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n.66 del 06.03.2019 periodico (Parte Seconda)

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Provvedimento di VIA di progetti in concorrenza per la realizzazione di un impianto ad acqua fluente per la produzione di energia idroelettrica sul torrente Enza località "Ponte Enza", presentato da Verdenergia S.r.l. e per impianto ad acqua fluente per la produzione di energia idroelettrica sul torrente Enza in comune di Parma località "Il Moro", presentato dalle ditte Parmossa Srl e Romei Srl - Presa d'atto delle determinazioni della Conferenza di servizi (Titolo III, L.R. 9/99)

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

(omissis)

delibera:

a) di decidere, conformemente a quanto determinato nella seduta della Conferenza di Servizi unificata del 27/9/2018 che l’istanza di VIA per la realizzazione del progetto “Ponte Enza” presentata dalla ditta Verdenergia srl sia inammissibile in quanto l’impianto è localizzato in:“area dichiarata di notevole interesse pubblico del territorio dei fontanili e del bosco golenale sito nel comune di Gattatico” istituita con DM del 1/8/1985 - e come tale ricompresa tra le aree di notevole interesse pubblico di cui all’art. 136 del D.Lgs 42/2004 – che è ancora priva della specifica disciplina contenente le prescrizioni d’uso ai sensi dell’art. 141 bis del D.Lgs 42/2004, e pertanto ai sensi del punto 5, lett. A della DAL 51/2011, considerata zona non idonea all’installazione di impianti idroelettrici;

b) la Valutazione di Impatto Ambientale positiva, ai sensi dell’art. 16 della LR 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, del progetto di realizzazione di una centrale idroelettrica in loc. Moro in comune di Parma presentato dalle Ditte Romei e Parmossa srl, sia nel complesso ambientalmente compatibile fatto salvo il rispetto degli atti e dei pareri allegati quali parte costituente e sostanziale al presente Rapporto Ambientale e delle prescrizioni riportate all’interno del presente Rapporto ai punti 1.C, 2.C e 3.C, che vengono qui di seguito riportate;

1. L'intervento risulta ammissibile ai sensi della delibera dell’Assemblea Legislativa Regionale n. 51 del 26 luglio 2011, fatta salva la necessità di apportare variante agli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica (P.S.C. e R.U.E.), al fine di restringere il perimetro dell’area cartografata a “Sistema boschivo ed arbustivo”, sulla base delle motivazioni riportate al precedente punto 1.B e secondo quanto schematicamente riportato in Allegato 5 al presente Rapporto Ambientale;

2. L’intervento risulta ammissibile, fatta salva la necessità di apportare variante agli strumenti territoriali e urbanistici al fine di riportare sulle tavole di P.S.C. e di R.U.E. il tracciato dell’elettrodotto in progetto, secondo quanto schematicamente riportato nel menzionato Allegato 5;

3. Gli effetti di variante prodotti dal presente procedimento sul P.S.C. e sul R.U.E. vigenti dovranno essere ratificati dal Consiglio Comunale del Comune di Parma entro 30 giorni dall’approvazione della VIA mentre, per quanto riguarda la variante generale al P.S.C. adottata dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 13 del 14/02/17 e ad oggi in corso di approvazione, gli effetti di variante saranno formalmente recepiti successivamente, con l’atto di approvazione del Piano stesso;

4. Gli elaborati relativi della progettazione esecutiva, nonché gli as built, in formato digitale e cartaceo, dovranno essere trasmessi ad ARPAE S.A.C. territorialmente competente, ai fini di tutelare al meglio la risorsa idrica e la risorsa suolo;

5. Ai fini del rilascio del PdC, da acquisirsi preliminarmente all’A.U., dovranno essere presentati al Comune di Parma e in copia ad Arpae S.A.C. Parma i seguenti elaborati ai sensi dell’All. A alla D.G.R. 1373/2011:

- dichiarazione firmata dal Progettista strutturale dell’intero intervento, contenente l’asseverazione che l’intervento è progettato nel rispetto delle Norme tecniche per le costruzioni di cui al D.M. 17/01/2018 e delle prescrizioni sismiche contenute negli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica;

- relazione tecnica nella quale il Progettista strutturale dell’intero intervento illustra le modalità con cui ha dato seguito alla concezione strutturale dell’opera, senza particolari elaborazioni analitiche; i contenuti di tale relazione devono essere conformi al par. A.1 dell’All. A alla D.G.R. 1373/2011;

- elaborati grafici, con funzione di documentare in modo sintetico le analisi riportate nella relazione tecnica; lo schema strutturale andrà inserito sugli elaborati grafici del progetto architettonico (piante e sezioni), nella stessa scala grafica, con l’indicazione delle dimensioni di massima dei principali elementi strutturali, delle principali canalizzazioni o collocazioni di impianti e componenti tecnologici. Tali elaborati dovranno essere riferiti ai tre manufatti individuabili all’interno del progetto definitivo allegato:centralina elettrica; cabina ricezione energia elettrica; canale di adduzione;

- Si ricorda, infine, che prima dell’avvio dei lavori, occorrerà che il Committente provveda a presentare il progetto esecutivo delle strutture per i tre manufatti citati in precedenza avendo cura di predisporlo ai sensi del par. B.2 dell’All. B alla D.G.R. 1373/2011. La presentazione del progetto esecutivo delle strutture dovrà seguire una delle due modalità previste dalla L.R. 19/2008 (art. 11: istanza di autorizzazione sismica – art. 13: denuncia di deposito del progetto esecutivo delle strutture), in funzione del fatto che l’opera appartenga agli elenchi della D.G.R. 1661/2009, nella quale sono riportate le opere strategiche e quelle rilevanti;

6. Prima della messa in esercizio dell’impianto dovrà essere presentata all’ Agenzia dei Monopoli e delle Dogane di Parma la denuncia di officina elettrica;

7. I movimenti di terra dovranno essere limitati allo stretto necessario, eseguiti in modo tecnicamente idoneo e razionale e nella stagione più favorevole, adottando tutti gli accorgimenti utili onde evitare, durante e dopo l'esecuzione, eventuali danni alla stabilità dei terreni ed al buon regime delle acque superficiali e profonde;

8. Durante i lavori di scavo e rimodellamento del terreno, dovrà essere conservato ed accumulato a parte il suolo agricolo superficiale, che dovrà essere riutilizzato nella sistemazione finale dei luoghi;

9. Le scarpate di neoformazione originate dai movimenti terra dovranno essere razionalmente conformate, rifinite ed inerbite con essenze vegetali locali entro la prima stagione utile, evitando fenomeni erosivi o di dilavamento;

10. A lavori ultimati, le acque meteoriche dovranno essere validamente regimate con strutture proporzionate e durature ed opportunamente convogliate in condotte o corsi d'acqua esistenti nella zona, evitando fenomeni di erosione, scolo improprio e ristagno;

11. Il materiale di risulta, nella quantità eccedente quella di rinterro, dovrà essere utilizzato nel rispetto del DM 161/12 e smi; in caso contrario il materiale dovrà essere conferito come rifiuto presso impianto autorizzato ai sensi dell’art. 186 del D.Lgs 152/06;

12. Si ricorda che tutti i lavori dovranno venire rapportati alle modalità ed alle limitazioni delle vigenti "Prescrizioni di massima e di polizia forestale" della Regione Emilia-Romagna;

13. Per quanto concerne gli aspetti di tutela archeologica, si ribadisce quanto già espresso nella nota prot. 5089 del 6 dicembre 2016 dell’ex Soprintendenza Archeologia dell’Emilia-Romagna e cioè che l’intera area è annoverata nel PTCP di Parma (tav. C.1.7.) tra “le aree di accertata consistenza archeologica”. L’opera si colloca in tutta la sua estensione in corrispondenza dell’insediamento eneolitico detto anche S.Ilario-Ponte Ferrovia, che è conservato sulle sponde dell’Enza, in parte sepolto dai sedimenti fluviali e in parte inciso dall’alveo attuale, e che è visibile – ed è stato in piccola parte esplorato – solo nei periodi di secca. In considerazione della complessità dell’esecuzione di sondaggi archeologici preventivi in quest’area, si richiede lo scavo archeologico estensivo su tutto il sedime dell’opera in corrispondenza del sito eneolitico. Esaminate altresì le fasi operative proposte dalla direzione lavori per la realizzazione degli scavi archeologici, che tengono conto delle esigenze della tutela e della sicurezza, si ritiene si possa procedere secondo quanto espresso. Si fa comunque presente che le giornate di lavoro previste per la realizzazione degli scavi, concordate dalla committenza con la ditta archeologica che sovrintenderà agli scavi, sono indicative e che per ogni fase potrebbero essere necessari tempi operativi maggiori o
minori;

14. Per quanto concerne gli aspetti di tutela del paesaggio, ai fini di migliorare l’inserimento paesaggistico delle opere, si prescrive che le previste scogliere siano costituite da massi con caratteristiche cromatiche riconducibili a quelle della litologia tipica della Val d’Enza, lo stesso accorgimento dovrà essere adottato anche per il rivestimento delle murature della centrale. La prevista pavimentazione esterna della cabina elettrica, vista la sua ubicazione, dovrà essere in ghiaietto, escludendo dunque l’uso di autobloccanti. Tale prescrizione dovrà essere inserita dal Comune di Parma nell’Autorizzazione Paesaggistica;

15. Dovranno essere mantenuti i franchi dalla tubazione SNAM definiti nelle tavole progettuali presentate nel corso della conferenza dei servizi del novembre 2017 e concordate con l'Ufficio tecnico SNAM. In particolare dovrà essere loro preventivamente comunicato con congruo anticipo l'inizio delle opere di scavo al fine di consentire i necessari controlli;

16. Ai sensi dell'art. 95 comma 3, del D.Lgs 152/06, con il Progetto Esecutivo dovrà essere presentato, per approvazione, al Servizio Tutela e Risanamento Risorsa Acqua, Aria e Agenti Fisici della Regione Emilia-Romagna, il progetto per l'installazione di idonei dispositivi per la misurazione delle portate e dei volumi d'acqua pubblica derivati e restituiti. Nell'atto di approvazione di tale progetto verranno stabiliti gli obblighi e le modalità di trasmissione dei risultati delle misurazioni, ad ARPAE, alla Regione Emilia-Romagna e all'Autorità di Bacino territorialmente competente;

17. Quanto esplicitamente prescritto nei pareri (presenti in Allegato 2):

- RFI spa prot. n. 4146/18

- AIPO nulla osta idraulico n. 19856/2018 rilasciato in data 22 agosto 2018. Con riferimento al parere AIPO si specifica che gli oneri della manutenzione del tratto subito a monte ed a valle dell’impianto, con mantenimento delle opere di difesa idraulica esistenti e di nuova realizzazione, delle sezioni idrauliche di progetto, nonché della manutenzione ordinaria e straordinaria della traversa al fine di garantirne la stabilità nel tempo sono da intendere a carico del proponente;

18. Si ritiene che l’applicazione della deroga alla costruzione del PiP debba tuttavia comportare l’imposizione di una corresponsione annuale di un congruo obbligo ittiogenico, basato sulla portata derivata e sulle caratteristiche strutturali dell’impianto, da quantificare in accordo con il Servizio Attività faunistica-venatoria e Pesca della Regione Emilia-Romagna;

19. Al fine di evitare impatti significativi sui corpi idrici superficiali durante le fasi di cantiere occorrerà adottare idonee procedure operative, in particolare per la realizzazione dei lavori in alveo o nelle sue immediate vicinanze (opera di presa e di restituzione). In particolare andranno adottati i seguenti accorgimenti:

- utilizzo di macchine operatrici a norma sottoposti a periodici controlli e manutenzioni;

- predisposizione di sistemi di drenaggio e raccolta delle acque di dilavamento delle aree di cantiere e degli eventuali sversamenti accidentali al fine di evitarne lo scarico diretto nel corpo idrico;

- predisposizione di vasche di raccolta delle acque di esubero derivanti dalle operazioni di getto dei calcestruzzi al fine di evitare la contaminazione a calce delle acque od in alternativa utilizzo di cementi di tipo pozzolanico con basso contenuto in calce;

- i reflui derivanti dalle attività di cantiere dovranno essere correttamente smaltiti mediante scarico autorizzato regolarmente ai sensi della disciplina vigente in materia o mediante conferimento ad idoneo sito di trattamento autorizzato;

- Al fine di evitare fenomeni di inquinamento delle acque dovute a eventuali malfunzionamenti delle macchine idrauliche nella centrale, per il funzionamento delle turbine dovranno essere utilizzati lubrificanti ecologici e/o biodegradabili. A tale scopo dovrà essere tenuta a disposizione degli organi di controllo copia della scheda tecnica degli stessi lubrificanti;

- Il taglio e lo sfrondamento delle piante sia limitato allo stretto indispensabile per la realizzazione delle opere avendo cura di rimuovere prontamente le ramaglie tagliate e conferirle in impianto di recupero o qualora non possibile, in discarica autorizzata;

- Per limitare gli impatti attesi in fase di cantiere, si reputa necessario impartire le seguenti prescrizioni:

- bagnatura periodica dell'area di cantiere e delle piste non asfaltate con frequenza congrua al periodo meteorologico;

- realizzazione di dispositivi per la pulizia delle ruote all'ingresso e all’uscita dai cantieri;

- utilizzo dei mezzi destinati al trasporto dei materiali di approvvigionamento e di risulta dotati di idonei teli di copertura;

- delimitazione e copertura delle aree destinate allo stoccaggio dei materiale a possibile diffusione di polveri;

- utilizzo di camion e mezzi meccanici conformi alle ordinanze comunali e provinciali, nonché alle normative ambientali relative alle emissioni dei gas di scarico degli automezzi;

- obbligo di velocità ridotta sulla viabilità di servizio al fine di contenere il sollevamento delle polveri;

- utilizzo di recinzioni a maglia fitta per delimitare le zone di cantiere o di pannelli mobili che oltre a limitare l’impatto sonoro possono contribuire ad abbassare il livello di polverosità nei pressi dei ricettori;

20. La movimentazione di materiali litici ed in particolare delle ghiaie presenti all’interno dell’alveo demaniale, dovrà essere realizzata in conformità alle norme vigenti ed in ogni caso i materiali dovranno rimanere all’interno delle pertinenze demaniali. Eventuali rifiuti intercettati dovranno essere conferiti presso idonei impianti autorizzati ai sensi del D.Lgs 152/06 e smi;

21. La movimentazione del materiale in alveo oltre che per la realizzazione di intervento o per assicurare la costante officiosità dell’impianto, dovrà essere eseguita ogniqualvolta sia necessario garantire il convogliamento del deflusso minimo vitale, previa segnalazione all’Autorità concedente;

22. Si ricorda che ogni variazione nel posizionamento degli stadi di trasformazione dovrà essere accompagnata da un aggiornamento della valutazione sull'induzione magnetica generata

23. Si prescrive che vengano rispettate tutte le indicazioni progettuali previste dalla Ditta;

c) di dare atto che il parere sulla valutazione di impatto ambientale del Comune di Parma ai sensi dell’art. 18, comma 6 della LR 18 maggio 1999 n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, in merito al progetto in esame, è compreso all’interno del Rapporto Ambientale ed il rappresentante del Comune di Parma ha partecipato alla riunione conclusiva della Conferenza dei Servizi;

d) di dare atto che il parere di competenza della Provincia di Parma che non ha partecipato alla seduta conclusiva della Conferenza dei Servizi è compreso all'interno del Rapporto Ambientale; tuttavia la Provincia di Parma non ha partecipato alla riunione conclusiva della Conferenza di Servizi e non ha firmato il Rapporto Ambientale che costituisce l'Allegato 1 della presente delibera; trova quindi applicazione il disposto dell'art. 14-ter, comma 7, della Legge 7 agosto 1990 n. 241 e successive modificazioni;

e) di dare atto che il Comune di Parma ha rilasciato l’autorizzazione paesaggistica, che costituisce l’Allegato 2 quale parte integrante e sostanziale al presente atto, ai sensi del D.Lgs 42/2004 con atto n. 09/2017 del 8 giugno 2017, in conformità al parere della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio che ha rilasciato parere favorevole durante la seduta conclusiva della Conferenza dei Servizi in cui si è firmato il Rapporto Ambientale che costituisce l’Allegato 1, parte integrante e sostanziale della presente deliberazione;

f) di dare atto che il parere di competenza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Parma e Piacenza relativamente al rischio archeologico è compreso all’interno del Rapporto Ambientale;

g) di dare atto che il parere di AIPO è compreso all’interno del Rapporto Ambientale; tuttavia AIPO non ha partecipato alla riunione conclusiva della Conferenza di Servizi e non ha firmato il Rapporto Ambientale che costituisce l'Allegato 1 della presente delibera; trova quindi applicazione il disposto dell'art. 14-ter, comma 7, della Legge 7 agosto 1990 n. 241 e successive modificazioni;

h) di dare atto che in data 14/9/2018 con nota acquisita al PGPR/2018/19102 è pervenuta da parte della Regione Emilia-Romagna, Servizio Aree Protette Foreste e Sviluppo della Montagna la Valutazione di Incidenza prot. 0577437 del 13/9/2018 prevista perché l’impianto “Il Moro” ricade all’interno del SIC-ZPS IT4030023 “Fontanili di Gattatico e Fiume Enza” (allegata quale parte integrante e sostanziale del Rapporto Ambientale); tuttavia la Regione Emilia-Romagna – Servizio Aree Protette Foreste e Sviluppo della Montagna non ha partecipato alla riunione conclusiva della Conferenza di Servizi e non ha firmato il Rapporto Ambientale che costituisce l'Allegato 1 della presente delibera; trova quindi applicazione il disposto dell'art. 14-ter, comma 7, della Legge 7 agosto 1990 n. 241 e successive modificazioni;

i) di dare atto che con nota acquisita agli atti in data 18/10/2018 PGPR/2018/22395 è pervenuta da parte della S.A.C. Arpae di Reggio Emilia la Concessione di derivazione di acqua pubblica ad uso idroelettrico, comprensiva di concessione per l’utilizzo di aree del demanio idrico; tale atto, la cui efficacia è subordinata all'emanazione dell’Autorizzazione Unica alla costruzione e all’esercizio di impianto alimentato da fonti rinnovabili che verrà rilasciata dalla competente Arpae SAC di Parma successivamente all’emanazione del presente atto, costituisce l’Allegato 3 alla presente delibera e come tale, è parte integrante e sostanziale della stessa;

j) di dare atto che l'Azienda AUSL di Parma non ha espresso parere e non ha partecipato alla riunione conclusiva della Conferenza di Servizi e non ha firmato il Rapporto Ambientale che costituisce l'Allegato 1 alla presente delibera; trova quindi applicazione il disposto dell'art. 14-ter, comma 7, della Legge 7 agosto 1990 n. 241 e successive modificazioni;

k) di dare atto che la presente delibera di VIA e gli atti di assenso ad essa allegati diventeranno efficaci dalla data di emanazione dell’Autorizzazione Unica alla costruzione e all’esercizio di impianto alimentato da fonti rinnovabili ai sensi dell’art. 12 del D.LGS. 29 dicembre 2003, n. 387 e del DM 10 settembre 2010, che verrà rilasciata dalla competente Arpae SAC di Forlì-Cesena successivamente all’emanazione del presente atto;

l) di trasmettere, ai sensi dell’art. 16, comma 4, della LR 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, copia della presente deliberazione alla ditta Parmossa S.r.l., alla ditta Romei S.r.l. e alla ditta Verdenergia S.r.l.;

m) di trasmettere, ai sensi dell’art. 16, comma 4, della LR 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, per opportuna conoscenza e per gli adempimenti di rispettiva competenza, copia della presente deliberazione della Regione Emilia-Romagna a: ARPAE SAC di Parma, ARPAE SAC di Reggio Emilia, Regione Emilia-Romagna, Provincia di Parma, Comune di Parma, AUSL Dipartimento di Sanità Pubblica Servizio Igiene Pubblica Parma, Provincia di Reggio Emilia, Comune di Gattatico, AUSL Dipartimento di Sanità Pubblica Servizio Igiene Pubblica di Montecchio, AIPO, Autorità di bacino del fiume Po, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, e-Distribuzione S.p.a. Divisione Infrastrutture – Rete Italia Area Business Rete Elettrica, Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Direzione Generale per le Risorse Minerarie ed energetiche – Divisione I - Ufficio Nazionale Minerario Idrocarburi e Georisorse - Direzione UNMIG, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Direzione Generale Territoriale Nord-Est Ufficio 13 sezione USTIF di Bologna, Comando Militare Esercito “Emilia-Romagna” Ufficio Personale, Logistico e Servitù Militari, Aeronautica Militare Comando 1° Regione Aerea Reparto Territorio e Patrimonio, Comando in Capo del Dipartimento Militare Marittimo dell'Alto Tirreno – Marina Nord; Telecom Italia SpA, Agenzia delle Dogane, Snam Rete Gas;RFI spa; IRETI spa;

n) di stabilire, ai sensi dell'art. 17, comma 10, della L.R. 9/99 e s.m.i., che il progetto in esame deve essere realizzato entro cinque anni dalla pubblicazione del provvedimento di valutazione di impatto ambientale, ferma restando la necessità di acquisire l'Autorizzazione Unica di cui all'art. 12 del D. Lgs 387/2003 e s.m.i.; trascorso tale periodo, salvo proroga concessa, su istanza del proponente, dalla Regione Emilia-Romagna, la presente procedura di VIA deve essere reiterata;

o) di determinare le spese per l’istruttoria relativa alla procedura predetta a carico del proponente in euro 1000,00 (mille/00) ai sensi dell’art. 28 della L.R. 9/1999 e della D.G.R. 1238/2002, le spese suddette sono state corrisposte in sede di attivazione della procedura, così come previsto dall'art. 13, comma 1, lett. c) della L.R. 9/99 e s.m.i.;

p) di pubblicare per estratto nel Bollettino Ufficiale Regionale della Regione Emilia-Romagna, ai sensi dell’art. 16, comma 4, della LR 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, il presente partito di deliberazione;

q) di pubblicare integralmente sul sito web della Regione Emilia-Romagna, ai sensi dell’art. 27, comma 2 del D.Lgs 3 aprile 2006, n. 152 e s.m.i., il presente provvedimento di valutazione di impatto ambientale.

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