n.82 del 08.04.2026 periodico (Parte Seconda)

Oggetto n. 816 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad affrontare e approfondire il fenomeno della "povertà mestruale" in Emilia-Romagna e prevedere un piano di agevolazioni economiche per l'acquisto di prodotti sanitari e igienici femminili per le fasce più deboli. A firma dei Consiglieri: Arduini, Massari, Parma, Carletti, Daffadà, Proni, Castellari, Fornili, Calvano, Critelli, Lori, Lembi, Albasi, Costi, Zappaterra, Bosi, Ancarani, Gordini, Casadei, Sabattini, Ferrari

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna
Premesso che

ogni essere umano ha funzioni biologiche che richiedono l’uso di prodotti essenziali (come assorbenti, pannolini, pannoloni, ecc.) per la salute del corpo e la cura della persona. Tali prodotti variano in base al bisogno, all’età e al genere, ma la necessità di accesso a questi beni rimane costante.

Nonostante il bisogno di prodotti per la salute mestruale sia permanente, l’accesso a questi beni essenziali rimane vincolato alla possibilità di acquistarli. Questo comporta che la soddisfazione delle esigenze di salute e cura dipenda dalla capacità economica dell’individuo e della propria famiglia. In Italia, non esistono database istituzionali che offrano una fotografia esaustiva sulle condizioni di accesso a tali beni, ma dai nuovi studi emergono dati significativi;

una persona con ciclo mestruale vive mediamente 40 anni di fertilità (Thièbaut, 2019), affrontando circa 480 cicli mestruali, ciascuno della durata media di 28 giorni, con 3-5 giorni di flusso. L’utilizzo medio, nel corso della vita, per una persona con mestruazioni è compreso tra 4.000 e 9.000 assorbenti (Women International Security, 2020), con un costo complessivo stimato di circa 1.800 euro solo per questi prodotti essenziali. È vero che esistono alternative, come le coppette mestruali o le mutande assorbenti, spesso citate per ridurre l’impatto economico e ambientale. Tuttavia, la scelta del prodotto più adatto resta una questione di libertà personale e di autonomia corporea, un principio fondamentale da cui partire quando si parla di salute mestruale;

secondo il nuovo sondaggio WeWorld-Ipsos condotto su un campione rappresentativo della popolazione italiana, il 16% delle persone intervistate dichiara di non potersi permettere i prodotti mestruali desiderati, e circa il 14% ricorre all’uso della carta igienica, per gestire il flusso mestruale;

sempre stando all’indagine WeWorld-Ipsos, la povertà mestruale ha implicazioni che si estendono oltre il contesto economico: circa 1 persona su 2 ha dovuto rinunciare ad attività scolastiche o lavorative a causa delle mestruazioni, con una perdita media di 6,2 giorni scolastici e 5,6 lavorativi all’anno;

secondo i calcoli di Adoc, le difficoltà economiche colpiscono in modo più marcato le famiglie con figli piccoli: il primo anno di vita comporta una spesa media di circa 2.000 euro per pannolini (936 euro) e latte in polvere (1.027 euro). Questi costi aumentano ulteriormente in presenza di anziani, disabili o bisogni specifici di genere;

secondo i dati più recenti del rapporto ISTAT 2024, in Italia la povertà assoluta colpisce circa 9,8% degli individui, coinvolgendo oltre 5,7 milioni di persone. Tra queste, sono particolarmente colpite le donne: 2,277 milioni vivono in condizioni di indigenza, rappresentando uno dei gruppi più numerosi in termini assoluti tra le categorie vulnerabili, superando minori e anziani.

Rilevato che

per facilitare l'accesso e la reperibilità di suddetti beni, essenziali per la salute e la cura, centinaia di comuni e regioni hanno adottato azioni amministrative, seguendo l'esempio dell'accordo con le farmacie comunali sui prodotti igienico-sanitari femminili promosso nel 2021 nel Comune di Firenze. L'attivismo delle istituzioni locali, insieme a quello della società civile, come mappato dal “TamponTaxTour” promosso dall’associazione “Tocca a noi APS” che ha visto diverse tappe anche in Emilia-Romagna, tra cui nelle città di Rimini e di Bologna, ha portato nella Legge di bilancio per il 2022 al passaggio di tali beni dalla categoria dei prodotti con IVA al 22% a quella dei beni essenziali con IVA al 5%.

Considerato che

su Change.org, l’associazione Onderosa, con il sostegno di Coop, ha lanciato la petizione “#StopTamponTax, il Ciclo è ANCORA un Lusso!”, che ha raccolto oltre 700.000 firme.

Coop ha lanciato la campagna “Close the Gap", composta da azioni concrete per promuovere la parità di genere, combattere le disparità e ridurre le differenze, con l'obiettivo di avviare un dialogo sui temi importanti, coinvolgendo consumatori, soci, dipendenti e fornitori.

Evidenziato che

l’8 marzo 2021, il Consiglio Comunale di Bologna ha discusso e approvato all'unanimità un ordine del giorno sulla riduzione dei prezzi dei prodotti igienici femminili e, in particolare, sulla riduzione della cosiddetta "Tampon Tax", ovvero l'IVA su questi prodotti. Il documento impegna il Comune a verificare con le Farmacie di Bologna la possibilità di applicare prezzi contenuti e promozionali sui prodotti sanitari igienici femminili (e ogni altra eventuale iniziativa per migliorare la disponibilità e l’educazione) e intraprendere iniziative per promuovere questa riduzione a livello regionale e nazionale. In ulteriori OdG sull’argomento si invita inoltre a valutare la possibilità di introdurre la distribuzione gratuita ed adeguatamente pubblicizzata di campioni di prodotti igienico sanitari femminili negli “Spazio Giovani”, nonché di prevedere specifici indicatori, anche all’interno del DUP, per monitorare e valutare l’incidenza della “povertà di genere”, con particolare attenzione alla povertà mestruale.

Il 10 febbraio 2025, il Consiglio comunale di Reggio Emilia, ha approvato all’unanimità una mozione di iniziativa popolare per l’installazione di distributori di assorbenti nelle scuole secondarie di primo e secondo grado di Reggio Emilia e a commissionare a Farmacie Comunali Riunite lo studio della suddetta iniziativa, con particolare attenzione all’impiego di assorbenti compostabili e anallergici.

Nel marzo 2025 la Valle d'Aosta è diventata la prima regione italiana, in cui l'amministrazione ha fornito a tutte le 10 scuole superiori del proprio territorio, un distributore di assorbenti gratuiti, con l'obiettivo è di estendere il progetto anche alle scuole medie.

Nel 2022, la Consulta degli Studenti e il Parlamento regionale degli studenti della Toscana ha approvato un progetto per coinvolgere le scuole della provincia fiorentina per l’installazione delle TamponBox (scatole contenenti prodotti igienico-sanitari per la solidarietà reciproca) e per sensibilizzare su temi legati alla salute riproduttiva.

Nel 2022, l'Unione Europea con la direttiva 2022/542 al nuovo comma due dell’art. 98 specifica che: gli Stati membri possono applicare, in aggiunta alle due aliquote ridotte di cui al paragrafo 1 dello stesso articolo, un’aliquota ridotta inferiore al minimo del 5%. Al punto tre dell’allegato sono compresi proprio i prodotti di protezione dell’igiene femminile e i prodotti igienici assorbenti.

Alcuni Paesi dell’Unione Europea come Irlanda e Scozia hanno completamente rimosso l’IVA sui prodotti mestruali e altri hanno attivato la distribuzione gratuita degli stessi all’interno degli spazi pubblici.

Dal 2021, in Francia vengono distribuiti gratuitamente assorbenti in tutte le università e le residenze studentesche del paese per contrastare il fenomeno della povertà mestruale.

Nel 2022, in Spagna è stata approvata una riforma sulla salute sessuale e riproduttiva e sull’interruzione volontaria di gravidanza, che ha previsto, oltre alla previsione di un congedo mestruale, anche la distribuzione gratuita di assorbenti in scuole, carceri, centri femminili, centri civici, centri sociali o enti pubblici.

Nel 2022, In Scozia è entrata in vigore una legge che obbliga le autorità a fornire prodotti per il ciclo femminile gratuitamente a “chiunque ne abbia bisogno”, all’interno delle strutture pubbliche come farmacie o centri di aggregazione giovanili, scuole e università.

Nel 2024, il governo della comunità autonoma della Catalogna ha lanciato una campagna “Ciclo mio, regole mie": donne, persone transgender e non binarie che hanno le mestruazioni potranno ricevere gratuitamente prodotti mestruali riutilizzabili.

Nella legge di bilancio per il 2024 è stato previsto un incremento dell'IVA sui prodotti igienico-sanitari e sui prodotti per l'infanzia, dal 5% al 10%, con un impatto economico estremamente negativo sulle famiglie, a danno della salute e della cura di grandi e piccini.

Rilevato infine che

ad agosto 2021, a seguito della presentazione dell’interrogazione a risposta scritta n. 3889 “per sollecitare la promozione di azioni in favore della riduzione e della progressiva abolizione della ‘Tampon Tax’ cioè l’aliquota IVA sui prodotti di igiene intima femminile” a prima firma della Consigliera Nadia Rossi, il tema è stato affrontato anche in Consiglio regionale dell’Emilia-Romagna.

Durante la seduta pomeridiana dell'Assemblea Legislativa del 26 ottobre 2021, è stata approvata all'unanimità dei votanti, la risoluzione n. 3890 recante il titolo "Risoluzione per impegnare la Giunta e l'Assemblea a sostenere l'iniziativa "Stop Tampon Tax!", con l'obiettivo di giungere all'abolizione o ad una consistente riduzione dell'IVA sui prodotti per l'igiene intima femminile” a prima firma della Consigliera Silvia Piccinini.

Tutto ciò premesso e considerato,

impegna la Giunta regionale

ad affrontare e approfondire il fenomeno della “povertà mestruale” in Emilia-Romagna, anche attraverso un’indagine per conoscere i numeri di persone che vivono in condizione di vulnerabilità economica tale da non permettere neanche l’acquisto di prodotti igienico sanitari, prevedendo un piano di agevolazioni economiche per l’acquisto di prodotti sanitari e igienici femminili per le fasce più deboli;

ad accelerare la pubblicazione delle Linee guida regionali sulla medicina di genere, che non è la medicina delle donne, bensì un approccio medico che considera le differenze biologiche (sesso) e socio-culturali (genere) nell'insorgenza, nella manifestazione e nel trattamento delle malattie, riconoscendo che le patologie possono presentarsi diversamente e richiedere approcci terapeutici personalizzati a seconda del sesso biologico e del genere della persona;

a sollecitare il Governo e il Parlamento per una totale detassazione dei beni essenziali alla salute e alla cura di ogni persona, per garantire il diritto alla salute a tutte le persone, a prescindere dal genere, l’identità di genere, l’orientamento sessuale, l’età, l’etnia, il contesto familiare, sociale ed economico di provenienza;

a promuovere la produzione diretta o il patrocinio di progetti e campagne di sensibilizzazione all’educazione mestruale e alla cura dei corpi, valutando l’opportunità di collaborare con agenzie formative e reti di associazionismo presenti sul territorio, al fine di contrastare stereotipi e tabù di genere;

a proseguire le attività in tema di educazione all’affettività, relazionale e sessuale nelle scuole (dalle primarie alle secondarie superiori), anche sollecitando a livello nazionale la sistematizzazione di questo tipo di formazione, così da rafforzarla e implementarla in maniera più sistematica;

a verificare con le Farmacie comunali presenti in Emilia-Romagna la possibilità di applicare prezzi particolarmente contenuti e promozionali sui prodotti sanitari igienici femminili e non (quali tamponi interni, assorbenti igienici esterni, coppe, spugne mestruali, pannoloni) e sui prodotti per la prima infanzia (quali pannolini e latte in polvere), ed ogni altra eventuale iniziativa per migliorare la disponibilità, l’accessibilità e l’educazione all’uso di questi prodotti da parte delle persone ed in particolare delle fasce più svantaggiate;

a installare, promuovere e diffondere la pratica delle Tampon Box, così come l’installazione di distributori automatici con la vendita dei suddetti prodotti a prezzi calmierati, in tutti i luoghi di aggregazione e negli spazi pubblici affinché venga attuato e riconosciuto il diritto alla salute e alla cura del proprio corpo, facilitando l’accesso a prodotti essenziali per ogni persona;

a proseguire nell’individuazione e nell’apertura di nuovi spazi dedicati alla cura di bambini e bambine, parallelamente, sensibilizzare la cittadinanza, gli operatori commerciali, le categorie lavorative e i gestori di pubblici servizi presso i Comuni della regione Emilia-Romagna ad intraprendere azioni simili;

a richiedere l’adesione al Manifesto per la Giustizia Mestruale dell’organizzazione WeWorld - organizzazione umanitaria che da 50 anni porta al centro chi è ai margini in Italia e in oltre 25 Paesi nel mondo, ideato e promosso per combattere tabù e pregiudizi sul ciclo mestruale;

a mantenere pannolini ed assorbenti all'interno del patto antinflazione già sottoscritto a Palazzo Chigi tra la presidenza del Consiglio e i corpi intermedi di riferimento, tra cui Confersercenti, Confcommercio e Federdistribuzione;

a richiedere al Garante per la sorveglianza dei prezzi la costituzione di una Commissione di allerta rapida e controllo che monitori i prezzi di questi beni necessari per proteggerli da aumenti speculativi come già avvenuto negli ultimi anni.

Approvata a maggioranza dei presenti nella seduta pomeridiana del 24 marzo 2026

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