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n.146 del 21.05.2014 periodico (Parte Seconda)

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Provvedimento di valutazione di impatto ambientale per la realizzazione di un impianto idroelettrico sul fiume Reno in loc. Cavacchio, comune di Vergato, presentato da Bergami Giuseppe (ora Società Reno Idroelettrica Srl), all'interno della procedura di rilascio della autorizzazione unica ex art. 12 del DLgs 387/03, di competenza della Provincia di Bologna

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

(omissis)

delibera: 

a) la Valutazione di Impatto Ambientale positiva, ai sensi dell’art. 16 della LR 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, sul progetto denominato “impianto idroelettrico sul Fiume Reno in loc. Cavacchio, Comune di Vergato”, presentato da Società Reno Idroelettrica s.r.l., poiché l'intervento previsto è, secondo gli esiti dell’apposita Conferenza di Servizi, nel complesso ambientalmente compatibile; 

b) di ritenere, quindi, possibile realizzare il progetto in previsione, a condizione siano rispettate le prescrizioni riportate ai punti 1.C., 2.C. e 3.C. del Rapporto conclusivo della Conferenza di Servizi, che costituisce l’Allegato 1, parte integrante e sostanziale della presente deliberazione, di seguito trascritte:

1. prima dell’inizio dei lavori dovrà essere presentato al Servizio Tecnico di Bacino Reno il progetto esecutivo dei lavori da eseguirsi sulla briglia e sulle sue opere accessorie, che rilascerà il parere di competenza e valuterà se richiedere specifica garanzia fideiussoria; 

2. l’esecuzione delle opere di cantierizzazione che comporteranno eventuale occupazione temporanea di aree demaniali, dovranno essere oggetto di apposita concessione, da richiedere al Servizio Tecnico Bacino Reno prima dell’inizio dei lavori;

3. il valore di DMV definito negli elaborati progettuali pari a 1300 l/s, è ritenuto congruo;

4. di tale quantitativo, una quota (120 l/s) dovrà essere lasciato defluire attraverso la scala di risalita della fauna ittica, dimensionata secondo le indicazioni riportate nelle integrazioni presentate a ottobre 2013. La quota restante, sarà lasciata defluire liberamente sulla gaveta della briglia, senza la realizzazione di una bocca a stramazzo come indicato negli elaborati integrativi;

5. il rispetto di tale DMV verrà garantito dal posizionamento a monte dell’opera di presa di uno strumento appositamente tarato e collegato ai comandi di apertura delle paratoie dell’opera di presa: le modalità progettuali atte al rilascio e alla verifica del DMV sono considerate congrue;

6. i dati relativi al monitoraggio quantitativo sopra riportato, nonché i dati relativi alle portate derivate e transitanti di cui all’art. 95 del Dlgs 152/06, dovranno essere trasmessi con cadenza annuale al Servizio Tutela Risanamento Risorsa Acqua e al Servizio Tecnico Bacino Reno della Regione Emilia-Romagna, nonché all’Autorità di Bacino del Fiume Reno;

7. relativamente al monitoraggio di cui al richiamato art. 95, la Ditta dovrà provvedere a trasmettere per approvazione la necessaria documentazione al Servizio Tutela Risanamento Risorsa Acqua e al Servizio Tecnico Bacino Reno della Regione Emilia-Romagna, nonché all’Autorità di Bacino del Fiume Reno anteriormente rispetto alla messa in esercizio dell’impianto;

8. le modalità di trasmissione dei suddetti dati dovranno essere preventivamente concordate coi soprarichiamati Enti;

9. dovrà essere realizzata la continuità della parete in gabbionata in adiacenza al fronte della cabina elettrica lato fiume in modo da attenuare l’impatto della stessa dal punto di vista paesaggistico;

10. in caso di dismissione dovranno essere tombati il locale di centrale e la vasca di carico;

11. dovranno essere rivisti i costi indicati per le operazioni di dismissione e smaltimento, in quanto quelli indicati appaiono sottostimati;

12. qualora le opere, al momento della loro dismissione, abbiano una positiva valenza idraulica, il Servizio Tecnico di Bacino potrà disporre il mantenimento delle stesse o di una loro parte, e la loro acquisizione al demanio idrico;

13. trattandosi di un’opera strategica per le finalità di protezione civile, di cui il DPCM 21 ottobre 2003 - Allegato 1 Elenco A, il progetto esecutivo è soggetto ad Autorizzazione sismica che il Proponente dovrà richiedere nell’ambito della procedura di rilascio dell’Autorizzazione unica previo pagamento del rimborso forfettario di cui il DGR 1116/2011 pari a 480 euro da effettuarsi sul Conto corrente bancario intestato all’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese con IBAN IT61W063850243710000 0046447;

14. per quanto riguarda la modulistica inerente l’Autorizzazione sismica, il Proponente dovrà fare riferimento alla Modulistica Unificata Regionale (MUR) scaricabile presso il seguente sito: http://ambiente.regione.emilia-romagna.it/geologia/temi/sismica/l.r.-30-ottobre-2008-n.-19-norme-per-la-riduzione-del-rischio-sismico/modulistica-unificata-regionale-mur-1

15. si prescrive l’aggiornamento del piano di dismissione da presentare alla Provincia di Bologna, previa approvazione del Servizio Tecnico Bacino Reno;

16. nel caso di superamenti dei limiti acustici di legge il soggetto proponente dovrà provvedere a dotare il locale tecnico della centrale di sistemi di insonorizzazione;

17. i movimenti di terra dovranno essere limitati allo stretto necessario, eseguiti in modo tecnicamente idoneo e razionale e nella stagione più favorevole, adottando tutti gli accorgimenti utili onde evitare, durante e dopo l'esecuzione, eventuali danni alla stabilità dei terreni ed al buon regime delle acque superficiali e profonde;

18. l'esecuzione dei lavori non dovrà arrecare alcun danno a piante, terreni e corsi d’acqua esistenti nelle immediate adiacenze dell'area direttamente interessata dall'intervento autorizzato;

19. durante i lavori di scavo del terreno, dovrà essere conservato ed accumulato a parte il suolo agricolo superficiale, che dovrà essere riutilizzato nella sistemazione finale dei luoghi;

20. le scarpate di neoformazione originate dai movimenti terra dovranno essere razionalmente conformate, rifinite ed inerbite con essenze vegetali locali entro la prima stagione utile, evitando fenomeni erosivi o di dilavamento;

21. a lavori ultimati, le acque meteoriche dovranno essere validamente regimate con strutture proporzionate e durature ed opportunamente convogliate in condotte o corsi d'acqua esistenti nella zona, evitando fenomeni di erosione, scolo improprio e ristagno;

22. il materiale di risulta, nella quantità eccedente quella di rinterro e computato in circa 1.000 metri cubi, potrà essere riutilizzato nel rispetto delle leggi vigenti oppure essere smaltito presso un deposito autorizzato;

23. qualora lo scavo interferisse con esistenti falde sotterranee, fosse drenanti o scoli e corsi d'acqua, dovrà provvedersi all'immediato ripristino e assetto efficace e duraturo di tali entità; eventuali ristagni d'acqua di qualunque provenienza dovranno venire prontamente rimossi;

24. lo scavo a sezione obbligata entro cui verrà alloggiato il cavidotto interrato dovrà essere dotato di drenaggi al fine di impedire l’accumulo ed il ristagno di acqua nel materiale detritico. Tali drenaggi dovranno essere opportunamente posizionati lungo il percorso della condotta ad una distanza giudicata idonea dai progettisti e dovranno essere sempre presenti nei tratti in cui la condotta è in contro pendenza o presenta una debole pendenza;

25. tutti i lavori dovranno venire rapportati alle modalità ed alle limitazioni delle vigenti "Prescrizioni di massima e di polizia forestale" della Regione Emilia-Romagna;

26. sarà necessario rispettare le seguenti prescrizioni:

  • bagnatura periodica dell'area di cantiere e delle piste non asfaltate con frequenza congrua al periodo meteorologico;
  • realizzazione di dispositivi per la pulizia delle ruote all'ingresso e all’uscita dai cantieri;
  • asfaltatura delle piste di cantiere in prossimità degli accessi sulla viabilità locale garantendone l’eventuale ripristino alla condizione precedente il cantiere in rapporto alla loro destinazione d’uso;
  • utilizzo dei mezzi destinati al trasporto dei materiali di approvvigionamento e di risulta dotati di idonei teli di copertura;
  • delimitazione e copertura delle aree destinate allo stoccaggio dei materiale a possibile diffusione di polveri;
  • utilizzo di camion e mezzi meccanici conformi alle ordinanze comunali e provinciali, nonché alle normative ambientali relative alle emissioni dei gas di scarico degli automezzi;
  • obbligo di velocità ridotta sulla viabilità di servizio al fine di contenere il sollevamento delle polveri;
  • utilizzo di recinzioni a maglia fitta per delimitare le zone di cantiere o di pannelli mobili che oltre a limitare l’impatto sonoro possono contribuire ad abbassare il livello di polverosità nei pressi dei ricettori;

27. è necessario che la movimentazione di materiali litici ed in particolare delle ghiaie presenti all’interno dell’alveo demaniale, sia realizzata in conformità alle norme vigenti ed in ogni caso i materiali dovranno rimanere all’interno delle pertinenze demaniali;

28. è necessario che il taglio e lo sfrondamento delle piante sia limitato allo stretto indispensabile per la realizzazione delle opere avendo cura di rimuovere prontamente le ramaglie tagliate e conferirle in impianto di recupero o qualora non possibile, in discarica autorizzata;

29. è necessario che a lavori ultimati venga prontamente eseguito l’inerbimento di tutta l’area interessata dagli interventi;

30. per la realizzazione dell’opera, ai fini della tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori, dovrà essere rispettato il dettato del D.Lgs 81/2008 e successive modifiche, con particolare riferimento a quanto previsto dal titolo IV “Cantieri temporanei e mobili” in connessione agli allegati XIII- XV- XVI e XVII e comunque prima dell’inizio dei lavori dovranno essere adottate le seguenti azioni:

  • redazione del Piano di sicurezza e coordinamento correlato alle fasi di lavorative per la realizzazione dell’opera, con la determinazione analitica dei costi della sicurezza;
  • nomina del Responsabile dei lavori;
  • nomina del coordinatore per la progettazione;
  • nomina del coordinatore per l’esecuzione; con l’indicazione dell’attività di controllo e coordinamento minima da effettuarsi durante i lavori;
  • trasmissione agli enti competenti della notifica preliminare;
  • verifiche dell’idoneità tecnico-professionale delle imprese esecutrici, con riferimento anche alle imprese che effettuano lavorazioni in ambienti confinati o sospetti di inquinamento;
  • controllo dell’attività del Coordinatore da parte del Responsabile dei lavori;

31. nella fase di esercizio dell’impianto ai fini della tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori, dovrà essere rispettato il dettato del D.Lgs 81/2008 e successive modifiche con particolare riferimento agli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria dovranno essere adottate le seguenti azioni:

  • aggiornare il Documento di valutazione dei rischi, considerando che vengono svolte attività in ambienti confinati o sospetti di inquinamento.(DPR 14 settembre 2011 n. 177);
  • garantire una adeguata aerazione e illuminazione dei locali di lavoro, anche attraverso sistemi di ventilazione meccanica di portata adeguata ai volumi interrati e di illuminazione artificiale che si attivino prima dell’accesso del personale rimanendo accesi per tutto il periodo di permanenza all’interno della centrale;
  • aggiornare informazione e formazione ed addestramento dei lavoratori, dei dirigenti e dei preposti;
  • aggiornare il piano di emergenza garantendo un sistema di chiamata di urgenza/allarme in caso di necessità;
  • proteggere adeguatamente, tutte le aree della centrale e le scale di accesso che possano presentare pericolo di caduta dall’alto, al fine di evitare tale rischio;

c) di dare atto che il parere della Provincia e del Comune, sulla compatibilità ambientale del progetto, è contenuto all’interno del Rapporto conclusivo dei lavori della Conferenza di Servizi che costituisce l’Allegato 1, parte integrante e sostanziale della presente deliberazione; 

d) di dare atto che ai sensi dell’art. 14-ter, comma 7 della Legge 7 agosto 1990 n. 241 e dell’art. 17, comma 2 della LR 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, il presente atto sostituisce il nulla osta archeologico della Soprintendenza beni Archeologici non intervenuta in sede di Conferenza di Servizi conclusiva; 

e) di dare atto che ai sensi dell’art. 14-ter, comma 7 della Legge 7 agosto 1990 n. 241 e dell’art. 17, comma 2 della LR 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, il presente atto sostituisce il Parere di compatibilità paesaggistica espresso ai sensi dell’art. 146 Dlgs 22 gennaio 2004, n. 42 della Soprintendenza beni Architettonici e Paesaggistici non intervenuta in sede di Conferenza di Servizi conclusiva; 

f) di dare atto che il permesso di costruire verrà rilasciato dal Comune di Vergato in seguito alla approvazione della presente deliberazione; 

g) di dare atto che l’Autorizzazione paesaggistica ai sensi del DLGS 22 gennaio 2004, n. 42 e del DPCM 12 dicembre 2005 del Comune di Vergato è stata rilasciata con atto numero 33 del 7/2/2014 e costituisce l’Allegato 2, parte integrante e sostanziale della presente deliberazione; 

h) di dare atto che il parere favorevole sul permesso di costruire, di competenza di ARPA intervenuta in sede di Conferenza di Servizi conclusiva è contenuto all’interno del Rapporto conclusivo dei lavori della Conferenza di Servizi che costituisce l’Allegato 1, parte integrante e sostanziale della presente deliberazione; 

i) di dare atto che il parere favorevole sul permesso di costruire, di competenza di AUSL intervenuta in sede di Conferenza di Servizi conclusiva è contenuto all’interno del Rapporto conclusivo dei lavori della Conferenza di Servizi che costituisce l’Allegato 1, parte integrante e sostanziale della presente deliberazione; 

j) di dare atto che ai sensi dell’art. 17, comma 3, L.R. 18 maggio 1999, n. 9 come integrata ai sensi del DLgs 3 aprile 2006, n. 152 e successive modifiche ed integrazioni, la presente valutazione di impatto ambientale positiva costituisce variante al vigente strumento urbanistico del Comune di Vergato, qualora il Consiglio comunale ratifichi l’atto conclusivo della procedura di VIA entro 30 gg dalla comunicazione della presente deliberazione; 

k) di dare atto che il parere favorevole sulla suddetta variante allo strumento urbanistico del Comune di Vergato, espresso ai sensi di legge dalla Provincia di Bologna, è contenuto all’interno del Rapporto conclusivo dei lavori della Conferenza di Servizi che costituisce l’Allegato 1, parte integrante e sostanziale della presente deliberazione; 

l) di dare atto che il parere favorevole sulla suddetta variante allo strumento urbanistico del Comune di Vergato, espresso ai sensi di legge da ARPA, intervenuta in sede di Conferenza di Servizi conclusiva è contenuto all’interno del Rapporto conclusivo dei lavori della Conferenza di Servizi che costituisce l’Allegato 1, parte integrante e sostanziale della presente deliberazione; 

m) di dare atto che il parere favorevole sulla suddetta variante dovuto ai sensi di legge da AUSL intervenuta in sede di Conferenza di Servizi conclusiva è contenuto all’interno del Rapporto conclusivo dei lavori della Conferenza di Servizi che costituisce l’Allegato 1, parte integrante e sostanziale della presente deliberazione; 

n) di dare atto che la concessione di derivazione di acqua pubblica ad uso idroelettrico, comprensiva di concessione per l’utilizzo di aree del demanio idrico e nulla osta idraulico, rilasciata ai sensi del R.R. 20 novembre 2001, n. 41; della L.R. 14 aprile 2004, n. 7; del R.D. 30 giugno 1904, n. 523, dal competente Servizio Tecnico di Bacino con determinazione n. 3194 del 12/03/2014, costituisce l’Allegato 3, parte integrante e sostanziale della presente deliberazione; 

o) di dare atto che i pareri favorevoli inerenti la derivazione di acqua pubblica ad uso idroelettrico, espressi ai sensi del RR 20 novembre 2001, n. 41 dalla Provincia di Bologna e dalla Regione Emilia-Romagna, Servizio Tutela e Risanamento Risorsa Acqua, sono contenuti all’interno del Rapporto conclusivo dei lavori della Conferenza di Servizi che costituisce l’Allegato 1, parte integrante e sostanziale della presente deliberazione; 

p) di dare atto che ai sensi dell’art. 14-ter, comma 7 della Legge 7 agosto 1990 n. 241 e dell’art. 17, comma 2 della L.R. 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, il presente atto sostituisce il parere favorevole inerente la derivazione di acqua pubblica ad uso idroelettrico, espresso ai sensi del R.R. 20 novembre 2001, n. 41 dall’Autorità di Bacino del Reno non intervenuta in sede di Conferenza di Servizi conclusiva; 

q) di dare atto che l’Autorizzazione alla costruzione e all’esercizio di impianto alimentato da fonti rinnovabili ai sensi del DLgs 29 dicembre 2003, n. 387 e della L.R. 23 dicembre 2004, n. 26 verrà rilasciata dal Comune di Vergato all’interno dell’Autorizzazione Unica ai sensi del DLgs 387/03 di competenza della Provincia di Bologna in seguito all’emanazione del presente atto; 

r) di dare atto che l’approvazione del progetto di riutilizzo delle terre e rocce da scavo, da effettuarsi, ai sensi dell’art. 186 del DLgs 3 aprile 2006, n. 152 e successive modifiche ed integrazioni, da parte della Provincia di Bologna, autorità competente allo svolgimento della procedura di Autorizzazione Unica, è contenuto all’interno del Rapporto conclusivo dei lavori della Conferenza di Servizi che costituisce l’Allegato 1, parte integrante e sostanziale della presente deliberazione; 

s) di dare atto che il parere di competenza della Comunità Montana dell’Appennino Bolognese intervenuta in sede di Conferenza di Servizi conclusiva è contenuto all’interno del Rapporto conclusivo dei lavori della Conferenza di Servizi che costituisce l’Allegato 1, parte integrante e sostanziale della presente deliberazione; 

t) di dare atto che il Vincolo idrogeologico di competenza della Comunità Montana dell’Appennino Bolognese intervenuta in sede di Conferenza di Servizi conclusiva è contenuto all’interno del Rapporto conclusivo dei lavori della Conferenza di Servizi che costituisce l’Allegato 1, parte integrante e sostanziale della presente deliberazione; 

u) di dare atto che con nota acquisita al prot. PG/2014/8384 del 14/01/2014, il Comune di Vergato ha sottoposto alla Commissione per la qualità architettonica ed il paesaggio nella seduta del 3 luglio 2013 il progetto in oggetto; la Commissione ha rilasciato parere favorevole con la seguente prescrizione (Progetto aggiornato con integrazioni delle prescrizioni della CQAP depositato in data 23.07.2013 PG/2013/9980 e inviato alla soprintendenza in data 26.07.2013 prot. 10271):

  • realizzare la continuità della parete in gabbionata in adiacenza al fronte della cabina elettrica lato fiume in modo da attenuare l’impatto della stessa dal punto di vista paesaggistico;

v) di dare atto che in data 14/02/2013, con nota acquisita al prot. PG/2013/42135 del 15/02/2013, RFI esprime parere favorevole con le seguenti prescrizioni:

  • “tutte le opere ricadenti all’interno della fascia di rispetto ferroviaria dettata dall’art. 49 del DPR 753/80 dovranno essere oggetto di specifica richiesta di autorizzazione in deroga ai sensi dell’art. 60 del medesimo DPR;
  • i manufatti e le opere in attraversamento alla sede ferroviaria o in zona asservita da elettrodotti RFI saranno oggetto di specifica richiesta di autorizzazione verso RFI e dovranno essere regolati da apposita convenzione a titolo oneroso;
  • gli elettrodotti da realizzarsi a distanza inferiore a m 6,00 dalla più vicina rotaia dovranno essere considerati parallelismi ed essere autorizzati da RFI e regolati da apposito atto presentando specifica istanza alla Società Ferservizi SpA - Zona Tirrenica Nord - Via del Lazzaretto 16 - 40131 Bologna, che opera in nome e per conto di RFI”;

w) di dare atto che tali prescrizioni sono da ritenersi superate in quanto la nuova versione progettuale non interferisce più con le fasce di rispetto ferroviario. 

x) di dare atto che in data 21/01/2014, con nota prot. PG/2014/15209 è pervenuto il parere di Enel vincolato al rispetto delle seguenti prescrizioni:

  • “il progetto per costruzione della linea elettrica a 15kV e della relativa cabina di consegna, dovrà essere sviluppato nel rispetto delle norme di legge e relative norme CEI attualmente in vigore. In generale ricordiamo di seguito alcuni dei requisiti indicati anche nella guida per le connessioni alla Rete Elettrica di Enel Distribuzione:
  • i locali della cabina devono essere dotati di un accesso diretto ed indipendente da via aperta al pubblico in condizioni di sicurezza in qualsiasi momento del giorno e della notte senza alcun impedimento, sia per il personale Enel, sia per un’autogrù con peso a pieno carico di 180q.li;
  • le aperture devono garantire un grado di protezione 1P33 ed un’adeguata ventilazione a circolazione naturale di aria;
  • le tubazioni di ingresso dei cavi devono essere sigillate onde impedire la propagazione o infiltrazione dei fluidi liquidi e gassosi;
  • la struttura deve essere adeguatamente impermeabilizzata, al fine di evitare allagamenti ed infiltrazioni di acqua;
  • nella fattispecie, il manufatto da impiegare per la cabina di consegna, deve essere conforme alla tabella di Unificazione UE DG2092. In particolare il manufatto deve essere conforme a quanto indicato nelle normative di riferimento ed essere corredato di certificazione attestante l’avvenuto deposito del progetto strutturale ai sensi delle Leggi 1086/71, 64/73 e s.m.i.
  • ciò premesso, considerata anche la necessità di salvaguardare la continuità e la qualità del servizio elettrico, nonché di esercizio dei nostri impianti a 15kV in condizioni di assoluta sicurezza per il nostro personale e per i terzi, vi chiediamo di verificare, nell’ambito della valutazione del progetto, l’adozione degli standard tecnici per il rispetto dei requisiti sopracitati e la compatibilità idraulica in relazione ai livelli di piena anche occasionale del fiume”.

z) di dare atto che la presente delibera di VIA e gli atti accorpati diventeranno efficaci dalla data di emanazione dell’Autorizzazione Unica alla costruzione e all’esercizio di impianto alimentato da fonti rinnovabili ai sensi dell’art. 12 del DLGS 29 dicembre 2003, n. 387 e della L.R. 23 dicembre 2004, n. 26, che sarà rilasciata dalla competente Provincia di Bologna successivamente all’emanazione del presente atto; 

aa) di trasmettere, ai sensi dell’art. 16, comma 3, della LR 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, per opportuna conoscenza e per gli adempimenti di rispettiva competenza, copia della presente deliberazione alla Provincia di Bologna, all’Autorità Bacino Reno, a Hera SPA, al Comune di Vergato, alla Comunità Montana dell’Appennino Bolognese, ad ARPA – Sezione di Bologna, alla Soprintendenza per i beni ambientali e architettonici per le Province di Bologna, Modena, Bologna, Piacenza e Reggio Emilia, alla Soprintendenza per i beni Archeologici dell’Emilia-Romagna, ad AUSL Bologna, ad ENEL Distribuzione, ad ANAS e alla ditta Società Reno Idroelettrica srl; 

bb) di fissare, ai sensi dell’art. 17, comma 7, della LR 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, la conclusione dei lavori di realizzazione in anni 5 (cinque); 

cc) di pubblicare per estratto nel Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna, ai sensi dell’art. 16, comma 3, della L.R. 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, il presente partito di deliberazione; 

dd) di pubblicare integralmente la presente delibera sul sito web della Regione Emilia-Romagna.

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