152/06, sarà necessaria una nuova valutazione;

Preso atto che:

  • non sono state presentate osservazioni alla suddetta proposta di modifica V2 al PSTS 07, adottata con deliberazione n. 2/1 del 26/05/2016 dal Comitato Istituzionale dell'Autorità di Bacino del Reno;
  • l’Autorità di Bacino del Reno ha adottato la modifica al PSTS 07 “V2 - conclusiva adozione di modifica, ex art. 24 comma 2, delle aree di Intervento del T. Lavino Ai/2a e Ai/2b (Tavola 2.23, ‘Zonizzazione dei Torrenti Lavino, Olivetta e Landa’, Titolo II - Rischio Idraulico e Assetto della Rete Idrografica) nei Comuni di Bologna, Anzola dell’Emilia e Calderara di Reno, per adeguamento delle perimetrazioni a seguito dell’avvenuta realizzazione di un intervento programmato dal Piano Stralcio”, quale allegato parte integrante e sostanziale della deliberazione del Comitato Istituzionale n. 3/2 del 7 novembre 2016, in seguito Variante V2;
  • l’Autorità di Bacino ha trasmesso la Variante V2 alla Regione Emilia-Romagna, Servizio Difesa del Suolo, della Costa e Bonifica (con lettera prot. n. AR/2016/1262 del 9/11/2016) ai fini dell’approvazione per quanto di competenza;

Constatato che la Variante V2 è costituita dai seguenti elaborati:

  • Relazione (V1 - Limitata modifica dell’Alveo Attivo del T. Samoggia, V2 - Modifica delle aree di Intervento del T. Lavino Ai/2a e Ai/2b);
  • Tavola 2.23/m1, “Zonizzazione dei Torrenti Lavino, Olivetta e Landa”, in scala 1:5000, relativa al Titolo II-Rischio Idraulico e Assetto della Rete Idrografica del Piano stralcio per il bacino del Torrente Samoggia-aggiornamento 2007, Comuni di Bologna, Anzola dell’Emilia, Calderara di Reno;

Considerato la variante V2 ha lo scopo precipuo di aggiornare il PSTS 07 adeguandone le perimetrazioni a seguito dell’attuazione di un intervento programmato dalla pianificazione di bacino che ha ampliato l’Alveo Attivo del Torrente Lavino di pianura; tale aggiornamento è stato sviluppato prima del 2013 ed è stato utilizzato in fase di redazione delle Mappe della pericolosità e del rischio di alluvioni del PGRA;

Ritenuto pertanto di condividere la Variante in quanto:

  • si inserisce nel percorso tracciato dall’art. 7 del D.Lgs. 49/2010 in attuazione della Direttiva 2007/60/CE e nel quadro del D.Lgs. 152/2006, aggiornando e integrando il quadro conoscitivo e i contenuti dei Piani di bacino vigenti e garantendo coordinamento e coerenza tra PGRA e il Piano Stralcio per il bacino del Torrente Samoggia - aggiornamento 2007;
  • si configura essa stessa misura specifica di attuazione del PGRA, quindi, come passo necessario e dovuto già facente parte dell’insieme di azioni prioritarie individuate nel PGRA per la riduzione delle conseguenze negative derivanti dalle alluvioni per la vita umana, l’ambiente, il patrimonio culturale, i beni e le attività socio-economiche;
  • si inserisce adeguatamente anche nel percorso tracciato dal Piano Stralcio per il bacino del Torrente Samoggia - aggiornamento 2007, aggiornandone e integrandone i contenuti con alcune localizzate modifiche delle tavole di piano;

Vista la L.R. 26 novembre 2001, n. 43, “Testo unico in materia di organizzazione e di rapporti di lavoro nella regione Emilia-Romagna”;

Richiamate le proprie deliberazioni:

  • n. 2416 del 29 dicembre 2008, "Indirizzi in ordine alle relazioni organizzative e funzionali tra le strutture e sull'esercizio delle funzioni dirigenziali. Adempimenti conseguenti alla delibera 999/2008. Adeguamento e aggiornamento della delibera n. 450/2007";
  • n. 2189 del 21 dicembre 2015, “Linee di indirizzo per la riorganizzazione della macchina amministrativa regionale”;
  • n. 56 del 25 gennaio 2016, “Affidamento degli incarichi di Direttore Generale della Giunta regionale, ai sensi della L.R. n. 43/2001”;
  • n. 270 del 29 febbraio 2016, "Attuazione prima fase della riorganizzazione avviata con delibera 2189/2015";
  • n. 622 del 28 aprile 2016, "Attuazione seconda fase della riorganizzazione avviata con delibera 2189/2015";
  • n. 1107 del 11 luglio 2016, "Integrazione delle declaratorie delle strutture organizzative della Giunta regionale a seguito dell'implementazione della seconda fase della riorganizzazione avviata con delibera 2189/2015";

Dato atto del parere allegato;

Su proposta dell'Assessore alla Difesa del suolo e della Costa, Protezione Civile, Politiche ambientali e della montagna, Paola Gazzolo,

A voti unanimi e palesi

delibera

1. di approvare la Variante al “Piano Stralcio per il bacino del Torrente Samoggia - aggiornamento 2007:

V2. modifica, ex art. 24 comma 2, delle aree di Intervento del T. Lavino Ai/2a e Ai/2b (Tavola 2.23, ‘Zonizzazione dei Torrenti Lavino, Olivetta e Landa’, Titolo II - Rischio Idraulico e Assetto della Rete Idrografica) nei Comuni di Bologna, Anzola dell’Emilia e Calderara di Reno, per adeguamento delle perimetrazioni a seguito dell’avvenuta realizzazione di un intervento programmato dal Piano Stralcio”;

adottata con deliberazione n. 3/2 del 7 novembre 2016 dal Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino del Reno;

2. di richiamare la determinazione del Responsabile del Servizio Valutazione Impatto e Promozione Sostenibilità Ambientale della Regione Emilia-Romagna n.17212 del 4 novembre 2016 in ordine alla verifica di assoggettabilità alle procedure di VAS di cui all’art. 12 del D.Lgs. 152/2006, ai sensi dell’art.1, comma 2, della L.R. n.9/2008;

3. di demandare all’Autorità di Bacino del Reno la notifica dell’approvazione e l’invio di copia della Variante alla Città metropolitana di Bologna ed ai Comuni di Bologna, Anzola dell’Emilia e Calderara di Reno;

4. di pubblicare la presente deliberazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna.

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