n.37 del 11.02.2026 periodico (Parte Seconda)

Approvazione delle "Zone IT-Alert precipitazioni intense Emilia-Romagna"

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

VISTI:

–  la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2004, recante “Indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale per il rischio idrogeologico e idraulico ai fini di protezione civile” e smi;

–  le Indicazioni Operative del Dipartimento di Protezione Civile Nazionale del 10 febbraio 2016 recanti "Metodi e criteri per l’omogeneizzazione dei messaggi del Sistema di allertamento nazionale per il rischio meteo-idrogeologico e idraulico e della risposta del sistema di protezione civile";

–  il Decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1 “Codice della protezione civile” e ss.mm.ii.;

– il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 19 giugno 2020 “Modalità e criteri di attivazione e gestione del servizio IT-Alert”;

– la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 ottobre 2020 recante “Allertamento di protezione civile e sistema di allarme pubblico IT – Alert in riferimento alle attività di protezione civile” come modificata dalla Direttiva del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare del 7 febbraio 2023;

–  le Leggi Regionali:

- 7 febbraio 2005, n. 1 “Norme in materia di protezione civile e volontariato. Istituzione dell’Agenzia regionale di protezione civile”;

- 30 luglio 2015, n. 13 “Riforma del sistema di governo regionale e locale e disposizioni su Città metropolitana di Bologna, Province, Comuni e loro Unioni” e, in particolare, l’art. 19 che ha ridenominato l’Agenzia regionale di protezione civile in “Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile” (di seguito, per brevità, “Agenzia”);

–    la deliberazione di Giunta del 30 novembre 2020, n. 1761 “Aggiornamento del “Documento per la gestione organizzativa e funzionale del sistema regionale di allertamento per il rischio meteo idrogeologico, idraulico, costiero ed il rischio valanghe, ai fini di protezione civile” di cui alla Deliberazione di Giunta regionale n.962/2018”;

Considerato che:

–    la citata Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 ottobre 2020, come modificata dalla Direttiva del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare del 7 febbraio 2023 disciplina, tra l’altro, le modalità di organizzazione strutturale e funzionale del sistema di allarme pubblico denominato “IT-Alert” in riferimento alle attività di protezione civile e stabilisce che:

-  IT-Alert è il sistema di allarme pubblico nazionale – istituito ai sensi dell’articolo 98-vicies-ter del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259 – che, nei casi di gravi emergenze e catastrofi imminenti o in corso, anche di carattere sanitario, permette ai fornitori dei servizi mobili di comunicazione interpersonale basati sul numero di diffondere allarmi pubblici agli utenti finali interessati, attraverso la trasmissione di messaggi denominati "Messaggi IT-Alert”;

- per l’avvio del sistema di allarme pubblico IT-Alert, si rende necessaria la progressiva sperimentazione, mediante utilizzo in casi reali o in esercitazioni, del sistema per 36 mesi dalla data di entrata in vigore della Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 ottobre 2020, in relazione ai casi di gravi emergenze e catastrofi imminenti o in corso di cui all’articolo 7, comma 1, lettera c) del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, concernenti i rischi di protezione civile “maremoto generato da un sisma”, “collasso di una grande diga”, “attività vulcanica relativamente ai vulcani Vesuvio, Campi Flegrei, Vulcano e Stromboli”, “incidenti nucleari o situazione di emergenza radiologica”, “incidenti rilevanti in stabilimenti soggetti al decreto legislativo 26 giugno 2015, n. 105”, “precipitazioni intense”;

-  nel periodo di sperimentazione, per le tipologie di rischi citati, sono predisposte ed adottate, previa acquisizione dell’intesa della Conferenza Unificata, indicazioni operative che contengano, per ciascuno degli scenari di rischio gli obiettivi; le modalità di invio; i soggetti responsabili dell’invio dei messaggi; l’area da allertare; la tracciabilità; i contenuti del “messaggio IT-Alert”;

–  con Decreto n. 148 del 19 gennaio 2024 del Capo del Dipartimento della protezione civile sono state adottate le “Indicazioni Operative ai sensi del paragrafo 5 della Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 ottobre 2020, e successive modificazioni, recante ‘Allertamento di protezione civile e sistema di allarme pubblico IT-Alert in riferimento alle attività di protezione civile’” per i rischi “maremoto generato da un sisma”, “collasso di una grande diga”, “attività vulcanica relativamente ai vulcani Vesuvio, Campi Flegrei, Vulcano e Stromboli”, “incidenti nucleari o situazione di emergenza radiologica”, “incidenti rilevanti in stabilimenti soggetti al decreto legislativo 26 giugno 2015, n. 105”;

–  la Conferenza Unificata in data 8 febbraio 2024 ha stabilito il passaggio in operatività del sistema di allarme pubblico IT-Alert per i rischi “collasso di una grande diga”, “attività vulcanica relativamente ai vulcani Vesuvio, Campi Flegrei e Vulcano”, per il rischio “incidenti nucleari o situazioni di emergenza radiologica” e “incidenti rilevanti in stabilimenti soggetti al D. Lgs. 26 giugno 2015, n.105” e la proroga della sperimentazione, fino al 12 febbraio 2025, per i rischi “maremoto generato da un sisma”, “attività vulcanica con riferimento al solo vulcano di Stromboli” e al rischio “precipitazioni intense”;

–  con Decreto del Capo del Dipartimento della protezione civile n. 4300 del 06 dicembre 2024 sono state adottate le “Indicazioni Operative per la sperimentazione di messaggi di allarme pubblico IT-Alert per precipitazioni intense” dettate dalla specificità delle indicazioni operative per il caso d’uso “precipitazioni intense” e la necessità, prima del passaggio all’operatività del sistema, di sperimentare l’impiego dell’algoritmo RADAR-NEWS, appositamente sviluppato e validato dal Dipartimento della Protezione civile in collaborazione con i centri di competenza, nella generazione automatica dei messaggi IT-Alert anche in casi reali;

–  la Conferenza Unificata in data 12 febbraio 2025 ha sancito l’intesa sull’ulteriore proroga di 6 mesi, fino al 12 agosto 2025, della sperimentazione del sistema IT-Alert per i rischi “maremoto generato da un sisma”, “attività vulcanica con riferimento al solo vulcano di Stromboli” e al rischio “precipitazioni intense”;

–  la Conferenza Unificata in data 30 luglio 2025 ha sancito l’intesa sull’ulteriore proroga di 6 mesi, a partire dal 12 agosto 2025, della sperimentazione del sistema IT-Alert per i rischi “maremoto generato da un sisma”, “attività vulcanica con riferimento al solo vulcano di Stromboli” e al rischio “precipitazioni intense”;

DATO ATTO che, come riportato nelle “Indicazioni Operative per la sperimentazione di messaggi di allarme pubblico IT-Alert per precipitazioni intense”, l’area target per l’invio del messaggio IT-Alert non è nota a priori ma, nel momento in cui, sulla base dei dati e delle informazioni disponibili in ragione dei limiti tecnologici e di funzionamento esistenti, viene delimitata dall’algoritmo RADAR-NEWS al superamento di determinate soglie di severità del fenomeno, deve essere trasmessa istantaneamente agli operatori di telefonia mobile perché attivino le celle che trasmettono il segnale del messaggio cell broadcast;

VISTA la nota, acquisita agli atti dell’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile con protocollo Prot. 15/11/2025.0084462.E, con cui il Dipartimento della Protezione Civile ha comunicato e trasmesso:

–  un nuovo approccio per la definizione delle aree target per l’invio in automatico del messaggio IT-Alert attraverso una suddivisione predefinita di sottozone IT-Alert per rispondere all’esigenza di avere una estensione territoriale adeguata che eviti i mancati allarmi ma che al contempo minimizzi i (percepiti) falsi allarmi;

–  una proposta di suddivisione del territorio nazionale in “sottozone IT-alert” tenendo conto di parametri idraulici e demografici;

–  di voler procedere per la conclusione della sperimentazione del sistema di allarme pubblico IT-alert per il rischio precipitazioni intense, come segue:

-  applicazione, da parte delle Regioni e PP.AA., della procedura e valutazione, a livello regionale, di eventuali ulteriori criteri ritenuti necessari od opportuni, ai fini della miglior possibile determinazione delle sottozone;

- approvazione, da parte delle Regioni e PP.AA., delle “sottozone IT-alert” per il rischio precipitazioni intense relative al territorio di competenza, mediante atto formale da adottare nel rispetto delle procedure e regolamenti previsti dai vigenti assetti ordinamentali, in materia di protezione civile;

- nel caso di non approvazione, da parte delle Regioni e PP.AA., delle “sottozone IT-alert” nei tempi, dettati dalla Conferenza Unificata nella seduta del 30 luglio scorso, necessari per il completamento della sperimentazione IT-alert per il rischio precipitazioni intense, la sperimentazione potrà essere completata con le attuali zone di allerta per il rischio idrogeologico, idraulico e da fenomeni meteorologici avversi.

CONSIDERATO che relativamente al territorio della Regione Emilia-Romagna, valutate le “sottozone IT-alert” proposte dal Dipartimento Nazionale della Protezione Civile trasmesse con Nota DPC_Generale-P-CD-00554009-15/11/2025 (Prot. 15/11/2025.0084462.E), si è ritenuto opportuno revisionare la suddivisione proposta, adottando i seguenti criteri integrativi, come previsto dalla Nota stessa, condivisi anche con il Centro Funzionale Decentrato della Struttura IdroMeteoClima dell’Agenzia prevenzione ambientale energia Emilia-Romagna - ARPAE: 

-  le Zone individuate non sono state considerate sottozone delle attuali macro-zone del sistema di allertamento regionale;

-  i confini delle zone sono stati prioritariamente definiti utilizzando i limiti amministrativi dei comuni. In alcuni casi è stato tuttavia necessario suddividere l’unità amministrativa comunale in due o più parti al fine di limitare la superficie (ad esempio per i Comuni di Ravenna, Argenta, Imola) e/o la popolazione residente (ad esempio per i Comuni capoluoghi di provincia Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma e Ferrara), tenendo conto anche della presenza di enclave o discontinuità territoriali (ad esempio per i Comuni Sassofeltrio, Sarsina, Verrucchio e Tornolo). Per la suddivisione delle zone, come strato informativo di base, sono state utilizzate le sezioni censuarie ISTAT2021;

-  l’estensione areale delle zone è compresa tra 150 e 250 km2, fatte salve alcune limitate eccezioni per i motivi indicati al punto precedente;

-  la zona con la massima popolazione residente (dati ISTAT2021) risulta di poco inferiore alle 160.000 unità; si evidenzia in ogni caso un’elevata eterogeneità della distribuzione della popolazione a livello regionale in particolare tra le aree montane e le aree di pianura e costiere;

-  nelle 8 zone costiere è stato applicato un buffer di 2km dalla linea di costa per intercettare eventuali temporali provenienti dal mare. 

Le “Zone IT-Alert per il rischio precipitazioni intense” per il territorio dell’Emilia-Romagna che risultano dall’applicazione dei criteri sopra elencati sono rappresentate nella mappa Allegato 1 ed elencate nella Tabella di Allegato 2 alla presente deliberazione;

Le suddette “Zone” confluiranno in una mappatura composita delle “Zone IT-Alert per precipitazioni intense” di livello nazionale, finalizzate all’invio automatico, con modalità cell-broadcast, di messaggi di allarme pubblico alla popolazione, per il rischio precipitazioni intense;

DATO ATTO che l’avvio operativo del sistema di allarme pubblico IT-Alert per le precipitazioni intense potrà consentire di testare l’adeguatezza delle zone così come definite secondo i criteri sopra rappresentati e quindi potrà rendersi necessaria una successiva revisione delle stesse;

CONSIDERATO di approvare le “Zone IT-Alert precipitazioni intense – Emilia-Romagna” rappresentate in Allegato 1 ed elencate nella Tabella di Allegato 2, costituenti parte integrante e sostanziale del presente atto;

RICHIAMATE:

-  la Legge regionale 26 novembre 2001, n. 43, “Testo unico in materia di organizzazione e di rapporti di lavori nella Regione Emilia-Romagna” e ss.mm.ii.;

- le circolari del Capo di Gabinetto del Presidente della Giunta regionale PG/2017/660476 del 13.10.2017 e PG/2017/779385 del 21.12.2017, concernenti indicazioni procedurali per rendere operativo il sistema dei controlli interni;

- la D.G.R. n. 113 del 3 febbraio 2025 “Piano dei controlli di regolarità amministrativa in fase successiva. Anno 2025”;

-  la D.G.R. n. 2319 del 22 dicembre 2023 “Modifica degli assetti organizzativi della giunta regionale. Provvedimenti di potenziamento per fare fronte alla ricostruzione post alluvione e indirizzi operativi”;

-  la D.G.R. n. 2376 del 23 dicembre 2024 “Disciplina organica in materia di organizzazione dell’Ente e gestione del personale. Consolidamento in vigore dal 1° gennaio 2025”;

-  la determina di Agenzia n. 4431 del 24 dicembre 2024 “Modifica dei micro assetti e conferimento incarichi dirigenziali presso l’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile”;

-  la D.D. n. 222 del 30 gennaio 2025 “Proroga degli incarichi Dirigenziali e di Elevata Qualificazione dell’Agenzia Regionale per la Sicurezza Territoriale e la Protezione Civile”;

-  la D.D. n. 1292 del 5 maggio 2025 “Proroga degli Incarichi Dirigenziali e di Elevata Qualificazione dell'Agenzia Regionale per la Sicurezza Territoriale e la Protezione Civile in applicazione della D.G.R. n. 608/2025”;

-  la D.G.R. n. 1186 del 16 luglio 2025 “XII LEGISLATURA. Assunzione di un dirigente ai sensi degli Artt. 18 e 43 della L.R. n. 43/2001 e conferimento dell'incarico di Direttore dell'Agenzia Regionale per la Sicurezza Territoriale e la Protezione Civile”;

-  la D.G.R. n. 2224 del 22 dicembre 2025 “XII LEGISLATURA. Riorganizzazione dell’Ente in vigore dal 1° marzo 2026.Prima fase”;

- la D.D. n. 4565 del 29 dicembre 2025 “Proroga Incarichi Dirigenziali ed Incarichi di Elevata Qualificazione nell’ambito dell'Agenzia Regionale per la Sicurezza Territoriale e la Protezione Civile”;

VISTI:

-  il Decreto Legislativo n. 33 del 14 marzo 2013 e ss.mm.ii. “Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”;

-  la Determinazione Dirigenziale n. 2335 del 9 febbraio 2022 “Direttiva di indirizzi interpretativi degli obblighi di pubblicazione previsti dal decreto legislativo n.33 del 2013”, per quanto applicabile;

-  la propria deliberazione n. 1769 del 27 ottobre 2025 “Piao 2025-2027. Monitoraggio Assunzioni Ottobre 2025 e Aggiornamento delle misure assunzionali autorizzate nell’allegato - Piano Occupazionale 2025/2027" della DGR 1440/2025”

DATO ATTO che il Responsabile del procedimento ha dichiarato di non trovarsi in situazione di conflitto, anche potenziale, di interessi;

DATO ATTO dei pareri allegati;

Su proposta del Presidente;

A voti unanimi e palesi
delibera

1.  di approvare le “Zone IT-Alert precipitazioni intense – Emilia-Romagna” rappresentate in Allegato 1 ed elencate nella Tabella di Allegato 2, costituenti parte integrante e sostanziale del presente atto, che confluiranno in una mappatura composita delle “Zone IT-Alert per precipitazioni intense” di livello nazionale, finalizzate all’invio automatico, con modalità cell-broadcast, di messaggi di allarme pubblico alla popolazione, per il rischio precipitazioni intense;

2.  di prevedere eventuali aggiornamenti delle “Zone IT-Alert precipitazioni intense – Emilia-Romagna” di cui al punto 1. a seguito dell’avvio operativo del sistema nazionale di allarme pubblico nazionale IT-Alert per le precipitazioni intense;

3.  di dare comunicazione della avvenuta adozione del presente atto al Dipartimento della Protezione Civile;

4.  di disporre la pubblicazione integrale del presente atto all’interno del Bollettino ufficiale telematico della Regione Emilia-Romagna (BURERT);

5.   di provvedere alle ulteriori pubblicazioni ai sensi dell’art. 7-bis, comma 3 del d.lgs. 33/2013.

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