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n.334 del 08.11.2016 (Parte Prima)

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Oggetto n. 3442 - Risoluzione sulla Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, Accelerare la transizione dell'Europa verso un'economia a basse emissioni di carbonio Comunicazione di accompagnamento di misure nell'ambito della strategia quadro per un’Unione dell’energia: proposta legislativa relativa a riduzioni annue vincolanti delle emissioni di gas serra che gli Stati membri devono realizzare nel periodo 2021-2030, proposta legislativa relativa all'inserimento delle emissioni e degli assorbimenti di gas a effetto serra risultanti da attività di uso del suolo, cambiamento di uso del suolo e silvicoltura nel quadro 2030 per il clima e l'energia e comunicazione relativa a una strategia europea per una mobilità a basse emissioni - COM(2016)500 final del 20 luglio 2016; Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, Strategia europea per una mobilità a basse emissioni - COM(2016)501 final del 20 luglio 2016; Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle riduzioni annuali vincolanti delle emissioni di gas a effetto serra a carico degli Stati membri nel periodo 2021-2030 per un'Unione dell'energia resiliente e per onorare gli impegni assunti a norma dell'accordo di Parigi e recante modifica del regolamento (UE) n. 525/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ad un meccanismo di monitoraggio e comunicazione delle emissioni di gas a effetto serra e di comunicazione di altre informazioni in materia di cambiamenti climatici - COM(2016)482 final/2 del 20 luglio 2016; Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'inclusione delle emissioni e degli assorbimenti di gas a effetto serra risultanti dall'uso del suolo, dal cambiamento di uso del suolo e dalla silvicoltura nel quadro 2030 per il clima e l'energia e recante modifica del regolamento (UE) n. 525/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a un meccanismo di monitoraggio e comunicazione delle emissioni di gas a effetto serra e di comunicazione di altre informazioni in materia di cambiamenti climatici - COM(2016)479 final del 20 luglio 2016. Osservazioni della Regione Emilia-Romagna ai sensi dell’articolo 24, comma 3, della legge n. 234 del 2012 ed esame di sussidiarietà ai sensi del Protocollo n. 2 allegato al Trattato di Lisbona

La I Commissione “Bilancio, Affari generali ed istituzionali”

dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

Visto l’articolo 38, comma 4, del Regolamento interno dell’Assemblea legislativa e la legge regionale 28 luglio 2008, n. 16 (Norme sulla partecipazione della Regione Emilia-Romagna alla formazione ed attuazione del diritto comunitario, sulle attività di rilievo internazionale della Regione e sui suoi rapporti interregionali. Attuazione degli articoli 12, 13 e 25 dello Statuto regionale), in particolare gli articoli 3, 4 e 6;

visti gli articoli 24, comma 3, e 25 della legge 24 dicembre 2012 n. 234 (Norme generali sulla partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea);

visto l’articolo 5 del Trattato sull’Unione europea e il Protocollo n. 2 sull’applicazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità allegato al Trattato sull'Unione europea e al Trattato sul funzionamento dell'Unione europea;

vista la Risoluzione dell’Assemblea legislativa n. 2616 del 19 maggio 2016 recante “Sessione europea 2016 - Indirizzi relativi alla partecipazione della Regione Emilia-Romagna alla fase ascendente e discendente del diritto dell’Unione Europea", in particolare le lettere y), z), aa), gg);

vista la lettera della Presidente dell’Assemblea legislativa (prot. n. 42506 del 13 settembre 2016);

vista la Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, Accelerare la transizione dell'Europa verso un'economia a basse emissioni di carbonio Comunicazione di accompagnamento di misure nell'ambito della strategia quadro per un’Unione dell’energia: proposta legislativa relativa a riduzioni annue vincolanti delle emissioni di gas serra che gli Stati membri devono realizzare nel periodo 2021-2030, proposta legislativa relativa all'inserimento delle emissioni e degli assorbimenti di gas a effetto serra risultanti da attività di uso del suolo, cambiamento di uso del suolo e silvicoltura nel quadro 2030 per il clima e l'energia e comunicazione relativa a una strategia europea per una mobilità a basse emissioni - COM(2016)500 final del 20 luglio 2016;

vista la Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, Strategia europea per una mobilità a basse emissioni - COM(2016)501 final del 20 luglio 2016;

vista la Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle riduzioni annuali vincolanti delle emissioni di gas a effetto serra a carico degli Stati membri nel periodo 2021-2030 per un'Unione dell'energia resiliente e per onorare gli impegni assunti a norma dell'accordo di Parigi e recante modifica del regolamento (UE) n. 525/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a un meccanismo di monitoraggio e comunicazione delle emissioni di gas a effetto serra e di comunicazione di altre informazioni in materia di cambiamenti climatici - COM(2016)482 final/2 del 20 luglio 2016;

vista la Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'inclusione delle emissioni e degli assorbimenti di gas a effetto serra risultanti dall'uso del suolo, dal cambiamento di uso del suolo e dalla silvicoltura nel quadro 2030 per il clima e l'energia e recante modifica del regolamento (UE) n. 525/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a un meccanismo di monitoraggio e comunicazione delle emissioni di gas a effetto serra e di comunicazione di altre informazioni in materia di cambiamenti climatici - COM(2016)479 final del 20 luglio 2016;

vista la Risoluzione della I Commissione Bilancio, Affari generali ed istituzionali ogg. n. 1454 del 13 ottobre 2015 sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2003/87/CE per sostenere una riduzione delle emissioni più efficace sotto il profilo dei costi e promuovere investimenti a favore di basse emissioni di carbonio - COM (2015) 337 final del 15 luglio 2015. Osservazioni della Regione Emilia-Romagna ai sensi dell’articolo 24, comma 3, della legge n. 234 del 2012 e esame di sussidiarietà ai sensi del Protocollo n. 2 allegato al Trattato di Lisbona;

vista la Risoluzione della I Commissione Bilancio, Affari generali ed istituzionali ogg. n. 2173 del 16 febbraio 2016 sul pacchetto di misure sull’economia circolare (Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, L'anello mancante - Piano d'azione dell'Unione europea per l'economia circolare - COM(2015) 614 final del 2 dicembre 2015; Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica le direttive 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso, 2006/66/CE relativa a pile e accumulatori e ai rifiuti di pile e accumulatori e 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche - COM(2015) 593 final del 2 dicembre 2015; Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti elettroniche - COM(2015) 594 final del 2 dicembre 2015; Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2008/98 relativa ai rifiuti - COM(2015) 595 final del 2 dicembre 2015; Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio - COM(2015) 596 final del 2 dicembre 2015). Osservazioni della Regione Emilia-Romagna ai sensi dell’articolo 24, comma 3, della legge n. 234 del 2012 ed esame di sussidiarietà ai sensi del Protocollo n. 2 allegato al Trattato di Lisbona;

visti gli articoli 191 e 192, paragrafo 1, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE);

visto il parere reso dalla III Commissione Territorio, Ambiente e Mobilità nella seduta del 20 ottobre 2016 (prot. n. 48868 del 20 ottobre 2016);

considerato che il Protocollo n. 2 allegato al Trattato di Lisbona prevede il coinvolgimento delle Assemblee legislative regionali nel controllo della sussidiarietà in collaborazione con i rispettivi Parlamenti nazionali nell’ambito del cd. “early warning system” e che l’articolo 25 della legge 234 del 2012 disciplina la modalità di partecipazione alla verifica del rispetto del principio di sussidiarietà da parte delle Assemblee, dei Consigli regionali e delle Province autonome di Trento e di Bolzano;

considerato che il Pacchetto di misure relativo alla transizione verso un'economia a basse emissioni (COM(2016)500 final del 20 luglio 2016; COM(2016)501 final del 20 luglio 2016; COM(2016)482 final/2 del 20 luglio 2016; COM(2016)479 final del 20 luglio 2016), fa parte degli atti segnalati nell’ambito della Sessione europea 2016, sui quali l’Assemblea legislativa e la Giunta regionale si sono impegnate a valutare, al momento della effettiva presentazione, l’opportunità di inviare osservazioni al Governo ai sensi della legge n. 234 del 2012, articolo 24, comma 3, per gli aspetti di competenza regionale, oltre all’eventuale esame della sussidiarietà delle proposte legislative da parte dell’Assemblea ai sensi dell’articolo 25 della stessa legge;

considerata l’importanza di rafforzare il dialogo tra i livelli parlamentari anche sugli aspetti di merito delle proposte e delle iniziative presentate dalla Commissione europea nel contesto del dialogo politico tra Parlamenti nazionali e Istituzioni dell’Unione europea e considerato che l’articolo 9 della legge 234 del 2012, disciplinando la partecipazione delle Camere al dialogo politico con le istituzioni europee, nel comma 2, prevede che: “I documenti (delle Camere) tengono conto di eventuali osservazioni e proposte formulate dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano ai sensi dell’articolo 24, comma 3, e dalle assemblee e dai consigli regionali e delle province autonome ai sensi dell’articolo 25”.

Considerato che la transizione a livello mondiale verso un'economia circolare e a basse emissioni di carbonio è iniziata e ha ricevuto nuovo impulso dall’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e dall’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e che la strategia quadro per un'Unione dell'energia contribuisce al conseguimento di questo obiettivo ed è parte integrante della strategia europea per la transizione verso un economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori.

Considerato che si tratta di un impegno in linea con un percorso efficiente sotto il profilo dei costi per conseguire gli obiettivi climatici di lungo termine dovrà essere realizzato da tutti gli Stati membri collettivamente e che per cominciare a tradurre in pratica questo impegno, nel luglio 2015 la Commissione europea ha presentato una proposta di riforma del sistema di scambio di quote di emissione dell’UE per adeguarlo al nuovo contesto e orientare gli investimenti nei settori industriale ed energetico dopo il 2020.

Considerato che il raggiungimento di tale obiettivo richiede continuità nell' azione per il clima anche nei settori non ETS e progressi in tutti gli ambiti dell'Unione per l'energia al fine di garantire ai cittadini europei un'energia sicura, sostenibile, competitiva e affidabile e che, a tal fine, il presente pacchetto di misure è indirizzato agli altri elementi principali dell'economia che dovranno contribuire all'azione per il clima e in particolare: i settori dell'edilizia, dei trasporti, del trattamento dei rifiuti, dell'agricoltura, dell'uso del suolo e della silvicoltura.

Considerato che il pacchetto di misure interviene trasversalmente in diversi settori sui quali la Regione Emilia-Romagna sta operando attraverso l’adozione di un quadro normativo e Programmi di intervento che dovranno essere strutturati e attuati in modo sempre più complementare e sinergico per contribuire concretamente al conseguimento degli obiettivi generali.

Considerata, infine, l’opportunità di partecipare, già in fase ascendente, al processo decisionale dell’Unione europea e ai negoziati che seguiranno sulle Comunicazioni e sulle proposte di regolamento attraverso la formulazione di osservazioni e l’attivazione di tutti gli strumenti a disposizione delle Regioni;

a) si esprime sulla Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, Accelerare la transizione dell'Europa verso un'economia a basse emissioni di carbonio Comunicazione di accompagnamento di misure nell'ambito della strategia quadro per un’Unione dell’energia: proposta legislativa relativa a riduzioni annue vincolanti delle emissioni di gas serra che gli Stati membri devono realizzare nel periodo 2021-2030, proposta legislativa relativa all'inserimento delle emissioni e degli assorbimenti di gas a effetto serra risultanti da attività di uso del suolo, cambiamento di uso del suolo e silvicoltura nel quadro 2030 per il clima e l'energia e comunicazione relativa a una strategia europea per una mobilità a basse emissioni, osservando quanto segue:

- in linea generale, condivide la strategia per accelerare la transizione dell'Europa verso un'economia a basse emissioni di carbonio e il relativo pacchetto di misure proposto, soprattutto in considerazione dell’evidenziazione dell’importanza del ruolo che rivestono i diversi soggetti (pubblici e privati) e livelli territoriali, in particolare le Regioni, nel conseguire tale cambiamento. In quest’ottica, in linea con gli “strumenti e stimolanti trasversali”, segnala, per la Regione Emilia-Romagna, l’adozione di diverse leggi regionali e relativi piani e programmi di attuazione che si propongono di intervenire, sinergicamente, per contribuire al conseguimento degli obiettivi generali delineati nella comunicazione.

- La Comunicazione evidenzia, inoltre, correttamente che il trattamento dei rifiuti è uno dei settori in grado di concorrere in modo significativo alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra ed è tra gli ambiti cui sono indirizzate le misure individuate nel pacchetto di proposte presentate dalla Commissione europea. L'economia circolare, infatti, è considerata tra gli strumenti in grado di creare un ambiente favorevole alla transizione verso una società europea a basse emissioni, alla luce del collegamento diretto tra i quantitativi di materie prime utilizzate, l'energia richiesta e le emissioni di gas serra. Si stima, infatti, che a livello di Unione europea l’attuazione delle misure riguardanti il passaggio dall’economia lineare all’economia circolare possa determinare un taglio annuale delle emissioni clima-alteranti che va dal 2 al 4% e valere complessivamente oltre 600 miliardi di euro per il settore produttivo. Premesso ciò, evidenzia che questo processo richiederà importanti investimenti sia pubblici che privati, ma che rappresenta l’unica possibilità per intervenire in un settore che può contribuire significativamente alla riduzione delle emissioni e promuovere la crescita del reddito e dell’occupazione nel medio e lungo periodo, per raggiungere livelli crescenti di innovazione e competitività, fondamentali al fine di creare occupazione e lavoro in un mondo globalizzato.

b) Si esprime sulla Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, Strategia europea per una mobilità a basse emissioni, osservando quanto segue:

- in generale, evidenzia che il pacchetto di misure presentato dalla Commissione europea e, in particolare, la Strategia europea sulla mobilità a basse emissioni, in linea con gli interventi precedenti, delineano un piano di azione a medio e lungo termine nel settore dei trasporti finalizzato a sostituire gradualmente il petrolio con combustibili alternativi. A livello nazionale la maggior parte degli Stati membri hanno già adottato iniziative a sostegno della diffusione dei combustibili alternativi, ma sottolinea la necessità di una strategia globale europea coerente e stabile che preveda un quadro normativo più favorevole agli investimenti nel settore.

- Evidenzia, dunque, la necessità per l’Unione europea di “attrezzarsi” con una gamma di combustibili alternativi tecnologicamente, economicamente e ambientalmente compatibili, che siano in grado di far fronte al fabbisogno e alla necessità di fruire a lungo termine di tutte le modalità di trasporto delle merci e delle persone. E’ essenziale, a tal fine, che l’azione strategica dell’UE si concentri sulla rimozione dei fattori critici che sinora non hanno consentito il raggiungimento degli obiettivi ed in particolare: la mancanza di infrastrutture adeguate; la definizione di specifiche tecniche interoperabili per la progettazione e creazione di queste infrastrutture; l'informazione e il coinvolgimento dei consumatori; il coordinamento e la razionalizzazione della spesa pubblica, al fine di ridurre i costi degli interventi e migliorarne l’impatto, e un livello adeguato di investimenti di settore. In questa ottica complessiva, evidenzia che la strategia presentata dalla Commissione europea fornisce, correttamente, un orientamento generale di base per lo sviluppo di combustibili alternativi al petrolio.

- Premesso che i punti qualificanti della Comunicazione sulla mobilità sostenibile hanno come priorità l'ottimizzazione e il miglioramento dell'efficienza e dell’efficacia del sistema di trasporto per una mobilità a basse emissioni attraverso: l'uso delle tecnologie digitali nel trasporto pubblico/privato (ITS-Intelligent Transport Systems); la promozione della intermodalità tra i mezzi di trasporto ferro-gomma-
biciclette; la prosecuzione del processo di decarbonizzazione attraverso l'impiego nel trasporto delle energie alternative in sostituzione dei derivati del petrolio, con particolare attenzione all'elettrico e al metano e alle tecnologie di metanazione (biometano e metano sintetico) e a base di idrogeno, si sottolinea che la realizzazione di una filiera “virtuosa” che coinvolga la produzione, l’erogazione di fonti energetiche rinnovabili e la ricerca della loro massima interoperabilità, restano gli elementi chiave per il conseguimento degli obiettivi generali.

- Si condividono le politiche e gli interventi dell’Unione europea finalizzati a incentivare l’uso del metano e a garantire una diffusione capillare e omogenea dei punti di distribuzione anche nei territori attualmente meno forniti di infrastrutture, in quanto da un lato, essendo riconosciuto come uno dei combustibili fossili più puliti, i vantaggi del suo utilizzo sono sia economici che ambientali e, dall’altro, la Regione Emilia-Romagna è storicamente uno dei territori con il maggior numero di veicoli alimentati a metano, sia privati che pubblici, con una distribuzione capillare dei punti di distribuzione del carburante, di conseguenza, come illustrato nella comunicazione sulla mobilità, Il metano liquido GNL (LNG), il biometano e il metano sintetico possono costituire una tecnologia efficiente ed economica e di basso impatto ambientale, anche per i veicoli pesanti come gli autobus a metano, su cui investire e ancora non sufficientemente sfruttata nel nostro paese. Inoltre, con riferimento al punto della comunicazione relativo al cambiamento del parco veicolare “vetusto”, sottolinea che la previsione e il reperimento di risorse finanziarie e investimenti adeguati, sia pubblici che privati, a tutti i livelli, resta essenziale per garantire l’incisività delle diverse azioni e iniziative.

- Con riferimento specifico al paragrafo 3. “Contesto propizio a una mobilità a basse emissioni”, e in particolare alla parte della comunicazione relativa alle Tecnologie digitali, si evidenzia che la precedente Comunicazione della Commissione europea “Piano d’azione sulla mobilità urbana” del 30 settembre 2009 ha previsto, nell’ambito del programma di azioni a favore della mobilità sostenibile, lo sviluppo da parte delle autorità locali di Piani di mobilità urbana sostenibile (PUMS) per garantire la definizione di una politica che armonizzasse lo sviluppo dei trasporti e la tutela dell’ambiente. I documenti attuativi dei piani devono essere elaborati in base al documento della Commissione Europea del 2014 “Le Linee Guida - Sviluppare e attuare un piano urbano della mobilità sostenibile” che tracciano analiticamente le caratteristiche, le modalità, i criteri e le fasi del processo di formazione e approvazione del PUMS. I PUMS rappresentano un'evoluzione qualitativa notevole rispetto ai piani di settore preesistenti trattandosi di piani a lungo termine, flessibili, che vengono aggiornati (anche dal punto di vista finanziario) regolarmente, e il cui stato di attuazione, rispetto al conseguimento degli obiettivi, è verificato attraverso un piano di monitoraggio specifico e che prevedono, come parte del loro iter di approvazione, una fase partecipata che coinvolge cittadini e portatori di interesse (stakeholders). Per queste ragioni, la presenza di piani di settore come i PUMS costituisce, ad esempio, un requisito prioritario per accedere ai finanziamenti del POR FESR 2014-2020 della Regione Emilia-Romagna dedicati a interventi di mobilità sostenibile e la loro importanza strategica è stata più volte ribadita in diverse normative dell’Unione europea, oltre che a livello nazionale, nelle linee di indirizzo attualmente in corso di definizione da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Alla luce di questa premessa e rilevato che nella comunicazione Strategia europea per una mobilità a basse emissioni, non si rinviene alcun riferimento ai piani di mobilità urbana, evidenzia la necessità di esplicitare sia nell’ambito di questa strategia che nelle iniziative e atti che vi daranno attuazione, che la pianificazione integrata delle città costituisce un fattore chiave per lo sviluppo della mobilità sostenibile, anche attraverso l'elaborazione ed attuazione dei Piani Urbani della Mobilità Sostenibile (PUMS).

c) Con riferimento alle proposte di regolamento, si esprime sugli aspetti di cui ai successivi punti d), e), f) e g) osservando quanto segue:

d) la base giuridica appare correttamente individuata, rispettivamente, negli articoli 191 e 192, paragrafo 1, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE);

e) ai fini dell’applicazione del Protocollo n. 2 allegato al Trattato di Lisbona, che prevede il coinvolgimento delle Assemblee legislative nel controllo di sussidiarietà in collaborazione con i rispettivi Parlamenti nazionali nell’ambito del cd. early warning system, le proposte di regolamento appaiono conformi al principio di sussidiarietà e proporzionalità come definiti dall’art. 5, paragrafi 3 e 4 del TUE;

f) per quanto attiene il merito della Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle riduzioni annuali vincolanti delle emissioni di gas a effetto serra a carico degli Stati membri nel periodo 2021-2030 per un'Unione dell'energia resiliente e per onorare gli impegni assunti a norma dell'accordo di Parigi, osserva che:

- si evidenzia che l’Allegato I stabilisce le quote di ciascun paese membro sulla base del prodotto interno lordo pro-capite (PIL). Il range delle quote individuate risulta compreso tra lo 0% (Bulgaria) e il 40% (Norvegia). Pur condividendo lo spirito di equità e solidarietà su cui si basano i criteri di ripartizione delle quote di riduzione annuale delle emissioni, si ritiene che debbano essere tenuti in debita considerazione anche i contributi emissivi per vettore energetico e, in particolare, quelli derivanti dall’uso del carbone, in quanto responsabili di elevate emissioni di PM10 e, di conseguenza, dannosi rispetto alla qualità dell’aria, in modo da incentivare un più rapido processo di rinnovamento tecnologico. Si rileva, infatti, che gli Stati membri a più basso prodotto interno lordo pro-capite (PIL) sono anche quelli che ricorrono maggiormente a fonti energetiche particolarmente impattanti come il carbone con la conseguenza che l’utilizzo come unico parametro del PIL pro capite rischia di non incentivare adeguatamente il passaggio a tecnologie e vettori energetici più efficienti e meno inquinanti.

g) per quanto attiene il merito della Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'inclusione delle emissioni e degli assorbimenti di gas a effetto serra risultanti dall'uso del suolo, dal cambiamento di uso del suolo e dalla silvicoltura nel quadro 2030 per il clima e l'energia, osserva che:

- si evidenzia l’importanza del tema del cambiamento climatico per la Regione Emilia-Romagna che, anche in ragione delle proprie peculiarità territoriali, sta approntando diverse misure per ridurne gli effetti sia in termini di riduzione delle emissioni sia in termini di impatto sul territorio, per quanto riguarda l’assetto idrogeologico, l’agricoltura e le foreste. In particolare, per quanto riguarda il territorio e l’ambiente si sta puntando su azioni che favoriscano la resilienza della vegetazione naturale e, in agricoltura, su tecniche agronomiche innovative finalizzate al risparmio idrico e alla resistenza alle alte temperatura e siccità. Negli strumenti di pianificazione e programmazione approvati recentemente dalla Regione, come il Piano forestale regionale 2014-2020 e il Programma di sviluppo rurale, sono previsti indirizzi ed azioni per contrastare il fenomeno del cambiamento climatico come il potenziamento della resilienza delle specie forestali, attraverso azioni finalizzate ad incrementare l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili agroforestali. Si evidenzia, tuttavia, che per il reale conseguimento degli obiettivi, normative e azioni per il contrasto ai cambiamenti climatici non possono rimanere confinate a livello locale, ma devono essere condivise in primo luogo a livello europeo e da ciascuno dei suoi Stati membri. In particolare, per quanto riguarda la coerenza delle politiche di contrasto, si sottolinea la necessità di una condivisione degli strumenti di misurazione e di monitoraggio delle emissioni e dei pozzi di carbonio, anche per definire adeguate modalità di verifica rigorose e condivise.

- Premesso l’obiettivo di definire un nuovo approccio più omogeneo a livello europeo e tra i diversi stati membri per la contabilizzazione delle emissioni e degli assorbimenti dei gas serra inerenti LULUCF, attualmente disciplinati, sino al 2020, dagli obblighi internazionali previsti dal Protocollo di Kyoto, evidenzia che le proposte presentate dalla Commissione europea sono, in tal senso, condivisibili, ma occorre segnalare che sarà necessario uno sforzo significativo per l’adeguamento dei sistemi di rilevazione dei dati riferiti all’uso del suolo e ad altri parametri agroforestali, necessari ai fini dell’attuazione di quanto previsto dalle proposte di regolamento. Ad esempio, il Piano forestale regionale 2014-2020 prevede già il monitoraggio delle risorse forestali e, in particolare, delle variazioni delle superfici forestali in conseguenza di utilizzazioni, di eventi calamitosi, come gli incendi boschivi, e di nuovi rimboschimenti; delle utilizzazioni forestali per la produzione di biomasse; delle superfici soggette a pianificazione aziendale e di altri parametri descrittivi del sistema forestale, ma, sulla base delle nuove proposte di regolamento, questi e gli altri parametri necessari per il monitoraggio dovranno essere standardizzati, aggiornati con frequenza almeno annuale ed estesi anche agli usi agricoli dei terreni per la misurazione del bilancio del carbonio.

h) Dispone l’invio della presente Risoluzione alla Giunta della Regione Emilia-Romagna, per garantire il massimo raccordo tra gli organi della Regione nello svolgimento delle rispettive attività e competenze, assegnate dalla legge e dal regolamento e invita la Giunta a trasmettere la presente Risoluzione al Governo e alla Conferenza delle Regioni e delle province autonome, quali osservazioni ai fini della formazione della posizione italiana, ai sensi dell’articolo 24, comma 3 della legge n. 234 del 2012;

i) dispone l’invio della presente Risoluzione al Senato della Repubblica e alla Camera dei Deputati ai fini dell’espressione del parere di cui al Protocollo n. 2 sull’applicazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità ai sensi dell’articolo 25 della legge 234 del 2012 e della formulazione dei documenti delle Camere nell’ambito della partecipazione al dialogo politico con le istituzioni dell’Unione europea ai sensi dell’articolo 9 della legge 234 del 2012;

j) impegna la Giunta ad informare l’Assemblea legislativa sul seguito dato alle osservazioni della Regione Emilia-Romagna sul Pacchetto di misure relativo alla transizione verso un'economia a basse emissioni, sulle eventuali posizioni assunte dalla Regione a livello europeo e nazionale, con particolare attenzione a quelle assunte in sede di Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nonché sugli ulteriori contributi della Regione al processo decisionale europeo;

k) dispone inoltre l’invio della presente Risoluzione alla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, ai sensi dell’art. 25 della legge 234 del 2012 e, per favorire la massima circolazione delle informazioni sulle attività di partecipazione alla fase ascendente, ai parlamentari europei eletti in Emilia-Romagna e ai membri emiliano-romagnoli del Comitato delle Regioni, al Network sussidiarietà del Comitato delle Regioni e alle Assemblee legislative regionali italiane ed europee.

Approvata a maggioranza dalla Commissione I Bilancio Affari generali ed istituzionali nella seduta del 24 ottobre 2016.

 

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