n.157 del 17.06.2026 periodico (Parte Seconda)

Oggetto n. 2231 - Risoluzione per impegnare la Giunta a rafforzare e rendere strutturali misure organiche a sostegno del ricambio generazionale nelle cooperative sociali di tipo B, favorendo percorsi di formazione manageriale, affiancamento tra generazioni nella governance, strumenti di accompagnamento e specifiche azioni di staffetta generazionale nella programmazione regionale del lavoro e della formazione. A firma dei Consiglieri: Gordini, Costi, Carletti, Castellari, Burani, Quintavalla, Proni, Lori, Bosi, Arduini, Albasi, Massari, Trande, Sabattini, Daffadà, Fornili, Muzzarelli, Parma

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

Premesso che

Le Cooperative sociali di tipo B, ai sensi della legge n. 381/1991, svolgono un ruolo fondamentale nell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, rappresentando uno strumento essenziale di inclusione sociale e coesione territoriale;

l’Emilia-Romagna è storicamente una delle regioni a più alta densità cooperativa in Italia e ha costruito nel tempo un modello avanzato di integrazione tra cooperazione sociale, enti locali e sistema dei servizi;

le cooperative di tipo B operano in settori strategici quali manutenzione del verde, servizi ambientali, logistica, servizi alle imprese e attività produttive, contribuendo in modo significativo sia all’economia regionale sia alle politiche attive del lavoro;

la Regione Emilia-Romagna è inoltre titolare e gestore di una pluralità di programmi di finanziamento europei, tra cui il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e il Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+), che non si limitano al solo ambito del welfare, ma investono trasversalmente lo sviluppo economico, la transizione ecologica, la digitalizzazione e l’innovazione del sistema produttivo; ambiti nei quali le cooperative sociali di tipo B risultano pienamente operative, sia come soggetti beneficiari sia come partner strategici del tessuto imprenditoriale profit tradizionale, potendo contribuire in modo significativo alla costruzione di filiere inclusive, sostenibili e ad alto valore sociale.

Rilevato che

A livello nazionale e regionale si registra una crescente difficoltà nel garantire un adeguato ricambio generazionale negli organi di governance delle cooperative sociali, con un progressivo invecchiamento della classe dirigente;

le nuove generazioni mostrano una minore propensione ad assumere ruoli di responsabilità all’interno delle cooperative sociali, anche in ragione della complessità gestionale, della crescente competizione nei mercati pubblici e privati e dei margini economici ridotti;

la carenza di percorsi strutturati di formazione manageriale e di accompagnamento alla leadership cooperativa rischia di compromettere la continuità e la capacità innovativa del settore;

appare inoltre necessario che le cooperative sociali di tipo B sviluppino, in prospettiva, strategie volte a rendere maggiormente attrattivi i percorsi cooperativi per le nuove generazioni, promuovendo esperienze formative e professionali innovative, nonché iniziative di scambio e cooperazione a livello nazionale e internazionale, anche attraverso la partecipazione a programmi e progetti regionali ed europei, al fine di favorire l’apertura, il rinnovamento e la crescita culturale del settore;

risulta altresì strategico che le cooperative sociali di tipo B siano messe nelle condizioni di aggiornare e innovare le proprie competenze tradizionali – nei settori dell’artigianato, dell’agricoltura, della ristorazione e dei servizi – integrandole con le nuove tecnologie e con processi produttivi più avanzati; ciò richiede investimenti mirati in formazione tecnica e manageriale, nonché il rafforzamento delle capacità di progettazione e di accesso a bandi e strumenti di finanziamento per l’impresa, a livello regionale, nazionale ed europeo.

Rilevato inoltre che

a seguito dell’emergenza pandemica da Covid-19, molte cooperative sociali di tipo B hanno dovuto affrontare una fase particolarmente complessa di riorganizzazione e riposizionamento delle proprie attività produttive e di inserimento lavorativo, registrando una contrazione di commesse, una riduzione delle opportunità nei settori tradizionali e la necessità di reinventare modelli organizzativi e ambiti di intervento per garantire sostenibilità economica e continuità occupazionale alle persone fragili inserite nei percorsi lavorativi.

Considerato che

Il mantenimento e il rafforzamento del modello cooperativo emiliano-romagnolo costituiscono un elemento identitario e strategico per lo sviluppo regionale;

in coerenza con il Pilastro europeo dei diritti sociali e con il quadro strategico della programmazione 2021–2027 dei fondi strutturali, che attribuiscono all’economia sociale, alla qualità dell’occupazione e all’inclusione lavorativa un ruolo centrale nelle politiche di crescita sostenibile e coesione territoriale;

le cooperative sociali di tipo B esprimono, inoltre, una peculiare capacità di salvaguardare mestieri, competenze e modalità operative radicate nei territori di appartenenza, valorizzando saperi locali e pratiche produttive che costituiscono parte integrante dell’identità economica e sociale delle comunità; tali approcci, fortemente orientati alla dimensione relazionale e territoriale, risultano spesso difficilmente compatibili con le logiche prevalenti del sistema economico contemporaneo, caratterizzato da standardizzazione, compressione dei margini e competizione su larga scala;

le cooperative sociali di tipo B rappresentano un presidio fondamentale anche nelle aree montane e nei territori periferici, dove svolgono funzioni di inclusione lavorativa difficilmente sostituibili dal mercato tradizionale;

esse contribuiscono inoltre in modo significativo alla stabilizzazione occupazionale in contesti fragili, generando opportunità di lavoro durature e percorsi di autonomia per persone che difficilmente troverebbero collocazione nel mercato ordinario;

Una fragilità nella governance e nella sostenibilità organizzativa potrebbe incidere negativamente sulla qualità dei servizi e sulle opportunità occupazionali per le persone svantaggiate.

Considerato altresì che

Le cooperative sociali di tipo B svolgono una funzione rilevante anche sotto il profilo della sicurezza sociale, in quanto favoriscono l’inserimento lavorativo di persone provenienti da percorsi di detenzione o da situazioni di marginalità, offrendo concrete opportunità di reintegrazione e contribuendo in modo significativo alla riduzione del rischio di recidiva, attraverso il lavoro quale strumento di responsabilizzazione, autonomia e stabilizzazione sociale;

autorevoli studiosi dell’economia civile e già componenti di organismi nazionali di indirizzo sul Terzo settore hanno evidenziato come le cooperative sociali fondino la propria forza non sul capitale materiale, bensì sul capitale umano, sulla qualità delle relazioni e sulla fiducia reciproca, operando in ambiti in cui la personalizzazione degli interventi e la dimensione relazionale costituiscono il principale fattore di valore, ne consegue che le difficoltà nel ricambio generazionale non rappresentano soltanto una questione anagrafica o organizzativa, ma incidono direttamente sul patrimonio di capitale sociale e di coesione che costituisce l’infrastruttura immateriale essenziale di tali imprese;

le cooperative sociali di tipo B esprimono un approccio al lavoro nel quale i lavoratori – siano essi persone svantaggiate o soci ordinari – costituiscono il nucleo essenziale del capitale umano dell’impresa; nei loro laboratori produttivi la dimensione economica e quella sociale non risultano separate, ma profondamente integrate, e la vera sfida consiste nel far coincidere la sostenibilità e la produttività con il rispetto della dignità, dei tempi e delle condizioni delle persone coinvolte, rappresentando tale equilibrio una delle principali scommesse del modello cooperativo;

pur non configurandosi la “staffetta generazionale” quale materia autonoma di competenza regionale, la Regione Emilia-Romagna esercita competenze proprie in materia di politiche attive del lavoro, formazione professionale, sostegno all’impresa e promozione dell’economia sociale, potendo pertanto – nell’ambito della propria programmazione e attraverso l’utilizzo di risorse regionali e del Fondo Sociale Europeo Plus – promuovere strumenti di accompagnamento al ricambio generazionale, percorsi di affiancamento tra dirigenti senior e nuove figure professionali, nonché misure di incentivazione volte a favorire la continuità gestionale nelle cooperative sociali.

Tutto ciò premesso

Impegna la Giunta regionale

A rafforzare e rendere strutturali, nell’ambito delle proprie competenze in materia di lavoro, formazione ed economia sociale, misure organiche a sostegno del ricambio generazionale nelle cooperative sociali di tipo B, favorendo percorsi di formazione manageriale, affiancamento tra generazioni nella governance, strumenti di accompagnamento e specifiche azioni di staffetta generazionale nella programmazione regionale del lavoro e della formazione;

a rendere espliciti e trasversali, nei bandi e negli strumenti di programmazione regionale — ivi compresi quelli finanziati con fondi europei (FESR, FSE+, PNRR e altri fondi strutturali), anche afferenti allo sviluppo economico, industriale e ambientale — criteri di premialità dedicati a valorizzare:

-  l’innovazione organizzativa delle cooperative sociali di tipo B;

-  il coinvolgimento di giovani professionisti nei ruoli di responsabilità;

-  l’inclusione delle cooperative di tipo B nei partenariati e nelle filiere progettuali;

al fine di rafforzarne il consolidamento di mercato, la capacità di generare nuova imprenditorialità inclusiva e il ricambio generazionale;

a rafforzare, anche attraverso specifici interventi di programmazione e criteri di premialità nei bandi regionali, il ruolo delle cooperative sociali di tipo B nei percorsi di reinserimento lavorativo di persone provenienti da percorsi di detenzione, riconoscendone il contributo alla riduzione dei fenomeni di recidiva e alla sicurezza sociale delle comunità;

a promuovere una ricognizione e sistematizzazione delle esperienze e degli strumenti regionali già in essere in materia di ricambio generazionale e continuità d’impresa – quali, in particolare, le convenzioni di cui all’articolo 22 della legge regionale n. 17 del 2005, le misure di staffetta generazionale e i percorsi di workers buyout – al fine di valorizzarli, coordinarli e, ove necessario, potenziarli nell’ambito della programmazione regionale e dei fondi europei, così da ottenere un salto di scala nelle politiche a sostegno delle cooperative sociali di tipo B.

Approvata a maggioranza dalla Commissione II Politiche economiche nella seduta del 25 maggio 2026.

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