n.324 del 29.12.2025 (Parte Seconda)

ORDINE DEL GIORNO - Oggetto n. 1763 - Ordine del giorno n. 19 collegato all'oggetto 1507 proposta d'iniziativa Giunta recante: "Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) 2026". A firma dei Consiglieri: Valbonesi, Daffadà, Quintavalla, Lucchi, Ancarani, Castellari, Critelli, Arduini, Costi, Lembi, Burani, Paldino, Bosi, Trande, Costa, Fornili, Muzzarelli, Lori, Albasi, Sabattini, Donini, Proni, Carletti, Calvano, Ferrari, Gordini, Larghetti, Petitti, Parma, Casadei

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna 
Premesso che

in occasione della Giornata Internazionale della Montagna, lo scorso 12 dicembre il Ministro Calderoli ha annunciato la revisione dei criteri di classificazione dei Comuni montani, necessaria, secondo il Governo, a superare le attuali distorsioni classificatorie. 

Tali criteri - definiti da una commissione di esperti sulla cui composizione si erano da più parti espresse perplessità in ordine sia alla provenienza geografica, sia alle professionalità coinvolte - sono basati su percentuale di superficie e pendenza, altimetria media e prossimità territoriale con altri comuni montani e porteranno a cancellare la montanità, e con essa le risorse specificamente destinate, del 30% dei Comuni oggi montani, ovvero 1.200 su 4.000. 

Ad essere penalizzato sarà soprattutto l’Appennino, con casi, come quello dell’Emilia-Romagna, in cui oltre il 40% dei 121 Comuni montani perderebbe tale classificazione. 

Reso noto che

la revisione presentata dal Governo ha sollevato le proteste di molti sindaci dei Comuni appenninici, che rilevano come non sia l’altitudine minore rispetto all’arco alpino a scongiurare tutte le problematiche legate allo spopolamento, all’isolamento, alle carenze infrastrutturali o alla mancanza di servizi. 

Anche ANCI ed UNCEM hanno espresso perplessità e preoccupazioni rispetto alle ricadute dei nuovi criteri, sottolineando la necessità che siano attenzionale anche le specificità storiche, culturali e demografiche dei comuni e che si considerino anche gli aspetti sociali, economici e infrastrutturali che caratterizzano le singole realtà. 

Evidenziato che

la Regione Emilia-Romagna ha da tempo adottato un approccio integrato, teso ad uno sviluppo sostenibile dei territori montani e rispettoso delle loro peculiarità. 

Le azioni tese allo sviluppo delle infrastrutture - comprese quelle sanitarie, sociali e digitali - a garantire la prossimità dei servizi rivolti alla popolazione, a mantenere i plessi scolastici e a sostenere l’occupazione attraverso la valorizzazione delle risorse ambientali e agricole locali, hanno portato a risultati estremamente incoraggianti, avvallati dal “Rapporto Montagne Italia 2025” di Uncem, secondo cui nel periodo 2019-2023 il saldo migratorio della popolazione nelle aree montane dell’Emilia-Romagna si attesta a +46,7 per mille, contro il 12 per mille del dato nazionale. 

Se si considera la funzione fondamentale che la buona gestione del territorio montano svolge nel contrasto al rischio idrogeologico, è evidente come questo dato apporti significativi vantaggi all’intero territorio regionale. 

Sottolineato che

di fronte alle tante nuove azioni che la Legge 131/25 (Disposizioni per il riconoscimento e la promozione delle zone montane), invece di aumentare le risorse disponibili, ferme a 200mln€ annui dal 2021, il Governo taglia gli aventi diritto, con una tale miopia di visione da annullare il fondamentale legame fra colline e montagne, contrapponendo i territori fra loro e buttando via tutti i traguardi raggiunti in anni di programmazioni sinergiche e condivise. 

Impegna la Giunta

a condividere nell’ambito della imminente discussione in sede di Conferenza delle Regioni la necessità di rivedere i criteri annunciati dal Ministro Calderoli nella direzione di una lettura che - lungi dal limitarsi ad altimetrie e pendenze - tenga nella dovuta considerazione tutti quegli elementi antropici, culturali, socio-economici ed infrastrutturali che sono l’essenza stessa della definizione di montanità. 

Approvato a maggioranza dei presenti nella seduta pomeridiana del 23 dicembre 2025

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