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n.182 del 28.06.2017 periodico (Parte Seconda)

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RISOLUZIONE - Oggetto n. 4725 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad agire in tutte le sedi opportune affinché vengano versate tutte le carte relative alla strage di Ustica, a sollecitare le risposte alle rogatorie internazionali fatte in passato dai giudici, nonché a proseguire il suo impegno attraverso la legge sulla memoria e il sostegno alle associazioni e ai progetti sulla memoria del terrorismo e delle stragi. A firma dei Consiglieri: Campedelli, Ravaioli, Caliandro, Montalti, Zappaterra, Iotti, Serri, Zoffoli, Lori, Cardinali, Sabattini, Bagnari, Tarasconi, Paruolo

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

Premesso che

il 22 aprile 2014 l’allora Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha firmato la direttiva che desecretava i documenti sulle stragi degli anni Settanta e Ottanta, disponendo così la declassificazione degli atti relativi ai fatti di Ustica, Peteano, Italicus, Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Gioia Tauro, stazione di Bologna, rapido 904.

Tale desecretazione ha consentito il versamento anticipato di carte classificate come segrete o riservate in possesso di tutte le amministrazioni dello Stato, superando l'ostacolo posto dal limite minimo dei 40 anni previsti dalla legge (fatto che vale per tutte le Amministrazioni) prima di poter destinare una unità archivistica all'Archivio Centrale.

Con la direttiva trova concreta applicazione la legge 124/2007, che ha riformato la struttura e l'organizzazione dei servizi segreti e del segreto di Stato, in un aspetto rilevante, ovvero il riconoscimento degli archivi dell'intelligence come patrimonio a disposizione degli studiosi, del mondo dell'informazione e di tutti i cittadini.

Considerato che

sulla strage di Ustica, così come su gran parte delle altre stragi che hanno insanguinato il Paese dal 12 dicembre 1969 agli anni Novanta, la verità giudiziaria manca o è stata solo parzialmente accertata e non potrà emergere nemmeno dal versamento agli archivi delle carte su cui hanno già lavorato i giudici.

La declassificazione di qualsiasi documento precedentemente classificato come segretissimo (SS), segreto (S), riservatissimo (RR) o riservato (R) seppure non possa acclarare nuove verità giudiziarie è un atto di trasparenza importante che è stato molto apprezzato dalle associazioni delle vittime del terrorismo e consentirà a chiunque (studioso, giornalista o cittadino comune) di recarsi in Archivio di Stato, come avviene in altri Paesi, per ricostruire la storia politica del nostro paese e svolgere ricerche.

Dalla consultazione delle carte sulla strage di Ustica si confermerebbero depistaggi e testimonianze parzialmente o palesemente false, nonché numerose ricostruzioni fantasiose, reperti spariti e l'intervento della diplomazia internazionale, come già rilevato dal giudice Priore.

Sul caso Ustica non siamo in possesso di una verità giudiziaria, restano molti punti oscuri e non sono stati individuati i responsabili, ma è acclarato che non è stata una bomba sul DC-9 Itavia ad aver causato la strage e che altri paesi possono contribuire al raggiungimento della verità (Libia, USA, Francia in particolare).

Alle numerose rogatorie internazionali disposte dalla Magistratura non sono state date risposte dai paesi coinvolti, o sono state date risposte parziali, che invece potrebbero consentire di arrivare ad una verità giudiziaria.

Rilevato che

nella manovra correttiva attualmente in discussione in Parlamento non sono stati confermati i dispositivi per sanare la mancata applicazione dei benefici previdenziali e degli indennizzi alle vittime previsti dalla Legge 206 del 2004.

Considerato inoltre che

con Legge 4 maggio 2007 n. 56 lo Stato riconosce il 9 maggio, anniversario dell'uccisione di Aldo Moro, quale "Giorno della memoria", al fine di ricordare tutte le vittime del terrorismo, interno e internazionale, e delle stragi, promuovendo manifestazioni pubbliche, cerimonie, incontri, momenti comuni di ricordo dei fatti e di riflessione, anche nelle scuole di ogni ordine e grado, al fine di conservare, rinnovare e costruire una memoria storica condivisa in difesa delle istituzioni democratiche.

La legge regionale n. 3 del 3 marzo 2016 "Memoria del Novecento. Promozione e sostegno alle attività di valorizzazione della storia del Novecento" si propone di sostenere le numerose realtà attive sul territorio che si occupano di studio e ricerca, attività didattica e valorizzazione dei luoghi della memoria, promozione della conoscenza della storia del Novecento nella nostra regione, e che tra gli ambiti di intervento e collaborazione ci sono anche le associazioni dei familiari delle vittime, impegnate nella lotta al terrorismo e allo stragismo e nella diffusione dei valori democratici.

Tutto ciò premesso e considerato impegna la Giunta

ad agire in tutte le sedi più opportune, ivi compresa la Conferenza Stato-Regioni, perché si arrivi al versamento completo delle carte come previsto dalla direttiva, impegnando lo Stato a monitorarne il versamento delle intere serie.

Ad agire attraverso la Conferenza Stato-Regioni per sollecitare nuovamente il Governo ad ottenere risposte alle rogatorie internazionali fatte in passato dai giudici per fare luce sulla strage di Ustica.

A proseguire il suo impegno attraverso la legge sulla memoria sostenendo le associazioni e i progetti sulla memoria del terrorismo e delle stragi.

Ad attivarsi in tutte le sedi opportune, anche attraverso la Conferenza Stato-Regioni, perché il Governo risolva il problema dei mancati benefici previdenziali e degli indennizzi, attualmente mancanti nella manovra correttiva, alle vittime della strage di Ustica e degli altri eventi terroristici che hanno insanguinato l'Italia negli anni delle stragi e del terrorismo.

Approvata a maggioranza dei presenti nella seduta pomeridiana del 31 maggio 2017

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