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n.281 del 04.11.2015 periodico (Parte Seconda)

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RISOLUZIONE - Oggetto n. 1453 - Risoluzione sulla Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni Un "new deal'' per i consumatori di energia - COM(2015) 339 final del 15 luglio 2015. Osservazioni della Regione Emilia-Romagna ai sensi dell'articolo 24, comma 3, della legge n. 234 del 2012

La I Commissione “Bilancio Affari generali ed istituzionali”

dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

Visto l’articolo 38, comma 4, del Regolamento interno dell’Assemblea legislativa e la legge regionale 28 luglio 2008, n. 16, in particolare gli articoli 3, 4 e 6;

visto l’articolo 24, comma 3, della legge 24 dicembre 2012 n. 234 (Norme generali sulla partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea);

vista la Risoluzione dell’Assemblea legislativa n. 800 del 25 giugno 2015 recante “Sessione europea 2015 - Indirizzi relativi alla partecipazione della Regione Emilia-Romagna alla fase ascendente e discendente del diritto dell’Unione Europea", in particolare le lettere t), u), x), y), z) e hh);

vista la lettera della Presidente dell’Assemblea legislativa;

vista la Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni Un "new deal" per i consumatori di energia COM(2015) 339 final del 15 luglio 2015;

visto il parere reso dalla II Commissione Politiche economiche nella seduta del 7 ottobre 2015 (prot. n. 42489 dell’8 ottobre 2015).

vista la legge regionale 23 dicembre 2004, n. 26 (Disciplina della programmazione energetica territoriale ed altre disposizioni in materia di energia);

considerato che la Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni Un "new deal" per i consumatori di energia COM(2015) 339 final del 15 luglio 2015 fa parte degli atti segnalati nell’ambito della sessione comunitaria 2015, sui quali l’Assemblea legislativa e la Giunta regionale si sono impegnate a valutare, al momento della effettiva presentazione, l’opportunità di inviare osservazioni al Governo ai sensi della legge n. 234 del 2012, articolo 24, comma 3, per gli aspetti di competenza regionale, oltre all’eventuale esame della sussidiarietà delle proposte legislative da parte dell’Assemblea ai sensi dell’articolo 25 delle stessa legge;

considerata l’importanza di rafforzare il dialogo tra i livelli parlamentari anche sugli aspetti di merito delle proposte e delle iniziative presentate dalla Commissione europea nel contesto del dialogo politico tra Parlamenti nazionali e Istituzioni dell’Unione europea e considerato che l’articolo 9 della legge 234 del 2012, disciplinando la partecipazione delle Camere al dialogo politico, nel comma 2, prevede espressamente che: “I documenti (delle Camere) tengono conto di eventuali osservazioni e proposte formulate dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano ai sensi dell’articolo 24, comma 3, e dalle assemblee e dai consigli regionali e delle province autonome ai sensi dell’articolo 25”;

considerato che il quadro strategico per l’Unione dell’energia, le cui linee di intervento sono state anticipate nella relativa Comunicazione presentata dalla Commissione europea il 25 febbraio 2015 (COM (2015) 80), prevede la presentazione di numerose iniziative e proposte legislative che nei prossimi anni ridefiniranno la attuale normativa europea in materia di produzione energetica, risparmio energetico, lotta al cambiamento climatico e sviluppo sostenibile;

considerato che il 15 luglio 2015 la Commissione europea ha presentato un primo pacchetto di misure in attuazione del quadro strategico per l’Unione dell’energia con proposte finalizzate a conferire ai consumatori un nuovo ruolo nel mercato dell'energia, a ridefinire l'assetto del mercato europeo dell'energia elettrica, ad aggiornare l'etichettatura dell'efficienza energetica e a rivedere il sistema UE di scambio di quote di emissione;

considerato che la Comunicazione in esame anticipa quali saranno i prossimi passaggi che porteranno alla revisione della attuale legislazione europea in materia di energia (in particolare: la direttiva sull'efficienza energetica, la direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia, la direttiva sull'energia rinnovabile) che, insieme ad altri interventi, dovrebbe consentire di individuare a livello dell'UE gli strumenti concreti per dare attuazione al "new deal" a favore dei consumatori;

considerato che, secondo la legge regionale n. 26 del 2004, tra le finalità della politica energetica regionale rientrano: la promozione dello sviluppo sostenibile del sistema energetico regionale; la promozione, attraverso il risparmio energetico e l'uso razionale dell'energia, dei fattori di competitività regionale; il contributo ad elevare la sicurezza, l'affidabilità, la continuità e l'economicità degli approvvigionamenti energetici; il sostegno all’innovazione tecnologica e al miglioramento dell'efficienza, qualità, fruibilità e diffusione territoriale dei servizi di pubblica utilità e dei servizi rivolti all'utenza finale e considerato che la promozione di attività di informazione e orientamento sulle tecnologie e i sistemi operativi e gestionali, finalizzate a ridurre i consumi di energia e migliorare le condizioni di compatibilità ambientale dell'utilizzo dell'energia, rientra a pieno titolo tra le funzioni che la Regione esercita in materia di risparmio energetico e uso razionale dell'energia;

considerato che, nel Piano Energetico Regionale, la Regione Emilia-Romagna ha assunto a fondamento della sua programmazione energetica gli obiettivi nazionali di riduzione dei consumi energetici, di copertura dei fabbisogni attraverso lo sviluppo delle fonti rinnovabili e di limitazione delle emissioni di gas serra posti dal Protocollo di Kyoto, dedicando un intero Asse del Piano Triennale di Attuazione del PER all'informazione e alla comunicazione, riconoscendo l'importanza di contribuire attivamente alla diffusione di una nuova cultura dell'uso razionale dell'energia;

considerato, inoltre, che la Regione per contribuire alla riduzione dei consumi energetici ha promosso, attraverso fondi regionali, nazionali ed europei, la realizzazione di interventi delle imprese e degli enti locali per il miglioramento dell’efficienza energetica nei processi, negli impianti e negli edifici e la realizzazione di impianti per l’impiego delle fonti rinnovabili, sostenendo diverse iniziative come, ad esempio, il “Patto dei sindaci” e sottoscrivendo accordi di collaborazione, convenzioni, protocolli d'intesa con soggetti pubblici e privati in materia di promozione dell'efficienza energetica e delle fonti rinnovabili;

considerata, infine, l’opportunità di partecipare, già in fase ascendente, al processo decisionale dell’Unione europea, e ai negoziati che seguiranno sulla Comunicazione e sulla proposta di Raccomandazione del Consiglio attraverso la formulazione di osservazioni e l’attivazione di tutti gli strumenti a disposizione delle regioni;

a) si esprime con riferimento alla comunicazione osservando quanto segue:

- In generale, la Comunicazione rappresenta il primo passo di un complesso processo di revisione e integrazione delle politiche energetiche ed ambientali dell’UE e degli Stati Membri finalizzato alla creazione dell’Unione dell'Energia che ha, tra i suoi obiettivi, il riconoscimento al consumatore del ruolo di protagonista di questa transizione verso un nuovo modo di produrre, trasformare, distribuire e utilizzare l'energia. Evidenzia, però, che un processo di questo tipo non potrà essere né veloce né semplice perché implica cambiamenti che necessitano di tempo e di idonee condizioni e perché sino ad ora il consumatore è stato relegato ad un ruolo passivo rispetto alle politiche e agli interventi adottati nel settore dell’energia, per diverse ragioni: mancanza di informazioni sui costi dell'energia e sul funzionamento dei mercati; difficoltà di districarsi consapevolmente e scegliere tra le varie alternative dell’offerta; limitazioni del sistema complessivo alle capacità di autoproduzione e autoconsumo dell'energia necessaria ai propri fabbisogni; la complessità delle normative e degli adempimenti richiesti che limitano la possibilità di adottare soluzioni mirate sui propri livelli di consumo.

- Con riferimento al riconoscimento di un maggiore potere decisionale al consumatore, dunque, sottolinea l'importanza di un’adeguata informazione necessaria per consentire di effettuare scelte consapevoli. Per questo evidenzia la previsione nella Comunicazione di un'ampia diffusione di sistemi di misurazione individuali dei consumi e di sistemi di fatturazione in grado di fornire informazioni utili per comprendere gli effetti dei comportamenti individuali sui consumi energetici, anche attraverso una semplificazione di detti sistemi ed una chiara identificazione delle varie voci di costo. Su questo aspetto, ad esempio, sottolinea che per quanto riguarda le apparecchiature e gli edifici, le normative sull'etichettatura energetica degli elettrodomestici e degli impianti e le norme sulla progettazione ecocompatibile già consentono ai consumatori di fare scelte più consapevoli. Secondo la Comunicazione, tuttavia, per il consumatore la scelta non dovrà limitarsi soltanto al “come” consumare l'energia, ma dovrà riguardare anche il “chi” la deve fornire, di conseguenza sono previste misure per consentire al consumatore di passare ad altro fornitore in condizioni di sicurezza, con riduzione di costi, tempi, oneri e penali. Su questo aspetto, evidenzia che la scelta dei consumatori per essere consapevole deve essere basata sulla possibilità di comparazione delle offerte tecnico-commerciali dei fornitori, di conseguenza è fondamentale la stretta collaborazione tra la Commissione europea e le autorità nazionali di regolamentazione del settore per l'elaborazione di criteri di trasparenza e affidabilità degli strumenti di confronto indipendenti.

- Segnala, inoltre, che la Comunicazione cerca di affrontare gli aspetti sociali delle forniture energetiche (la cosiddetta povertà energetica) proponendo la graduale soppressione dei prezzi regolamentati sottocosto per i consumatori vulnerabili e promuovendo misure più sostenibili, più eque e mirate che gli Stati membri possono adottare per aiutare concretamente le fasce sociali più deboli, mantenendo bassi i costi complessivi. Evidenzia, però, che le soluzioni per raggiungere questo obiettivo sono fondamentalmente due: affidare la tutela dei consumatori deboli al sistema generale di previdenza sociale, oppure attribuirla al mercato dell'energia, in questo caso, però, diventa necessario definire una “tariffa solidale” o sconti sulle bollette energetiche, i cui costi inevitabilmente ricadranno collettivamente sui consumatori che non beneficiano delle agevolazioni.

- Evidenzia l’introduzione un concetto “rivoluzionario” che, se concretizzato, determinerà un cambiamento totale dell’approccio al tema dell’energia, ossia la possibilità per il consumatore di una “gestione attiva” dei consumi, ad esempio, attraverso l'accesso a contratti di fornitura con “tariffazione dinamica” contratti cioè che consentano un controllo del carico da parte del consumatore in funzione delle condizioni del mercato e della rete, che gli consentirebbe di scegliere quando prelevare energia dalla rete, quando immettere nella rete l'energia autoprodotta attraverso impianti a fonti rinnovabili, in funzione dei propri fabbisogni, della propria capacità di generazione, dei prezzi dell'energia, svolgendo il doppio ruolo di produttore e consumatore e contribuendo allo sviluppo della “generazione distribuita” e alla riduzione delle perdite di rete.

- Con riferimento al tema case e reti energetiche intelligenti, sottolinea che il raggiungimento degli obiettivi che si pone la Comunicazione segnerebbe senza dubbio un passaggio epocale per il sistema energetico. Secondo la Comunicazione, infatti, le case dovranno essere dotate di tecnologie di comando e controllo (tipicamente domotiche) anche da remoto; in questa logica soluzioni di mobilità elettrica potrebbero diventare utili strumenti per lo stoccaggio dell'energia prodotta da impianti a fonti rinnovabili. Si tratterebbe, in altri termini, di ridisegnare completamente le infrastrutture a rete secondo la logica delle cd. “smart grid”, un approccio rivoluzionario rispetto a quello esistente in cui il quantitativo di energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici comporta squilibri che sono responsabili di significative perdite di efficienza per gli impianti di generazione convenzionali esistenti. La Comunicazione riconosce, quindi, l'importanza di estendere l'applicazione delle norme già elaborate a livello europeo su tali tecnologie per consentire l'interoperabilità e la fruibilità che non possono essere demandate alla autonomia dei singoli produttori di tecnologie.

- Il terzo pilastro della Comunicazione tratta l'importanza della gestione e della protezione dei dati. Anche in questo caso evidenzia che i nuovi sistemi di rilevamento, controllo, regolazione e misura dei consumi dovranno essere resi disponibili agli operatori dei servizi energetici per consentire loro la gestione dei flussi di energia, dovranno essere liberati dalle complicazioni burocratico-amministrative che ne ostacolano i gradi di libertà, ma al contempo dovranno essere protetti rispetto ad usi impropri, fraudolenti da parte di altri operatori del mercato, a tutela dei consumatori stessi.

- In conclusione, alla luce della disamina effettuata sui contenuti della Comunicazione, e quindi sulla strategia che dovrebbe guidare le future politiche dell’UE nel settore energia (e non solo) segnala che “in astratto” il nuovo approccio proposto è assolutamente condivisibile e innovativo. Si rileva, tuttavia, alla luce delle enormi problematiche che dovranno essere affrontate, la necessità che queste strategie trovino in tempi certi concreta attuazione (e concrete soluzioni), soprattutto nel contesto delle diverse normative che intervengono nel settore. La complessità del quadro normativo attualmente vigente, infatti, necessita di un processo di revisione, il più possibile rapido, che dovrà tener conto sia dei tempi dei processi decisionali europei sia dei tempi del successivo recepimento da parte dello Stato (e delle regioni), nonché della necessità di adeguate risorse e finanziamenti a sostegno dell’attuazione delle nuove politiche. Si tratta di un processo di revisione complesso che interesserà numerosi e diversi settori (energetico, ambientale, sociale, della concorrenza) e che necessiterà di un approccio complessivo e integrato che dovrà essere portato avanti, in modo condiviso, a tutti i livelli (europeo, nazionale e regionale) coordinando le diverse normative che dovranno essere necessariamente riviste in un’ottica di forte semplificazione e riduzione di oneri amministrativi e burocratici.

b) Dispone l’invio della presente Risoluzione alla Giunta della Regione Emilia-Romagna, per garantire il massimo raccordo tra gli organi della Regione nello svolgimento delle rispettive attività e competenze, assegnate dalla legge e dal regolamento e invita la Giunta a trasmettere la presente Risoluzione al Governo e alla Conferenza delle regioni e delle province autonome, quali osservazioni ai fini della formazione della posizione italiana, ai sensi dell’articolo 24, comma 3 della legge n. 234 del 2012;

c) Dispone l’invio della presente Risoluzione, al Senato della Repubblica e alla Camera dei Deputati per l’inoltro alle competenti Commissioni parlamentari anche ai fini della formulazione dei documenti delle Camere nell’ambito della partecipazione al dialogo politico con le istituzioni dell’Unione europea ai sensi dell’articolo 9 della legge n. 234 del 2012;

d) Impegna la Giunta ad informare l’Assemblea legislativa sul seguito dato alle osservazioni della Regione Emilia-Romagna sulla Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni Un "new deal" per i consumatori di energia COM(2015) 339 final del 15 luglio 2015, sulle eventuali posizioni assunte dalla Regione a livello europeo e nazionale, con particolare attenzione a quelle assunte in sede di Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nonché sugli ulteriori contributi della Regione al processo decisionale europeo;

e) Dispone inoltre l’invio della presente Risoluzione alla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome e, per favorire la massima circolazione delle informazioni sulle attività di partecipazione alla fase ascendente, ai parlamentari europei eletti in Emilia-Romagna e ai membri emiliano-romagnoli del Comitato delle Regioni, al Network sussidiarietà del Comitato delle Regioni e alle Assemblee legislative regionali italiane ed europee.

Approvata a maggioranza nella seduta del 13 ottobre 2015, ai sensi dell’articolo 38, comma 4 del Regolamento interno e dell’articolo 6, comma 2 della legge regionale n. 16 del 2008

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