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n.447 del 29.12.2020 (Parte Prima)

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Oggetto n. 2277 - Ordine del giorno n. 1 collegato all'oggetto 2066 Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Disposizioni collegate alla legge regionale di stabilità per il 2021". A firma dei Consiglieri: Fabbri, Zappaterra, Rontini, Pillati, Costi, Soncini, Pigoni, Caliandro, Rossi, Montalti, Costa, Daffadà, Bondavalli

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

Premesso che

la Commissione Europea, con il caso EU Pilot 8348/16/ENVI aperto nei confronti dello Stato italiano, ha riscontrato la presenza di carenze nell'istituzione di SIC e ZPS e, in particolare, della rete Natura 2000 nell'ambiente marino, sollecitando conseguentemente gli Stati membri ad individuare nuovi siti per alcune specie o habitat di particolare rilievo;

a seguito di tale sollecitazione, il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) ha quindi individuato un percorso finalizzato a risolvere la potenziale violazione della normativa comunitaria e a prevenire così l'avvio di una procedura d l infrazione, prevedendo l'istituzione di nuovi SIC e ZPS marini con l'ausilio delle Regioni, alle quali il Ministero ha delegato la competenza per l'individuazione e la gestione dei siti Natura 2000, ai sensi del DPR n. 357/1997.

Sottolineato che

la creazione e la gestione efficace delle zone marine protette nell'ambito della rete Natura 2000 costituiscono un obiettivo fondamentale della direttiva "Uccelli” 2009/147/CE e della direttiva "Habitat" 92/43/CEE, oltre ad essere un elemento essenziale della strategia dell'UE sulla biodiversità;

in Italia al 31/12/2019 risultavano istituiti 32 siti di interesse comunitario marini, di cui nessuno in Emilia-Romagna.

Evidenziato che 

il completamento della rete in mare costituisce un'azione prioritaria specifica nell'ambito del piano d'azione della Commissione per la natura, i cittadini e l’economia. Le Regioni Emilia-Romagna e Veneto hanno ravvisato dunque l'opportunità di promuovere un preventivo confronto con i principali soggetti portatori di interesse per l'individuazione di due nuovi Sic marini, nelle rispettive regioni;

con deliberazione della Giunta della Regione Veneto n. 1135 del 6 agosto 2020 si è proceduto all'individuazione di nuovo Sito di Importanza Comunitaria denominato S.I.C. IT3270025 "Adriatico Settentrionale Veneto - Delta del Po" - Rete ecologica europea Natura 2000. Direttive 92/43/CEE e 2009/147/CE;

con deliberazione della Giunta della Regione Emilia-Romagna n. 1572 del 19.11.2020 si è proceduto, in continuità con il perimetro Veneto, a proporre al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare la designazione del sito di importanza comunitaria SIC) della rete natura 2000 denominato "Adriatico Settentrionale- Emilia-Romagna", d'ora in poi anche "SIC marino"'.

Visti

il D.P.R. 8 settembre 1997 n. 357, che individua le Regioni quali soggetti responsabili sia del monitoraggio dello stato di conservazione delle specie e degli habitat di interesse comunitario tutelati, sia dell'attuazione delle due Direttive citate;

il Decreto Ministeriale del 3 settembre 2002, che approva le "Linee guida per la gestione dei siti Natura 2000" predisposte dal Ministero dell'Ambiente e Tutela del Territorio;

il Decreto Ministeriale del 17 ottobre 2007 "Criteri minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione relative a Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e a Zone di Protezione Speciale (ZPS)".

Considerato che

l'identificazione e la selezione dei siti di importanza comunitaria, inclusi quelli destinati alla protezione di specie ampiamente distribuite nell'ambiente marino, come i delfini e le tartarughe marine, sono effettuate in base alle disposizioni e ai criteri scientifici stabiliti dalla direttiva Habitat. ln particolare, nella nostra Regione è già attiva da alcuni anni una rete regionale di' coordinamento per la conservazione delle tartarughe marine finalizzata al coordinamento di tutti i soggetti pubblici e privati che operano nel settore e che si attivano per il recupero, la cura e la riabilitazione delle tartarughe marine ferite o debilitate, al fine di poterne consentire il loro rilascio in mare;

la designazione di siti di importanza comunitaria non esclude di per sé l'esercizio di attività economiche in detti siti, a condizione che qualsiasi impatto negativo significativo su di essi venga evitato;

la DGR n. 1572/2020 risulta essere una proposta inoltrata
al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ai fini della designazione della SIC, comprensiva del perimetro, del quadro conoscitivo, dell'area di interesse e delle misure specifiche di conservazione;

in tale deliberazione viene individuata la Regione Emilia-Romagna quale Ente di Gestione del Sito Marino, e si prevede che le Organizzazioni rappresentative del settore della pesca professionale e dell'acquacoltura debbano essere coinvolte nella gestione del sito marino e nell'eventuale modifica e ridefinizione delle misure di mitigazione, secondo quanto verrà stabilito da apposito protocollo di intesa da stipularsi a cura della Regione Emilia-Romagna;

con deliberazione della Giunta regionale n. 1653 del 16 novembre 2020 "Disposizioni collegate alla legge regionale di stabilità per il 2021" è stato proposto di individuare, in luogo della Regione Emilia-Romagna, l'Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità- Delta del Po.

Reso noto che

in data 15 dicembre 2020 è stato convocato un primo incontro con i soggetti interessati, sia pubblici che privati per definire i contenuti del Protocollo di intesa per la gestione del nuovo Sic marino. Il Tavolo di lavoro potrà venire allargato ad altri soggetti istituzionali quali la Capitaneria di Porto, ARPAE e Istituti di ricerca scientifica;

scopo di tale Documento è quello di approfondire il quadro conoscitivo della biodiversità presente nel Sic marino, di promuovere azioni di divulgazione, informazione, sensibilizzazione e formazione sui temi della tutela di tali specie, di definire misure di mitigazione degli impatti delle attività di pesca e di attivare azioni di vigilanza e di controllo nel sito marino.

Ritenuto che

la proposta di cui all'art. 5 del, collegato alle disposizioni alla legge di stabilità per il 2021 di mettere in capo all'Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità - Delta del Po, è condivisibile in quanto da anni tale ente sui SIC "terrestri" dispone delle competenze tecnico-scientifiche più idonee per poter affrontare le problematiche connesse alla gestione dei siti Rete Natura 2000, nonché per gestire i rapporti e le relazioni con il territorio e le comunità;

un Sic Marino, il primo in Emilia-Romagna, necessita al contempo di attrezzature, formazione e professionalità specifiche, utili al fine di attivare i necessari monitoraggi ed attività di gestione del sito, oltre che un coinvolgimento degli operatori della pesca e turistici.

Tutto ciò premesso e considerato,

Impegna la Giunta

a proseguire l'azione di concertazione e coordinamento avviata con tutti gli stakeholder (imprese, associazioni di categoria, rappresentanti del mondo della pesca professionale, dell'acquacoltura, nonché delle attività di pescaturismo, ittiturismo ed acquiturismo, associazioni ambientaliste, etc.) partner fondamentali per la gestione e corretto mantenimento dello stesso Sic, al fine di giungere celermente alla definizione di un protocollo d'intesa di gestione del SIC marino, quanto più condiviso e allargato, sulle misure di mitigazione degli impatti delle attività di pesca e sulle attività di controllo, utili ai fini della più efficiente gestione del sito e all'esercizio delle attività economiche già presenti in detti siti;

ad impegnarsi con il Governo per individuare risorse eventualmente necessarie per l'adeguamento alle misure di mitigazione da adottarsi a cura degli operatori economici;

a destinare all'Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Delta del Po, a partire dal necessario sostegno del Governo, le risorse economiche e strumentali per la gestione del SIC marino per effettuare i necessari studi e monitoraggi per l'applicazione degli strumenti di selezione e di mitigazione degli impatti sulle tartarughe marine e sui tursiopi;

a garantire la massima collaborazione con gli enti regionali o di rilevanza regionale (Struttura Oceanografica Daphne di Arpae, Fondazione Centro Ricerche Marine di Cesenatico-Cervia...), nonché di favorire tutte le necessarie collaborazioni accademiche e scientifiche.

Approvato a maggioranza dei presenti nella seduta pomeridiana del 22 dicembre 2020

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