n.252 del 08.10.2025 periodico (Parte Seconda)
RISOLUZIONE - Oggetto n. 284 - Risoluzione per impegnare la Giunta regionale a far valutare alle Conferenze Territoriali Sociali e Sanitarie e ai Comitati Consultivi Misti territoriali, la compatibilità tra il diritto alla salute psico-fisica delle donne e l'opportunità delle manifestazioni anti-aborto nei pressi dei luoghi di cura e delle strutture sanitarie. A firma dei Consiglieri: Casadei, Trande, Burani, Larghetti, Gordini, Parma, Proni, Donini, Bosi, Albasi
il diritto all'Interruzione Volontaria di Gravidanza (IVG) è garantito dalla Legge 194/1978, che ne disciplina l'accesso in condizioni di sicurezza e nel rispetto della dignità delle donne;
in diverse realtà italiane si sono registrati episodi di pressioni psicologiche e intimidazioni, spesso celate sotto forma di “preghiere”, da parte di attivisti anti-aborto, cosiddetti “pro-life”, nei pressi dei luoghi di tutela della salute delle donne e segnatamente della salute riproduttiva delle donne (consultori, cliniche e ospedali), ostacolando l'accesso ai servizi previsti dalla normativa vigente o mostrando cartelli con slogan che hanno l’obiettivo di colpevolizzare la libera scelta di ricorrere all’IVG;
la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha in più occasioni affermato che gli Stati membri devono garantire che le donne possano esercitare i propri diritti riproduttivi senza essere vittime di molestie o discriminazioni.
la presenza di manifestanti e attivisti contrari all'IVG in prossimità delle strutture sanitarie crea un clima di tensione e di potenziale scontro che può compromettere la serenità e il benessere psicologico delle donne che vi accedono, oltre a disturbare altri pazienti dell'ospedale che nulla hanno a che vedere con le pratiche abortistiche;
attualmente, sebbene manchi una legge specifica, si configura comunque una situazione di disagio che porta a condizioni di alterazione della salute psichica per chi è ricoverato in una struttura sanitaria, dove dovrebbe essere garantito il suo benessere psicofisico;
tra il diritto di manifestare e il diritto alla salute, sancito dall'articolo 32 della Costituzione, deve prevalere quest'ultimo, poiché il benessere dei pazienti è prioritario rispetto a qualsiasi forma di pressione esterna.
la tutela della salute psichica delle donne, come parte integrante del diritto alla salute, deve essere garantita da misure efficaci volte a prevenire ogni forma di colpevolizzazione e pressione indebita;
il diritto di manifestare deve essere garantito a chiunque, ma non ovunque (come si registra in tante altre occasioni in cui le Prefetture, per ragioni di ordine pubblico, vietano alcuni luoghi): le strutture sanitarie devono rimanere ambienti sicuri, dove i pazienti non siano esposti a interferenze esterne che possano compromettere il loro equilibrio emotivo e la loro autodeterminazione;
il disturbo generato da manifestazioni presso le strutture sanitarie non si limita alle donne che accedono ai servizi di interruzione volontaria di gravidanza, ma riguarda anche pazienti con patologie diverse, che necessitano di un ambiente sereno per la propria degenza e cure;
una legge nazionale che preveda queste misure di protezione contribuirebbe a rafforzare il diritto delle donne di accedere ai servizi sanitari senza subire forme di condizionamento, in linea con le migliori pratiche adottate a livello internazionale;
la protezione della salute e della dignità dei pazienti all'interno delle strutture sanitarie è un principio fondamentale, e il legislatore deve intervenire per prevenire ogni forma di interferenza che possa ledere questi diritti;
è necessario affidare agli uffici legali competenti la verifica di eventuali violazioni di diritti derivanti da condotte intimidatorie o vessatorie in prossimità delle strutture sanitarie e qualora vengano riscontrate violazioni di rilevanza giuridica, è doveroso procedere alla segnalazione alle procure competenti affinché si valutino eventuali provvedimenti da adottare per la tutela dei diritti delle persone coinvolte;
anche autorità religiose della nostra regione, come l’Arcivescovo di Modena e Nonantola, Mons. Erio Castellucci, hanno segnalato la discutibilità dei luoghi scelti per le “preghiere” e civili, come il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, hanno definito tali iniziative come “manifestazioni politiche non spirituali”.
a) a invitare i Direttori Generali delle Aziende Sanitarie:
a) in cui si svolgono tali manifestazioni davanti ai luoghi di cura (consultori, ospedali, cliniche), a mettere in discussione nei Comitati Consultivi Misti la questione della “opportunità” e “compatibilità”, di tali manifestazioni, con la necessità di garantire piena serenità e il diritto all’accesso dei pazienti - in particolare alle donne - in tali strutture e, nel caso di auspicabile valutazione negativa di opportunità e/o compatibilità, di segnalare il parere alla locale Prefettura di riferimento;
b) di richiedere di mettere all’ordine del giorno, dei rispettivi Comitati Territoriali Sociali e Sanitari (CTSS), la stessa valutazione di “opportunità e/o compatibilità” prima citata e di trasmettere anche questa alle Prefetture di competenza territoriale;
c) di inserire all’ordine del giorno del coordinamento regionale dei CTSS la medesima valutazione, citata nei punti aa) e ab) da trasmettere ai Direttori Generali della AUSL/AOU e alla Presidenza della Assemblea Legislativa;
b) a verificare che il ricorso all’IVG farmacologica con RU486, meno invasivo e gestibile in larga parte a domicilio, sia effettivo e agibile in ogni parte della nostra regione;
c) sollecitare il Parlamento e il Governo affinché adottino una normativa che istituisca "zone di accesso sicuro" attorno ai consultori, alle cliniche e agli ospedali per la salute riproduttiva, garantendo alle donne l’accesso ai servizi sanitari in un ambiente libero da pressioni e intimidazioni;
d) promuovere, in sede di Conferenza Stato-Regioni, un confronto tra le istituzioni per definire linee guida condivise volte a prevenire molestie e interferenze all'esterno delle strutture sanitarie;
e) rafforzare le misure di informazione e sensibilizzazione sul diritto alla salute riproduttiva e sulla necessità di proteggere le donne da forme di violenza psicologica e condizionamento nelle loro scelte personali;
f) promuovere azioni di monitoraggio per verificare l'impatto delle manifestazioni in prossimità delle strutture sanitarie e valutare l'adozione di eventuali provvedimenti aggiuntivi per tutelare i pazienti e il personale medico.
Approvata a maggioranza dei presenti nella seduta antimeridiana del 16 settembre 2025