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n.263 del 13.08.2014 periodico (Parte Seconda)

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Valutazione di impatto ambientale (VIA) relativa ai lavori di costruzione dell'invaso interaziendale denominato "Castagneto" ad uso irriguo al servizio del Consorzio volontario "Poggio-San Ruffillo", nei comuni di Brisighella e di Faenza (RA). Presa d'atto delle determinazioni della conferenza di servizi (Titolo III, L.R. 9/99 e successive modifiche ed integrazioni)

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

(omissis)

delibera: 

a) la Valutazione di Impatto Ambientale positiva, ai sensi dell’art. 16 della L.R. 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, in relazione al progetto per i lavori di costruzione dell’invaso interaziendale ad uso irriguo, denominato “Castagneto”, al servizio del Consorzio volontario denominato “Poggio-San Ruffillo”, nei Comuni di Brisighella e Faenza (RA), poiché il progetto in oggetto, secondo gli esiti dell’apposita Conferenza di Servizi conclusasi il giorno 11 marzo 2014, è realizzabile a condizione che siano rispettate le prescrizioni, indicate ai punti 1.C., 2.C. e 3.C. del Rapporto conclusivo della Conferenza di Servizi, che costituisce l’Allegato 1 parte integrante e sostanziale della presente delibera, e le ulteriori precisazioni inserite all’interno degli atti connessi alla realizzazione dell’invaso in oggetto, di seguito sinteticamente riportate: 

1. Ogni intervento di manutenzione dell'invaso si deve attenere a criteri di basso impatto ambientale e deve ricorrere, ogni qualvolta possibile, all'impiego di tecniche di ingegneria naturalistica, ai sensi della Direttiva Regionale assunta con DGR n. 3939 del 6/9/1994.

2. Nella realizzazione di infrastrutture lineari si dovrà evitare che le stesse corrano parallelamente ai corsi d'acqua.

3. Nei tratti di viabilità storica saranno consentiti interventi fermo restando la conservazione dei tratti di viabilità originari, ancorché dismessi o esclusi da quella principale e salvaguardando la riconoscibilità e la tutela complessiva del tracciato originario storico.

4. In considerazione delle problematiche evidenziate rispetto alla pianificazione territoriale provinciale e in coerenza con gli indirizzi e direttive della Variante al PTCP in attuazione del Piano Regionale di Tutela delle Acque (PTA), si richiede di:

  • installare dispositivi sigillati per la misurazione delle portate e dei volumi derivati per avviare misure di monitoraggio dei bilanci idrici di bacino, al fine di monitorare i prelievi dei singoli invasi Castagneto e Molino del Rosso, con trasmissione dei dati al Servizio Tecnico di Bacino Romagna;
  • porre in atto sistemi per il minor spreco dell’acqua derivata.

5. Le condotte adduttrici dovranno rispettare le specifiche previsioni delle NTA del PTCP.

6. Si prescrive di prevedere l’attivazione del prelievo limitatamente al periodo novembre-maggio di ogni anno.

7. Ai sensi dell’art. 9C del PAE vigente:

  • una volta messo in esercizio l’invaso, è obbligatorio il controllo sulle caratteristiche tecniche almeno mensile; tale controllo è obbligatorio in caso di eventi meteorologici particolarmente disastrosi;
  • la dismissione dell’invaso dovrà essere autorizzata dal Servizio Tecnico di Bacino previa realizzazione di un progetto di recupero dell’area.

8. Prima dell’inizio dei lavori dovrà essere approvata dall’organo comunale, a pena di decadenza della conclusione positiva del procedimento di VIA, la convenzione per l’estrazione e la commercializzazione del materiale inerte.

9. Gli scavi di sbancamento per la realizzazione dell’invaso e gli scavi per la posa delle condotte in località Castagneto, Quartolo e Rio Quinto devono essere preceduti dall’esecuzione di sondaggi preventivi, tali da garantire un’adeguata campionatura dell’area interessata dal progetto, al fine di rilevare eventuali criticità archeologiche ed adottare le opportune misure di tutela; i lavori di scavo per la posa della parte restante delle condotte devono essere assoggettati a controllo archeologico in corso d’opera. Qualora, a seguito dell’esecuzione dei sondaggi preventivi e/o durante il controllo archeologico in corso d’opera emergano evidenze di natura archeologica, potranno rendersi necessarie modifiche anche sostanziali al progetto. Nel caso di lavori tramite presso-trivelle o attrezzature spingitubo, il controllo in corso d’opera dovrà essere sostituito da sondaggi archeologici preventivi.

10. L’assistenza alle operazioni di scavo - sia nel caso dei sondaggi preventivi sia nel caso del controllo in corso d’opera - dovrà essere affidata ad operatori archeologi di provata professionalità esterni all’Amministrazione. Nessuno degli oneri connessi alle attività archeologiche suddette (sia quelle in corso di scavo, come la sorveglianza, i mezzi meccanici, conduzione e documentazione scavi etc., sia quelle eventuali post-scavo, come la rielaborazione dati, la redazione schede, la documentazione grafica e fotografica, etc.) dovrà risultare a carico dell’Amministrazione Statale.

11. Gli archeologi incaricati opereranno sotto la direzione scientifica della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna e dovranno mettersi in contatto con i Funzionari territorialmente competenti; a tal fine, sarà cura della D.L. comunicare tempestivamente al competente Ufficio di detta Soprintendenza il nominativo della Ditta prescelta.

12. La realizzazione di verde dovrà avvenire attraverso l’irrobustimento della piantumazione, sia sul confine confine sud-ovest a schermatura dei nuovo volumi tecnici, che lungo il perimetro dell’invaso. Tale verde a mitigazione, non dovrà essere né continuo né compatto, evitando una disposizione delle nuove piante troppo lineare e preferendo un andamento adattivo allo spontaneismo cioè con effetto a macchia e con una densità di piante a mq. tale da ottenere un pronto effetto visivo naturalistico.

13. prima dell’inizio dei lavori dovrà essere effettuato un sopralluogo congiunto con l’Ufficio Tecnico al fine di definire l’esatta posizione dei tracciati, ivi compreso l’attraversamento della strada vicinale Rio Quinto;

14. nel caso di scavo su strade asfaltate ed in fianco ad esse, quando non diversamente prescritto e/o concordato, si dovranno rispettare le seguenti prescrizioni tecniche:

  • gli attraversamenti stradali, eseguiti con scavo a cielo aperto, potranno essere eseguiti con taglio dell’asfalto esistente mediante apposito disco diamantato, riempiti poi con idonei materiali e, successivamente, dopo l’avvenuto costipamento, ripristinando il manto stradale con conglomerato bituminoso;
  • tutto il materiale scavato, ad eccezione del materiale arido accantonato per il reimpiego, dovrà essere trasportato in discarica autorizzata;
  • il materiale asportato dovrà essere sostituito con sabbiella di cava per l’intero spessore fino a cm. 50 sotto la pavimentazione stradale;
  • la ricostruzione delle fondazioni stradali dovrà avvenire con la posa in opera e compattazione di ghiaia mista stabilizzata di natura calcarea e dello spessore ultimato di cm. 35÷40;
  • sopra le fondazioni stradali sarà steso e rullato conglomerato bituminoso BINDER dello spessore finito di cm. 10÷12, posato a filo asfalto compresa la mano di emulsione bituminosa superficiale e saturazione con sabbia grossa di cantiere;
  • dovranno nel tempo essere eseguiti in caso di calo i necessari ricarichi, a semplice richiesta dell’Ufficio Tecnico Comunale;
  • la profondità delle tubazioni e la loro distanza da eventuali cavi elettrici, di norma, non dovrà essere inferiore a 1,00 m salvo casi diversi concordati con l’Ufficio Tecnico Comunale; dovrà, inoltre, essere posto un nastro avvertitore a 20 cm sopra dette tubazioni;

15. nel caso di scavo su strade bianche ed in fianco ad esse, quando non diversamente prescritto e/o concordato, si dovranno rispettare le seguenti prescrizioni tecniche:

  • tutto il materiale scavato, ad eccezione del materiale arido accantonato per il reimpiego, dovrà essere trasportato in discarica autorizzata;
  • il materiale asportato dovrà essere sostituito con sabbiella di cava per l’intero spessore fino a 50 cm sotto la pavimentazione stradale;
  • la ricostruzione delle fondazioni stradali dovrà avvenire con la posa in opera e compattazione di ghiaia mista stabilizzata di natura calcarea e dello spessore ultimato di 35÷40 cm;
  • dovranno nel tempo essere eseguiti in caso di calo i necessari ricarichi, a semplice richiesta dell’Ufficio Tecnico Comunale;
  • la profondità delle tubazioni e la loro distanza da eventuali cavi elettrici, di norma, non dovrà essere inferiore a 1,00 m salvo casi diversi concordati, con l’Ufficio Tecnico Comunale; dovrà, inoltre, essere posto un nastro avvertitore a 20 cm sopra dette tubazioni.

16. Si richiede comunque sempre di valutare l’ipotesi di non utilizzare scavi a cielo aperto ma preferire l’impiego di presso-trivella per gli attraversamenti:

  • impiego di presso-trivella e/o attrezzatura spingitubo;
  • Ø passacavo – tubo camicia ≥ 150 mm.
  • H profondità ≥ 1,50 m sotto il piano viabile;

17. Tutti i lavori potranno essere eseguiti previa richiesta e ottenimento di apposita ordinanza per l’installazione della necessaria segnaletica di cantiere.

18. Alla fine dei lavori si richiede il ripristino completo dello stato attuale della strada comunale Via Molino del Rosso dalla Strada Provinciale 302 fino al sito dell’invaso, visto il notevole passaggio dei mezzi pesanti che l’intervento prevede. A garanzia del corretto ripristino, si chiede di depositare fideiussione prima dell’inizio lavori il cui importo sarà determinato sulla base delle valutazioni emerse in sede del sopralluogo congiunto.

19. I termini di inizio e di ultimazione dei lavori, ai sensi dell’art. 14 comma 2 e 3 della L.R. 31/2002 e s.m.i., sono: un anno dal rilascio del Permesso di Costruire; tre anni dal rilascio del provvedimento per l’ultimazione degli stessi.

20. Per gli eventuali interventi che interessano le strade comunali di Faenza dovrà essere richiesta l'autorizzazione allo scavo come da regolamento per la realizzazione di scavi su suolo pubblico approvato con l'atto C.C. n. 275 del 15/11/2010, prot. 44926 del 19/11/2010. I lavori di scavo dovranno essere eseguiti rispettando le norme tecniche allegate al regolamento in oggetto: in particolare la profondità del tubo sulla sede stradale dovrà essere superiore a 1 m e in corrispondenza dei fossi dovrà avere una profondità di almeno 50 cm rispetto al piano di scorrimento del fosso stesso. Per gli altri attraversamenti dovrà essere acquisito il parere degli Enti interessati.

21. Al fine di limitare la polverosità e l'impatto in generale sulla matrice aria dell'attività di costruzione dell'invaso, devono essere messi in atto i seguenti interventi di minimizzazione degli impatti:

  • bagnatura almeno 4 volte al giorno nella stagione estiva/primaverile delle piste di cantiere; in periodo invernale in funzione della umidità e piovosità (almeno una volta al giorno);
  • contenimento della velocità dei mezzi all'interno dell'area di cantiere (inferiore comunque a 20 km/h);
  • copertura dei cassoni per il trasporto dei materiali in uscita dal cantiere;
  • dovranno essere messi in atto tutti gli accorgimenti tali da evitare il sollevamento di polveri e l’imbrattamento della sede stradale pubblica; in caso venga ravvisata una ciriticità in tale senso durante l’attività di cantiere, dovrà essere tempestivamente realizzato e correttamente gestito un sistema di lavaggio dei pneumatici degli automezzi utilizzati atto a contenere l’eventuale esternalità e nell’area in prossimità dell'uscita del cantiere si dovrà prevedere un sistema di lavaggio delle ruote con ugelli ad alta pressione;
  • per un tratto maggiore di 50 m prima della immissione nella viabilità pubblica, il fondo della pista deve essere adeguatamente compattato e costituito da materiale atto a minimizzare gli impatti della polverosità indotta dalla movimentazione;
  • al fine di limitare, in generale, le emissioni exhaust (classificate dallo IARC nel 2012 come cancerogene per l'uomo (gruppo 1)) devono essere utilizzati autocarri di categoria superiore ad EURO 3 e mezzi di cantiere ad emissioni contenute (di recente omologazione).

22. Il quantitativo di risorsa idrica da lasciare defluire nel fiume Lamone è fissato in 500 l/s.

23. Il periodio di prelievo è fissato da novembre a maggio di ogni anno.

24. Per quanto riguarda l’utilizzo dei WC chimici, questi dovranno essere svuotati nel rispetto della Parte Quarta D.Lgs. n. 152/06 e s.m.i.; lo stesso dicasi nel caso venga prevista la realizzazione di un lavandino/lavaggio mani. Le acque saponate che si originano dovranno essere stoccate in idoneo contenitore e smaltite come rifiuti.

25. L’area dove avverranno le operazioni di rifornimento carburanti dovrà essere ben identificata, impermeabilizzata e dovranno essere presenti e di facile accesso idonei materiali di assorbimento (panne, segatura, ecc.) tali da contenere eventuali sversamenti.

26. Valutato il progetto del verde proposto, si prescrive, tra le essenze arbustive presentate in progetto, di utilizzare in sostituzione del Carpinus Betulus, l'Ulmus Campestre (olmo) più tipico di tali ambienti insieme eventualmente anche al Cornus Sanguinea.

27. Le attività di cantiere finalizzate alla costruzione dell’invaso Castagneto potranno essere svolte solo nei giorni feriali, nell’intervallo orario 7-20, limitando le attività acusticamente impattanti alle fasce 8-13 e 15-19, nel rispetto del limite LAeq (livello continuo equivalente ponderato A) di 70 dBA, con tempo di misura TM di 10 minuti, rilevato in facciata agli edifici residenziali, così come statuito dalla Giunta Regionale con Deliberazione n. 45 del 21/1/2002 e dallo specifico regolamento comunale.

28. Eventuali deroghe ai limiti orari e di inquinamento acustico, dovranno essere richieste al competente ufficio del Comune.

29. Le macchine in uso dovranno operare in conformità alle direttive CE in materia di emissione acustica ambientale, così come recepite dalla legislazione italiana.

30. All’interno del cantiere dovranno essere utilizzati tutti gli accorgimenti tecnici e gestionali, sia con l’impiego delle più idonee attrezzature, sia tramite idonea organizzazione dell’attività, al fine di minimizzare l’impatto acustico verso l’esterno.

31. Dovrà essere data preventiva informazione alle persone potenzialmente disturbate dalla rumorosità del cantiere su tempi e modi di esercizio, su data di inizio e fine dei lavori.

32. Al fine di eventuale richiesta di deroga agli orari e ai limiti, ai sensi della L.R. 9 maggio 2001 n. 15 e del Regolamento Comunale in materia di inquinamento acustico derivante da particolari attività, si dovrà inviare al Comune, per il successivo inoltro all’ARPA territorialmente competente, il documento di previsione di impatto acustico redatto conformemente ai criteri stabiliti con le delibere di Giunta Regionale n. 45 del 21 gennaio 2002 e n. 673 del 1 aprile 2004.

33. Dovrà essere predisposto monitoraggio acustico nella fase di cantiere ai ricettori presenti nell’area di influenza per la verifica strumentale del rispetto dei limiti acustici. Copia della relazione tecnica dei rilievi dovrà essere trasmessa al Comune e ad ARPA.

34. Dovrà essere effettuata in fase di esercizio una verifica acustica strumentale (comprensiva di ricerca di componenti impulsive, tonali e tonali in bassa frequenza) durante i mesi estivi di attività dell’impianto irriguo, tesa a dimostrare il rispetto dei valori limite di immissione diurni e notturni in coerenza con le stime previsionali prodotte. In caso di esito non conforme alla normativa vigente, dovranno essere realizzate opere di mitigazione acustica. Copia della relazione tecnica dei rilievi dovrà essere trasmessa al Comune e ad ARPA. In caso di modifiche sostanziali alle sorgenti sonore prese in considerazione nel presente progetto e/o introduzione di nuove sorgenti sonore, dovrà essere presentata nuova valutazione di impatto acustico o integrazione a quella già presentata.

35. I locali per gli impianti elettrici (cabina Enel) devono essere rivestiti in doghe di legno e/o di materiale ceramico e/o di materiale metallico, di larghezza non inferiore a 15 cm. Deve essere realizzata sulla cabina una copertura a doppia o a 4 falde, con manto in coppi o in lamiera di rame, anche per articolarsi al capanno con i quadri elettrici.

36. Attorno all’invaso deve essere accentuata, se non in contrasto con il sistema idraulico complessivo e la sicurezza, la piantumazione a verde, prevedendo almeno tre filari di piante (a basso, medio e alto fusto) al fine di ottenere anche dall’alto la percezione di una più vasta macchia a verde.

37. E’ necessario che il gestore dell’invaso provveda a mettere in atto le azioni per evitare la proliferazione di zanzare (utilizzando idonei interventi larvicidi o in alternativa immissione di pesci predatori di larve) al fine di garantire la lotta alla diffusione delle malattie trasmesse da insetti vettori.

38. Per quanto concerne la costruzione di un idoneo fabbricato da destinare a cabina di trasformazione/consegna, si ricorda che il proponente è tenuto, prima dell'avvio dei lavori, valutate le DPA, ad ottenere un parere favorevole ai sensi della L.R. 10/93.

b) i Comuni di Brisighella e Faenza e la Provincia di Ravenna hanno espresso il proprio parere sulla compatibilità ambientale ai sensi della L.R. 9/99 all’interno del Rapporto Ambientale che costituisce l’Allegato 1 alla presente delibera;

c) il Servizio Tecnico di Bacino Romagna, con determinazione n. 3493 del 18/03/2014, ha provveduto a rilasciare la concessione ordinaria di derivazione per il riempimento degli invasi interaziendali denominati “Castagneto” e “Molino del Rosso”, che costituisce l’Allegato 2 parte integrante e sostanziale della presente delibera;

d) la Provincia di Ravenna ha espresso il proprio parere sulla concessione di derivazione all’interno della Conferenza di Servizi svolta ai sensi del Titolo III della L.R. 9/99 e s.m.i.;

e) l’Autorità di Bacino Fiumi Romagnoli ha espresso il proprio parere sulla concessione di derivazione all’interno della Conferenza di Servizi svolta ai sensi del Titolo III della L.R. 9/99 e s.m.i.;

f) il Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale ha espresso il proprio parere sulla concessione di derivazione all’interno della Conferenza di Servizi svolta ai sensi del Titolo III della L.R. 9/99 e s.m.i.;

g) il Servizio Tutela e Risanamento Risorsa Acqua della Regione Emilia-Romagna ha espresso il proprio parere sulla concessione di derivazione all’interno della Conferenza di Servizi svolta ai sensi del Titolo III della L.R. 9/1999 e s.m.i.;

h) il Servizio Tecnico di Bacino Romagna, con determinazione n. 3263 del 13/3/2014, ha provveduto a rilasciare l’autorizzazione alla costruzione dell’invaso “Castagneto”, che costituisce l’Allegato 3 parte integrante e sostanziale della presente delibera;

i) l’Autorità di Bacino Fiumi Romagnoli ha espresso il proprio parere sulla conformità al PSAI all’interno del Rapporto Ambientale che costituisce l’Allegato 1 alla presente delibera;

j) il Servizio Parchi e Risorse Forestali ha rilasciato la pre-valutazione di incidenza relativa al sito SIC situato nei pressi dell’invaso in progetto e le cui conclusioni sono riportate all’interno del Rapporto Ambientale che costituisce l’Allegato 1 alla presente delibera;

k) il Comune di Brisighella, con provvedimento prot. 2640 del 23 aprile 2014, ha provveduto a rilasciare il permesso di costruire per il progetto in esame, che costituisce l’Allegato 4 parte integrante e sostanziale della presente delibera;

l) il contenuto del parere trasmesso da ARPA, che non ha partecipato alla Conferenza di Servizi finale, è stato discusso e parzialmente condiviso dalla Conferenza e riportato all’interno del Rapporto Ambientale che costituisce l’Allegato 1 alla presente delibera; non avendo ARPA partecipato alla Conferenza di Servizi finale trova applicazione il disposto dell’art. 14-ter, comma 7, della Legge 7 agosto 1990 n. 241 e successive modificazioni;

m) l’AUSL non ha partecipato alla riunione conclusiva della Conferenza di Servizi in data 11 marzo 2014 e non ha pertanto firmato il Rapporto Ambientale che costituisce l’Allegato 1 della presente delibera; ha tuttavia inviato un proprio formale parere, che è stato condiviso in Conferenza di Servizi e riportato all’interno del citato Rapporto Ambientale; non avendo l’AUSL partecipato alla Conferenza di Servizi finale trova applicazione il disposto dell’art. 14-ter, comma 7, della Legge 7 agosto 1990 n. 241 e successive modificazioni;

n) il Comune di Brisighella, con provvedimento prot. 1730 del 20 marzo 2014, ha provveduto a rilasciare l’autorizzazione paesaggistica per il progetto in esame, che costituisce l’Allegato 5 parte integrante e sostanziale della presente delibera;

o) il parere della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per l’autorizzazione paesaggistica è stato discusso e condiviso dalla Conferenza di Servizi finale e recepito nel Rapporto Ambientale che costituisce l’Allegato 1 e nell’autorizzazione paesaggistica che costituisce l’Allegato 5, parti integranti e sostanziali della presente delibera; non avendo la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici partecipato alla Conferenza di Servizi finale trova applicazione il disposto dell’art. 14-ter, comma 7, della Legge 7 agosto 1990 n. 241 e successive modificazioni;

p) la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna ha espresso il proprio parere sul nullaosta archeologico che è stato riportato all’interno del Rapporto Ambientale che costituisce l’Allegato 1 alla presente delibera;

q) il Comune di Brisighella, con provvedimento prot. 2491 del 24 aprile 2014, ha inoltre provveduto a rilasciare la concessione per la realizzazione dei lavori in oggetto con occupazione permanente di suolo pubblico (autorizzazione attraversamento strade comunali), che costituisce l’Allegato 6 parte integrante e sostanziale della presente delibera;

r) il Comune di Faenza ha espresso il proprio parere sulla segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) all’interno del Rapporto Ambientale che costituisce l’Allegato 1 alla presente delibera;

s) il Servizio Tecnico di Bacino Romagna, con determinazione n. 16009 del 3/12/2013, ha provveduto a rilasciare l’autorizzazione sismica per i lavori di costruzione dell’invaso “Castagneto”, che costituisce l’Allegato 7 parte integrante e sostanziale della presente delibera;

t) il Servizio Tecnico di Bacino Romagna, con determinazione n. 8270 del 18/06/2014, ha provveduto inoltre a rilasciare la concessione per l’attraversamento di aree in demanio idrico, che costituisce l’Allegato 8 parte integrante e sostanziale della presente delibera;

u) la Provincia di Ravenna ha rilasciato parere favorevole in merito all’autorizzazione per l’attraversamento delle strade provinciali all’interno del Rapporto Ambientale che costituisce l’Allegato 1 alla presente delibera; l’atto autorizzativo verrà tuttavia perfezionato a seguito degli accordi tra la Provincia di Ravenna e il proponente;

v) il Consorzio AMI ha partecipato alla riunione conclusiva della Conferenza di Servizi in data 11 marzo 2014 ed ha quindi firmato il Rapporto Ambientale che costituisce l’Allegato 1 della presente delibera: il proprio parere relativo all’attraversamento delle condotte dell’acquedotto è riportato all’interno dello stesso Rapporto Ambientale;

w) RFI non ha partecipato alla riunione conclusiva della Conferenza di Servizi in data 11 marzo 2014, non ha firmato il Rapporto Ambientale che costituisce l’Allegato 1 della presente delibera e non ha inviato un proprio formale parere; non avendo RFI partecipato alla Conferenza di Servizi finale trova applicazione il disposto dell’art. 14-ter, comma 7, della Legge 7 agosto 1990 n. 241 e successive modificazioni;

x) di trasmettere, ai sensi dell’art. 16, comma 3, della L.R. 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, copia della presente deliberazione al proponente Consorzio irriguo Poggio-San Ruffillo;

y) di trasmettere, ai sensi dell’art. 16, comma 4, della L.R. 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, per opportuna conoscenza e per gli adempimenti di rispettiva competenza, copia della presente deliberazione alla Provincia di Ravenna, ai Comuni di Brisighella e Faenza (RA), all’ARPA Sez. Prov. Ravenna, all’AUSL di Ravenna;

z) di stabilire, ai sensi dell’art. 17, comma 10 della L.R. 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, che il progetto dovrà essere realizzato entro 5 anni dalla pubblicazione del provvedimento di Valutazione di Impatto Ambientale;

aa) di pubblicare per estratto nel BURERT, ai sensi dell’art. 16, comma 4, della L.R. 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, il presente partito di deliberazione;

bb) di pubblicare integralmente la presente deliberazione sul sito web della Regione.

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