n.252 del 08.10.2025 periodico (Parte Seconda)

RISOLUZIONE - Oggetto n. 676 - Risoluzione per impegnare la Giunta a farsi promotrice, in tutte le sedi istituzionali competenti, di ogni iniziativa utile affinché, nel primo provvedimento legislativo disponibile, venga inserita una norma che estenda l'incremento del fondo per il salario accessorio a tutti gli Enti Locali, incluse le Unioni dei Comuni e gli altri enti attualmente esclusi, ristabilendo così un principio di equità retributiva e valorizzazione uniforme del personale pubblico. A firma del Consigliere: Mastacchi

L’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna
Premesso che

- con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge 9 maggio 2025, n. 69 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto- legge 14 marzo 2025, n. 25 recante disposizioni urgenti in materia di reclutamento e funzionalità delle pubbliche amministrazioni), Comuni, Province e Città metropolitane potranno incrementare l’ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al finanziamento del salario accessorio del personale non dirigente in deroga al limite di spesa di cui all’articolo 23, comma 2, del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75;

- il recente decreto P.A. ha previsto un incremento fino al 48% del fondo per il salario accessorio per il personale degli enti locali, ma ha escluso da tale beneficio il personale dipendente delle Camere di commercio, Unioni di comuni, Comunità montane e consorzi (senza dimenticare, poi, dirigenti e segretari comunali e provinciali, anch’essi esclusi dagli aumenti).

Considerato che

- le Unioni dei Comuni rappresentano un pilastro fondamentale del sistema delle autonomie locali, in quanto consentono ai Comuni, soprattutto quelli di dimensioni medio-piccole, di esercitare in forma associata funzioni e servizi essenziali, garantendo economie di scala, maggiore efficienza amministrativa e una più elevata qualità dei servizi erogati ai cittadini;

- l’eventuale mancata sanatoria del vuoto normativo che esclude il personale delle Unioni dall’incremento del fondo per il salario accessorio rischia di produrre un effetto distorsivo e controproducente: disincentivare il conferimento di funzioni agli enti locali di secondo livello, vanificando anni di politiche orientate alla razionalizzazione e alla cooperazione intercomunale;

- tale scenario comporterebbe ripercussioni significative su più livelli:

1.  sul piano organizzativo, con il rischio concreto di un ritorno alla frammentazione gestionale, alla dispersione delle risorse e alla duplicazione di strutture e funzioni, vanificando gli sforzi compiuti negli anni per razionalizzare e integrare i servizi;

2. sul piano operativo, con un indebolimento della capacità di risposta dei servizi pubblici, in particolare di quelli strategici come la Polizia Locale e la gestione delle emergenze, che richiedono coordinamento, continuità e presidio territoriale;

3.  sul piano sociale, con un impatto negativo sulla qualità della vita dei cittadini, sulla tempestività e sull’equità nell’accesso ai servizi, e più in generale sulla tutela dei diritti fondamentali, soprattutto per le fasce più fragili della popolazione;

- è inverosimile e contrario all’interesse pubblico ipotizzare un arretramento delle funzioni oggi esercitate dalle Unioni dei Comuni, che costituiscono un modello virtuoso di cooperazione istituzionale, capace di coniugare prossimità territoriale e sostenibilità amministrativa.

Evidenziato infine che

- la circolare della Ragioneria Generale dello Stato 27.6.2025, n. 175706 (Indicazioni operative in merito all’applicazione dell’articolo 14, comma 1 bis, del decreto- legge 14 marzo 2025, n. 25, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 69 del 9 maggio 2025. Trattamento accessorio del personale non dirigenziale di Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni), ha specificato che:

1. Le risorse incrementali, in quanto alimentanti la componente stabile del Fondo, danno luogo a un onere permanente a carico del bilancio dell’ente;

2. Le più volte citate risorse aggiuntive, incrementando la componente stabile del Fondo, assumono natura strutturale;

- Relativamente all’estensione della previsione alle Unioni di Comuni, la medesima circolare chiarisce espressamente che “L’articolo 14, comma 1 bis, del decreto-legge n. 25 del 2025, sebbene non comprenda direttamente tra gli enti destinatari anche le Unioni di Comuni, può essere applicato alle stesse in via indiretta” gravando però sui tetti dei bilanci comunali dei Comuni aderenti;

- Rimane pertanto auspicabile l’adozione di una modifica normativa che, recependo i contenuti della circolare citata, estenda l’incremento del fondo per il salario accessorio a tutti gli Enti locali, incluse le Unioni dei Comuni e gli altri enti attualmente esclusi, specificando che tale estensione non debba gravare sui tetti dei bilanci dei Comuni aderenti alle Unioni medesime”.

Rilevato che

- anche laddove non sia più possibile intervenire direttamente sulla legge, esiste comunque uno spazio utile per agire nella fase di attuazione, attraverso i decreti applicativi o provvedimenti successivi, per integrare queste proposte in modo coerente e sostenibile;

- la misura contenuta nel decreto P.A. rappresenta un primo passo verso il superamento delle storiche disparità retributive tra amministrazioni centrali ed enti locali, ma le esclusioni generano una grave disparità di trattamento tra lavoratori pubblici che svolgono funzioni analoghe, con pari responsabilità e impegno, minando il principio di equità e coesione all’interno del comparto pubblico.

Impegna il Presidente e la Giunta Regionale

- a farsi promotori, in tutte le sedi istituzionali competenti, comprese le interlocuzioni con il Governo e nell’ambito del confronto tra Stato e Regioni, di ogni iniziativa utile affinché, nel primo provvedimento legislativo disponibile, venga inserita una norma che estenda l’incremento del fondo per il salario accessorio a tutti gli Enti Locali, incluse le Unioni dei Comuni e gli altri enti attualmente esclusi, ristabilendo così un principio di equità retributiva e valorizzazione uniforme del personale pubblico.

Approvata a maggioranza dalla Commissione I Bilancio Affari generali ed istituzionali nella seduta del 17 settembre 2025.

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