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n.358 del 04.12.2013 periodico (Parte Seconda)

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RISOLUZIONE - Oggetto n. 4723 - Risoluzione proposta dal Presidente Pagani, su mandato della Commissione regionale Turismo Cultura Scuola Formazione Lavoro Sport, circa le azioni da porre in essere per dare risalto alle celebrazioni della giornata mondiale dell'infanzia e diffondere la conoscenza ed il rispetto dei diritti dei minori come riconosciuti dalla Convenzione mondiale dei diritti dell'infanzia

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

Premesso che

il 20 novembre si celebra la giornata mondiale dell’infanzia, lo stesso giorno in cui le Nazioni Unite hanno approvato nel 1989 la Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia.

Ricordato che

la Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia, a cui aderiscono 193 Stati, è stata ratificata dall’Italia il 27 maggio del 1991 e, sempre in Italia, nel 1997, con la Legge n. 451 "Istituzione della Commissione parlamentare per l'infanzia e dell'Osservatorio nazionale per l'infanzia", il 20 novembre è stato proclamato giornata nazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

La Convenzione è stata salutata come una delle più importanti conquiste del diritto internazionale degli ultimi anni del Novecento. La Convenzione cambiò sostanzialmente il modo di vedere i bambini dal punto di vista giuridico, essi divennero soggetti di diritti e non più semplice oggetto di tutela e protezione. Ai diritti riconosciuti universalmente come quelli al nome, alla sopravvivenza, alla salute e all’istruzione, ne furono affiancati una serie di nuova concezione. La Convenzione riconosce per il bambino il diritto all’identità legale, al rispetto della sua riservatezza e della sua libertà di espressione.

Il Trattato diede gli strumenti e le spinte necessarie a molti paesi del mondo per modificare i loro ordinamenti e per approvare leggi orientate a una maggiore tutela dei minorenni. Portò alla realizzazione di leggi per vietare le punizioni corporali, alla creazione di sistemi di giustizia minorile che fossero distinti e separati da quelli degli adulti e all’istituzione di sistemi di controllo e verifica dell’effettiva tutela dei bambini.

Visti

l’invito che Save the Children, organizzazione indipendente che si occupa dei diritti dei bambini, ha rivolto ai Consigli regionali di tutte le Regioni italiane di dedicare un momento di riflessione in occasione della giornata mondiale dell’infanzia allo scopo di fornire un quadro informativo e richiamare l’attenzione di opinione pubblica e istituzioni sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza nelle diverse Regioni e favorire interventi regionali, che garantiscano il rispetto dei diritti dei bambini e degli adolescenti a livello locale, quali tra gli altri: misure per il contrasto alla povertà minorile; istituzione o nomina del Garante regionale dell’infanzia e dell’adolescenza laddove mancante; promozione di interventi di prevenzione della dispersione scolastica; implementazione di sistemi di raccolta dati relativi all’infanzia a livello regionale al fine di favorire una mappatura della loro condizione e dell’impatto delle politiche a loro destinate.

La raccomandazione del Comitato Italiano dell’UNICEF che, nel documento "Un impegno per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza", richiede che lo Stato dia attuazione alla norme vigenti definendo, ai sensi dell’art. 117, comma 2, lettera m) della Costituzione della Repubblica italiana, i Livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali (LIVEAS) da garantirsi su tutto il territorio nazionale.

Osservato che in Italia

la crisi economica degli ultimi anni ha contribuito a determinare un quadro preoccupante della condizione dei bambini e degli adolescenti in Italia, aggravando una situazione già critica per quanto concerne gli investimenti e le politiche relative all’infanzia e all’adolescenza, rispetto agli altri Paesi europei.

I dati relativi alle condizioni dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia legittimano il timore che il perdurare della disattenzione da parte delle istituzioni sta portando ad un generale impoverimento delle giovani generazioni, non solo economico ma anche culturale, che si traduce in una gravissima privazione di prospettive, speranze e opportunità.

L’Italia è tra i Paesi OCSE con un tasso di povertà relativa fra i bambini molto elevato: il 15% vive, infatti, in famiglie con redditi inferiori alla media nazionale (oltre 2 milioni le persone di minore età). Ancora più preoccupante il dato relativo ai minori che vivono in condizione di assoluta povertà, oltre 1 milione nel 2012 (erano 653.000 nel 2010 e 723.000 nel 2011).

Il nostro sistema di istruzione non è in grado di contenere il tasso di abbandono scolastico che è superiore alla media europea: in Italia quasi un giovane su cinque (18,2%) nella fascia d’età 18-24 anni è fermo alla licenza media e non svolge altri percorsi di formazione professionale.

Le risorse destinate alla scuola sono ai livelli più bassi d'Europa: le spese per l'istruzione in Italia incidono per il 4,8% sul PIL, mentre la media europea è del 5,6%. Per quanto riguarda l’edilizia scolastica solo il 7,9% degli edifici scolastici è stato costruito con normativa antisismica.

L'investimento sulla prima infanzia in Italia è tra i più bassi d’Europa. A 40 anni dall’istituzione del servizio di asilo nido meno di 2 bambini su 10 (il 18,7%) frequentano un asilo pubblico o privato: nel Nord-Est sono quasi 3 su 10 (27,1%), nel Sud meno di 1 su 10 (7%).

I minori di 16 anni che lavorano oggi in Italia sono stimati in circa 260.000, cioè il 5,2% della popolazione in età. Sono invece 30.000 i 14-15enni a rischio di sfruttamento che fanno un lavoro pericoloso per la loro salute, sicurezza o integrità morale, lavorando di notte o in modo continuativo, con il rischio reale di compromettere gli studi, non avere neanche un piccolo spazio per il divertimento o mancare del riposo necessario.

I minorenni nomadi e di etnia Rom sono gravemente discriminati e i loro diritti sono oggetto di continue e gravi violazioni. Come evidenziato nell’ultimo rapporto del Comitato ONU per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che richiama l’Italia per le discriminazioni in relazione agli obblighi riguardanti salute, istruzione, adeguatezza delle condizioni di vita e sicurezza sociale.

Vi è poi la realtà rappresentata dai minori stranieri nati e cresciuti in Italia, verso cui è competenza del Parlamento valutare forme di acquisizione della cittadinanza italiana.

Infine ogni anno via mare arrivano nelle coste italiane almeno 2.000 minori stranieri non accompagnati. Al 31 dicembre 2012 risultano essere 7.575 quelli presenti in Italia. L’Italia deve garantire la tutela dei diritti ai minori non accompagnati nel quadro dei diritti fondamentali e non solo in una prospettiva emergenziale: dal diritto al riconoscimento della minore età a quello ad un’accoglienza decorosa, dal diritto alla nomina di un tutore alla possibilità di essere ascoltati nelle scelte che li riguardano.

Ricordato che in Emilia-Romagna

la spesa pro-capite da parte dei Comuni per famiglie e minori è di 282 euro, la più elevata rispetto alle altre Regioni italiane. I minori in condizioni di povertà relativa nel 2011 in Emilia-Romagna erano l’8,1% contro una media nazionale del 17,6%.

La Regione Emilia-Romagna si è data una legge, la Legge Regionale 14/2008 "Norme in materia di politiche per le giovani generazioni", che oltre a riconoscere espressamente i minori come soggetti autonomi di diritti, prevede una serie di servizi e di organi di coordinamento territoriale.

L’Emilia-Romagna è una delle sei Regioni italiane in cui risulta presente ed operativo l'Osservatorio regionale per l’infanzia e l’adolescenza.

In Emilia-Romagna a fine 2011 è stato nominato il Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, previsto dalla Legge Regionale 9/2005.

In Emilia-Romagna è stato istituito il "Coordinamento regionale per l’attuazione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza", che raccoglie una rappresentanza politica delle Istituzioni pubbliche statali, regionali e locali, nonché del Terzo settore, che si occupano a vario titolo dell’attuazione dei diritti e delle opportunità dei bambini e dei ragazzi. La riunione di insediamento di tale organismo consultivo della Regione è prevista per il 20 novembre.

Sempre in ottemperanza della Legge Regionale 9/2005 da più di un anno è stato istituito e si riunisce regolarmente il tavolo di lavoro tra autorità giudiziarie minorili e responsabili regionali dei servizi sociosanitari. Si è inoltre concluso, lo scorso 1 ottobre, il primo corso di formazione per tutori volontari; un incontro con i giudici tutelari della regione è stato già fissato il prossimo 22 novembre.

I bambini e i ragazzi seguiti dai Servizi della Regione Emilia-Romagna, che alla fine dell’anno 2011 erano interessati da un provvedimento di tutela, emesso dall’Autorità giudiziaria, erano complessivamente 1.240. Si tratta di un tasso pari a quasi 2 minori (1,8 precisamente) ogni 1.000 residenti.

I minori in Emilia-Romagna sono in possesso di un background scolastico relativamente alto se confrontato a quello di altre Regioni italiane, ma relativamente basso rispetto agli standard europei: la dispersione scolastica è del 13,9% (quasi 4 punti in più rispetto all’obiettivo europeo, anche se 8 punti in meno rispetto al dato nazionale), con 14 giovani fra 18 e 24 anni ogni 100 fermi alla terza media. Manca ancora oggi il dato degli edifici scolastici progettati secondo le normative antisismiche riguardo l’89% degli edifici in Emilia-Romagna.

Per quanto riguarda l’offerta di servizi per la prima infanzia (0-2 anni), l’Emilia-Romagna, con il numero di 32,7 bambini ogni 100 in carico agli asili nido pubblici o ad altri servizi integrativi, ha la copertura più alta rispetto alle altre Regioni.

Nel campo relativo alle competenze e agli stimoli culturali il 30,6% non ha mai letto un libro nell’ultimo anno. Il 31,2% non ha usato un computer e il 34,8% non si è connesso con internet, mentre dal lato opposto sempre in Emilia-Romagna il 43% dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni è "iperconnesso" e usa internet tutti i giorni.

In Emilia-Romagna la presenza di alunni di origine straniera costituisce un fenomeno strutturale che ha raggiunto il 14,6% nell’anno scolastico 2011/2012, la percentuale più alta in Italia.

Ricordato anche che

nonostante i primati ricordati anche in Emilia-Romagna esistono criticità nell’ambito della tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Nella relazione del Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza si lamenta come una eccessiva frammentazione dei servizi sociali e l’insufficiente integrazione sociosanitaria determinano in molti casi frammentazione degli interventi, disomogeneità delle metodologie, sovrapposizioni, lacune, conflitti di competenza, difficoltà di rapida individuazione del responsabile del servizio.

Rispetto alla situazione dei minorenni nomadi e di etnia Rom anche in Emilia-Romagna le criticità sono molto elevate, in particolare il rischio di evasione scolastica così come la loro esclusione defacto dalle scuole d’infanzia.

La situazione degli Uffici Giudiziari Minorili e delle relative strutture è sofferente per insufficienza di organici e per le sedi fatiscenti e inadeguate. È il caso del carcere minorile di Bologna, denunciato alla stampa dallo stesso presidente del Tribunale dei minori di Bologna Giuseppe Spadaro.

I minori stranieri non accompagnati segnalati in Emilia-Romagna al 30 settembre 2013 erano 565, di cui 75 irreperibili.

Atteso, infine, che

la Commissione assembleare Turismo Cultura Scuola Formazione Lavoro Sport, nella seduta del 13 novembre 2013, ha dato mandato all’unanimità al suo Presidente di proporre la presente risoluzione all’Assemblea legislativa ai sensi dell’articolo 107, comma 2 del Regolamento.

Tutto ciò premesso e considerato

impegna la Giunta e si impegna

a dare il giusto risalto alle celebrazioni della giornata mondiale dell’infanzia e a diffondere la conoscenza e il rispetto dei diritti dei minori come riconosciuti dalla Convenzione mondiale dei diritti dell’infanzia.

A garantire il rispetto dei diritti dei bambini e degli adolescenti in Emilia-Romagna ed in particolare:

- a continuare a rendere disponibili, per il tramite dell'Osservatorio regionale per l’infanzia e l’adolescenza, dati più aggiornati sulla condizione dei minori presenti in regione, in modo da predisporre adeguate politiche;

- a rendere operativo il Coordinamento ai vari livelli previsti dalla Legge 14/2008;

- ad adottare misure per il contrasto dell’incremento della povertà minorile attraverso il varo di un piano organico di contrasto della povertà minorile al livello regionale;

- a continuare a promuovere interventi di prevenzione della dispersione scolastica, attraverso attività che rafforzino l’offerta educativa;

- a promuovere politiche di contrasto alla pedo-pornografia e allo sfruttamento del lavoro minorile, anche attraverso azioni di formazione e informazione alla sessualità nelle scuole;

- a promuovere un’azione di contrasto e prevenzione al fenomeno del bullismo in ambito scolastico attraverso un’azione di educazione al rispetto della persona;

- a continuare nell’attività di ricerca e studio sui comportamenti dei minori e degli adolescenti in rete, al fine di promuovere un utilizzo consapevole e virtuoso delle nuove tecnologie nonché al fine di prevenire e contrastare possibili dipendenze e patologie;

- ad affrontare la criticità dei minori stranieri non accompagnati cui è necessario garantire tutela nel quadro dei diritti fondamentali e non agire solo in una prospettiva emergenziale;

- a promuovere la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali (LEP) al fine di rendere concreti i diritti sociali e civili di tutti i bambini e adolescenti presenti nel territorio;

- a supportare l’attività del Garante, come previsto anche dalla Legge Regionale 14/2008, e favorire l’istituzione di elenchi di tutori volontari presso ogni Tribunale ordinario, recante misure per la protezione e la tutela dei minori stranieri non accompagnati (art. 12);

- ad intervenire presso il Consiglio Superiore della Magistratura per un adeguamento degli organici del Tribunale per i minorenni, e presso il Ministero della Giustizia per l'individuazione di una nuova sede del tribunale stesso e dell'istituto penale minorile.

Approvata all'unanimità dei presenti nella seduta antimeridiana del 20 novembre 2013

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