n.183 del 16.07.2025 periodico (Parte Seconda)

Delibera di Giunta regionale n.565/2023 - Piano quinquennale di controllo dello storno (Sturnus vulgaris) 2023-2027 - Approvazione dell'integrazione dei contingenti numerici di capi abbattibili nel corso dell'anno 2025 suddivisi per province

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

Richiamate:

-  la Legge 11 febbraio 1992, n. 157 “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio” e successive modifiche e integrazioni, ed in particolare l’articolo 19, come novellato dalla Legge 29 dicembre 2022, n. 197, il quale prevede per le Regioni la facoltà di autorizzare piani di controllo numerico della fauna selvatica, per le finalità e alle condizioni indicate dalla medesima disposizione, mediante abbattimento e cattura, sentito l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA);

-  il Decreto del 13 giugno 2023 del Ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, di concerto con il Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste “Adozione del piano straordinario per la gestione e il contenimento della fauna selvatica”;

-  la Legge Regionale 15 febbraio 1994, n. 8 “Disposizioni per la protezione della fauna selvatica e per l’esercizio dell’attività venatoria”, così come modificata a seguito dell’entrata in vigore della Legge Regionale 30 luglio 2015, n. 13 “Riforma del sistema di governo regionale e locale e disposizioni su Città metropolitana di Bologna, Province, Comuni e loro unioni”, ed in particolare l’articolo 16 a norma del quale la Regione, ai sensi dell’articolo 19 della legge statale, provvede al controllo della fauna selvatica anche nelle zone vietate alla caccia, eccettuati i Parchi e le Riserve naturali, nei quali i prelievi e gli abbattimenti devono avvenire in conformità al regolamento del Parco e sotto la diretta sorveglianza dell’ente parco, secondo le modalità e le prescrizioni definite agli articoli 35, 36, 37 e 38 della Legge Regionale n. 6/2005;

Considerata la normativa vigente in materia di tutela della biodiversità e Siti della Rete Natura 2000 ed in particolare:

-   le Direttive n. 2009/147/CE “Uccelli - Conservazione degli uccelli selvatici” e n. 92/43/CEE “Habitat – conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche” in base alle quali, al fine di tutelare le specie animali e vegetali, nonché gli habitat, indicati negli Allegati I e II, gli Stati membri classificano in particolare come SIC (Siti di Importanza Comunitaria) e come ZPS (Zone di Protezione Speciale) i territori più idonei allo scopo di costituire una rete ecologica europea, definita "Rete Natura 2000";

-   il Decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357 "Regolamento recante attuazione della Direttiva n. 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche" e successive modifiche e integrazioni;

-   il Decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare del 17 ottobre 2007 “Criteri minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione relative a Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e a Zone di Protezione Speciale (ZPS)” che demandava alle Regioni il suo recepimento, attraverso l’approvazione di idonee Misure di conservazione nelle predette aree;

-   la Legge Regionale 14 aprile 2004, n. 7 “Disposizioni in materia ambientale. Modifiche ed integrazioni a leggi regionali” ed in particolare il Titolo I recante disposizioni relative ai siti della rete Natura 2000;

-   la Legge Regionale 17 febbraio 2005, n. 6 “Disciplina della formazione e della gestione del sistema regionale delle Aree naturali protette e dei siti della Rete Natura 2000”;

-   la Legge Regionale 23 dicembre 2011, n. 24 “Riorganizzazione del sistema regionale delle aree protette e dei siti della rete Natura 2000 e istituzione del parco regionale dello Stirone e del Piacenziano”;

-   la Legge Regionale 20 maggio 2021, n. 4 “Legge Europea per il 2021” che, al Capo III, ha introdotto nuove disposizioni in materia di Rete Natura 2000;

-   le seguenti deliberazioni della Giunta regionale:

-  n. 112/2017 “Ripristino delle misure regolamentari inerenti al settore agricolo previste dalle misure specifiche di conservazione e dai piani di gestione dei siti Natura 2000 dell’Emilia-Romagna e approvazione della relativa cartografia”;

-  n. 145/2019, n. 2028/2019 e n. 245/2020, con le quali sono state approvate le intese con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per la designazione dei 139 Siti di Importanza Comunitaria (SIC) in Zone Speciali di Conservazione (ZSC), recepite successivamente dai D.M. del 3 aprile 2019, del 16 dicembre 2019 e del 16 giugno 2020;

-  n. 1336/2022 “Approvazione delle misure specifiche di conservazione dei siti interessati dal progetto Life Eremita”;

-  n. 1174/2023 “Approvazione della Direttiva regionale Vinca”, che stabilisce le procedure da seguire per la Valutazione di incidenza ambientale (Vinca);

-  n. 1227/2024 “Misure generali e specifiche di conservazione dei Siti Natura 2000”;

-  n. 1562/2024 “Ampliamento della Rete dei Siti Natura 2000”;

Vista la Carta delle Vocazioni Faunistiche della Regione Emilia-Romagna, approvata con delibera del Consiglio regionale n. 1036 del 23 novembre 1998 e successivamente aggiornata con deliberazioni dell’Assemblea Legislativa n. 122 del 25 luglio 2007 e n. 103 del 16 gennaio 2013;

Richiamato il “Piano Faunistico-Venatorio regionale dell’Emilia-Romagna 2018-2023”, approvato dall’Assemblea Legislativa con deliberazione n. 179 del 6 novembre 2018 e prorogato con deliberazione n. 149 del 21 dicembre 2023 fino a definizione di un nuovo strumento di pianificazione e, comunque, fino al termine della stagione venatoria 2025-2026;

Richiamata la propria deliberazione n. 1763 del 13 novembre 2017 “Approvazione del Piano di sorveglianza e di monitoraggio sanitario nella fauna selvatica”;

Richiamate, altresì, le proprie deliberazioni:

-  n. 565 del 12 aprile 2023 con la quale è stato approvato il “Piano quinquennale di controllo dello storno (Sturnus vulgaris) – Periodo di validità 2023-2027”;

-  n. 591 del 22 aprile 2025 “Delibera di Giunta regionale n. 565/2023 - Piano quinquennale di controllo dello storno (Sturnus vulgaris) 2023-2027 - Approvazione dei contingenti numerici di capi abbattibili nel corso dell'anno 2025 suddivisi per province”;

Preso atto che il richiamato Piano di controllo dello storno stabilisce, ai punti 6 e 9, che il numero di capi prelevabili ogni anno dev’essere oggetto di specifica richiesta ad ISPRA e che il contingente annuale dei capi abbattibili viene definito con apposito atto, previo parere di ISPRA stessa;

Considerato che, con nota Prot. n. 0564126_E del 6 giugno 2025, la Polizia Provinciale di Modena ha comunicato l’esigenza di estendere il contingente annuale 2025 stante la necessità di consentire interventi mirati di contenimento degli impatti derivanti dalla presenza di storni alle produzioni agricole, principalmente ceraseti e vigneti;

Atteso che la Regione ha richiesto ad ISPRA un’integrazione del contingente annuale con nota Prot. n. 0566379_U del 6 giugno 2025 riscontrata con nota ISPRA, acquisita agli atti del Settore Attività faunistico-venatorie, pesca e acquacoltura con Prot. n. 0597114.E del 17 giugno 2025, in cui l’Istituto aumenta di 5.000 unità il contingente 2025 elevando così il numero di capi abbattibili a complessivi 13.000 soggetti;

Ritenuto, pertanto, necessario procedere alla ridefinizione del contingente massimo abbattibile per l’annualità 2025 in 13.000 storni, ripartiti tra le province dell’Emilia-Romagna sulla base dei dati relativi alla serie storica dei prelievi 2018-2024, come segue: 

Provincia

Numero di capi prelevabili nel 2025

Bologna

2.080

Ferrara

390

Forlì-Cesena

390

Modena

6.500

Parma

1.300

Piacenza

260

Ravenna

780

Reggio Emilia

1.040

Rimini

260

Totale

13.000

Dato atto che:

-  qualora necessario, saranno possibili variazioni numeriche interprovinciali dei capi previsti, demandandone la riassegnazione al Responsabile del Settore Attività faunistico-venatorie, pesca e acquacoltura, fermo restando il contingente massimo sopraindicato;

-  restano confermate tutte le condizioni e limitazioni già previste dalla richiamata deliberazione n. 565/2023;

Richiamati, in ordine agli obblighi di trasparenza:

-  il Decreto Legislativo 14 marzo 2013, n. 33 “Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni” e successive modifiche ed integrazioni;

-  la propria deliberazione n. 110 del 27 gennaio 2025 “PIAO 2025. Adeguamento del PIAO 2024/2026 in regime di esercizio provvisorio”;

-  la determinazione n. 2335 del 9 febbraio 2022 del Servizio Affari legislativi e Aiuti di stato “Direttiva di indirizzi interpretativi degli obblighi di pubblicazione previsti dal decreto legislativo n.33 del 2013. Anno 2022”;

Vista la Legge regionale 26 novembre 2001, n. 43 “Testo unico in materia di organizzazione e di rapporti di lavoro nella Regione Emilia-Romagna” e successive modifiche ed integrazioni, ed in particolare l'articolo 37, comma 4;

Richiamate altresì le proprie deliberazioni:

-  n. 426 del 21 marzo 2022 “Riorganizzazione dell’Ente a seguito del nuovo modello di organizzazione e gestione del personale. Conferimento degli incarichi ai Direttori generali e ai Direttori di Agenzia”;

-  n. 2319 del 22 dicembre 2023 “Modifica degli assetti organizzativi della Giunta regionale. Provvedimenti di potenziamento per fare fronte alla ricostruzione post alluvione e indirizzi operativi”;

-  n. 2376 del 23 dicembre 2024 “Disciplina organica in materia di organizzazione dell'ente e gestione del personale. Aggiornamenti in vigore dal 1° gennaio 2025”;

-  n. 2378 del 23 dicembre 2024 “Esercizio provvisorio. Proroga di termini organizzativi”;

-  n. 608 del 22 aprile 2025 “Proroga incarichi di direzione generale e di agenzia in attesa della conclusione del processo di costituzione dell'elenco dei candidati idonei per ricoprire incarichi e riorganizzazione”;

Richiamate infine le circolari del Capo di Gabinetto del Presidente della Giunta regionale PG/2017/0660476 del 13 ottobre 2017 e PG/2017/0779385 del 21 dicembre 2017 relative ad indicazioni procedurali per rendere operativo il sistema dei controlli interni predisposte in attuazione della deliberazione n. 468/2017, ora sostituita dalla citata deliberazione n. 2376/2024;

Dato atto che il Responsabile del procedimento ha dichiarato di non trovarsi in situazione di conflitto, anche potenziale, di interessi;

Dato atto inoltre dei pareri allegati;

Su proposta dell'Assessore all'Agricoltura e Agroalimentare, Caccia e Pesca, Rapporti con la UE, Alessio Mammi;

A voti unanimi e palesi
delibera

1.  di ridefinire, per l’anno 2025, il numero massimo di 13.000 individui di storno abbattibili sull’intero territorio regionale, nell’ambito del Piano quinquennale di controllo dello storno 2023-2027 approvato con deliberazione della Giunta regionale n. 565/2023, ripartiti tra le province dell’Emilia-Romagna, come segue: 

Provincia

Numero di capi prelevabili nel 2025

Bologna

2.080

Ferrara

390

Forlì-Cesena

390

Modena

6.500

Parma

1.300

Piacenza

260

Ravenna

780

Reggio Emilia

1.040

Rimini

260

Totale

13.000

2.  di dare atto che restano confermate tutte le condizioni e limitazioni già previste dalla deliberazione n. 565/2023 e che, qualora necessario, saranno possibili variazioni numeriche interprovinciali dei capi previsti, demandandone la riassegnazione al Responsabile del Settore Attività faunistico-venatorie, pesca e acquacoltura, fermo restando il contingente massimo sopraindicato;

3.  di dare atto altresì che, per quanto previsto in materia di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni, si provvederà ai sensi delle disposizioni normative e amministrative richiamate in parte narrativa;

4.  di disporre, infine, la pubblicazione in forma integrale della presente deliberazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna Telematico, dando atto che il Settore Attività faunistico-venatorie, pesca e acquacoltura provvederà a darne la più ampia diffusione anche sul sito internet E-R Agricoltura, Caccia e Pesca.

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