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n.362 del 13.11.2019 periodico (Parte Seconda)

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RISOLUZIONE - Oggetto n. 8436 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi per conoscere criteri e parametri che determinano l'assegnazione degli appalti postali e di quello piacentino in particolare, anche al fine di poterne constatare la sostenibilità economica e poter verificare "l'adeguatezza" dei soggetti appaltatori; ad intervenire presso Poste italiane affinché garantisca il rispetto dei diritti dei lavoratori e il regolare svolgimento del servizio di recapito della corrispondenza postale, assicurandosi di affidare gli appalti a ditte in grado di dimostrare il rispetto dei diritti dei propri lavoratori e affinché mostri il massimo impegno nel prevenire la formazione di zone d'ombra e sacche illegalità nello svolgimento di servizio essenziale come il recapito della posta; avviando inoltre un confronto con Poste, Ministero, Ispettorato del lavoro, Sindacati e tutti i soggetti istituzionali coinvolti per affrontare le anomalie segnalate nell'affidamento degli appalti postali e sulle conseguenze che queste hanno sui lavoratori e sull'intera comunità. A firma dei Consiglieri: Molinari, Sabattini, Poli, Tarasconi, Cardinali, Rontini, Calvano, Serri

L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna

Premesso che

nell’interrogazione oggetto 6537 del 17 maggio 2018 si ponevano all’attenzione della Giunta regionale le denunce registrate dai Sindacati piacentini nel corso del 2017 e nei primi mesi del 2018 nei confronti di due diverse aziende vincitrici di appalti postali: PI.GA. srl e LID srl;

si ricordava come nelle loro denunce i lavoratori, che gestiscono il servizio di trasporto di Poste da decenni, passando di appalto in appalto da una ditta ad un'altra, lamentassero: il mancato/ritardato pagamento degli stipendi, il mancato rispetto della normativa sulla sicurezza (tra cui l’utilizzo di pneumatici estivi anche in inverno), la mancanza di chiarezza sulle condizioni contrattali, ad oggi i lavoratori non sono in possesso di un contratto firmato;

si chiedeva alla Giunta quanto fosse stato fatto in per tutelare i lavoratori del comparto della logistica in generale e degli appalti postali in particolare, quali strumenti avesse a disposizione e come intendesse intervenire nei confronti di Poste Italiane.

Nella sua risposta la Giunta tra le altre cose citava: il piano per il potenziamento delle attività di prevenzione nei luoghi di lavoro con il quale sono finanziati interventi ispettivi coordinati e congiunti eseguiti dalle aziende USL con l’Ispettorato Interregionale del lavoro; il fatto che, rispetto ai casi prospettati nell’interrogazione, l’Azienda USL di Piacenza “ha svolto più accessi ispettivi cui sono seguiti provvedimenti prescrittivi con la relativa segnalazione alla Procura della Repubblica”.

Evidenziato che

i comportamenti allora denunciati dai lavoratori, che attualmente dipendono da LID srl, hanno continuato a protrarsi sino all’anno in corso, anzi se possibile sono peggiorati: mancanza del contratto di lavoro, diversi mesi senza stipendio e senza buste paga, episodi di mancato pagamento del carburante e dei fornitori, irreperibilità del titolare, nessuna risposta da parte di Poste italiane.

Evidenziato inoltre che

Nel corso del 2018 sono emerse irregolarità anche nella gestione della seconda società cui è affidato l’appalto postale per la provincia di Piacenza, la società Express Speedy, che in effetti risulterebbe la vera affidataria dell’appalto per cui LID sarebbe in sub-appalto.

Nel corso del 2018 sono state avanzate a Express Speedy diverse contestazioni da parte dei Sindacati: l’aver fatto firmare ai propri lavoratori un contrato di 4 ore a fronte di un carico di lavoro tra le 6 e le 7 ore al giorno (il contratto del precedente appaltatore, PI.GA. srl, prevedeva la retribuzione di 7 ore giornaliere per il medesimo servizio), il mancato riconoscimento degli straordinari, dopo un primo periodo in cui erano riconosciute 2 ore di straordinario al giorno, il licenziamento - denunciato dal Sindacato come illegittimo - dei due lavoratori che si sono rivolti alla Direzione territoriale del Lavoro di Piacenza per far valere i loro diritti.

Considerato che

i lavoratori in questione, da oltre due anni, così come denunciato dai Sindacati, continuano a sostenere un servizio essenziale, quale il recapito della corrispondenza postale, in una situazione di totale incertezza, economica, di inquadramento contrattuale e di sicurezza sul lavoro.

Poste italiane, nonostante le responsabilità specifiche sancite dal contratto nazionale degli appalti postali nei confronti delle ditte appaltatrici e dei lavoratori impiegati, non ha affrontato efficacemente i problemi sorti replicandoli in due appalti successivi.

L’assegnazione degli appalti con gare al massimo ribasso, che comporta il rischio concreto di mettere in difficoltà le ditte appaltatrici, e l’affidamento di appalti a ditte che hanno già mostrato di non adempiere agli obblighi contrattuali nei confronti dei lavoratori, indicano nelle linee di condotta di Poste italiane e nelle sue politiche degli appalti una responsabilità specifica sia riguardo alla tutela dei diritti dei lavoratori, sia del corretto svolgimento di un servizio essenziale ai cittadini.

Poste italiane risultano almeno in parte responsabili di una situazione che appare ai limiti della legalità, creando sul nostro territorio quelle condizioni di insicurezza e marginalità che minano la fiducia dei cittadini nelle istituzioni lasciando spazio a comportamenti equivoci e malavitosi.

Considerato inoltre che

Nel novembre scorso a Roma, in occasione del convegno sui piccoli Comuni promosso dall’Anci il premier Conte, il ministro degli Interni Salvini e l’amministratore delegato di Poste Italiane hanno annunciato attenzione ed impegno particolare per i piccoli territori, attenzione e impegno palesemente in contrasto con la tragica realtà dei fatti.

Impegna la Giunta

Ad attivarsi presso tutte le opportune sedi per conoscere criteri e parametri che determinano l’assegnazione degli appalti postali e di quello piacentino in particolare, anche al fine di poterne constatare la sostenibilità economica e poter verificare “l’adeguatezza” dei soggetti appaltatori.

Ad intervenire presso Poste italiane affinché garantisca il rispetto dei diritti dei lavoratori e il regolare svolgimento del servizio di recapito della corrispondenza postale, assicurandosi di affidare gli appalti a ditte in grado di dimostrare il rispetto dei diritti dei propri lavoratori e affinché mostri il massimo impegno nel prevenire la formazione di zone d’ombra e sacche di illegalità nello svolgimento di servizio essenziale come il recapito della posta.

Ad avviare un confronto con Poste, Ministero, Ispettorato del Lavoro, Sindacati e tutti soggetti istituzionali coinvolti per affrontare le anomalie segnalate nell’affidamento degli appalti postali e sulle conseguenze che queste hanno sui lavoratori e sull’intera comunità.

Approvata all’unanimità dalla Commissione V “Cultura, Scuola, Formazione, Lavoro, Sport e Legalità” nella seduta del 31 ottobre 2019.

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